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Sia ben chiaro: Il metodo antistronze non un libro misogino. Non solo l non ce l con le donne, ma testimonia il fatto che alcune delle stronze peggiori sono gli uomini, e che le vittime pi numerose delle stronze si trovano tra le femmine. I metodi di offesa delle stronze sono una distorsione, una perversione della femminilit e niente pi insidioso che finire nel mirino di una stronza, che sia una rivale in amore, una collega di stanza o un capoufficio suadente e seduttivo, o anche un partner inaffidabile e ambiguo.

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Per un raro caso di fortunite acuta, nonostante Mia faccia parte del Mio stesso dipartimento, non lavoriamo molto spesso insieme. Diciamo che io non sono sotto di lei (essere sotto qualcuno, in studio, viene inteso spesso in senso molto letterale , in genere, comunque, indica semplicemente che un associate/trainee/stager sotto le grinfie di un sovraordinato che legittimato ad abusarne continuativamente e con diritto di preferenza rispetto ad altri partner di pari grado).

Mia ha un TMet che conosce solo il suo commercialista (non perch Lei glielo abbia confidato, ma perch i commercialisti hanno i loro programmini che dal codice fiscale riescono a sapere tutto di te, persino quanti clisteri ti sei fatto da piccolo).

Indecifrabile l TMet di Mia.

A giudicare dalle cosce rassodate da ore e ore di sci, diresti che non supera la trentina.

Idem per il seno, perfetto, tondo come un anello di un raccoglitore. Del resto lei non si sforza molto di nasconderlo, il suo seno. Le sue camicette hanno sempre un TMaria afflitta, sempre cos aderenti da essere tirate fino ad un millimetro prima del punto di rottura (che tutti, qui, attendiamo speranzosi da secoli) della stoffa, sempre immancabilmente liscia seta che si increspa al primo movimento di capezzolo.

A giudicare dal suo fondoschiena, diresti che appena qualche anno fuoricorso all TMuniversit. E lei ne perfettamente consapevole, quando passa per il corridoio e sculetta al punto tale che ad ogni passo tocca con una chiappa un muro diverso, ora il destro, ora il sinistro. Ed i corridoi sono pieni di strane impronte (l TMabbiamo ribattezzato MCCM ovvero il Museo del Calco del Culo di Mia).

E i suoi tanga sono leggendari. Spesso sulla sua sedia (a rotelle, ma purtroppo le gambe le sa usare fin troppo bene, e le mie gengive ne sanno qualcosa) si spinge fino alla finestra per far passare un po TM del tanfo di tabacco, sempre senza mai alzarsi n smettere di pigiare i tasti sulla tastiera [non a caso ha insistito tanto per avere la tastiera wireless]. In quei momenti si forma un capannello di gente alla sua porta per vedere di che colore sar stavolta il suo tanga. Sono in genere cos sottili, che secondo Michelanzolo se Mia fa una scorreggia noi ne sentiamo due, perch il tanga la taglia giusto a met.

A giudicare dalle rughe sul collo, invece, diresti che ha superato i 9/10 di secolo.

Sono rughe non troppo naturali, visto che hanno un colore tra il giallo epatite ed il marrone sabbia umida, con intercapedini pi chiare di bianco morto. Sar che di notte vive dentro un lettino solare, nonostante ogni volta si ostini ad affermare che lei scura di carnagione e che ha tanta melatonina in corpo che i produttori di cosmesi tra un po TM la mungono alla ricerca del siero dell TMabbronzatura.

Quando entri nella sua stanza (se riesci ad individuarla dopo che si diradata la perenne nube di fumo che vi aleggia) la vedi immancabilmente china sulla tastiera. pi veloce di uno stenografo, batte i tasti a velocit sub umane e dire che utilizza solo gli indici per battere (io, modestamente, utilizzo almeno indice, medio ed anulare, tz), non guarda mail il monitor n tantomeno chi entra nella stanza. Tictactictictictactactictactactactactac tic tic tactactactac tic tac tic tac tac tactactictictictic. Che poi, mi spiega, scrivere veloce aumenta anche l TMasciugatura dello smalto sulle unghie, perch dopo una certa velocit le dita cominciano a creare micro vortici d TMaria portentosi.

Si accende 300 sigarette al giorno (ovviamente si tratta di quelle ridicole sigarette sottili come spaghetti, una macchietta cos cos TMaltro potrebbe fumare), ma non ne riesce mai a fumare nessuna. Non ha il tempo di scrollare la cenere, ci comporterebbe un TMintollerabile interruzione al suo pigiare i tasti. Le sigarette, quindi, le si consumano tutte sulle labbra, e quando sta per scottarsi si limita ad aprire la bocca e a sputare il filtro nel posacenere, sempre senza mai smettere di pigiare i tasti.

Ti chiede Che vuoi ? con una rabbia tale che, nonostante i vetri da 12cm, stormi di uccelli in preda al panico si alzano in volo fuori dalla finestra.

Quando le consegni un documento, generalmente lo straccia gettandolo nel cestino, ma quando in vena te lo strappa di mano e se lo getta alle spalle, il tutto sempre senza neppure guardarti n salutarti, e soprattutto senza smettere di pigiare sulla tastiera. Almeno, in questa seconda ipotesi, hai qualche remota speranza che il tuo documento su cui hai gettato 10 ore di sangue e bestemmie e crampi allo stomaco per la fame (Mia adora che si lavori per lei tra le 21 e le 04.00, senza pause alimentari n sanitarie di alcun genere) possa, chiss, per miracolo essere recuperato, rivalorizzato.

L TMunica volta che l TMho vista smettere di pigiare tasti stata quando ha dovuto sollevare un praticante particolarmente obeso, per scaraventarlo fuori dalla finestra, gettandogli dietro un etto di prosciutto di Praga.

Mia ha Sheila, nella sua vita.

Sheila la sua protetta.

Indossano gli stessi gioielli di Tiffany, lo stesso Peuterey d TMinverno, gli stessi cappelli d TMestate.

Sheila mi fa sentire sempre inferiore.

Ha un TMeducazione incredibile. Un TMandatura elegante, raffinata, sculetta molto meglio di Mia. Io mi sento sempre in soggezione quando c TM Sheila.
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