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di Giulietto Chiesa

La recente decisione di Google Adsense di cancellare Byoblu, il sito diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che possono ospitare inserzioni pubblicitarie a pagamento la conferma definitiva della grande offensiva censoria che sta investedo il web e tutta l alternativa al mainstream.

Il recentissimo caso della decisione di Google Adsense di cancellare Byoblu, il sito diretto da Claudio Messora, dalla lista di quelli che possono ospitare inserzioni pubblicitarie a pagamento (seppure secondo i criteri giugulatori del colosso americano) la conferma definitiva della grande offensiva censoria che sta investedo il web e tutta l’informazione/comunicazione alternativa al mainstream.

La natura di questa offensiva chiara: i poteri che detengono la propriet di tutti i principali organi di comunicazione del mondo occidentale (radio televisivi, tele cinematografici, giornali e riviste) stanno registrando una evidentissima crisi di consenso. La Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne non ha smesso di produrre e riprodurre l’inganno globale per cui stata costruita. Ma perde colpi a grande rapidit Bastano tre esempi clamorosi che sono sotto gli occhi di tutti: il Brexit, la vittoria elettorale di Trump e il “no” plebiscitario alla cancellazione della Costituzione italiana.

In tutti e tre questi casi i “pubblici” hanno risposto in modo opposto a quello rispettivamente voluto e atteso dai padroni dell’informazione/comunicazione in Gran Bretagna, Stati Uniti d’America e Italia. Tre batoste che hanno prima sorpreso, poi sconcertato, infine spaventato i “poteri”. Le cause di questi rovesciamenti di fronte sono molteplici e qui non intendo analizzarle tutte. Ma una di esse, senza alcun dubbio, l’esistenza ed estensione impetuosa di altri canali di comunicazione, che i “poteri” non sono stati in grado di controllare. Peggio, la loro sconfitta si trasformata in ludibrio quando il nuovo Presidente americano ha letteralmene affondato di fronte al pubblico planetario la corazzata del mainstream mondiale, rifiutando di rispondere a una domanda della CNN: “voi diffondete il falso”.

Se non si parte da queste constatazioni non si capiscono molte cose: la delirante risoluzione del Parlamento Europeo che invita a una grande crociata mondiale contro i portatori delle cosiddette fake news; l’immediato arruolamento di tutti i gate keepers; per finire (ma siamo solo all’inizio) con la mobilitazione di tutti i social networks, cio dei proprietari di Google, Facebook, Twitter, e compagnia cantante sul web. Tutto il frastuono sollevato attorno ai presunti hackers russi servito a dirottare l’attenzione dei pi ma funzionale alla stessa operazione di imbavagliamento.

In Italia si distinta la signora Boldrini, che ha gi assoldato le prime squadracce di controllori. Ci si affrettati a definire il concetto di fake news. Con effetti esilaranti ma anche inquietanti del tipo: fake news sono tutte quelle notizie, cose, idee che non provengono dal mainstream. Operazione non ancora completata ma gi in esecuzione. Infatti Google ha cominciato a “spegnere” siti che non rientrino, appunto, nei criteri del mainstream. Il caso di Messora una delle prime circa 500 chiusure operate da questi “tribunali” improvvisati, che emettono gi sentenze inappellabili. E si andr oltre, molto oltre.

In Italia, secondo qualificate analisi, esistono non meno di 10.000 bloggers e, in generale, media attivisti che diffondono sistematicamente le loro idee in rete, usando internet e i social networks. Una valutazione prudente dice che, tutti insieme, toccano quotidianamente dai quattro ai cinque milioni di cittadini italiani. Cifre corrispondenti riguardano tutti i paesi occidentali. Fermarli tutti non sar facile, ma intimidire moltissimi, in varie forme, invece possibile.

Si chiude cos la fase dell’ingenuo entusiasmo di tutti coloro (e sono miriadi) che credevano di poter usare indefinitamente e liberamente della Rete in quanto sottratta al controllo del “potenti”. stato cos per una certa e corta fase: ora non sar pi cos I padroni dell’universo non possono permettersi di regalare a nessuno il pi grande potere di cui dispongono. La propriet sempre stata la loro, adesso cominciano a esercitarla.

Partono in enorme vantaggio: sono pochi, potentissimi, coalizzati, protetti dai governi e dalle loro polizie. Di fronte a loro c’ il mare, grande, ma molecolare, dei singoli: senza mezzi, senza organizzazione, senza difesa. Qua e l ci sono solo sintomi di resistenza. In Italia appena nata la WAC (Web Activists Community), che si propone come una syndication per proteggere I loro interessi. Bisogna farla crescere. Non l’unico strumento di difesa.

Bisogna che la comunit democratica nel suo complesso, gli eletti dal popolo a tutti i livelli, i magistrati, gl’insegnanti, le organizzazioni della societ civile, capiscano il pericolo che corriamo tutti se i poteri riusciranno a imbavagliarci, essendo evidente che proprio quello che hanno cominciato a fare.
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