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Un motore potente per accelerare il progresso delle nostre comunità e per garantire una posizione di avanguardia al nostro Paese. Mentre le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate ad accelerare un diffuso e generale piano di utilizzo, in tema di servizi e prestazioni, di Internet, allo stesso tempo occorre accelerare i processi di alfabetizzazione delle nostre comunità, semplificare le modalità di accesso, sviluppare e diffondere sistemi “facili” per allargare la platea degli utilizzatori del web.

Il primo spot della campagna non era ancora andato in onda ma la nuova monovolume era già una cult car per i giovani. Il Direttore Marketing Livio De Nutis aveva giocato bene le carte della disperazione. Prima di tutto il nome, secretato fino all’ultimo e azzeccatissimo: Mono. Poi l’accordo di co marketing con il canale all music più famoso del mondo: immediatamente evocativo e posizionante. Ma il colpo da maestro era stato piazzare la vettura nell’ultimo successo della rock star più spregiudicata del momento: “Having sex in my Mono with Brad Pitt” era già diventato un tormentone. Rimbalzava da un I pod all’altro, risuonava distorto dalle casse dei bar sulle spiagge assolate di mezzo mondo, aleggiava nei locali più cool all’ora del brunch. Forse sarebbe diventato la colonna sonora di un’intera generazione. La cosa aveva finito per incuriosire pure l’attore americano

che più per gioco che per altro, e dunque a fronte di un fee nemmeno troppo esorbitante, aveva accettato di salire a bordo della nuova macchina e di fare irruzione sul palco nella prima tappa del tour mondiale della cantante, proprio nel momento in cui quella voce inconfondibile sibilava le parole fatidiche sex in my Mono with Brad Pitt” L’attore che scende dalla macchina e corre verso la donna, la cinge con forza e la trascina nell’abitacolo simulando un amplesso le transenne un boato orgasmico, tentativi di assalto di fan scatenate, pierre che impazzano per settimane, cronache rosa e gossip che lieti ringraziano, proliferano, si smentiscono e si rincorrono in un magma di illazioni, per la gioia di De Nutis Poi succede qualche cosa di ancor più inverosimile: quel nome, Mono, le parole della canzone e la stessa macchina in sé, per qualche oscura ragione, restano appiccicate addosso all’attore come l’impermeabile per il

Tenente Colombo o il Vodka Martini per James Bond, trovano spazio perfino nel suo ultimo film, entrano nel suo mito e concorrono ad alimentarlo, diventando perfino motivo di imbarazzo nel momento in cui si accorge di non riuscire più a liberarsene. Questa volta non era stato il testimonial a cannibalizzare il prodotto, a generare un effetto alone opacizzante al punto da frenarne le vendite, ma esattamente il contrario: Pitt in fondo non era stato neppure il testimonial della campagna, era entrato nella faccenda solo di carambola, eppure ne era uscito in qualche modo inghiottito, fagocitato. Brad e la sua Mono, ormai inseparabili, nell’immaginario collettivo di moltitudini di emuli maschili con le maniglie dell’amore e le spalle troppo strette. Solo la sua proverbiale prudenza gli impediva di perdere completamente la testa e di circolare per gli uffici facendosi chiamare Giulio Cesare o Napoleone. Ma il meccanismo era ormai innescato: per tutti in azienda, fino a prova contraria, fino cioè a una disfatta allo stato inimmaginabile, era “il Mago della Comunicazione”, in un tripudio di maiuscole e punti esclamativi. In poco più di un mese De Nutis era riuscito

a costruire dal nulla un grattacielo virtuale di aspettative. Aveva la percezione netta di come le aspirazioni del suo target si divertissero a salire e scendere di continuo sulle ascensori panoramiche che scorrevano dentro quel gigantesco e misterioso edificio. Gli ordinativi fioccavano, e già prima della messa in onda degli spot il budget per i prossimi sei mesi era centrato. Lo spot, quello spot che tanto lo aveva disperato, consumato,
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era ormai niente più che un dettaglio. Per la prima volta nella sua vita potè assistere al primo passaggio quasi con distacco, senza lacerazioni interiori, sua figlia Margherita seduta sulle ginocchia e il braccio destro allungato con fare rilassato lungo la spalliera del divano. Si permise perfino uno sbadiglio. Ma era solo l’inizio. Ce n’è uno previsto per chi si è particolarmente distinto nella difesa della privacy. Si chiama premio “Emmanuel Goldstein eroe della Privacy”. Emmanuel Goldstein, per chi non lo sapesse, è il nemico n 1 del Grande Fratello nel libro “1984” di George Orwell. La fonte dei nostri dati è la più disparata: la navigazione in internet

e la posta elettronica in primo luogo; ma anche le carte di credito, il nostro cellulare e perfino le etichette elettroniche (tag) delle merci che acquistiamo, se non vengono rimosse. utilissima poi allo Stato per prevenire

e reprimere il crimine. Come ad esempio i sistemi peer to peer anonimi, o la scrittura dei messaggi con PGP (Pretty Good(tm) Privacy), un sistema di crittografia a chiave pubblica che consente di scambiarsi email senza che altri possano leggerle. Non da meno, la corrispondenza tra individui. Se la posta è inviolabile quando è cartacea, perché non deve esserlo anche in rete?Ma torniamo al nostro premio iniziale. Per stigmatizzare in modo ironico ma efficace i comportamenti di quanti agiscono in palese violazione della privacy, è stato istituito in decine di paesi in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, dalla Finlandia alla Bulgaria, un premio nazionale.

Da febbraio Magda Borsani alle PR e marketing Milano, 20 marzo 2006 Da sempre sinonimo di alta qualità e leader mondiale nel settore evidenziatura, colore e scrittura, il brand STABILO è distribuito in Italia da Armand Ugon srl: l’azienda si arricchisce ora di nuove professionalità, per dare un impulso significativo alle proprie iniziative di comunicazione. Da fine gennaio, infatti, ha creato una struttura nuova: un ufficio stampa interno, di cui è responsabile Magda Borsani. La giornalista supporterà inoltre Alberto Mazza (direttore vendite e marketing) nella pianificazione delle strategie di marketing e comunicazione: “L’arrivo di Magda Borsani commenta il dottor Alberto Mazza andrà a rafforzare ulteriormente la nostra strategia di comunicazione e verso il trade e verso il consumatore. La sua esperienza nei settori moda

ed education ci sarà molto preziosa per parlare ai nostri principali target group, fra cui bambini e teen agers.” Magda Borsani ha maturato una significativa esperienza nell’area ufficio stampa e comunicazione: dopo la laurea in Lettere Moderne, con una tesi sull’analisi dei telegiornali durante il rapimento di Aldo Moro, lavora a Telelombardia per due anni, nella redazione di alcuni programmi di informazione e di sport. Nel 1998 arriva a Morgagni 33 (agenzia in seguito acquisita dal Gruppo Carat Aegis Media Italia), gestendo le attività di ufficio stampa prodotto e/o corporate e gli eventi per: adidas, Clarks, Daniel Swarovski Crystal Eyewear, Geo Spirit, Minardi, Peuterey, Silhouette. Alla fine del 2001 Borsani approda a La Fabbrica, agenzia di comunicazione specializzata nel settore education, organizzando le attività di ufficio stampa e PR per i seguenti progetti educativi: Telecom Alleniamoci

alla vita, FIAT E I GIOVANI, Enel Energia in Gioco. Questo documento, che rientra tra le misure minime di sicurezza nel trattamento dei dati obbligatorie dal 31 marzo

2006, rappresenta un elemento essenziale per la creazione di un adeguato modello organizzativo che permetta la gestione corretta dei dati personali aziendali.
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