camicia peuterey uomo L’accusa degli Stati Uniti ad Assad

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A far addensare nuove nubi sulle relazioni fra Usa e Russia arriva una nuova accusa americana a Bashar al Assad, il leader siriano alleato di Putin, stavolta evocando i forni crematori dei lager nazisti. Ieri il Dipartimento di Stato di Washington, tramite il portavoce Stuart Jones, ha divulgato foto satellitari che mostrerebbero quelle che il governo Usa presenta come fosse comuni e soprattutto un adibito a forno crematorio per far sparire le salme dei detenuti politici uccisi. E poi, le foto satellitari, scattate sulla prigione militare di Saydanya, 30 km a nord di Damasco, risalgono a un ampio lasso di tempo che va dal 2013 fino all’ aprile 2017. Perch tirarle fuori solo adesso? Amnesty International da mesi parla di 13.000 detenuti politici uccisi in 6 anni di guerra, sia a Saydanya che in altre prigioni lager. Il tutto condito da torture e maltrattamenti.

D’ accordo, ma si sa da sempre che Assad non uno stinco di santo, come non lo sono nemmeno i suoi nemici, per la maggior parte scaturiti, chi pi chi meno, dal jihadismo. Il tardivo allarme su un crematorio per salme probabilmente conosciuto da tempo dall’ intelligence americana e dalle ong arriva poche settimane dopo l’ ennesimo tentativo di paragonare Assad a Hitler anche sul versante dei gas mortali.

Lo stesso pretesto che il 7 aprile aveva spinto il presidente americano Donald Trump a lanciare sulla Siria una salva di 59 missili Tomahawk, anche se secondo i russi solo 23 sono arrivati a segno su una base aerea siriana. In parte la risposta la fornisce lo stesso Jones: sprofonda in un nuovo livello di depravazione, col sostegno di Russia e Iran E subito dopo critica gli accordi di Astana, in Kazakistan, raggiunti appunto con la mediazione di Mosca e Teheran per creare quelle famose zone cuscinetto di cui parlava lo stesso Trump. Si pu solo sperare che questa nuova offensiva mediatica contro Assad non preluda a un nuovo attacco aereo o missilistico americano contro basi siriane, poich stavolta probabile che il contingente russo schierato da un anno e mezzo in Siria e comprendente anche caccia intercettori e missili antimissile di prim’ ordine non star a guardare.

Stavolta abbatter almeno alcuni degli ordigni Usa, se non la maggior parte. Ancor pi sospetto che il crematorio venga pescato poche ore dopo che la coalizione a guida americana stata accusata dalla ong Organizzazione Nazionale Diritti Umani d’ aver ucciso 20 civili in raid aereo sulla zona di Akayrshe, a sudest di Raqqa. E dopo che il segretario di Stato Rex Tillerson, intervistato dalla NBC, aveva detto: al punto pi basso delle relazioni con la Russia e non potremo fare un semplice reset, non si pu cancellare il passato”. Detto da chi passava per un elemento filorusso nell’ amministrazione Trump, d da pensare. Se n’ accorto anche il presidente russo Vladimir Putin, quando ieri, al vertice internazionale di Pechino ha accennato chiaro e tondo a una lotta interna ai vertici degli USA: “Si crea un grande nervosismo in un momento in cui negli Stati Uniti in corso una dura lotta politica interna
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