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Prima le gru, poi i cantieri, infine gli edifici con le loro sagome contemporanee. Lo skyline di Milano cambia rapidamente e il punto più alto sarà raggiunto dal grattacielo disegnato dal giapponese Arata Isozaki nel quartiere di Citylife, edificio che con i suoi 202 metri di altezza diventerà anche la torre più alta d’Italia: a luglio partiranno i lavori e l’opera sarà ultimata entro tre anni. Nella stessa area sono previste entro il 2015 altre due torri: quella di Zaha Hadid e quella di Daniel Libeskind, alte 170 e 150 metri.

La torre di Isozaki riuscirà a ospitare fino a 3.800 persone e le tre torri insieme avranno una capacità di accoglienza fino a 10mila persone.

In pochi anni il capoluogo lombardo ha puntato sulla densificazione e seguendo il modello di tante città europee, da Rotterdam a Barcellona ha scelto di “alzarsi”. Per anni l’immagine urbana di Milano è stata segnata da landmark come il Duomo, la torre Velasca e il grattacielo Pirelli; oggi oltre all’area della campionaria (Citylife), si lavora nel progetto di Porta Nuova sviluppato da Hines e si prevedono edifici alti anche in altre zone come quelle degli scali ferroviari dismessi, da Farini a Porta Romana.

Secondo la banca dati di UrbanFile, una sorta di wikipedia dell’architettura italiana, sono circa una trentina le torri che superano i cento metri di altezza a Milano, includendo opere di architettura moderna, altre da poco inaugurate come la sede della Regione Lombardia e le tante in costruzione come quella di Cesar Pelli nell’area Garibaldi Repubblica o degli americani Arquitectonica di Miami con Caputo Partnership alle Varesine. Torri che raggiungono altezze variabili da 140 a 160 metri.

Guardando in prospettiva la nuova Milano, il tessuto consolidato sembra più piccolo commenta Luca Molinari, critico di architettura la nuova percezione è incombente. Come ha fatto Rotterdam, Milano ha scelto di addensare gli edifici direzionali nelle aree centrali della città. Il successo di questa strategia sarà garantino non solo dal design edifici ma piuttosto dalla qualità degli spazi pubblici.

Sono alte una settantina di metri le due torri hotel disegnate da Dominique Perrault nell’area di Rho Pero e della stessa altezza saranno gli edifici di Rem Koolhaas a Bovisa, sviluppata da Euromilano. L’idea di costruire una città compatta è anche uno dei temi cardine del Pgt: L’idea è quella di densificare la città soprattutto dove ci sono nodi ben infrastrutturati, puntualizza Andrea Boschetti, socio dello studio Metrogramma e consulente del Comune per la redazione del disegno urbano del Piano.

Crescere in altezza per rigenerare il tessuto esistente, senza consumare suolo, creando edifici sostenibili con ricadute dirette sulla qualità della vita e sull’economia. Le bellezze del Pirelli e della Velasca non sono oggi imitabili dice l’architetto milanese Cino Zucchi, impegnato nel progetto delle torri ecologiche da 170 metri a Helsinki ma la capacità di inventare icone e interpretare i luoghi credo sia un’arte tutta italiana. Ne vedremo presto i frutti anche a Milano.
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