daunenmantel peuterey la danza macabra di quel che resta di un partito

woolrich giubbino donna la danza macabra di quel che resta di un partito

Forse in extremis i due contendenti, Bersani e Renzi, si metteranno d’accordo: Ma l’assemblea del Pd che si svolge oggi appare surreale come quel consiglio nazionale dei Ds di fine giugno inizio luglio del 94. Anche allora lo scontro era fra un candidato che si presentava come più moderno e godeva dei favori dei media (soprattutto di Eugenio Scalfari e di Repubblica) e un altro che appariva rassicurante per la pancia del partito.

Veltroni e D’Alema iniziarono in quei giorni a dividersi, anche se la contesa fu piena di salamelecchi formali e di scontri all’ultimo insulto fra gli apparati contrapposti. Walter aveva vinto le primarie dei fax con quasi diciannovemila suffragi raccolti nella base. D’Alema si aggiudicò la maggioranza dei membri del Consiglio nazionale con 249 voti raccolti uno sull’altro da un infaticabile Claudio Velardi.

Quel consiglio nazionale apparve subito come anacronistico rispetto alle nuove domande della politica. Non già per l’esito del voto: D’Alema era il leader più forte del Pd, inviso a Scalfari e fu un titolo di merito, che il giorno dopo la sua vittoria titolò “Il pugno del partito” quanto per la sua composizione. Quel Consiglio era sovraccarico di vecchi elefanti, anche se, scusate se è poco, si parlava di Iotti, Napolitano, Pecchioli, Reichlin e Trentin, cioè la classe dirigente aurea del Pci. Oggi stiamo discutendo di figurette politiche che non troveremo nell’indice dei nomi dei libri di storia su questi anni. Tuttavia il Consiglio nazionale che rovesciò il responso del popolo dei fax era, come l’Assemblea di oggi, lo specchio delle contraddizioni di un partito che non sapeva che cosa diavolo dovesse essere e chi dovesse rappresentare.

Restiamo al presente. L’Assemblea che si sta riunendo è formata da circa mille delegati. Una cifra sproporzionata. Solo in Italia si fanno le cose così in grande e si scambia la rappresentanza con la folla di uno stadio nel derby. Sono stati tutti eletti nel 2009, quando le primarie le uniche vere perché lo scontro fra Bersani e Franceschini fu una cosa contrastata elessero la nuova classe dirigente. Tre anni, da allora, sembrano un secolo allo stesso gruppo dirigente dei democrats, se è vero che il Pd ritiene che quei tre milioni e passa di elettori che scelsero Bersani sono scaduti come uno yogurt mal conservato. Per ciò bisogna riconvocarne altri (o gli stessi) per dirimere la questione posta da Matteo Renzi.

La cosa buffa è che, mentre i votanti sono considerati scaduti, l’assemblea che essi elessero, invece, può legiferare sulle regole del prossimo voto. A questi mille prodi fra cui ci sono tanti che se ne sono andati dal partito spetterà dirimere la controversia insorta fra l’apparato di Renzi e quello di Bersani. Ma possono farlo per vie traverse. A loro non spetterà scrivere le regole, ma dare il via libera a Bersani per scriverle con gli alleati Vendola, Tabacci e Nencini, tutti più bersaniani della fedele e ciarliera Chiara Geloni, direttrice incontinente di Youdem. La singolarità del consesso che si sta riunendo è che non ha mai contato nulla nella vita del partito.

Generalmente siamo stati abituati a considerare gli organismi dei partiti veri come cuore pulsante di una formazione politica. Lì si dovrebbe addensare la storia e il futuro, la saggezza e la temerarietà. Invece, così come il Consiglio nazionale che incoronò D’Alema, l’Assemblea di oggi non si sa chi rappresenti visto che in tre anni ha rivelato la sua pletoricità e la sua inutilità. Anche questa è una singolarità del Pd. Non c’è niente in questo partito che sia coerente con le sue premesse.

Se fosse un partito liquido e moderno gli basterebbe avere un piccolo gruppo dirigente centrale sottoposto alla volontà di un organismo agile e snello da convocare rapidamente e integrato da forme di partecipazione più moderne, la Rete ad esempio. Se fosse un partito all’antica avrebbe bisogno di affidare al suo parlamentino, anche qui più snello, poteri effettivi che l’assemblea odierna ha solo sulla carta. Invece il Pd è sufficientemente liquido da dar l’idea di sciogliersi al sole e sufficientemente burocratizzato da far scaturire le sue decisioni dal caminetto di capicorrenti che si moltiplicano in forma spontanea.

Matteo Renzi di questa contraddizione è figlio e boia. nato da questo impasto di incoerenze, e da loro si vuole emancipare. Bersani evoca antica gloria partitista ma deve invece soggiacere alla magnificenza pletorica dei suoi organismi rappresentativi. Così, una folla da stadio di provincia riempie in questo momento l’albergo romano dei concorsi statali, il mitico Ergife, a porte chiuse per la stampa, si dice, ma chiuse soprattutto perché se una decina di delegati va a fare pipì fuori dall’hotel l’assemblea non ha più il numero legale. E questo ambaradam si rivela del tutto inutile. Come una battaglia fuori tempo.
daunenmantel peuterey la danza macabra di quel che resta di un partito

peuterey bomber uomo La cucina indiana

peuterey outlet bologna La cucina indiana

Occorre specificare che, per quanto in genere si intenda una preparazione a

base di anacardi, la parola “shorba” indica, genericamente, una zuppa, senza specificare

di quali ingredienti debba essere composta. In una pentola mettere a soffriggere con 3 cucchiai di olio (se possibile

di colza) una affettata finemente, uno spicchio d’aglio tritato e dello

zenzero fresco grattugiato (circa tre centimetri), mescolando spesso. Dopo che

il composto avrà raggiunto un colore marrone, aggiungere l’acqua degli anacardi

e, a bollore, gli anacardi e due patate tagliate a dadini. Regolare il sale, cuocere

finché le patate sono tenere, aggiungere il Garam Masala (una miscela di spezie

usate anche per la preparazione del curry, in genere si usano cumino, coriandolo,

pepe, , garofano, ), quindi togliere dal fuoco e frullare finché

numerose varietà di lenticchie: il Dhal, la zuppa tipica a base di questi legumi, prevede ricette sia con le lenticchie
peuterey bomber uomo La cucina indiana

peuterey outlet roma la cucina di egle

peuterey giaccone uomo la cucina di egle

Con un coltello affilato, incidiamo le cosce dal lato della pelle. Schiacciamo l’aglio, mettiamolo in una padella con il rosmarino e poco olio. Rosoliamo le cosce da entrambi i lati, sfumiamo col vino e facciamo evaporare. Mettiamo il coperchio e cuciniamo per circa 10 minuti; spremiamo le arance e versiamo il succo nella padella. Affettiamo metà arancia e mettiamo le fettine a cuocere con l’anatra; portiamo a cottura e prima di spegnere uniamo le mandorle. Il resto dell’arancia affettiamola e disponiamola nel piatto da portata. Serviamo le cosce ben irrorate dalla salsina, disponiamo vicino le arance cotte e serviamo subito. Buon appetito!

Questa focaccia è un dolce tipico del Piemonte preparato in occasione della festività dell’Epifania. L’origine di questa festa è antica e legata al mondo precristiano e a quello delle campagne, infatti, la Befana altri non sarebbe che Madre Natura ora mai stanca e spoglia ma pronta a rinascere e a vegetare nuovamente.

La focaccia che prepariamo oggi, di forma rotonda, simile ad un fiore è confezionata con una fava al suo interno; chi la trova è considerato il “Re” della festa anche se le tradizioni cambiano secondo la zona geografica. La ricetta di questo dolce genuino si diversifica non solo da famiglia a famiglia ma anche da città a città; la versione che ho preparato quest’anno è un compromesso fra due distinte ricette che ho imparato nel Verbano.

Dopo il lungo viaggio compiuto, la Befana ha bisogno di ritemprarsi infatti, tradizionalmente i bambini le mettono vicino al caminetto un bel bicchiere di vino e dei mandarini e lei contraccambierà con calze traboccanti di dolcetti, di frutta e forse di carbone!

Intiepidiamo il latte, poniamolo in una ciotola e sciogliamo dentro il lievito birra; in un altro recipiente capiente mettiamo la farina, lo zucchero e versiamo a filo il latte col lievito. Iniziamo a lavorare, uniamo l’uovo sbattuto leggermente in precedenza, il burro morbido, la scorza di limone grattugiata ed il pizzico di sale. Impastiamo con cura, dobbiamo ottenere un composto sodo e morbido; diamogli poi la forma di una palla. Mettiamolo a lievitare all’interno di una bacinella,coperto da uno strofinaccio per circa un’ora in un luogo riparato. Facciamo rinvenire l’uvetta passa nell’acqua tiepida, affettiamo le scorzette candite e tagliamo a dadini le albicocche secche; riprendiamo la pasta, poniamola sulla spianatoia infarinata e aggiungiamo le scorze candite tagliate a cubetti, l’uvetta passa ben sgocciolata e le albicocche a dadini. Lavoriamo per incorporare tutti gli ingredienti, facciamo una palla, incidiamo sulla superficie un taglio a croce, poniamo l’impasto coperto con un canovaccio in una ciotola unta e lasciamo lievitare tutta la notte in un posto tiepido lontano da spifferi. La successiva mattina, impastiamo molto velocemente, poniamo la focaccia in uno stampo di forma rotonda ben unto; iniziamo a praticare i tagli: con le forbici non dobbiamo arrivare sino al centro della nostra focaccia, ma dobbiamo creare una sorta di spicchi. Dopo aver creato dodici tagli prendiamo ogni singolo spicchio e arrotoliamolo delicatamente su se stesso; facciamo lievitare ancora 30 minuti e accendiamo il forno. Distribuiamo su tutta la superficie del dolce la granella di zucchero, mettiamo a cuocere per circa 40 minuti a 180 C e lasciamolo freddare dentro il forno lasciando lo sportello aperto.

Per renderla più lucida e golosa, una volta cotta e freddata io l’ho spennellata con una crema di mandarini fatta in questa maniera:

In un tegamino stemperiamo la fecola con il succo di 3 mandarini succosi; uniamo un cucchiaino di miele o poco zucchero e mettiamo sul gas a fiamma bassa. Mescoliamo per far addensare,dopo circa 5 minuti quando la crema velerà il cucchiaio e avrà un aspetto più consistente spegniamo il fuoco e facciamo freddare.

Ora spennelliamo con cura tutta la superficie della focaccia compresi i bordi; portiamola in tavola intera e accompagniamola con dello spumante italiano, magari quello delle campagne astigiane: buona Befana a tutti!!

Se non avete le scorzette pronte ecco un modo veloce per prepararle:

Laviamo 4 arance biologiche, asciughiamole e peliamole stando attenti a prelevare solo la parte colorata. Mettiamo le scorze in un tegamino con acqua fredda e portiamo a bollore; ripetiamo l’operazione per 3 volte, mettiamole a freddare, sgoccioliamole e affettiamole. In un altro padellino mettiamo lo zucchero ( circa 100 grammi) il miele (1 cucchiaino, potete anche ometterlo) con circa 100 grammi di acqua facendolo sciogliere ( la regola vuole che Il peso dello zucchero debba essere pari a quello delle bucce). Uniamo le scorze, lasciamole sul fuoco circa 15 minuti fino a che saranno quasi trasparenti. Mettiamole a raffreddare su una gratella o su un foglio di carta forno e passiamole nello zucchero semolato.

Il Matcha è un te tipico del Giappone dove viene miscelato all’acqua con un frustino di bambù in modo che risulti una bevanda schiumosa. E’ uno dei tè più apprezzati e apporta numerosi benefici al nostro organismo: abbassa la pressione arteriosa ed il livello di colesterolo nel sangue. Il te matcha è molto ricco di antiossidanti e ha effetti diuretici. Grazie alla collaborazione con “Coccole” ho potuto assaggiare questo delizioso te molto adatto alla preparazione di sfiziosi dolci.

Il tiramisù che ho preparato è una rivisitazione della ricetta classica ma il risultato è stato apprezzato anche perché il dolce è risultato di sicuro meno calorico, il che di questi tempi è una gran cosa!

Portiamo a bollore l’acqua, in una ciotola mettiamo il tè matcha, uniamo l’acqua calda, mescoliamo bene e zuccheriamo. Facciamo freddare e nel frattempo lavoriamo la ricotta con un cucchiaio eliminando i grumi ed uniamo la scorza grattugiata dell’arancia arancia e lo zucchero di canna.

Inzuppiamo velocemente i biscotti nel the matcha freddo, posizioniamoli sul vassoio da portata,
peuterey outlet roma la cucina di egle
ricopriamoli con la crema di ricotta e procediamo alternando biscotti e crema fino a terminare gli ingredienti. Per guarnire lo strato finale di crema possiamo spargere un cucchiaino di polvere di tè matcha.

Mettiamo in frigorifero e teniamolo almeno 4 ore.

In commercio si trovano due varietà di orzo quello perlato e quello integrale. Per realizzare questa zuppa invernale ho utilizzato il perlato, più saporito e ricco di fibre, che necessita però di una cottura più lunga. L’orzo si definisce perlato quando è privato della cuticola esterna ed ha subito quindi un processo di raffinazione; è un alimento digeribile e ricco di vitamine e sali minerali. Le verdure si possono adattare alla stagione; d’estate via libera a peperoni, zucchine e melanzane, d’inverno cavoli e patate andranno benissimo. Per un piatto più sfizioso, prima di portare in tavola, aggiungiamo dello yogurt bianco o del formaggio spalmabile.

Mettiamo l’orzo a bagno, sciacquiamolo, verifichiamo che non ci siano impurità, mondiamo i carciofi, eliminiamo le foglie esterne, tagliamo le estremità con le spine, dividiamoli al centro e togliamo il fieno. Prepariamo una bacinella con acqua fresca acidulata con limone e mettiamo a bagno i cuori di carciofo man mano che li prepariamo affinché non anneriscano. Affettiamo a rondelle le carote, il cipollotto, la verza, mondiamo e tagliamo a tocchetti la patata ed i carciofi . In una pentola di terracotta mettiamo un filo di olio extra vergine d’oliva, un aglio schiacciato, la paprika, il cipollotto e le verdure a tocchetti; facciamo rosolare e versiamo l’orzo tostandolo per qualche minuto. Uniamo il brodo vegetale (oppure dell’acqua calda), mescoliamo e cuociamo circa 25 minuti. Fuori dal fuoco condiamo con olio extra vergine d’oliva e con foglie di menta fresca.

Il brodo vegetale l’ho così preparato:

Ho lavato, sbucciato, mondato tutte le verdure tagliando a metà la cipolla e la patata, a rondelle la carota e la costa di sedano. Ho riempito con acqua fredda (circa 1,5 litri) una capiente pentola, inserito tutte le verdure, portato a bollore e fatto cucinare per circa un’ora; ho fatto freddare e filtrato attraverso un colino a maglie fitte. Se vi dovesse avanzare potete tenerlo in frigorifero in un barattolo ben chiuso.

I tagliolini alla liquirizia Amarelli sono un prodotto artigianale che ho avuto l’onore di cucinare, grazie alla collaborazione con Amarelli. Questa è un’antica fabbrica che dal 1731, si occupa di lavorare la preziosa liquirizia.

Questa pasta è una specialità gastronomica da assaporare con condimenti che non alterino il loro delicato sapore. Io li ho preparati con bottarga di muggine e prezzemolo, ma sono ottimi anche con il pesto o semplicemente con olio e peperoncino.

500 grammi di tagliolini alla liquirizia Amarelli

Il cheesecake è un dolce americano a base di biscotti e formaggio molto apprezzato e di facile preparazione. La versione che vi propongo è decisamente meno calorica di quella originale, infatti prevede l’utilizzo di corn flake e di biscotti senza grassi, nè uova,nè burro. Esistono infinite versioni di questa torta che può essere cotta o cruda, decorata con marmellata o frutta fresca; il dessert che ho preparato per questa cena fra amici oggi è crudo, con ricotta e glassato al cioccolato fondente. In Italia di solito si predilige ricoprire la base di biscotti con formaggi freschi facilmente spalmabili come il mascarpone o la ricotta.

Tritiamo i cornflakes, i biscotti senza grassi, uniamo il latte a filo mescolando fino ad avere un composto omogeneo ma non liquido; mettiamolo in una tortiera con cerniera e pressiamolo con le dita cercando di compattarlo. Facciamolo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti; nel frattempo grattiamo la scorza dell’arancia (solo la parte gialla) e prepariamo la crema mischiando la ricotta, il pizzico di sale e lo zucchero. Lavoriamo a lungo fino ad avere una crema senza grumi, uniamo la scorza dell’arancia e mescoliamo ancora. Versiamo questo composto sulla base di biscotti livellando con una lama inumidita. Laviamo, affettiamo metà arancia e condiamo le fettine con del miele. Sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente, facciamolo freddare, ricopriamo la superficie del cheesecaake e guarniamo con le fettine di arancia condite col miele. Mettiamo in frigorifero e serviamo il dolce freddo tagliato a fettine.

A casa di alcuni amici abbiamo mangiato un cheesecake caratterizzato da una base di biscotti alta, ricoperta da una morbida crema di fragole. Nella ricetta originale la mousse è preparata con panna montata mantecata alla ricotta ma, nella mia rivisitazione, la panna è stata sostituita dalla yogurt bianco magro. So bene che non sarà la stessa cosa, ma volevo un dolce da poter gustare senza troppe preoccupazioni e sensi di colpa “salutistici”. La grappa può essere sostituita da altri liquori, anche fatti in casa o da uno sciroppo di acqua e zucchero.

100 grammi di corn flakes non zuccherati

300 grammi di biscotti senza grassi

1 vasetto di yogurt bianco 0,1% di grassi

Tritiamo i biscotti e i cornflakes, bagniamoli col latte, uniamo la cannella, lavoriamo con cura e sistemiamoli nella tortiera precedentemente unta. Facciamo uno strato piuttosto alto premendo bene con le dita in modo che si crei uno strato compatto e mettiamo in frigorifero per circa un’ora. Laviamo le fragole, priviamole del picciolo, tagliamone la meta a cubetti piccoli e mettiamole in una ciottola con della grappa. Lavoriamo lo yogurt magro con la ricotta,
peuterey outlet roma la cucina di egle
eliminiamo eventuali grumi e uniamo lo zucchero. Sgoccioliamo le fragole ed uniamole al composto miscelando con delicatezza. Versiamo la crema sulla base di biscotti, livelliamo la superficie con una spatola inumidita e tagliamo le fragole restanti a metà. Posizioniamole sul dolce e decoriamo con delle foglie di menta fresca. Rimettiamo in frigorifero fino al momento di servire in tavola.

logo peuterey la cucina di egle cioccolato

peuterey giubbotti prezzi la cucina di egle cioccolato

Setacciamo la farina in una ciotola, uniamo il sale e il burro e l leggermente sbattuto. Lavoriamo ed aggiungiamo il cioccolato a scagliette e il bicarbonato. Amalgamiamo con cura. Dopo aver spolverato con della farina la spianatoia, stendiamo la pasta col mattarello, senza farla diventare troppo sottile; l dovrebbe aggirarsi attorno ad un dito. Imburriamo una teglia da forno e sistemiamo le nostre ciambelline lontane una dall Facciamo scaldare il forno e cuociamo i dolcetti per circa 20 minuti a 180 gradi; devono risultare dorati ma non troppo.

Mettiamo del miele in un pentolino, facciamolo scaldare a fuoco dolce oppure nel microonde e, aiutandoci con un pennellino, spennelliamo le ciambelline. Decoriamo con le codette colorate, sistemiamo in un vassoio e facciamo asciugare. Le ciambelline sono pronte; si conservano per qualche giorno, in un posto asciutto.

Con questa ricetta inizio la mia collaborazione con l’azienda Flamigni, la quale mi ha fatto recapitare un pacco contenente alcuni dei suoi prodotti artigianali: una fragrante colomba ed un morbidissimo torrone.

Ho quindi deciso di onorare l’inizio della mia settima collaborazione, preparando una torta utilizzando come ingrediente principale la colomba Flamigni. Si tratta di un dolce morbidissimo ed estremamente profumato grazie alla presenza di canditi di arancia; la lavorazione è artigianale e manuale, infatti si impiegano ben tre giorni per sfornare questo prodotto di alta qualità. Dulcis in fundo vale sicuramente la pena di segnalare che questo dolce viene preparato con il lievito madre degli anni 30!

Vi chiederete come mai ho trasformato una golosa colomba in una torta. Poiché la Pasqua è trascorsa ed ieri era il compleanno di mia cognata “la Tizi”, ho pensato di farle cosa gradita unendo la squisitezza dei prodotti Flamigni con la mia fantasia in cucina, per creare una variante al dolce, mantenendo intatti gli ingredienti di base e la bontà della colomba!

Ora vi spiego come ho preparato la torta per la Tizi e con l’occasione le mandiamo i nostri auguri di buon compleanno!

Scaldiamo il latte scremato, senza portarlo a bollore; spezzettiamo la colomba e mettiamola in una bacinella capiente. Versiamo il latte, lasciamo inzuppare la colomba per circa un’oretta e mettiamo l’uva passa a rinvenire nel rum.

Strizziamo la colomba, mettiamo in una ciotola, uniamo l’uvetta ben strizzata ed iniziamo ad amalgamare. Accendiamo il forno ed ungiamo una teglia rotonda.

Versiamo il composto, livelliamolo con il dorso di un cucchiaio e mettiamo in forno per 45 minuti a 180C. Nel frattempo prepariamo la crema. Scaldiamo il latte, separiamo il tuorlo dall’ albume e lavoriamo il rosso con lo zucchero, la maizena e la buccia grattugiata del limone. Uniamo anche il succo filtrato di mezzo limone, mescoliamo e versiamo il latte a filo sul composto di tuorlo e amizea. Mescoliamo bene e rimettiamo sul fuoco; giriamo, facciamo addensare qualche minuto e facciamo freddare.

Spegniamo il forno, facciamo freddare la torta al suo interno, sforniamola e dividiamola in due dischi. Farciamo con la crema e ricomponiamo la torta.

Sciogliamo il cioccolato fondente a bagnomaria, con una punta di burro, mescoliamo e stendiamolo sulla torta compreso i lati. Riempiamo la siringa per dolci con la crema pasticcera avanzata e decoriamo la torta.

Le melanzane dolci sono un piatto tipico della Campania, ma viene preparato anche in altre zone d’Italia, con qualche variante.

La ricetta che vi propongo si discosta da quella classica, ma il risultato è stato apprezzato da adulti e bambini. Questa versione alleggerita delle “melanzane con la cioccolata” l’ho acquisita da una simpatica signora campana che però utilizzava gli amaretti al posto di semplici biscotti secchi.

Il sapore delle melanzane è quasi del tutto coperto da quello del cioccolato; infatti, al primo assaggio, è piuttosto difficile individuare i singoli ingredienti di questo dessert.

L’Italia ha una grande tradizione culinaria con ricette regionali capaci non solo di valorizzare i prodotti tipici ma anche di regalarci piatti insoliti e deliziosi come questo. Allora, non ci resta che iniziare a cucinare!

Laviamo le melanzane, affettiamole non troppo sottili e spruzziamole con lo zucchero (circa un cucchiaio); ungiamo una padella antiaderente, disponiamo le fettine di melanzane tenendo il fuoco basso. Cuociamole girandole ogni tanto fino a che non siano morbide, mettiamole in un piatto e a parte sbricioliamo i biscotti, grattugiamo la buccia del limone e tagliamo a pezzi il cioccolato. Scaldiamo il latte senza portarlo a bollore,
logo peuterey la cucina di egle cioccolato
sciogliamo i due tipi di cioccolato a bagnomaria e mischiamoli al latte. Uniamo anche la scorza del limone, lo zucchero e mescoliamo con cura. Prendiamo un vassoio, facciamo uno strato con la crema di cioccolato, disponiamo sopra le melanzane ed una sbriciolata di biscotti, continuiamo alternando melanzane e crema. Finiamo con la crema di cioccolato e guarniamo con qualche biscotto schiacciato e scagliette di cioccolato . Mettiamo in frigorifero fino al momento di servire in tavola.

Sgoccioliamo le fettine di ananas, teniamo da parte il liquido di conservazione e mettiamo della pellicola trasparente in un recipiente rotondo (anche in uno stampo da zuccotto) facendola aderire bene. In un pentolino misceliamo la farina, il sale con poco liquido di conservazione dell’ananas, mescolando bene per eliminare tutti i grumi. Versiamo tutto il liquido e mettiamo a cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti, continuando a girare per evitare che si attacchi al fondo. Se volete potete unire del rum o un altro liquore di vostro gradimento; la crema così ottenuta deve rassodarsi e velare il cucchiaio. Facciamo freddare, grattiamo il cioccolato fondente, foderiamo con le fette di ananas lo stampo comprese le pareti e tagliamo a cubetti le fette restanti. Iniziamo a creare il primo strato distribuendo un po’ di crema al’ananas, ricopriamo con del cioccolato fondente grattugiato e cubetti di ananas, distribuendo sopra altra crema all’ananas. Procediamo fino ad esaurimento degli ingredienti, chiudiamo l’ultimo strato con delle fette intere di ananas. Mettiamo in frigorifero e tiriamo fuori la nostra coppetta circa 10 minuti prima di portare in tavola. Rovesciamola con cautela su un piatto da portata e serviamo, magari guarnita con frutta candida o con qualche ciuffo di crema all’ananas.

La mia ricetta delle coppette di ananas, ha avuto l’onore di essere statainserita nella rubrica”oggi è più dolce con del18 giugno 2011 dal sitoDolcidee

Con l’arrivo della primavera è piacevole concludere il pasto con un dolce fresco che non aggravi troppo la digestione. Ecco allora una preparazione casalinga per un dessert godibile e colorato. La crema l’ho preparata senza l’aggiunta di uova, ma se preferite potreste fare una ricca crema pasticcera e proseguire seguendo la ricetta che vi propongo. Anche la frutta la potete adattare ai vostri gusti, io avevo un barattolone enorme di pesche sciroppate e così ho pensato di decorare di un bel colore allegro il mio semifreddo!

Prepariamo la crema, facciamo scaldare il latte, con una foglia di alloro in un pentolino senza farlo bollire, in una ciotola capiente mescoliamo la farina con lo zucchero. Appena il latte è pronto eliminiamo la foglia di alloro, versiamo qualche goccia nella farina ed iniziamo a girare per eliminare i grumi; versiamo tutto il latte continuando a mescolare bene. Bagniamo con acqua fresca un pentolino con il fondo spesso, versiamo il composto, mettiamo sul fuoco, teniamo la fiamma bassa e facciamo addensare per circa 10 minuti fino a che la crema non veli il cucchiaio. Spegniamo, facciamo freddare, prepariamo lo stampo inumidendolo o foderandolo con un foglio di pellicola trasparente. Versiamo la crema, copriamo con della pellicola e mettiamo in freezer per almeno 4 ore. Per guarnirlo sgoccioliamo le pesche sciroppate, tagliamole a pezzetti, spruzziamole con un goccio di limone e sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente. Tiriamo fuori dal freezer lo stampo, bagniamolo con acqua calda, asciughiamolo con cura e capovolgiamolo sul piatto di portata, guarniamo la superficie con le pesche a cubetti e decoriamo col cioccolato fuso. Buon fine pasto!

In una ciotola ampia battiamo le uova con lo zucchero (150 grammi) fino ad avere un composto spumoso e gonfio e aggiungiamo lentamente la farina setacciata col lievito, continuando a miscelare. Uniamo un pizzico di sale, l’olio, mescoliamo e suddividiamo il composto in due diverse ciotole. In una aggiungiamo il cacao in polvere girando con cura per evitare la formazione dei grumi. Scaldiamo il forno, ungiamo uno stampo rotondo e versiamo il primo composto facendolo cuocere circa 40 minuti a 180. Facciamo la prova stecchino, lasciandola cuocere ancora un po’ se lo stecchino risulterà bagnato. Facciamo freddare la torta all’interno del forno spento poi sciacquiamo lo stampo, ungiamolo nuovamente con cura e versiamo il secondo composto cioè quello col cacao. Cuociamo, lasciamo freddare e prepariamo la farcia. Mescoliamo lo yogurt, lo zucchero (50 grammi), la scorza grattugiata del limone, le mandorle a lamelle e il formaggio spalmabile lavorando bene per ottenere un composto omogeneo. Tagliamo in due dischi ogni torta e inzuppiamoli spruzzando ogni strato con lo sciroppo ottenuto facendo sobbollire per qualche minuto a fuoco basso l’acqua, lo zucchero e la grappa (se la torta è destinata a bambini possiamo sostituite la grappa con del succo d’arancia). Farciamo con la crema di yogurt e formaggio, chiudiamo con la parte superiore e premiamo con delicatezza; ripetiamo l’operazione e mettiamo in frigorifero. Per la glassa poniamo il cioccolato fondente tagliato a quadretti in un pentolino con poca acqua a fuoco bassissimo;
logo peuterey la cucina di egle cioccolato
appena sarà sciolto spalmiamolo delicatamente con una spatola o un coltello sulla torta fredda.

peuterey guardian La crema al limone

peuterey tasche La crema al limone

Grattugiate la scorza di mezzo limone e tenetela da parte. Prendete un pentolino e mettete il latte e la buccia dei limoni tagliata a fette abbastanza grandi, in modo da poterle togliere facilmente senza bisogno di filtrare il latte con un colino. Scaldate il latte fino a sfiorare l’ebollizione, poi spegnete il fuoco e mettete il coperchio e lasciate in infusione per almeno 20 minuti, considerate che più resta in infusione più la crema sarà profumata, quindi se non avete fretta potete lasciare la pentola così anche per un paio di ore.

Sbattete i tuorli delle uova con lo zucchero, in una pentola spaziosa, fino ad avere un composto gonfio e spumoso, incorporate quindi la scorza grattugiata che avevate messo da parte e la fecola setacciata. Diluite il composto con il succo di limone e con un po’ di latte, mescolate bene fino ad avere una crema liscia e senza grumi. A questo punto aggiungete il latte rimasto e mescolate per sciogliere la cremina, in questo modo non si formeranno i grumi.

Mettete la pentola sul fuoco e fate addensare la crema a fuoco dolce, mescolando in continuazione con la frusta. Quando la crema inizia a bollire spegnete il fuoco. Se volete mescolare la vostra crema al limone con la panna montata dovete farla raffreddare completamente a temperatura ambiente, la trasferite in una ciotola e la coprite a contatto con la pellicola trasparente, in questo modo non si formerà la “pellicina”.
peuterey guardian La crema al limone

migliori giubbotti invernali La crema al cioccolato

peuterey inverno La crema al cioccolato

La crema al cioccolato è una ricetta base che si può usare il mille modi diversi, potete usarla come dolce al cucchiaio ma anche per farcire e decorare torte, crostate, crostatine e i dolcini della piccola pasticceria. Dato che non tutte le crema al cioccolato sono uguali, ecco come preparare la crema con il cioccolato al latte, con il cioccolato fondente e con quello bianco.

Questa ricetta è ottima per iniziare a smaltire un po’ del cioccolato delle uova di Pasqua, prima le usiamo e prima ce le leviamo di torno e possiamo iniziare una vera dieta in vista della prova costume.

Prendete un pentolino e mettete il latte, la panna e la vaniglia incisa a metà in verticale, estraete i semini con un coltello e metteteli nel latte insieme alla bacca. Scaldate il latte fino a sfiorare l’ebollizione. Nel frattempo in una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero, montateli bene e poi aggiungete la maizena e la farina setacciati, mescolate benissimo e poi incorporate un pochino di latte in modo da avere una crema fluida e liscia. Versate questa crema nella pentola con il latte e la panna da cui avrete tolto la vaniglia. Mescolate con la frusta a mano per sciogliere il composto cremoso nel latte caldo. Accendete il fuoco e fate addensare la crema mescolando in continuazione, appena inizia a bollire spegnete il fuoco e mettete il cioccolato fondente a pezzettini, mescolate rapidamente per scioglierlo.

Con lo stesso procedimento e le stesse dosi potete fare la crema con il cioccolato al latte, che è più indicata per i bambini che spesso non gradiscono il sapore un po’ amaro del fondente. Se invece volete fare la crema al cioccolato bianco dovete diminuire la quantità di zucchero a 75 80 grammi, questo perchè il cioccolato bianco è già molto dolce e il rischio è di avere una crema stucchevole e immangiabile.
migliori giubbotti invernali La crema al cioccolato

giacche donna peuterey la conserva di pomodoro secondo me

peuterey outlet on line la conserva di pomodoro secondo me

Fine estate quindi tempo di conserve. Adoro preparare le conserve. Sono un grandissimo aiuto nei lunghi mesi invernali. Con la dispensa piena delle bont estive racchiuse nei barattoli si porta a tavola tutto il gusto e il profumo dell Inoltre le conserve preparate nella giusta stagione ci permettono di attuare un grosso risparmio sulla spesa quotidiana e un grosso aiuto, in cucina, quando il lavoro ci porta via troppo tempo e non sappiamo cosa mettere in tavola.

Oggi vi propongo un sugo di pomodoro gustoso, denso, profumato. Una vera ricchezza che pu essere racchiuso nei barattoli ermetici e, una volta aperto, basta scaldarlo appena, aggiungere un filo d extravergine d e condire la pasta. Naturalmente pu essere utilizzato in mille altri modi: per spezzatini di carne, pietanze con pollo e pesce o ortaggi. Insomma una vera “mano santa” per le nostre preparazioni senza conservanti e additivi: il vero sugo pronto!

Naturalmente questa una preparazione di base che pu essere addizionata a tanti altri stuzzicanti ingredienti. Ad esempio si pu aggiungere a un soffritto di olio, aglio, peperoncino e prezzemolo con dei filetti d o si possono aggiungere capperi dissalati e olive. Ma vi assicuro che cos divino!

Ho utilizzato dei pomodori San Marzano, notoriamente gustosi e polposi. Dopo averli fatto a pezzi e messi in una grande pentola, ho aggiunto delle coste di sedano, delle carote, cipolle rosse di Tropea e basilico fresco. Nella ricetta di seguito, le proporzioni sono riferite a 5 kg di pomodori ma voi potrete ridurle o moltiplicarle a vostro gusto. Si cuoce il pomodoro con tutti gli ortaggi sino a che le carote a pezzi saranno morbide. A quel punto si prelevano il pomodoro e gli ortaggi con una schiumarola, per scolarli dall di vegetazione e si passano nel passamodoro con il disco a buchi grossi, in modo che questo condimento risulti piu rustico, piu corposo e denso ma, nulla vieta, di ottenere un condimento piu “vellutato”, frullando il composto ottenuto. Dipende dai gusti personali.

Si procede cos sino ad esaurimento. La salsa ottenuta si conserva in barattoli di vetro a chiusura ermetica che verranno poi sterilizzati tramite bollitura per 1 ora. Si lasciano raffreddare dentro la pentola dove sono stati sterilizzati. Si devono conservare al buio in una dispensa o scaffalatura, al fresco e all Si mantengono, perfettamente, per oltre un anno quindi preparatene tanta!
giacche donna peuterey la conserva di pomodoro secondo me

peuterey sito ufficiale outlet La ciambella all’arancia

peuterey parma La ciambella all’arancia

Sciogliamo il burro a bagnomaria e mettiamolo da parte. Lavoriamo bene lo zucchero con le uova fino a che non montano e formano una spuma (usiamo delle fruste elettriche). Setacciamo la farina con il lievito e la uniamo al composto un poco alla volta, mescolando con movimenti leggeri, dal basso verso l per non smontarlo,
peuterey sito ufficiale outlet La ciambella all'arancia
con un cucchiaio di legno. Aggiungiamo il burro sciolto oramai tiepido assieme al succo d e alla buccia grattugiata continuando a mescolare a mescolare sempre delicatamente ( a questo punto possiamo aggiungere le gocce di cioccolato facoltative). Imburriamo e infariniamo lo stampo per ciambella, versiamo l e cuociamo in forno statico a 180 per 40/45 minuti. A cottura ultimata togliamo dal forno e lasciamo raffreddare. Oramai fredda togliamo la ciambella dallo stampo e prepariamo la glassa, unendo in una ciotolina lo zucchero a velo al cucchiaio di succo di arancia. La glassa deve risultare ne troppo densa ne troppo fluida. Versiamo sopra alla ciambella,
peuterey sito ufficiale outlet La ciambella all'arancia
lasciamo addensare la glassa ed ora pronta da servire. Buon appetito!

peuterey revenge la casa di elfa delphia

giubbini peuterey outlet la casa di elfa delphia

Sono sempre stata un po fin da ragazzacredo, in realtà mi definivo semplicemente o mia nonna perchè ho sempre amato le tradizioni e lo stile di vita di una volta, semplice, a contatto con la natura, apprezzando i racconti della madre di mio padre, i suoi insegnamenti, i suoi regali.

Nel tempo, un po per le conoscenze acquisite, per le nuove persone incontratesulla mia strada (anche virtualmente) ed altre esperienze di vita che mi hanno dato tanto, diciamo che sono e diventata ancora più pignola in questo senso, soprattutto in alcuni campi.

In sostanza vorrei riassumere cosa si può fare per essere green (dico abbastanza perchè la perfezione non esiste, non può esistere!), per far del bene alla propria persona, alla famiglia, all naturalmente il troppo stroppia, diventa difficile star dietro proprio a tutto, a volte impossibile per motivi di lavoro, di organizzazione famigliare, di luogo in cui si abita, ma si può farecomunque tanto e tutti insieme ancora di più.

preparare dolci fatti in casa, per la merenda, la colazione così non avranno coloranti e conservanti e molto altro (a casa mia ad esempio vanno a ruba i muffin, che ho anche fatto in versione vegana);

usare i pannolini lavabili, se possibile anche di notte (ma a volte dipende proprio da bambino a bambino): un pannolino U impiega circa 500 anni a decomporsi, quindi è immaginabile quanto inquinamento ambientale si crei perogni piccolo essere umano;

per la casa usare aceto, bicarbonato, acido citrico e altri detergenti il più possibile ecologici per pulire, lavare i piatti o in lavatrice;

organizzarsi per le commissioni in paese in modo da non usare la macchina: a piedi con i piccoli in fascia e i grandi per mano, o bicicletta per tutti, fa bene al pianeta, ma anche alla forma fisica;

per il corpo usare burro di karitè e olio di mandorle come idratanti per tutta la famiglia, saponi di Aleppo e Marsiglia e pochi altri di uso quotidiano facendo attenzione all e sperimentando anche shampoo alternativi come acqua e bicarbonato o acqua e farina di ceci(che è ottima anche per molte altrericette di bellezza);

usare l per tingere i capelli:costa poco, è naturale, ci sono diverse colorazioni e rinforza ed illumina i capelli, a casa in poche ore.

scegliere attività per la domenica e l che siano all aperta, in montagna, in campeggio, al fiume, perchè i bambini hanno bisogno di sperimentare, sporcarsi, osservare animali, insetti e fiori e soprattutto stare in compagnia di altri bambini;

per i regali ai più piccoli scegliere giochi di legno, educativi, creativi ed evitare quelli rumorosi, luminosi ecc. che implicano l di pile e spesso rendono i bambini troppo eccitati; meglio ancora un libro da leggere insieme per farsi le coccole prima della nanna e iniziare ad appassionare alla lettura.

Ecco qua i miei spunti e voi cosa fate per essere green Attendo i vostri suggerimenti!

Posso ringraziare la mia nonna paterna se ho imparato a preparare la pasta fresca in casa e se mi è stata trasmessa la passione per la cucina.

La mia nonna era emiliana, per cui nelle sue ricette non mancavano prelibatezze per niente dietetiche, ancora meno vegetariane o vegane, ma se ha vissuto indipendente fino ad 89 anni forse aveva ragione lei a mettere sempre tutto quel burro

Sta di fatto che ogni tanto mi faccio prendere dalla voglia, abbandono tutti i buoni propositi sulla cucina sana ed invito qualcuno a cena a mangiare il gnocco fritto. di latte

2 cucchiai abbondanti di strutto

20 g di sale

20 g di lievito di birra fresco (1 cubetto)

Sciogliere il lievito nel latte ed amalgamare poi tutti gli altri ingredienti facendo più palline, se non riuscite a fare un agglomerato unico.

Aggiungere olio di oliva extra vergine e/o acqua se il composto è troppo asciutto, fino ad ottenere una pasta abbastanza liscia ed omogenea, compatta e non molle.
peuterey revenge la casa di elfa delphia

outlet piumini donna la carne per le feste

peuterey duplicity la carne per le feste

Durante il periodo natalizio molto difficile non trovarsi a cucinare almeno una volta un pranzo o un cena per tante persone, e la scelta su un secondo di carne a meno che non si sia veramente vegetariani convinti abbastanza inevitabile. Soprattutto in questo mese, poi, ovunque rivolgiate lo sguardo con la carne trovate ricette complicate, elaborate (e ogni tanto un po’ assurde). Quindi avete pure l’imbarazzo della scelta, e magari, perch no? Vi verr voglia alla fine di cucinarli tutti e due!

CARNE ROSSA: BRASATO AL VINO ROSSO CON RADICCHIO DI TREVISO (per 4 persone)Conosciuto come Capel del Prete, il nome del taglio che viene usato per il brasato “copertina”: si tratta di un taglio di carne che si trova nella parte centrale della spalla del vitellone o bovino adulto e che appoggia sulla scapola. La sua caratteristica un’infiltrazione abbastanza spessa di collagene o gelatina che attraversa il muscolo in lungo. La presenza del collagene determina il fatto che dopo una cottura lunga, appunto come per il brasato, la parte gelatinosa si scioglie lentamente e rende particolarmente morbido il pezzo di carne, senza rischio di trovarsi con una carne stopposa o dura. Unica raccomandazione: chiedere sempre tagli di vitellone o bovino adulto, e mai vitello.1 pezzo di Capel del Prete (o copertina) di Vitellone o bovino adulto, di circa 1,2 kg

2 cipolle e 2 carote

2 radicchio di Treviso

7/8 bacche di ginepro

Olio Oliva

1 bottiglia di vino Rosso corposo

Alcune foglie di alloro

Brodo vegetale + sale + pepe + mieleIl pezzo di Copertina va legato prima di iniziare la cottura in modo da avere, al taglio, delle fettine da servire pi compatte ed omogenee.

Ridurre a cubetti piccoli la cipolla e la carota,
outlet piumini donna la carne per le feste
quindi scaldare la pentola e versare dell’olio di oliva. Rosolare a fuoco alto le verdure e subito dopo aggiungere il pezzo di carne facendolo rosolare bene in tutte le sue parti esterne. Una volta fatta questa operazione si aggiungono le bacche di ginepro leggermente battute, in modo che in fase di cottura possano rilasciare al meglio il loro aroma, le foglie di alloro, il sale, il pepe e poi si versano 2 bicchieri di vino rosso corposo. Si fa evaporare per alcuni minuti il vino e poi si abbassa il calore al minimo e si ricopre con il coperchio. Quindi si lascia a cuocere per circa 2 ore ricordandosi di tanto in tanto di aggiungere del brodo vegetale. Verso la fine, per far addensare al meglio il fondo di cottura, aggiungere un po’ di farina sciolta in poco brodo. In questo modo avrete una salsina liscia e vellutata e non si formeranno dei grumi.

Mentre il brasato cuoce, pulire il radicchio e tagliarlo a spicchi piccoli. Mettere il radicchio sul piatto, adagiarvi sopra le fettine di brasato, napparle con il fondo di cottura e servire, abbinando possibilmente con le stesso tipo di vino per questo vi raccomandiamo che sia buono! usato per la ricetta.

CARNE BIANCA: ARROSTINI DI SOPRACOSCIA DI POLLO CON CAPPUCCIO (per 4 persone)Innanzitutto non confondere il pollo con il gallo. Il pollo l’animale pi giovane, che non supera i 7/8 mesi di et mentre il gallo l’animale pi maturo che arriva oltre l’anno d’et L’allevamento di pollo in Italia piuttosto standardizzato anche se il nostro territorio vanta un patrimonio notevole di razze autoctone. Uno dei consigli principali quando si usa questa tipologia di carne, di scegliere per le cotture quali arrosti, umidi, griglia o fritti, i polli pi giovani,
outlet piumini donna la carne per le feste
mentre per i bolliti preferire gli esemplari meno giovani o la gallina.4 sopracosce di pollo