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Ho cercato qua e là ma informazioni su olio esausto recuperato da ristoranti non ne ho trovate. Ho una peugeot 206 HDi common rail ed ormai oltre 1000 Km con olio di girasole della pizzeria sottocasa per fare i pincini ognitanto, Filtrato a 25 micron, è bello trasparente, decantato da tempo e la macchina non se ne accorge neanche. ( 7 litri di gasolio e 3 di olio)

Qualcuno ha esperienze “lunghe” sull’olio usato? Anche una ditta specializzata in biodiesel mi ha detto che è sufficiente la filtrazione spinta.

Comunque secondo me il risparmio con olio da supermercato a 0.65/l non ne vale la pena. Ho una peugeot 206 HDi common rail ed ormai oltre 1000 Km con olio di girasole della pizzeria sottocasa per fare i pincini ognitanto, Filtrato a 25 micron, è bello trasparente, decantato da tempo e la macchina non se ne accorge neanche. ( 7 litri di gasolio e 3 di olio)

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Comunque secondo me il risparmio con olio da supermercato a 0.65/l non ne vale la pena. Ho una peugeot 206 HDi common rail ed ormai oltre 1000 Km con olio di girasole della pizzeria sottocasa per fare i pincini ognitanto, Filtrato a 25 micron, è bello trasparente, decantato da tempo e la macchina non se ne accorge neanche. ( 7 litri di gasolio e 3 di olio)

Qualcuno ha esperienze “lunghe” sull’olio usato? Anche una ditta specializzata in biodiesel mi ha detto che è sufficiente la filtrazione spinta.

Comunque secondo me il risparmio con olio da supermercato a 0.65/l non ne vale la pena. Secondo me o è gratis o, per i Km che faccio (25Km/g) , corro solo rischi inutili ( rotture/finanza)

Come filtro a 25 micron uso una specie di sacco di panno molto fitto, vi dirò che ha una superficie notevole quindi anche se l’olio è denso passa molto velocemente. L’ho preso in “prestito” dove lavoro, è una parte di ricambio di una lavatrice industriale. Sotto il “sacco” ho messo un bell’imbuto grande del diametro di circa 30cm. Si può usare anche carte da rettificatrici, sono rotoli di carta addirittura a 10 micron. Basta solo avere una elevata superficie. Effettivamente non so dove si possa trovare al minuto. si tratto solo di trovare il ristorante / pizzeria che abbia i fusti comodi, sono andato anche in mense aziendali ma il problema sono gli gli orari. Nella pizzeria dove vado , i fusti sono comodi comodi, dietro al locale, all’esterno e nessuno mi nota quando travaso. Ovviamente si deve solo prendere la parte superiore del liquido, sotto c’è veramente di tutto, una volta ho trovato anche dei pezzi di carne con grasso a iosa ( dal Rist. Cinese), lo si filtra e si caccia nel serbatoio. Io per scrupolo lo premiscelo in tanica: PE per un tot di 30 litri metto 6 litri di olio e 4 di gasolio in tanica, miscelo e infilo nel serbatoio. Poi mi fiondo al distributore più vicino dove faccio altri 20 litri. Sono sceso dal 30 al 20 % sul totale in quanto non voglio “esagerare” e la macchina va un pelo meglio.

Ragazzi, come scritto molte volte in giro per il forum io SCONSIGLIO vivamente l’utilizzo di olio esausto nel motore dell’auto.

Oltre ai residui di cibo che possono essere filtrati quasi del tutto (qualcosa rimane sempre!) nell’olio utilizzato per friggere vi sono anche tracce di acqua e soprattutto il PH cambia diventando più acido e quindi più corrosivo per le parti del veicolo.

Quindi magari all’inizio va tutto bene ma non è difficile che ad un certo punto.

Io ve lo dico così da non incorrere in problemi che poi vi facciano dire che l’olio vegetale non va bene. va bene ma va usato con testa!

Se avete possibilità di ottenere olio esausto gratis farete del bene all’ambiente, alle vostre tasche e al motore se lo trasformerete in biodiesel. Mi scuso subito per le cose che non so e che forse dovrei sapere, se avessi letto tutto con attenzione. Ma veniamo al dunque:

viaggio su un golf 1900D del 1997 e ho da poco cominciato ad andare a olio. 5% su un pieno, quasi un migliaio di chilometri e nessun problema. E’ estate e fa caldo, oscillazione (molto) approssimativa 15/35.

Il combustibile me lo procuro andando per pizzerie e chiedendo se mi lasciano quello usato delle friggitrici. Non ho praticamente trovato nessuno che non ci stesse e stò distribuendo taniche da 25L che loro mi riempiono.

Ho costruito una piccola stazione di filtraggio, in modo da far passare l’olio in un doppio strato di lenzuolo e poi attraverso i filtri del caffè. Il risultato, all’apparenza, è buono.

Raccolgo 2 tipi di olio: il semi vari (facile da filtrare) e e l’olio bifrazionato di colza (meno.).

ho letto da qualche parte che l’utilizzo dell’olio usato garantisce una miglio combustione, ma non ricordo perchè. Qualcuno può confermare o smentire?

l’olio di palma ha un “fondo” (20/30% del totale), che sul forum qualcuno ha chiamato “margarina”, che si forma (scinde) durante la friggitura; è una roba schifosissima, ha l’aspetto della sinusite e impiastriccia un casino. Rispetto a questo:

la formazione del fondo dovrebbe diminuire di molto la viscosità dell’altra parte, l’olio vero e prorio, o no? Lo chiedo perchè ho trovato segnalato l’olio di palma come sconsigliato per l’alta viscosità;

qualcuno ha una idea precisa di cos’è la margarina? Devo capire come utilizzarla (a vederla così pensavo potesse alimentare una fiamma, per esempio) o come smaltirla senza danni ambientali;
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negozi peuterey roma olio e peperoncino

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di Errica Tamani

Aglio, olio e peperoncino. Un tris di ingredienti semplici che uniti alla pasta formano un poker a tavola. Semplicit non vuol dire per facilit Quando sono pochi gli elementi protagonisti, bene sincerarsi che siano di buona qualit A dispetto del numero esiguo di ingredienti, questo classico della cucina italiana, saporito e veloce, nasconde non poche insidie per la perfetta riuscita. Una, insospettabile, ma sempre in agguato, costituita dall stesso. Succede non di rado che gli spicchi d rilascino un aroma vagamente muffito che ricorda l di tappo, di sughero umido, di certe bottiglie di vino. Ecco, davanti a un aglio del genere, il risultato compromesso in partenza. Da sempre associata alla cucina povera, ma anche a quella dell minuto (uno spaghetto aglio olio e peperoncino come una boa di salvataggio nel mare delle ospitate impreviste), questa preparazione stata oggetto di variazioni e interpretazioni d da parte di chef affermati. Ricordiamo l olio e peperoncino di Carlo Cracco fatto con i famosi spaghetti realizzati con la tecnica della marinatura dell da lui ideata. In chiave di freschezza aromatica poi la ricetta di Elio Sironi, presentata a Identit Golose dello scorso anno: nel condimento, anche cubetti di mela verde immersi precedentemente in uno sciroppo, il tocco di polpa di pomodoro secco, del pecorino e una salsa fatta con menta panna e bufala frullate.

Un che in qualche modo fa da ponte tra la verve del piccante e dell e il gusto caseario amato dai Parmigiani, quella di Pier Luigi Di Diego del ristorante Il Don Giovanni di Ferrara. All della doratura si leva dal fuoco. Si cuociono gli spaghetti scolandoli molto al dente e si conserva un po di acqua di cottura. Nel mentre, si rimette la padella sul fuoco questa volta pi vivace e, riportato a temperatura il fondo, si versano gli spaghetti belli fradici e li si distende con l di un forchettone. Si resta con la padella sul fuoco (medio) e si manteca con circa 80 g di Parmigiano. A fiamma spenta si aggiunge il prezzemolo fresco appena tritato e olio extravergine a crudo. Per la fonduta: In una piccola padella antiaderente si stempera con la frusta il Parmigiano nella crema di latte a fuoco medio, senza far addensare eccessivamente, n raschiare nel caso attacchi al fondo.
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outlet piumini Oggi è la giornata del tiramisù

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Che sia nato a Treviso o sia friulano, da quest’anno i pi golosi avranno un altro motivo per ricordare la data del 21 marzo: non pi solo l’inizio della primavera, ma anche il Tiramis Day. Merito di Eataly e di Clara e Gigi Padovani, autori del libro ‘Tiramis Storia, curiosit interpretazioni del dolce italiano pi amato’, che hanno dato vita a una ricorrenza che vedr gustosi festeggiamenti in tutti i Paesi in cui l’azienda presente, si legge sul sito della catena di punti vendita dedicati al made in Italy enogastronomico creata da Oscar Farinetti.

Per l’occasione, Eataly svela anche le 4 ricette originali che hanno dato vita a uno dei dolci pi amati dagli italiani.

Per il pan di Spagna: 5 uova; zucchero (pari al peso di 4 uova col guscio); farina 00 (pari al peso di 3 uova col guscio); lievito in polvere ( bustina); la scorza grattugiata di 1 limone

Per le creme: 6 tuorli d zucchero (8 9 cucchiai); panna liquida (1 litro); Marsala secco (80 ml); cacao amaro (2 3 cucchiai).

Preparare il pan di Spagna: in una terrina rompere 5 uova intere e con le fruste elettriche montarle unendo la quantit di zucchero pari al peso di 4 uova con il guscio. Sbattere a lungo, fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.

Incorporare, setacciando poco per volta, la farina 00, il cui peso sia uguale a quello di 3 uova, insieme con mezza bustina di lievito e un pizzico di sale (oppure met farina e met fecola di patate o frumina). Profumare con la buccia grattugiata di un limone. Versare in uno stampo e infornare a 160 C per 30/40 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare.

Preparare le creme: in un recipiente a fondo concavo montare molto bene, con le fruste elettriche, 6 tuorli con 6 cucchiai colmi di zucchero. Quando diventa una bella spuma chiara, si incorporano 80 ml di Marsala secco, un cucchiaio alla volta.

Si sistema il recipiente in un bagnomaria tiepido posto su fuoco basso e continuando a montare con una frusta a mano, sempre nello stesso verso, si fa addensare lo zabaione. Quando ben gonfio, cio al primo bollore, si estrae dal bagnomaria, si lascia raffreddare e poi si pone in frigorifero.

Montare un litro di panna freschissima, con alta percentuale di grasso (almeno 60 70%). Setacciare 2 o 3 cucchiai rasi di cacao amaro in polvere insieme con 2 o 3 cucchiai di zucchero e amalgamarli a piccole dosi a 400 g di panna montata. Riporre subito in frigorifero. Questa crema si pu realizzare sostituendo il cacao in polvere con cioccolato fondente fuso e intiepidito.

Con una frusta a mano incorporare delicatamente lo zabaione alla restante panna montata: la crema dovr risultare corposa e di gusto leggero.

Preparare le coppe. Disporre sul fondo di ognuna la crema al cioccolato (circa met coppa); sopra si adagia un quadrato di pan di Spagna inzuppato nel Marsala; quindi si ricopre fino all con la crema zabaione.

Decorare la superficie usando un sac con bocchetta riccia da 10 mm.

Infine spolverare abbondantemente di cacao. Riporre in frigorifero per alcune ore. Questo dessert si deve assaporare verticale raccogliendo con il cucchiaio tutti gli strati della coppa.

DOLCE TIRAMI SU (1954 1959) Hotel ristorante Roma, Tolmezzo (Udine), di Norma Pielli Del Fabbro

Ingredienti: 4 uova; 300 g di zucchero; 500 g di mascarpone; Savoiardi; caff nero; cacao amaro.

Mettere in una ciotola 3 tuorli e un uovo intero, mescolare con lo zucchero, aggiungere il mascarpone mescolando con cura in un solo senso. Aggiungere gli albumi d montati a neve e formare, con delicatezza, un impasto soffice ed omogeneo. Inzuppare i savoiardi nel caff amaro caldo, sgocciolarli ed adagiarli in una pirofila. Coprirli con uno strato di crema, creare un altro strato di savoiardi e di nuovo una copertura uniforme di crema. Mettere il tutto in frigo almeno per 12 ore; al momento di servire spolverare con il cacao amaro.

COPPA IMPERIALE (1958) Ristorante Camin, Treviso, di Speranza Bon

Ingredienti: 9 rossi d 350 g di zucchero; 1 kg di mascarpone; Savoiardi o Pan di Spagna; Gran Marnier; caff ristretto (abbastanza).

Lavorare bene i rossi con lo zucchero e la buccia di limone. Quando ben montato aggiungere il mascarpone e il Gran Marnier. Preparare il caff farlo raffreddare e bagnare il Pan di Spagna o savoiardi che fanno da base in coppette. Mettere la crema e guarnire con cioccolato granulare o grattugiato.

TIRAMESU (1970), Ristorante le Beccherie, Treviso, di Roberto Loli Linguanotto

Ingredienti: 12 tuorli d kg di zucchero; 1 kg di mascarpone; 60 savoiardi; caff quanto basta; cacao in polvere.

Preparare il caff e lasciarlo raffreddare in una ciotola. Montare a spuma 12 tuorli d con kg di zucchero ed incorporarvi 1 kg di mascarpone ottenendo cos una crema morbida; bagnare 30 savoiardi con caff facendo attenzione a non inzupparli troppo e disporli in fila al centro di un piatto circolare. Spalmare sui savoiardi met della crema e poi sovrapporre un altro strato di 30 savoiardi bagnati con il caff spalmare poi la superficie con la rimanente crema di mascarpone; cospargere il mascarpone con del cacao magro setacciato. Passare in frigo sino al momento di servire
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peuterey store Oggi Swarovski al centro Conca d’Oro

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Oggi, 10 novembre Swarovski dedica ai collezionisti della Swarovski Crystal Society e a tutti gli appassionati del cristallo un’intera giornata dedicata al cristallo.

Edith Mair, la designer dell’Edizione Annuale SCS 2013 Elefante Cinta, atterra a Palermo per incontrare i soci della Swarovski Crystal Society e firmare in esclusiva gli articoli da lei creati.

L’Evento Firma si terrà presso la Swarovski Partner Boutique del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo ed è riservato ai soci della Swarovski Crystal Society.

Per tutti gli appassionati del cristallo si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 19.00 nella piazza principale del Centro Conca d’Oro “Laboratorio del Cristallo”. Un workshop imperdibile in cui i partecipanti,
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affiancati dagli esperti Swarovski, potranno decorare un oggetto, che rimarrà in loro possesso con i cristalli Swarovski per renderlo unico e personale.

Il laboratorio è gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili,
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e la prenotazione potrà essere effettuata presso la Swarovski Partner Boutique del centro commerciale o chiamando il numero 091 241592.

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Come ogni inizio dell’anno, finite le feste scatta la voglia di alleggerirsi a tavola dopo gli eccessi di party, pranzi e cenoni. Per tornare in forma senza adottare soluzioni drastiche, basta impostare l’alimentazione in modo sano ed equilibrato, non necessariamente con privazioni. La chiave? La qualità delle materie prime, indispensabile per preparare con poca fatica piatti leggeri e perfetti dal punto di vista nutrizionale.

CARNE: RIGOROSAMENTE AL SANGUEMettere in tavola una carne che proviene da allevamento al pascolo, senza mangimi né ormoni o antibiotici e di provenienza italiana, è la prima mossa per scegliere prodotti genuini e di qualità. Per farlo secondo lo chef è bene ritrovare il piacere dell’acquisto diretto dal macellaio di quartiere o dai piccoli produttori locali. Per cucinarla in modo semplice e sano basta una piastra molto calda e poco condimento prima della cottura. Meglio evitare di salare la carne prima di cuocerla perché si rischia di far fuoriuscire liquidi e sostanze nutritive. importante, quindi, ‘sigillare’ bene il taglio di carne con un’ottima rosolatura, ricordandosi, però, che la cottura deve rimanere al sangue rossa all’interno, leggermente lucida all’esterno. Finita la cottura potete salare e aromatizzare la carne con timo, rosmarino, o, come amo particolarmente, aglio. Preferite il sale grosso a vista, che migliora l’effetto visivo del piatto e la sua percezione al palato, suggerisce Chiodaroli.

PESCE: AZZURRO E ALLEVATO IN ACQUACOLTURASecondo Chiodaroli, inoltre, è meglio privilegiare il pesce che proviene dai mari italiani, come il pesce azzurro, evitando quello pescato in oceani a forte rischio di inquinamento, come il Pacifico. Chiodaroli suggerisce di condirlo prima della cottura, che non dovrà essere troppo aggressiva, per preservare la morbidezza soprattutto al cuore del prodotto. Il condimento deve impreziosire in modo delicato il sapore del pesce e non coprirlo: spazio quindi a spezie come timo, maggiorana, origano fresco e basilico.

RISO: BRODO VEGETALE E TOSTATURA PER UN’ONDA PERFETTASecondo Chiodaroli i risi perfetti per un risotto gourmet sono il Vialone Nano e il Carnaroli. Per cucinarli, preparate un brodo vegetale rigorosamente con verdura fresca che salerete leggermente, mantenendolo a temperatura costante in semi ebollizione. Passaggio fondamentale per un risotto perfetto è poi la tostatura dei chicchi, per sigillarne i pori evitando quindi che rilascino troppo amido in cottura; a tostatura ultimata aggiungere il brodo fino a coprirli e proseguirne la cottura aggiungendo all’occorrenza altro brodo. La cottura deve essere a fuoco medio alto per mantenere il bollore. Un consiglio? Fate attenzione agli ingredienti che aggiungete al risotto: abbassano la temperatura. Mantecate con un po’ di burro, lontano dal fuoco, per evitare che la cottura prosegua oltre il necessario. La prova del nove? Durante la mantecatura il risotto dovrà avere un aspetto morbido, lucido e cremoso, formando all’interno della casseruola la tipica ‘onda’.

PASTA: SEMPRE AL DENTE, CON SUGHI SEMPLICILa pasta è un alimento sano e non va eliminato dalla dieta. L’importante è scegliere condimenti leggeri, a base per esempio di pomodoro e verdure. E per renderla più appetitosa e digeribile sbastascolarla due minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione per mantenerla al dente e mantecarla in padella con il condimento scelto, in modo che la cremosità dell’amido rilasciato si unisca agli altri ingredienti.

FRUTTA E VERDURA, DI STAGIONE E A FILIERA CORTALa scelta di frutta e verdura andrebbe sempre basata sulla stagionalità dei prodotti e basata sui colori del periodo. Preferite prodotti a certificazione biologica, sinonimo di qualità della coltivazione e del terreno. Diffidate,
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infine, dei prodotti esteticamente troppo belli, con forme e colori spesso frutto di sofisticazioni.Per acquistare frutta e verdura di qualità, privilegiate la spesa dalle aziende agricole a vendita diretta o ai mercati locali, oppure iscrivetevi ai Gruppi di Acquisto Solidali più vicini a voi, spiega l’Executive Chef. In cucina evitate di cuocere a lungo la verdura e la frutta: sono alimenti delicati e si prestano poco allo stress del calore, commenta Chiodaroli. Spazio quindi a cottura al vapore o in un wok.

LE RICETTE DELLO CHEFVi proponiamo due preparazioni firmate dallo chef Chiodaroli che mostrano come usare in cucina i suoi consigli per un pranzo completo e raffinato, ma anche bilanciato dal punto di vista nutrizionale. Scaldare una padella bassa con un filo di olio, versare le vongole spurgate e lasciarle aprire, avendo cura di coprire la padella con un coperchio. Farle raffreddare e poi sgusciarle una ad una. Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, avendo cura di mescolarli delicatamente per non farli attaccare. A un minuto dal termine della cottura (la pasta deve essere ben al dente) scolarli direttamente nella padella con le vongole, proseguendone la cottura a fuoco alto e aggiungendo, all’occorrenza, un po’ di acqua di cottura (salata) degli spaghetti. Non appena comincia ad addensare, versare la bottarga, il prezzemolo tritato a piacere, una macinata di pepe e mantecare la pasta fino a che non assume una consistenza morbida, lucida e cremosa. Impiattare subito per evitare che il condimento si rapprenda troppo e servire in tavola con una grattugiata di tuorlo marinato, avendo cura di eliminare in anticipo i residui di sale e zucchero.

Trancio di tonno con pane e caponata di verdure croccantiIngredienti per 4 persone: 4 tranci di tonno rosso da 150 g cadauno, 300 g di pane integrale grattugiato, 1 cucchiaio di olive taggiasche, 1 cucchiaio di capperi, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, cucchiaino di aglio tritato, 1 carota, 1 zucchina piccola, 1 peperone rosso, 1 peperone giallo, 1 porro piccolo, olio evo, sale, pepe, salsa di soia

Battere al coltello le olive taggiasche, i capperi, l’aglio, il prezzemolo e unirli al pane grattugiato, amalgamando con un filo di olio, se necessario. Lasciare riposare per 30 minuti. Pulire e lavare le verdure; successivamente tagliarle a julienne. Scaldare in una padella un cucchiaio di olio extra vergine, aggiungere le verdure tagliate nel seguente ordine: peperone, carota, zucchina,
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porro. Successivamente passare ciascun trancio nella panatura avendo cura di farla aderire bene a ciascun lato. Rosolare il trancio su una padella antiaderente calda appena unta di olio. Terminare la cottura in forno a 180 per 3 4 minuti a seconda dello spessore del trancio e della cottura desiderata.

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In California hanno inventato la organica elettrodi in plastica che possono trasportare elettricit grazie a un additivo impiegato per addensare le zuppe nella cucina industriale. Il team che l messa a punto guidato dal professore di Ingegneria chimica di Stanford Zhenan Bao e il loro scopo quello di produrre apparecchiature elettroniche che possano essere smaltite quando non sono pi utili senza provocare danni all o all La motivazione della ricerca sono state le tonnellate di e waste che inquinano il Pianeta. Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l stima che quest quasi 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici verranno gettati via superando di oltre il 20% quelle del 2015.

PELLE (QUASI) UMANA. Cos gli scienziati di Stanford hanno creato un che imita il funzionamento della pelle umana e hanno sviluppato dispositivi che si possono allungare, auto riparare e che sono, allo stesso tempo, biodegradabili. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Proceedings of the American Academy of Sciences. il primo esempio di un polimero semiconduttore che pu decomporsi ha affermato il principale autore dello studio Ting Lei. Oltre al polimero, il team ha sviluppato un circuito elettronico degradabile e un nuovo substrato biodegradabile per il montaggio dei componenti. In questo modo quando il dispositivo elettronico non pi necessario, tutto l si pu biodegradare in componenti non tossiche.

TECNOLOGIA INDOSSABILE. Gli utilizzi possono essere diversi: dall nel corpo umano al rilascio in natura senza conseguenze per l Gli elettrodi, inoltre, sono trasparenti e possono essere applicati come una seconda pelle. Ci apre le porte a una nuova categoria di dispositivi elettronici indossabili con i quali si potranno misurare diversi parametri biometrici. Il materiale ancora un prototipo di laboratorio, ma i ricercatori credono che in futuro si potranno creare interfacce con il corpo umano. Ancora per la capacit elettrica di questi polimeri decisamente inferiore a quella tradizionalmente basata sul silicio.
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Voc também pode fazer a liberao diretamente pelo seu aplicativo do Ita no celular ou nos caixas eletrnicos. Corra, antes que o banco bloqueie suas prximas doaes!

Sim. O novo produto do Ita permite a liberao do débito referente àquele ms ou de todos os débitos daquela empresa. Porém, o trabalho de liberar os débitos ms a ms seria maior do que liber los todos de uma s vez. Como o Greenpeace apenas recebe doaes com a frequncia definida no momento de sua filiao, ao liberar apenas 1 (um) débito em vez de todos, teremos um enorme prejuzo que ser refletido na construo de nossas campanhas e no trabalho de proteo ambiental. Por isso, instrumos voc,
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colaborador, a manter liberadas as cobranas do Greenpeace de acordo com o compromisso estabelecido no momento de sua filiao.

Sim. As doaes para o Greenpeace so voluntrias, ou seja, voc pode contribuir pelo tempo que quiser. O procedimento que deve seguir é o de solicitar o cancelamento de sua colaborao para o Relacionamento com Colaboradores por email: ou telefone: 11 3035 1151. O novo produto do banco Ita permite ao cliente recusar os débitos daquela empresa. Mas pedimos, por favor, para avisar o Greenpeace sobre sua deciso pelos mesmos canais indicados anteriormente.

Lembramos que cada doador é muito importante para as campanhas do Greenpeace e para alcanar solues para um futuro mais sustentvel diante das inmeras agresses que o meio ambiente vem sofrendo. Nosso trabalho, baseado em pesquisa,
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informaes sobre questes ambientais e campanhas envolvendo ao direta e no violenta depende totalmente de voc!

giubbotto woolrich donna Novità e proposte già consolidate dal mondo dei bartender

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Iniziamo dai cocktail, grandi protagonisti anche dell’estate di questa da Bere ma non solo

A Milano è nato Kilburn, di Ennio e Giorgio, che a settembre inaugureranno ufficialmente questo nuovissimo locale, già aperto, in via Panfilo Castaldi 25.

Se l’arredamento è minimal e alle pareti ci sono le foto che raccontano la loro esperienza Londinese, i proprietari, dal sorriso che potrebbe fare invidia a Tom Cruise nel film “Cocktail”, si sono formati alla European Bartender School e a Milano hanno creato un nuovo luogo culto per gustare cocktail di qualità.

Il menu conta più di 60 drink, oltre a quelli speciali, realizzati dopo un attento studio e utilizzo di misurini per ogni preparazione.

“Come si beve qui, non si beve da nessuna parte!” assicurano.

Oltre alle birre di cui hanno l’esclusiva, da Kilburn si possono gustare focacce di ogni genere, taglieri di pesce freschissimo, piadine gustose e sour che, nella tradizione made in London, vengono preparati con il bianco dell’uovo.

Da Kilburn, poi, il barman diventa anche l’amico del cliente; anche delle clienti donne?

“Essere due bei ragazzi aiuta sicuramente, ma l’importante è la competenza professionale”

Tra i cocktail dai classici Manhattan, Margarita, Mojito, agli speciali Blacko, con sambuca, liquirizia, caffè e menta, Indonesia, a base di Bourbon e liquore alla ciliegia, Daniela’s Passion, o Iuken, o Screaming Orgasm, con amaretto, vodka, Kalua e Baileys.

Dario Comini, invece, è figlio d e bartender da tre generazioni, il nonno ha cominciato la carriera a New York ai primi del secolo; mixologist e consulente delle maggiori case liquoristiche, è pluripremiato e socio Aibes da oltre 30 anni, vanta esperienze di lavoro internazionali ed è patron delNottingham Forestdi Milano e delGazebo di Nottinghama Parma. I suoi cocktail sono presenti nei migliori bar della Cina alle Americhe. IlFinancial Timesannovera il Nottingham Forest tra i 5 migliorimolecular bardel mondo e, dal 2007 il Nottingham Forest è nei50 best bar in the world. Nel libroMix Drink, come preparare cocktail con le tecniche del Barchef, (Kowalski editore) invita i lettori e il pubblico del Nottingham a visitare il suo laboratorio, a impugnare uno shaker, guardare sferificare una molecola, addensare un jelly, disidratare l e sorbire un Unami, perché Comini è anche profondo conoscitore delle leggi chimiche e fisiche e i suoi cocktail sono diventati veri e propri cult. Tra le tendenze, c’è il cocktail organico, senza sostanze chimiche e che sfrutta le proprietà di erbe e germogli naturali, come i boccioli di Sechuan, ad azione più forte e immediata, che dà un senso di freschezza sulla lingua, oppureOister Leaves, con foglie di ostrica, un cocktail stimolante servito nell con pepe fresco macinato. è diventato parte integrante di ogni mixology dice Comini che integra le tecniche del bar con quelle della cucina, con infusioni, centrifugazioni, cottura a bassa temperatura, riduzioni di liquore e applicazione ai cocktail. Tutti i mixologist usano erbe, aromi, infusioni, riduzioni di cocktail da sperimentare con pentole da cucina anche a casa Un cocktail cool nasce annusando i trend nell e applicandoli ai gusti del pubblico: ispirazioni sono i grandi chef, tutti i piu’ grandi stellati con i quali c sempre stato uno scambio spiega il bartender . Loro prendono ispirazione dal bar e noi dai fornelli d Attualmente il trend è anche quello deicocktail green, verdi, ecologici, organici. Il Martini cocktail è il cocktail più facile e il più difficile e nel mio libro propongo 101 ricette di quelli che preferisco. Gli ingredienti sono pochi, ma sono le variazioni delle percentuali a rendere totalmente diverso il gusto per il suo trentennale, Hollywood di Bardolino ha realizzato SINATRA, ( nuovo bar in giardino, dove vengono serviti cocktail e long drink a base di liquori super premium e sfiziosi snack notturni); un bancone bar nuovo, sul terrazzo fronte piscina, in polietilene, luminoso, con rifrazioni di luce di grande impatto emozionale. Gin tonic dell’orto: Gin Hendrick’s, tonica, cetriolo, rosmarino, lime. Prima discoteca in Italia a creare una web radio, con 24 ore al giorno con la programmazione 40 Luxury Dance e programmi dedicati alla migliore musica internazionale dagli anni 70 ad oggi, propone, in diretta tutte le serate dell e durante la settimana anche particolari programmi mixati e curati dai dj Via Montavoletta, 11 Bardolino Alta (VR) tel. 045 7210580. Il FiftyFive o 55 Milano, ha aperto la sua splendida terrazza che domina i tetti di una zona ricca di fascino e memoria. Qui, di fronte alla vecchia stazione della Bullona è possibile godere dell inconfondibile del locale anche all aperta, sulla magnifica terrazza, la più grande della città,
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raffinata e spaziosa quanto le sale interne, dove gustare cocktail alcolici e non, preparati a regola d’arte dai barman Aibes. Qualche esempio sono i drink alcolici come IL MILANESE: Martini rosso, china Martini, soda, menta, scorza di limone. PIMM’S N1: 4cl Pimm’s, Ginger ale, cetriolo. Analcolici, SHIRLEY TEMPLE: Ginger ale, sciroppo di granatina. I cocktail dopo le 22.30 costano 10. Nelle “isole di degustazione” vengono servite specialità gastronomiche calde e fredde, adatte ad ogni tipo di esigenza e di gusti. La drink list è ricca di cocktail alcolici e non, preparati a regola d’arte dai barman. Erbe aromatiche guarniscono cocktail e flute di champagne e sono appunto coltivate in terrazza, secondo una recente e molto apprezzata tendenza. I cocktail dopo le 22.30 costano 10 55 Milano, via Piero della Francesca, 55 Milano, tel. Anticipa, o, talvolta, crea tendenze e le lancia sulle testate con le quali collabora, tra quotidiani, settimanali, mensili, radio, internet, tv. Modera presentazioni di libri e partecipa come opinionista ad alcune trasmissioni. Si Laurea In Scienze Politiche, Storia dei Trattati e Diritto Internazionale, con una Tesi dedicata alla Politica Estera Vaticana e al Libano come centro geopolitico internazionale, diventa collaboratrice de La Prealpina di Varese,La Notte, il Giornale, di Panorama Periscopio, Libero, Il Tempo, con una rubrica e una collaborazione come corrispondente per le sfilate milanesi,TgCom 24 le assegna un suo blog, For Men e Natural Style due rubriche, così come Cronaca Qui. Collabora anche con riviste dedicate al fitness, alcune riviste le assegnano l’incarico di caporedattore e direttore di testate, collabora anche con molte radio, da 101 a Radio Lombardia, passando per 105 Classics, M2O, Radio Rai Uno e Radio Rai Due, dove è iniziata la sua formazione radiofonica, con autori storici della Rai, come Lillo Perri e Mila Vajani. Per la televisione non succede nulla di diverso: da Telelombardia, dove Daniele Vimercati le insegna a fare giornalismo tv a 360 gradi, ad Antenna 3, dove è stata autrice e conduttrice, alla Rai, con Corrado Tedeschi, a Matchmusic, solo per citarne alcune, così come Play tv, Fun tv, Odeon, Vero tv come opinionista, Discovery Channel, dove è stata selezionata come esperta di tendenze. Ha vinto il Premio Cortina Press e il Premio News Cup destinato ai personaggi che si sono distinti per capacità di comunicazione, scrittura e arte e pubblicato un libro sullo stadio Giuseppe Meazza, un progetto dell’Assessorato allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Milano, per il quale ha ideato la Prima Notte dello Sport, allestendo un ring in corso Como, con atleti e appassionati. Ha tenuto al Polimoda di Firenze alcune lezioni di trendsetting. Modera presentazioni di libri ed eventi, partecipa a programmi tv come opinionista, realizza, come giornalista in video, servizi e interviste. Insomma, il suo percorso da giornalista è a tutto tondo, caso più unico che raro nel panorama italiano. Negli ultimi anni ha anche curato, come Ufficio Stampa, numerosi brand in fase di lancio o gia’ noti, si è occupata di strutture turistiche, organizzato mostre per giovani artisti, press preview per concept store dedicati al food, ristoranti e locali alla moda, o design, personaggi, societa’ di comunicazione,grandi eventi. Francesca nasce in una famiglia che annovera tra i suoi avi, Papi, Cardinali, una donna Accademica dei Lincei, la sua trisnonna, ma per lei le vicende delle famiglie aristocratiche sono interessanti dal punto di vista delle figure che hanno contribuito a livello di cultura, arte, in veste di benefattori, come fisiognomica dei volti e come tradizione, perché la vera nobiltà è quella dell’anima.
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“Andrea Pazienza: era convinto che per essere una rock star non fosse necessarissimo cantare, suonare, stramenarsi in un gruppo super sonico, scalare le classifiche. Hitpareidarsi, stare nei top twenty. Siccome non ne era capace decise che sarebbe bastato saper disegnare. E ci riusc

Una serie di “biografie della memoria”. Compagni in anni lontani, molti persi, molti smarritisi, alcuni perennemente, dolorosamente coerenti. Purezza ideologica e confusione di vita, la giovent che tutto assolutizza e tutto soffre intensamente, sentimenti ed emozioni di una generazione che ha attraversato gli anni gloriosi del Sessantotto e quelli successivi pi cupi e disperati, che poi ha subito, inesorabilmente gli anni Ottanta, la compravendita delle coscienze, delle anime. Vecchi indiani metropolitani che ritroviamo nelle pagine di Echaurren, dipinti dalle sue parole, dai suoi giochi linguistici espressivi ed evocativi. Da Sofri, un dio per i compagni, a chi oggi “tenuto in ostaggio dal nemico” come Liguori, a chi sparito, distrutto da se stesso, come Pazienza o a chi entrato nell’ombra dell’anonimato come molti compagni di allora: tutti si muovevano in un mondo complesso, ma che sembrava passibile di trasformazione.

una Roma particolare quella che fa da sfondo al libro: case occupate, centri di aggregazione, caff e ritrovi a buon mercato in cui si affollavano i rivoluzionari, irridenti delle convenzioni sociali, a discutere, parlare, leggere e progettare.

Una delle pi belle sensazioni che emergono da questo libro l’affetto che ancora fa sentire vicini, simili, un po’ fratelli, oltre che compagni, i vecchi ragazzi sconfitti. trasmette questi sentimenti, creando con il lettore una particolare complicit anche con quel lettore che, per et o cultura, non mai stato vicino a questa speciale “tipologia umana”. Resta in conclusione l’idea di una sostanziale onest di comportamenti, di una voglia di allegria che neppure la realt circostante, spesso cos poco serena, riusciva a demolire. Ed possibile avvertire anche il passaggio dal clima liberatorio del Sessantotto a quello pi difficile e disperato del Settantasette: la stessa voglia di unire privato e politico, di spezzare catene, di rompere schemi, di creare legami diversi che spesso hanno come elemento unificante una comune scelta di campo.

Compagni di Pablo Echaurren

Pag. 134, Lire 18.000 Edizioni Bollati Boringhieri (Variantine)C’era una volta, cio non c’ pi una volta, cio non ci sono pi Spazzativia? O, se ancora ci sono, probabilmente sono un’altra cosa, una cosa differente, trasformata, in certi casi irriconoscibile, stravolta, persino avariata, scaduta, da consumarsi preferibilmente entro la data sulla confezione che dice che sono passati pi di vent’anni per certi addirittura trenta e c’ il rischio di muffe, di intossicazioni, di gravi complicazioni.

Metamorfosi di un medesimo sbozzolamento: compagni, ex compagni, compagni di strada, compagni di merende, compagni de che? Compagni un cazzo!

Abbiamo imparato che nella misura in cui, a monte o a valle, la vita va avanti, alcuni restano indietro, altri scantonano, altri ancora fanno gli gnorri e si voltano dall’altra parte, qualcuno puro tiene duro, e non c’ Wells o Zemeckis della madonna che possa portarci indietro, solo la memoria che per si sa, tende a ingigantire, interpretare col senno del poi, colla nostalghia d’un tempo che fu, che ogni cosa imbelletta, infiocchetta, che capace di far tornare in tutto il loro compianto splendore perfino le mezze stagioni che proprio non ci sono pi da almeno un paio di secoli buoni, visto che lo ripeteva puranco il vecchio zio al giovane bardopardo Giacomo non proprio in vena di ottimismo meteorologico.

1998, Bollati Boringhieri editoriPablo Echaurren, pittore, vive a Roma.

“Quando Claudia mi diede il primo bacio pensai che finalmente sarei stato felice sempre, per tutta la settimana; e invece cominciai a essere infelice sempre,
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per tutta la settimana.”

Un bel titolo, una bella grafica di copertina (come in questo caso) fanno gi almeno in parte, la fortuna di un romanzo, specie se l’autore, pur non esordiente, comunque all’inizio della strada, avendo pubblicato, come nel caso di Piccolo, pochi titoli, tra cui, comunque, un libro di successo: Storie di primogeniti e figli unici, vincitore del Premio Berto e del Premio Chiara nel 1997. Ma se, in quello, la forma narrativa del racconto faceva scivolare la lettura allegramente, con leggerezza, qui la narrazione si fa pi “densa” trasformandosi in romanzo. Un romanzo sdoppiato su due piani alternati, uno di ricordi adolescenziali in cui vari personaggi intrecciano i propri anni della giovinezza con quelli dell’autore, l’altro di memorie sportive legate alla pallacanestro, in cui invece il protagonista si lascia andare a una sorta di monologo interiore, chiuso. La storia ambientata nel difficile momento legato alla contestazione della fine degli anni Settanta, cui per il protagonista partecipa come “ultima frangia” per la giovane et Molto belle (come i ricordi gradevoli possono essere) le pagine che raccontano i primi tentativi di approccio sessual sentimentale con una ragazzina grassottella e determinata a stabilire limiti (variabili nel tempo) del cercare e toccare sul suo corpo. A questi iniziali “turbamenti” si sommano le prime esperienze politiche, i collettivi degli studenti pi grandi, le manifestazioni, la polizia e un compagno da mitizzare, Dario Contini. Il tutto inframmezzato da piccoli ricordi, sprazzi di memoria personale sull’adolescenza, che sono in realt memoria collettiva, esperienze comuni, i primi approcci reali di “interconnessione” con il mondo esterno, con gli altri, le prime delusioni, i tradimenti (allora ci sembravano molto grandi), gli affetti familiari (l’importanza di un nonno), le tensioni travolgenti, intense, profonde delle partite di basket (uno sport come valvola di sfogo, come altra forma di rapporto). Ma quel bel titolo, in fondo, non sar un modo per “tirarsene fuori”?

E se c’ero, dormivo di Francesco Piccolo

169 pag., Lit. 22.000 Edizioni Feltrinelli (I Canguri / Feltrinelli)Una volta Dario Contini, leader del Collettivo studentesco, aveva attraversato la citt sul mio motorino.

Ci pensavo circa due anni pi tardi, un giorno che andai a giocare la partita contro la prima in classifica, invece di correre all’ospedale come avrei dovuto e per questo Claudia mi aveva lasciato, anche se non sapevo se stavamo davvero insieme; ci pensavo quel giorno, quando mi dissero di Dario, e pensavo che l’unico legame con lui era stato quello. E a quello avrei pensato molti anni dopo quando avrei deciso di scrivere un romanzo su Dario, e mi sarebbe tornato in mente prima quel giorno dell’ospedale, della partita e di Claudia, e poi che quel giorno avevo pensato a quell’altro giorno, quando ero stato cos stupidamente orgoglioso che Dario Contini avesse percorso le strade della citt di fretta, sul mio motorino, sia pure senza guidarlo.

Ma di tutto quel tempo ora la memoria ha schiacciato uno sopra l’altro gli anni e i ricordi e tutte le parole che usavamo; c’ soltanto una cosa che i miei occhi sanno mettere a fuoco: le mani che si allungano verso terra, all’uscita dagli spogliatoi, per prendere uno dei palloni arancioni, il pi lucido. Mi sembra di sentirlo ancora, mentre lo tasto e lo rigiro tra le mani. E poi sento la scarpa che pi morbida affonda quasi nel parquet, mettendo con l’ultimo passo il piede entro la linea del campo, sperando, per tutto il tempo che star qui, di riuscire a non pensare ad altro.

Era un boxer di colore blu, praticamente nuovo, e fino ad allora non l’avevo mai prestato a nessuno eppure non erano pochi quelli che mi avevano chiesto di farci un giro; ma rispondevo ogni volta che non potevo perch era ancora in rodaggio, e quando in rodaggio non si pu in alcun modo prestare perch se poi uno accelera troppo, il motore si pu ingolfare e restare ingolfato per sempre.

“Voi, certamente, vorrete che io risponda a una domanda prima di andare troppo avanti: che tipo di americano sono io? La risposta quel tipo di americano.”

Sin dalle prime righe questo romanzo di Taylor mi ha ricordato alcune pagine di quel capolavoro di descrizione d’ambiente che I Bostoniani di Henry James. Non tanto, certo, nella trama, assolutamente differente, e per l’ambientazione (qui molta parte della storia si svolge in Inghilterra), ma nel modo di affrontare la societ americana snob e spietata, settaria e conformista, costantemente alla ricerca delle proprie radici europee, in particolare inglesi, ma ormai incapace di adattarvisi.
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Rialzarsi dopo la brutta sconfitta di Fano e ripartire con il piede giusto. E’ questo l’obiettivo dei biancazzurri, che stamani, hanno completato l’ultimo allenamento di rifinitura in vista del match di domani con la Sangiustese al Lungobisenzio. Per quanto concerne la formazione, il tecnico Bellini dovrà rinunciare ai due esterni di difesa, Salvi e De Agostini per squalifica. Fra i convocati i tre giovani classe 1992: Saitta, Pagnotta e Mazzanti. Per quest’ultimo, Damiano Moscardi, valuterà dopo la partita della Berretti con il Figline di oggi pomeriggio se sarà a disposizione di mister Bellini. La gara avrà inizio alle 14.30, dirigerà il Massimiliano De Benedictis di Bari, coadiuvato da Giuseppe Raparelli di Albano e Valerio Pegorin di Latina.

Al termine di una complessa attività d la sezione Antidroga della squadra mobile di Prato è riuscita a mettere le mani su due grossi spacciatori, sequestrando al contempo 51 grammi di cocaina e 400 di hashish, oltre a 70 grammi di mannite. In manette sono finiti un italiano di 36 anni e un marocchino di 37. Il blitz è scattato in via dei Poderi, vicino al cimitero di Paperino. Qui i poliziotti hanno fermato la Smart dell trovato con i 51 grammi di cocaina che aveva acquistato poco prima dal marocchino in cambio di 2.500 euro. Nello stesso momento altri agenti della Mobile bloccavano alla periferia di Sesto il maghrebino, che si trovava in compagnia di un connazionale risultato poi clandestino. Dalle perquisizioni delle abitazione dei due spacciatori sono saltate fuori le altre quantità di droga. Per entrambi è così scattata l con l di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il marocchino è stato denunciato anche per guida senza patente, essendo stato fermato al volante di una Honda Civic senza mai aver conseguito il titolo per condurla.

Un tentativo di clonazione di bancomat e carte di credito è stato sventato questa mattina dai carabinieri, allertati da alcuni cittadini che avevano notato uno strano dispositivo posizionato, probabilmente durante la notte, nel bancomat della filiale Intesa San Paolo di viale della Repubblica. I militari, una volta recuperata l hanno appurato che si trattava di uno skimmer, una sorta di lettore in grado di carpire e memorizzare le informazioni contenute nelle bande magnetiche. A quel punto i carabinieri hanno fatto intervenire anche il direttore della filiale, mentre il dispositivo è stato sequestrato. A questo punto si dovrà capire chi lo ha posizionato sul bancomat e, soprattutto, se lo strumento era stato effettivamente usato per carpire i codici segreti delle carte.

Un primo tempo in affanno, poi i Cavalieri innestano la marcia e trascinati dai loro due uomini migliori Wakarua e Burton, fresco di convocazione in azzurro riescono ad avare ragione di un Venezia (29 21) venuto a Prato con l di fare risultato, anche per mandare un segnale al neo tecnico Marcuglia. I riprendono così la marcia, interrotta domenica scorsa a Padova, e arrivano alla lunga pausa novembrina in una posizione di classifica rassicurante che, senza la penalizzazione per il pasticcio della gara d li avrebbe messi subito dietro le grandi del Super10.

Tornando alla gara di oggi al Chersoni, anche stavolta pieno di tifosi, i Cavalieri sono passati subito in vantaggio con un piazzato di Wakarua (al 4 pareggiato due minuti dopo da una punizione di Pilat) ma poi hanno incontrato molte difficoltà a sfondare la linea difensiva dei veneti che, da parte loro, hanno saputo approfittare di due svarioni dei pratesi per andare in metà con Van Niekerk (25 trasforma Pilat) e con Stodart (29 al termine di due azioni dalla dinamica simile. Sul 15 3 per il Venezia, i Cavalieri hanno traballato, commettendo troppi errori nei passaggi. Al 41 però, Galante ha finalizzato al meglio un lungo possesso palla dei pratesi nei 22. La sua meta, con la trasformazione di Wakarua, ha consentito così ai Cavalieri di andare al riposo sotto di 10 15 lasciando aperto spazio alla rimonta. Che si è puntualmente verificata nella ripresa, quando i hanno subito messo in campo quella rabbia e determinazione mancati nella prima frazione. Così nel giro di 20 minuti hanno piazzato un parziale di 16 3 che ha schiantato i veneti. A segno è andato Wakarua con ben tre calci e Burton, con una metà strepitosa poi trasformata dal solito infallibile Wakarua. Per Venezia è venuto un piazzato di Pilat che si è ripetuto nel finale, ma dopo che Wakarua aveva dato nuovamente sfoggio alle sue capacità balistiche. E finita così 29 21 con il Prato bravo ad aggiudicarsi questo scontro diretto.

Classifica: Benetton Treviso 25; MPS Viadana 24; Rugby Parma e Petrarca Padova punti 20; Femi CZ Rovigo punti 19; Consiag I Cavalieri Prato punti 15; Futura Park Rugby Roma e L Rugby punti 14; Casinò di Venezia punti 8; Plusvalore Gran Parma punti 7

quattro punti di penalizzazione

Lungo vertice stamani in palazzo comunale tra il sindaco Roberto Cenni e i leader dei partiti di maggioranza. All del giorno, naturalmente, c la situazione che si è venuta a creare con la riconferma di Abati alla guida del Consiag, decisione presa mettendo in minoranza il Comune di Prato, che di fatto si è visto togliere il controllo del Consiag, nonostante sia il socio di maggioranza con oltre il 38% delle quote. E il giudizio espresso da Pdl, Lega e Udc sulla vicenda è netto: un atto dannoso per la città e per i cittadini, frutto di un vecchio modo di fare politica

Ma dal Consiag gli strali della maggioranza di centrodestra si sono presto spostati alle altre partecipate. con forza ha detto Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Pdl l di chi siede ai vertici delle società partecipate e non ha ancora sentito il dovere etico di rimettere il mandato nelle mani del sindaco. Questo è un problema di moralità che trova il suo punto più alto nella figura di Bruno Ferranti, che continua a stare alla presidenza della Gida nonostante sia diventato segretario del Pd,. vale a dire del principale partito d

Mentre sulla questione Consiag è Filippo Bernocchi, coordinatore vicario del Pdl, a riassumere la posizione del centrodestra pratese: è stata segnata una linea che ci toglie ogni perplessità. A questo punto è ancora più forte la nostra convinzione di combattere tutte le operazioni di tipo partitico. Da ora in poi vogliamo valorizzare al massimo la partecipazione del Comune in Consiag in modo che ci siano ricadute sui nostri cittadini. E alla luce di quanto avvenuto anche tutta l Estra andrà ridiscussa. Il nostro appoggio era infatti finalizzato a portare risorse a Prato, ma adesso questo Consiag non ci rappresenta più

Parole sulla cui lunghessa d si pongono anche Claudio Morganti della Lega Nord ed Enrico Mencattini dell Mentre il consigliere regionale del Pdl Alberto Magnolfi lancia pesanti accuse: sindaco Cenni dice ha provato in tutti i modi ad avviare un dialogo costruttivo che facesse il bene dei cittadini. Ma la sinistra non ha né compreso né condiviso. Così il Consiag si conferma come un grumo di potere della fazione sconfitta di un partito sconfitto. Hanno voluto emarginare Prato ma devono ricordarsi che Prato, oltre che il socio di maggioranza relativa, è anche il primo cliente. Così i carabinieri del Nas e quelli del Nucleo Ispettorato del lavoro hanno deciso di andare a controllare e le sorprese non sono mancate. In quello che doveva essere un appartamento per civile abitazione, era stato infatti impiantato un laboratorio di pelletteria che assemblava fibbie e accessori metallici per conto di note italiane. Niente falsi, stavolta: il titolare della ditta utilizzava materiali forniti direttamente da un concessionario ufficiale di queste note aziende. Di irregolare, invece, c sia il laboratorio, che fungeva anche da abitazione, sia i sette dipendenti trovati alle macchine: nessuno di loro infatti risultava assunto dalla ditta. Erano tutti in nero, anzi due di loro, marito e moglie, sono risultati sprovvisti del permesso di soggiorno. Così i militari dell del lavoro hanno notificato al titolare il provvedimento di sospensione dell Durante il controllo, il cinese clandestino si è sentito male ed è stato necessario il trasferimento al pronto soccorso.

Un patto per garantire la sicurezza sugli autobus urbani, in particolar modo in funzione antibullismo, antiborseggio e contro i vandali. Il protocollo è stato siglato stamani dal questore Domenico Savi e dal presidente della Cap Giuseppe Gori alla presenza del prefetto Eleonora Maffei. Da domani primo novembre, quindi, scatterà un piano straordinario di controlli che vedranno pattuglie di poliziotti incaricate di tenere sotto controllo le linee che statisticamente si sono rivelate più a rischio per questo tipo di episodi. L è quello di garantire una maggiore sicurezza e tranquillizzare gli utenti che abitualmente si servono dei mezzi della Cap. La presenza di personale in difesa, oltre a fungere da deterrente per i malintenzionati, negli auspici di Questura e Cap dovrebbe rappresentare anche un elemento di rassicurazione per gli utenti.

Scandisce bene le parole il sindaco Roberto Cenni: nuovo consiglio d del Consiag non ci dà nessuna garanzia come Comune di Prato, quindi non ci sentiamo adeguatamente rappresentati. Questo vuol dire che da ora in avanti la nostra priorità sarà valorizzare e tutelare la posizione di Prato Parole pese come macigni e che sanciscono, se ce ne fosse stato bisogno, una spaccatura interna al Consiag come mai c stata nella storia dell E che, come prima conseguenza, mettono il presidente confermato Paolo Abati in una scomoda posizione, visto che si trova a gestire un dove il socio di maggioranza relativa è, di fatto, all Non solo, con il suo 38 e passa per cento di Prato, che unito alla quota di Montale va oltre il 40%, viene meno la possibilità di avere una maggioranza qualificata. Questo, va da sé, rimette in gioco molte cose: a partire dalla questione Estra, con la fusione tra Consiag e le aziende del gas di Siena e Arezzo. Ma con evidenti ripercussioni anche sulla vita cittadina pratese dove il Consiag, in questi anni, ha allargato notevolmente le sue competenze. questo punto ha ribadito Cenni ci sentiamo con le mani libere

Ha davvero il dente avvelenato il sindaco Cenni. Quando ieri mattina si è presentato all dei soci era convinto di poter far passare la sua linea. Che era poi quella di far slittare di un paio di settimane la nomina del presidente in modo da buttare giù un piano strategico per il futuro di Consiag, da affidare magari ad un manager gradito a destra e sinistra, affiancato da un CdA in grado di garantire professionalità e capacità manageriali da giocare poi sul mercato, in un discorso di multiutility sulla base di quelle già nate in altre regioni del nord Italia. E invece Cenni si è ritrovato a dover digerire il boccone amaro della riconferma di Abati, votato a maggioranza, forse con qualcuno che non ha rispettato patti e accordi. è voluto ancora una volta dice Cenni fare un discorso di politica dove invece c da ragionare per il bene dei cittadini., Prato aveva chiesto un progetto forte per il futuro e dei manager in grado di portarlo avanti. Dall parte si è voluto mostrare i muscoli e usare le partecipate come fatto fino ad ora, per spartire le poltrone. Non si può nominare quattro politici per gestire una società come il Consiag. Lo ripeto: questo è un CdA che non ci dà nessuna garanzia, che non ci rappresenta

E l di Cenni non è diretta contro la persona Paolo Abati. nostra proposta prevedeva un ruolo importante per Abati dice . L Estra l fin qui gestita lui ed era giusto che portasse a termine il lavoro. Per questo pensavamo ad un ruolo di direttore generale di Estra. Ma Consiag deve guardare avanti e scegliere un presidente con la giustificazione che deve essere completato un percorso è troppo riduttivo. Questo vuol dire non avere nessuna strategia ma solo fare il gioco dei partiti infischiandosene dei cittadini. Il conto alla rovescia per l’apertura della nuova biblioteca comunale Lazzerini negli spazi straordinari dell’ex Cimatoria Campolmi, tra via del Melograno e via Santa Chiara, è scattato: sarà inaugurata il 16 novembre, in occasione della visita a Prato del presidente della Camera Gianfranco Fini. Quella degli ultimi due mesi è stata una corsa contro il tempo, perché un cantiere così complesso e così grande comporta inevitabili problemi di natura tecnica e burocratica, ma la volontà del sindaco e della giunta è stata imprimere un’accelerazione ai lavori, tanto più che la vecchia sede della Lazzerini di via del Ceppo Vecchio era stata chiusa al pubblico lo scorso dicembre, creando non pochi disagi ai cittadini e comportando comunque una spesa di oltre 400mila euro a carico del Comune per l’affitto di quei locali. Così il taglio del nastro è previsto nella mattinata di lunedì 16, mentre i servizi della biblioteca apriranno al pubblico il lunedì successivo, 23 novembre. Nel pomeriggio di sabato 21 novembre, invece, è in programma l’inaugurazione per la città: letture con musica nel segno di Malaparte, iniziative per i bambini e la possibilità per tutti i pratesi di visitare un luogo così bello.

Il restauro della vecchia fabbrica ottocentesca, che già ospita il Museo del Tessuto, è stato compiuto rispettando le sue caratteristiche storiche e valorizzandole, a cominciare dalla stupenda volta in cemento armato a sesto acuto della sala d’ingresso, con la facciata a vetri su cui si specchiano le attigue mura trecentesche e il cielo. Sarà proprio il disegno stilizzato della facciata il logo della nuova Lazzerini: da ‘cattedrale’ del lavoro tessile, a ‘cattedrale’ della cultura. biblioteca commenta l’assessore alla Cultura Anna Beltrame è il luogo del pensiero per eccellenza, è l’archivio delle idee e dei saperi, ma sarà anche uno splendido spazio di aggregazione proprio nel cuore della città. L’ex fabbrica tessile che diventa fabbrica di cultura è un simbolo per Prato, della sua storia e della sua capacità di cambiare. L’operazione Campolmi, ambiziosa e suggestiva, è nata con la prima giunta di Fabrizio Mattei: anche per la complessità dell’intervento, per arrivare a questa inaugurazione ci sono voluti molti anni e oltre 30 milioni di investimento

I lavori non sono finiti, però. E’ previsto un ulteriore lotto di opere, ad esempio per il recupero della piazzetta antistante l’ingresso che ospiterà anche un bar, di cui purtroppo la nuova Lazzerini è per ora sprovvista: il progetto rientra fra le richieste di finanziamento presentate in Regione nell’ambito dei Piuss. biblioteca non si può dire perfetta aggiunge Beltrame , anche per l’inadeguata dotazione di parcheggi per motorini e biciclette, ma è talmente bella e così intimamente ‘pratese’, che sarebbe stato un peccato aspettare ancora per aprirla alla città, senza contare i disagi creati dalla chiusura della vecchia sede e i costi sostenuti per il suo affitto. In queste settimane con Gianni Cenni, il consigliere delegato per l’urbanistica, e i tecnici dei nostri assessorati abbiamo fatto il possibile per arrivare all’inaugurazione, nonostante i tanti problemi ancora aperti. Era nostro dovere riuscirci, siamo contenti di averlo fatto

Il trasloco dei libri è in corso: saranno 250mila, di cui oltre 120mila ad accesso libero. La nuova biblioteca ha una superficie di 5300 metri quadri articolati su due piani, 450 sedute e 110 postazioni di computer, con tutti gli ambienti dotati di tecnologia wireless. Sono oltre 6mila i titoli multimediali tra cd e dvd, non solo. A disposizione degli utenti ci saranno anche la banca dati Press Display, che dà l’accesso a oltre 700 quotidiani nel mondo e un’emeroteca digitale che consente la visione delle copie arretrate di molti giornali. Ci saranno poi una sala per bambini, con lo spazio per laboratori, giochi e animazioni, e una sala da cento posti per conferenze, letture con musica, presentazioni di libri.

Veniva pagata 500 euro per occuparsi di quel piccolo appena nato, ma invece di accudirlo e di prendersene cura lo maltrattava, minacciando perfino di colpirlo con degli oggetti. Per questo una donna italiana di 62 anni è stata denunciata dalla polizia per il reato di abuso dei mezzi di correzione, mentre i due genitori del piccolo, una coppia di cinesi regolari, sono stati denunciati per abbandono di minori.

A chiamare la polizia è stato l convivente della donna, con la quale continua tuttavia a vivere. L un 54enne italiano, ha approfittato dell di casa della donna per avvertire la polizia. Quando gli agenti sono arrivati nell di via Zipoli hanno trovato l con in braccio il bambino cinese, che ha appena 40 giorni. L ha raccontato agli agenti come la sua ex compagnia avesse ricevuto in affidamento il neonato dai suoi genitori in cambio di 500 euro al mese. La donna, però, sarebbe stata assolutamente incapace di accudire il piccolo. Infastidita dai pianti lo avrebbe spesso privato del biberon, oppure lo avrebbe lasciato al freddo. In più di un poi, avrebbe tentato di colpirlo con degli oggetti, venendo fermata in tempo per fortuna o dal 54enne o dal nuovo compagno maghrebino. A quel punto i poliziotti hanno chiesto dove fosse la donna e saputo che stava recandosi proprio in Questura per il disbrigo di alcune pratiche, hanno avvertito i colleghi affinché la fermassero. Intanto il bambino veniva fatto portare al pronto soccorso dove, fortunatamente, non gli sono state riscontrate lesioni o traumi. Più difficile è invece stato rintracciare i genitori del piccolo, che solo dopo una lunga ricerca sono stati trovati e fatti andare in ospedale per riprendere il bambino.

E stata definitivamente confiscata l utilizzata da un bidello pratese di 45 anni per andare a prostitute. E la prima volta, da quando è entrata in vigore l antiprostituzione del Comune di Prato, che viene applicata la sanzione accessoria in aggiunta alla multa da 400 euro. L era stato fermato lo scorso 24 settembre dai carabinieri in piazza della Stazione dove aveva fatto salire in auto una prostituta (vedi articolo). Giovedì scorso gli agenti dell operativa della polizia municipale gli hanno notificato l di confisca della Fiat Punto. Il bidello aveva fatto ricorso sia contro la sanzione pecuniaria da 400 euro sia contro il sequestro del mezzo, ma il giudice ha respinto il ricorso, anche in seguito alle controdeduzioni presentate dai carabinieri che hanno dimostrato in maniera inequivocabile la sussistenza delle ragioni per procedere. Con la confisca, il destinatario della violazione amministrativa perde la proprietà del bene che viene alienato a favore dell pubblica.

E un pezzo della vecchia Prato che ritorna e che sicuramente farà fare un balzo indietro nel tempo a tanti pratesi abituati, negli anni a venire qui per ascoltare la musica dal vivo. Da oggi sabato 31 ottobre riapre il Circolo Giardino di Figline di Prato completamente ristrutturato grazie all’impegno dei nuovi soci tra cui molti giovani. Si tratta di un locale storico, le cui origini risalgono addirittura al 1892. Il picco della sua notorietà, comunque, il Giardino la raggiunse negli anni Sessanta e Settanta, quando divenne uno dei punti di riferimento per gli artisti emergenti del momento. Basti pensare che al Circolo Giardino si sono esibiti artisti come Mina, Mal, Al Bano Fausto Leali e i Rokes.

Il Circolo Giardino si trova in via Cantagallo n. 156 ed è aperto tutte le sere dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 14 alle 24. Il circolo è dotato del bar di un ampio salone e del giardino.

Oggi la zucca è nota tra grandi e piccini grazie alla famosa festa di Halloween; nei secoli passati ha sempre costituito una riserva alimentare importante nelle zone più povere, non solo d Insieme alla patata e al pomodoro, è stato infattiuno dei primi ortaggi esportati dopo la scoperta dell qui la zucca rappresentava un alimento “base” della dieta degli Indiani e infatti i primi coloni impararono ben presto a coltivarla.

Oggi della zucca viene fatto un largo utilizzo anche in se
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