giacconi donna woolrich Merce contraffatta Maxi sequestro di vestiti e scarpe

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Scarpe, jeans, felpe, piumini. Decine e decine di capi d’abbigliamento di stilisti e marchi tra i più noti, pronti per andare a rifornire negozi o, più probabilmente, bancarelle di mercati e fiere.

Nomi della moda sinonimo di eleganza e qualità in tutto il mondo in grado di ispirare e influenzare intere generazioni ricreati semplicemente apponendo uno stemma o un’etichetta su abiti non certo di pregiata fattura provenienti da qualche oscuro laboratorio abusivo.

Vestiti che in boutique e store d’alta gamma vengono venduti a centinaia, migliaia di euro e che, invece, i falsari di professione consentivano di acquistare a poche decine di euro. Il vasto assortimento di vestiario e calzature sequestrato giovedì sera dai carabinieri della stazione di Breganze nel territorio comunale di Sarcedo era infatti totalmente falso.

Contraffatte le apparentemente costose scarpe di Gucci, Armani e Dolce taroccati i piumini Moncler e Peuterey, fasulle pure le felpe imitazione di quelle realizzate dalla ben nota casa automobilistica Lamborghini.

I militari della stazione di Breganze, coordinati dalla compagnia di Thiene, stavano eseguendo controlli sul territorio mirati a contrastare i reati predatori quando si sono imbattuti in una Polo Volkswagen condotta da un cittadino di origine marocchina e già conosciuto alle forze dell’ordine.

Stipati nella vettura dell’uomo, che risiede a Bovolone, nel Veronese, c’erano decine e decine di abiti e scarpe griffati in attesa di essere consegnate a rivenditori compiacenti del Vicentino e del Veneto. Almeno questo è il sospetto dei carabinieri coordinati dal capitano Rossetti comandante della compagnia di Thiene e dal maresciallo Marullo comandante della stazione di Breganze.

Ben 88 in tutto i capi d’abbigliamento recuperati e che, sebbene si attendano ora esami approfonditi da parte degli esperti, lasciano pochi dubbi sulla loro autenticità.

Plastica, materiali e tessuti a basso costo sarebbero stati infatti utilizzati per cercare di riprodurre le famose scarpe da ginnastica Nike, i celebri e autoctoni jeans Diesel e Aeronautica Militare e, ancora, pantaloni Liu Jo e Armani. Secondo una prima stima il valore commerciale dell’abbigliamento si aggirerebbe sui 12 mila euro.

Proprio puntando sul prestigio, per quanto fittizio, del campionario che trasportava sulla sua vettura il corriere nordafricano, non appena fermato dai carabinieri, invece di collaborare e svelare da dove provenisse e dove fosse diretto avrebbe cercato di corromperli offrendo loro i giubbotti o le scarpe che preferivano.

Il tentativo gli è valso una denuncia per istigazione alla corruzione oltre a quella, sempre a piede libero, per possesso di merce contraffatta. In custodia negli uffici dei carabinieri vestiti e calzature dovranno ora essere sottoposti a perizia tecnica al fine di accertarne la reale contraffazione.

Per questo motivo saranno contattate le diverse case di moda coinvolte che potranno inviare i loro periti per esaminare i capi. Quelli confermati come falsi saranno destinati alla distruzione.
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