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L’ex capitano della nazionale brasiliana Socrates ?morto questa mattina, in seguito all’aggravarsi dell’infezione intestinale che lo aveva colpito nella giornata di ieri. Lo riferisce il quotidiano brasiliano A Folha. Socrates aveva 57 anni. Ricoverato nell’unit?di terapia intensiva dell’ospedale Albert Einstein di San Paolo, come spiegato dalla moglie aveva accusato un malore dopo una cena, ed era tenuto in vita da un respiratore artificiale. Il decesso, recita il comunicato dello staff medico dell’ospedale, ?avvenuto questa mattina alle 4.30 ore brasiliana, a causa di shock settico. Negli ultimi mesi l’ex giocatore, capitano della nazionale del Brasile nel 1982 e nel 1986, in seguito commentatore sportivo per la televisione brasiliana, era stato ricoverato pi?volte. L’ultima a settembre, per un’emorragia intestinale causata dall’abuso di alcol.

FOLLA AI FUNERALI

Centinaia di persone hanno dato l’ultimo addio all’ex capitano della Seleo al cimitero Bom Pastor de Ribeirao, a San Paolo. Oltre a tanti amici, ai funerali c’erano anche i familiari del ‘dottor Socrates’, tra i quali il fratello minore Rai, anch’egli con un passato da calciatore. “Tutti sappiamo l’importanza che mio fratello ha avuto nel calcio e nel paese”, ha ricordato Rai, presente al funerale, dove non ?invece andata la seconda moglie di Socrates, Katia Bagnarelli, che sta organizzando una festa a San Paolo, alla quale parteciperanno alcuni musicisti, tra i quali Fagner e Zeca Baleiro. A volere essere ricordato cos?era lo stesso Socrates, ha precisato la Bagnarelli.

PUGNI CHIUSI

Momento emozionante allo stadio Pacaembu prima dell’inizio della stracittadina Corinthians Palmeiras che per la squadra di Adriano vuol dire scudetto. Durante il minuto di silenzio in memoria di Socrates, tutto il pubblico di parte ‘corinthiana’ ha alzato il braccio con il pugno chiuso, e lo stesso hanno fatto i giocatori in campo. Il gesto era quello fatto dal ‘Dottore’, che gli attribuiva un preciso significato politico, dopo ogni suo gol.

stella del Corinthians

Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, meglio noto come Socrates, era nato a Belem il 19 febbraio 1954. Laureato in medicina senza per?mai esercitare la professione, era chiamato anche il dottore. Era un centrocampista elegante, abile in fase offensiva e ottimo realizzatore. La sua carriera part?dal Botafogo di Ribeirao Preto nel 1974. Dal 1978 al 1984 l’avvenura al Corinthians, di cui fu capitano. Intellettuale e colto, da ricordare che proprio n questa veste si rese protagonista di un caso di autogestione dei calciatori, pi?noto come “democrazia corinthiana”. Il risultato? I giocatori rifiutarono l’autorit?dell’allenatore e preferirono, per tre anni, allenarsi da soli.

triste parentesi viola

Dopo il Mondiale del 1982, storicamente noto per l’eliminazione di un fantastico Brasile contro l’Italia di Bearzot per 3 2 (dove con la fascia di capitano segn?anche un gol), divenne famoso anche in Europa e nel 1984 85 la Fiorentina lo port?in Italia. Firm?25 presenze e 6 reti, ma non riusc?a entrare negli schemi della squadra viola e dopo una sola stagione torn?in Brasile. Socrates gioc?prima al Flamengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988. Ma non appese del tutto le scarpe al chiodo: nel 2004 ?tornato in campo con il Garforth Town, squadra dilettantistica inglese,
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nella doppia veste di giocatore allenatore.

Colpi di tacco e politica, addio “Dottore”

fiorentina col lutto al braccio

La Fiorentina, contro la Roma al Franchi, ?scesa in campo con il lutto al braccio. La societ?ha ricordato Socrates anche attraverso lo speaker ufficiale dello stadio prima dell’inizio della partita, mentre sul maxishermo scorrevano le immagini di Socrates nella sua stagione viola: quella dell’84 ’85. La societ?viola ha anche chiesto e ottenuto di far osservare un minuto di raccoglimento prima dell’inizio della partita. Sul sito ufficiale il club viola lo ha ricordato cos? “All’indimenticabile ‘Dottore’, che con la maglia viola gioc?nella stagione 1984/85 disputando 25 partite e segnando 6 gol e che verr?sempre ricordato per la sua intelligenza calcistica, va l’affettuoso ricordo di societ? squadra e tifosi della Fiorentina”.

il ricordo di zoff

“?un grande dispiacere che Socrates sia morto, e poi cos?giovane. Senza dubbio era un grande giocatore. Mi ha fatto gol al Mondiale, e qualcuno ha anche messo in dubbio le mie qualit? ma quando un grande giocatore fa gol, dentro c’?dell’arte, non era facile metterla l?. Dino Zoff, portiere dell’Italia campione del mondo nel 1982, ha ricordato cosi Socrates che fece gol all’Italia di Zoff nel successo della squadra di Bearzot per 3 2 sul Brasile che port?gli azzurri in semifinale. “Socrates in Italia non ha fatto grandissime cose ha concluso Zoff , ma rimane una persona stimabile. Da capitano a capitano, a Socrates dico che rimarr?nella Storia”.

l’omaggio di paolo rossi

“Dispiace molto per Socrates, e un po’ anche per noi: ?un pezzo della nostra storia che si stacca e va via”. ?l’omaggio che Paolo Rossi, autore della storica tripletta al Brasile nel mondiale del 1982, rende a Socrates, capitano di quel Brasile. “Ricordo il gol che segn?a Zoff, era l’uno a uno ha continuato Rossi non ci potevo credere che arrivasse su quel pallone, sembrava lento e invece non lo era. Socrates era in effetti un falso lento: era un giocatore di non grande dinamismo, ma dal piede eccelso e soprattutto di grandissima intelligenza di gioco. Con Zico e Falcao era il simbolo di quel Brasile, oltre ad esserne il capitano”. E poi ha ricordato: “Socrates sembrava un giocatore di altri tempi, era uno fuori dagli schemi. In campo certo, ma soprattutto fuori. Tutti lo conoscevano per la laurea in medicina e anche se non esercitava aveva tantissimi interessi culturali e sociali. Insomma, sotto tutti i punti di vista un atipico”.

il dolore di antognoni

“La scomparsa di Socrates ?una perdita grave per il calcio. Era un bravo ragazzo sotto l’aspetto caratteriale, ma nello spogliatoio era molto rispettato. ?stato un solo anno in Italia, forse troppo poco per ambientarsi e far vedere il proprio valore”. Giancarlo Antognoni ha ricordato cos?la stagione alla Fiorentina del campione brasiliano. “Ero purtroppo infortunato ed ho vissuto quella stagione un p?dall’esterno, ma con Socrates avevo instaurato un bel rapporto, e mi ha colpito molto la sua scomparsa. Socrates ?arrivato in Italia a 29 anni, con tutte le difficolt?che potevano esserci in un campionato diverso, lui si ?adeguato: ha s?avuto dei problemi di ambientamento, ma il valore del calciatore non si discuteva”. Poi ha chiuso: “Molte cose erano un po’ travisate ed esagerate nei suoi confronti. ?vero che amava bere birra e parlare di politica, era diverso dagli altri”.

“Socrates era un calciatore di grande cultura, fuori dagli schemi. Ha pagato un debito troppo alto per i suoi vizi, a 57 anni non si pu?morire cos?. Giancarlo De Sisti, che lo ha allenato alla Fiorentina, lo ricorda cos? “Era una persona intelligente che voleva informarsi su tutto. Un buon politico, anche se qualcuno all’interno della squadra lo definiva un sessantottino per le sue idee un p?datate. Ma era un uomo di notevole spessore e carisma. Una volta gli dissi: ‘Stai leggendo i giornali? Hai visto cosa dicono su di te?’. Lui mi rispose: ‘S? leggo i giornali ma solo le pagine di politica, la parte sportiva non mi interessa.'”. Difficile la convivenza fra Socrates e Passarella: “Erano due giocatori agli antipodi, negli spogliatoi era Brasile Argentina. Nei primi mesi dopo il suo arrivo c’era una situazione precaria,
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la potenziale costruzione di gruppi che io riuscii a evitare promettendo multe e altre sanzioni disciplinari”.