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Villa Orlando: venendo da sud, la prima villa di San Giovanni che s’incontra è la villa Orlando (per gli anziani cà Besana) in quanto un tempo apparteneva alla famiglia dei Marchesi Besana. Verso la fine dell’800 fu totalmente ristrutturata assumendo l’aspetto attuale. Il parco di villa Orlando era famoso per la grande varietà di alberi provenienti da tutto il mondo, e al suo limitare, in direzione di Lezzeno, aveva una “latteria”, una casetta costruita sopra una fresca sorgente: questa sorgente era nota nei secoli passati come punto di ristoro per i naviganti, in quanto era considerata ottima acqua da bere. In seguito la sorgente venne usata come “frigorifero naturale” della latteria per conservare e quindi lavorare il latte. Dalla fine dell’800 la latteria “Cappelletta” (così detta perché lì vicino c’è una cappelletta su di una roccia affacciata sul lago), era un luogo rinomato dove i “Signori” andavano a bere il tè e gustare prelibatezze, raggiungendolo via lago con barche da passeggio. I proprietari, come accennato, erano in origine la famiglia Besana, ma poi la villa venne venduta al dott. Giuseppe Orlando di Firenze, i cui discendenti sono gli attuali proprietari.Villa Galimberti, ora Placida, fu costruita alla fine dell’800 dagli Asmick, (famiglia di un banchiere americano di origine amburghese), nell’ incantevole angolo di San Giovanni, distruggendo per farvi spazio, alcune case, uno o due setifici, e tre ville affacciate a lago. Un vecchio detto di San Giovanni diceva: “l’è rua l’Amsink cunt i so can e l’ha distruct mezz San Giuan” (è arrivato l’Amsick con i suoi cani e ha distrutto mezzo San Giovanni). Infatti prima di allora il paese si estendeva anche a sud. In questi ultimi anni la villa viene usata come residenza di lusso in affitto vacanze ma degli attuali proprietari poco si sa a parte che sono stranieri.La villa Trotti, (nel dialetto bellagino era chiamata cà Trota) così come la vediamo oggi è opera dei rifacimenti della metà dell’Ottocento ad opera del marchese Lodovico Trotti che, dopo un viaggio in oriente, volle trasformare in stile moresco la sua “casa delle vacanze” bellagina. Si occupò anche e soprattutto del giardino, introducendo piante esotiche e creando un giardino acquatico ad imitazione dei giardini tropicali. La villa però ha una storia antica: nel 1615 fu registrata come “casamento da podere con torchio” e risultava di proprietà dell’antica famiglia bellagina Loppio, in seguito passò alla famiglia Bonanomi e poi ai Trotti: ogni famiglia trasformò la casa secondo i gusti delle epoche. Ma dell’antica struttura originaria resta ancora l’affresco della Madonna che guarda verso il lago: si dice che sia quasi miracoloso che un affresco del Seicento sia giunto in così ottime condizioni fino ai giorni nostri, malgrado l’umidità del lago e i venti che lo hanno proprio di fronte!Nel 1941 la villa è stata acquistata dal conte Gerli, proprietario dell’omonima villa vicina, ed ha collegato le proprietà con la costruzione del “ponte bianco”sul torrente Perlo, che ha ai quattro lati statue raffiguranti le 4 stagioni in immagine femminili. Negli anni ’80 la villa è stata venduta ad una immobiliare e trasformata in appartamenti.Villa Gerli (per gli anziani locali era chiamata cà Polda) appartiene all’omonima famiglia, in quanto venne acquistata dal conte Paolo Gerli di Villa Gaeta nel 1940. Nella forma attuale venne ristrutturata ed arredata dall’architetto Tomaso Buzzi nel 1941 42, ed è usata come residenza estiva dalla famiglia. In origine, nel ‘700 venne costruito solo il corpo centrale della villa per la famiglia Taverna. La villa passò poi alla famiglia Poldi Pezzoli (gli stessi del museo di Milano) che la ampliò con le ali laterali, ad opera dell’architetto Balzaretto, che costruì anche il Mausoleo della famiglia, da noi bellagini chiamato semplicemente “monumento”, costruito nei primi dell’800 in mattoni rossi, con uno stile che mi ricorda Chiaravalle a Milano, quindi in uno stile volutamente neo romanico. Il “monumento” è chiamato anche “mausoleo Gonzaga” in quanto al suo interno vi è un membro della famiglia Gonzaga sepolto con i Poldi Pezzoli: si dice che fosse un loro caro amico di famiglia, che non avendo parenti prossimi decisero di dargli sepoltura nel loro mausoleo.Dopo la famiglia Poldi Pezzoli la villa passò ai principi Trivulzio, ed infine fu venduta al Gerli. Si dice che il principe Trivulzio si diede molto da fare nei restauri della villa edel giardino ma soprattutto iniziò i restauri della chiesa romanica millenaria di Santa Maria di Loppia, che attualmente è inglobata nel parco privato della villa. Si narra che il povero principe finì assassinato dalla sua amante (non qui a Bellagio, questa era una casa per le vacanze, anche i Trivulzio erano signori residenti a Milano), e da allora la villa rimase abbandonata per molti anni, fino alla vendita al conte Gerli che si occupò di nuovi restauri, e grazie al suo intervento la chiesa di Santa Maria venne salvata dalla rovina.La chiesa di S. Maria è del X secolo, il campanile del XI secolo, nel medioevo sappiamo che era sede di un convento di monache Benedettine, soppresso nella seconda metà del ‘500 e da allora andato lentamente in rovina. Alla fine del ‘700 il convento, la chiesa e i terreni circostanti di sua pertinenza vennero acquistati dai proprietari della villa Giulia, che costruirono il Vialone e distrussero il convento per fare la scalinata (si vede ancora ora il pozzo, che era al centro del chiostro, sula scalinata che scende a Loppia), poi la chiesa col terreno vicino fu venduta ai Trivulzio, mentre il vialone e la scalinata restano di proprietà della villa Giulia.Una curiosità: la contessa Gerli, (avrà un’ottantina di anni)che sposò il figlio del conte Paolo Gerli (Conte Dino Gerli, morto da alcuni anni) è sorella del duca Gallarati Scotti proprietario della villa Melzi.Un’altra curiosità: il duca Francesco Melzi D’Eril era ospite dei Poldi Pezzoli in questa villa nei primi anni dell’800 quando gli venne l’idea di costruire in questo angolo di lago la sua magnifica “villa Melzi”: sicuramente rimase affascinato dalla vista che si godeva dalle finestre!Nella foto si vedono bene sia la villa che il monumento e la chiesa con vicino la scalinata.Ps: Resterebbe da parlare ancora della Villa Melzi e la Villa Serbelloni che sono le più note, ma lo farò in seguito con un altro aticolo.Pubblicato il 15 11 2012 alle 14:36Carissima Antonia, ho ripetutamente letto questo tuo post, che grazie agli interessi culturali del signor Marco Ferrario, e della scrittrice e storica del Lario, la signora Lucia Sala, ha suscitato in me enorme desiderio di maggiore e più approfondite ricerche sulle reali storie e sui Personaggi che frequentarono questi deliziosi luoghi nei tempi cui si formavano le primissime basi, di quella che più avanti divenne la Repubblica Cisalpina. Oggi quei luoghi, quelle stesse ville rappresentano soltanto la parte esterna, una visione superficiale dei grandi nomi che lì soggiornarono. Tutte quelle ville le rammento per un sempre qualcosa di importante che ha toccato la mia giovinezza. La villa Galimberti mi fu cara, e cari nel cuore mi sono ancora i suoi ricordi.Ringrazio ancora i tuoi validissimi collaboratori Antonia, porgi loro tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.Ti abbraccio mia cara. Caramente,acid reflux or heartburn is Defined as the formation of gases and acidic substances in the abdomen which resultstelevision set because it could mingy that your tum acid is destroying your gorge.Drinking Peppermint tea testament grant the gases in the tummy pain in the neck or pronounced discomfort privileged
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