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La puntata di Report dedicata ai piumini d’oca della Moncler ha sollevato il velo su una realtà ben nota, ma che si preferisce nascondere. Il programma di Milena Gabanelli ha svelato al grande pubblico il prezzo che debbono pagare le oche per far sì che noi umani ci riscaldiamo con le loro piume.

Approfondiamo un po’ la questione sulla violenza che subiscono questi animali: vi avvisiamo che le immagini dei video sono forti come anche la descrizione di quello che si fa alle oche. Non leggete se non volete saperne: ma noi non possiamo certo tacere!

Se la produzione è industriale, le oche vengono prima stordite elettricamente, poi appese a testa in giù e fatte scorrere lungo una di macellazione fino a quando la loro testa viene immersa in una soluzione elettrolitica e muoiono. Altri metodi prevedono l’inserimento della lama di coltello nel becco e poi lo si fa penetrare nel cervello dell’animale. Quando l’oca è dissanguata, viene spiumata.

Se la produzione è artigianale, le oche vengono infilate, una per una, in un imbuto e messe a testa in giù; quindi l’operatore tronca la giugulare. L’imbuto serve per non far sbattere le ali all’oca e quindi farle dissanguare senza che le loro piume si sporchino di sangue.

C’è anche la spiumatura delle oche da vive, come vediamo nel video in questo paragrafo: le oche vengono prese e con metodi più o meno violenti vengono private delle loro piume. Oltre al dolore che provano, gli animali restano, di fatto,
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con la pelle rovinata ed esposti a freddo e infezioni di vario tipo.

Altra violenza a cui vengono sottoposte è quella per la realizzazione del paté, il famoso foie gras: per questo pietanza, servono solo i maschi, quindi alla nascita le femmine vengono subito eliminate. A 80 giorni di vita inizia la tortura: tramite un tubo inserito in gola, le oche vengono letteralmente ingozzate, due volte al giorno, con cibo in grande quantità, molto energetico e tutt’altro che equilibrato. Il fegato delle oche cresce dieci volte il normale, provocando enorme sofferenza negli animali. Inoltre, anche e la legge lo vieta, spesso le oche sono tenute in gabbie strettissime che impediscono loro di muoversi. L’ingozzamento dura in media 12 giorni e poi le oche vengono mandate al mattatoio, uccise e il loro fegato viene trattato per essere commestibile.

Nella produzione artigianale del foie gras c’è anche un’altra tortura: per evitare che l’oca si divincoli durante la fase di ingozzamento, spesso le vengono inchiodati le zampe su un’asse.
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