peuterey azienda Dov’era la luna

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Mi era sembrata un idea concludere il triennio con una gita scolastica alternativa, soprattutto considerando il tipo di classe: ragazzi non particolarmente attratti da qualsivoglia stimolo culturale anzi, vogliosi di gioco, di leggerezza. L si trovava sull tosco emilano, adagiato in una radura verdissima e circondato sui tre lati da un fitto bosco. Il tempo non agevolava le attivit che ci offrivano e infatti, nei 3 giorni di permanenza, dovemmo rinunciare ad alcune iniziative che avrebbero divertito i ragazzi. Ma ce n una per la quale tutti facemmo gli scongiuri perch il tempo fosse clemente: su una delle collinette che circondavano la costruzione , c un piccolo osservatorio astronomico che prometteva di scrutare il cielo dopo una breve lezione teorica in aula.

Nonostante fosse aprile inoltrato, il freddo notturno era pungente. Scrutammo il cielo prima di cena e ci sembr sufficientemente sgombro. Ed eccoci pronti, imbacuccati per quanto possibile, con piumini, sciarpe e guanti che miracolosamente uscirono da alcune valigie. Il buio era totale, solo la pila della guida, a tratti, mandava lampi sull che calpestavamo. Le parole si accavallavano alle risate, ma anche con un certo timore che ci spingeva a stare uniti. Le ragazze non avevano rinunciato, neppure in quell a rendersi appetibili agli occhi dei compagni e mi cercavano, con complicit saltellando nei loro abitini a fiori.

Quando raggiungemmo la sommit della collina, la guida chiese il silenzio. Noi eravamo eccitati e infreddoliti tanto che nessuno di noi, io per prima, riusciva a smettere di muoversi per scaldarsi e, nello stesso tempo, ci tenevamo stretti gli uni agli altri.

Ecco disse la guida questo il telescopio. Mi raccomando, senza spingere appena vi dico io. Dobbiamo solo aspettare che quelle nubi se ne vadano! E cos inizi un attesa che alimentava sempre di pi la nostra voglia di ridere, chiacchierare, saltellare. Io mi sentivo totalmente presa da quell adolescenziale e mi rifugiavo tra gli alunni in cerca di calore. Alla fine, quando fu chiaro che MAI le nubi avrebbero abbandonato il cielo, la guida diede quel liberatorio le righe! tanto atteso.
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