giubbotti invernali donna Condizioni montagna aggiornate

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L’arco alpino è ancora interessato da correnti prevalentemente settentrionali piuttosto fredde e umide che favoriscono annuvolamenti irregolari e precipitazioni sparse. Breve pausa più soleggiata venerdì, poi da lunedì è atteso un miglioramento generale delle condizioni con temperature in rialzo. Lo zero termico è intorno ai 3000m.

In questi giorni il limite delle nevicate si è registrato intorno ai 2000m con venti settentrionali da moderati a forti, in montagna si riscontrano condizioni invernali, le precipitazioni nevose vanno da 15 a 40 cm con accumuli anche importanti, si raccomanda pertanto la massima attenzione nella scelta degli itinerari. Questa mattina al rif Torino la temperatura era di 10 con 10 cm di neve fresca.

Dalla Casermetta al Col de La Seigne ci segnalano in alcuni punti accumuli di 20 cm di neve e effetto verglas sul sentiero in salita al colle, pertanto anche in media montagna è richiesta la massima prudenza.

Condizioni stabili e soleggiate per questo fine settimana, in montagna riprende l’attività. Info dal rif Torino: sole, vento quasi assente e temperature attuali intorno ai 5 Confermiamo per oggi condizioni generali più che buone. Kuffner, Rochefort con traversata fino al Mont Mallet e discesa dall’omonimo ghiacciaio, in buone condizioni.

Binocolando l’Aigulle Blanche siamo quasi sicuri d’aver visto una traccia che l’attraversa, segno che probabilmente qualcuno stà tentando l’integrale di Peuterey.

Sempre a mezzo binocolo, viste 2 cordate sulla normale al M Bianco ma non sappiamo da dove siano partite.

Cordate anche sulla Aiguille du Diable, (al loro rientro vi daremo indicazioni).

Sui satelliti buone condizioni!

Aggiornamento del 20 giugno 2014 dal rif Dalmazzi: dopo il maltempo e l’instabilità dei giorni passati, con pioggia e nevischio fino a quota rifugio, finalmente una bella giornata di tempo stabile. Avvicinamento senza neve fino alla via “Vento polare”. Ancora un po’ di neve per raggiungere “Chamois Volants” e “Kermesse Folk”. La base parete di “Profumo proibito” è pressoché senza neve. La via Preuss all’Aiguille Savoie ha ancora qualche traccia di neve fresca. Dovrebbe pulirsi completamente tra oggi e domani. A vedere dal rifugio non sembra siano presenti cornici aggettanti per la discesa in doppia sulla via “Favola d’amore”. E’ anche possibile la discesa dalla via normale, anche se comincia ad aprirsi un po’ la terminale sotto al Col de Talèfre. Salita verso il Col de Triolet piuttosto buona, con un po’ di neve fresca nella parte finale. Ghiacciaio buono, poco crepacciato al momento.

Il ritorno del bel tempo favorisce la ripresa dell’attività in alta montagna dove le condizioni generali sono discrete, anche se il rigelo non è ottimo e le temperature sono elevate (zero termico intorno ai 4000 m).

La normale alla Tour Ronde è stata tracciata,
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tutta in neve, prevalentemente sfondosa (attenzione alla caduta sassi), così come la cresta sud est, il Canale Gervasutti è in ottime condizioni, la terminale si passa bene a sinistra, parete Nord anche in ottime condizioni, sono stati tracciati il Col d’Entreves e l’Aiguille d’Entreves da est a ovest, tracce anche alla Gengiva del Dente.

Le vie ai satelliti sono abbastanza asciutte (Pic Adolphe, Grand Capucin, Trident), con accessi senza particolari problemi. Tracciata anche l’attraversata Rif Torino Aig. du Midi.

Stessa situazione con temperature molto elevate, rigelo mediocre e neve sfondosa nei settori del Monte Rosa dove sono stati saliti Breithorn e Roccia Nera.

Situazione per l’escursionismo e trekking.

Le condizioni dei sentieri del TMB stanno via via migliorando. Il limite della neve si attesta ora a circa 1.800 2.200 metri a seconda delle esposizioni nord o sud.

La situazione ai principali colli:

Il Col de Balme è ancora molto innevato sul versante di Trient.

Il Col du Brévent e il plateau de Carlaveyron sono ancora coperti di neve.

Nella zona del Col du Bonhomme c’è ancora una buona quantità di neve che non si è particolarmente fusa nelle ultime tre settimane.

Il Col de La Seigne e il Grand Col Ferret sono ancora innevati su entrambi i versanti.

Consigliamo quindi di rimanere sull’itinerario classico evitando le varianti e di consultare frequentemente le previsioni meteo prima di mettersi in marcia.

Permangono buone condizioni per la pratica dello scialpinismo anche se ormai l’innevamento è buono solo nelle valli laterali e sopra i 2200 2400 m.

Fino a 2800 3000 m troviamo una neve primaverile essenzialmente formata da due strati: uno strato basale di neve umida/bagnata e uno strato superficiale da fusione/rigelo. Durante i giorni scorsi le notti serene, le temperature basse per la stagione e il vento freddo hanno mantenuto lo strato superficiale ben duro e rigelato (25 cm di spessore a 2500 m) per buona parte della giornata. Solo nelle parti basse c’è stata una modesta fusione del manto nevoso.

Dalla giornata odierna le temperature massime in rialzo e l’attenuazione dei venti ci riportano ad un ciclo giornaliero classico: buon rigelo mattutino, poi il forte irraggiamento solare di maggio porta ad un rapido aumento delle temperature ed una repentina fusione dello strato superficiale a partire dalle esposizioni Est, poi Sud, Ovest e Nord. Attenzione quindi alla corretta pianificazione oraria delle escursioni perché a queste quote il pericolo valanghe è essenzialmente legato al riscaldamento diurno ed aumenterà progressivamente durante le giornate con l’aumentare delle temperature massime (zero termico nuovamente sopra i 3000 m). Da notare che in caso di notti nuvolose il rigelo sarà mediocre o assente e quindi il pericolo valanghe sarà sensibile già dal primo mattino.

Sopra i 2800 3000 m la situazione è ben differente: troviamo ancora una neve asciutta di tipo invernale, farinosa nelle zone riparate, compattata e cartonata dal vento forte da N NE degli ultimi giorni. Il vento è stato più intenso lungo la dorsale di confine con la Svizzera. Solitamente il mese di maggio è il momento ideale per le gite in alta quota lungo le numerose montagne sopra i 3500 4000 m ma attenzione perché a queste quote il pericolo valanghe attuale è ancora importante ed è legato alla presenza degli accumuli da vento, la cui stabilità dovrà essere valutata localmente perché in alcune zone già il passaggio di un solo sciatore su questi accumuli può provocare il distacco di una valanga a lastroni.

Grazie anche all’aumento delle temperature, gli accumuli si stabilizzeranno progressivamente nel corso dei prossimi giorni;
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molto più lentamente alle esposizioni nord e sopra i 3500 m.