peuterey bimbo La luce delle prime stelle nell’obiettivo di Hubble

peuterey sito ufficiale La luce delle prime stelle nell’obiettivo di Hubble

Tra le migliaia di luminose galassie che affollano molte immagini del cosmo distante catturate dal telescopio spaziale Hubble si osservano alcune macchie scure, zone apparentemente vuote che potrebbero essere piene zeppe di galassie. Ora, gli astronomi hanno dato un occhiata a quelle macchie scure e hanno scorto una debole luce emessa da stelle che si sono formate appena 500 milioni di anni dopo il big bang. I nuovi risultati indicano che potrebbero essere le prime galassie dell che sarebbero dieci volte pi numerose di quanto ritenuto finora.

Questa extragalattica di fondo probabilmente risale a circa 250 milioni di anni dal big bang. Poco dopo la nascita dell lo spazio si riempito di una calda e densa nebbia di gas ionizzato. Nel corso di centinaia di migliaia di anni, il gas si poi espanso e raffreddato, portando al collasso gigantesche nubi di idrogeno ed elio e alla conseguente formazione delle prime stelle. Da quando queste stelle si sono accese, la loro luce, e tutta quella prodotta dalle successive generazioni di stelle, ha riempito l creando un bagliore diffuso in tutte le profondit pi oscure dello spazio.

Immagine del cosmo profondo ottenuta componendo diverse riprese del telescopio Hubble (Credit: NASA; ESA; G. Illingworth, D. Magee, and P. Oesch, University of California, Santa Cruz; R. Bouwens, Leiden University; and the HUDF09 Team)Anche se la radiazione di fondo extragalattica si rivelata ardua da rilevare in modo convincente, la luce scoperta nelle foto di Hubble sembra essere la luce di fondo pi lontana. Utilizzando i dati del Cosmic Assembly Near Infrared Deep Extragalactic Legacy Survey (CANDELS) e del Great Observatories Origins Deep Survey (GOODS), il gruppo di ricercatori riuscito a isolare il contributo delle prime stelle da quello delle stelle e delle galassie di epoca successiva.

Per misurare la sfuggente luce primordiale, Ketron Mitchell Wynne dell della California a Irvine, e i suoi colleghi hanno cercato fluttuazioni

d nei pixel apparentemente bui e vuoti delle foto scattate da Hubble dal 2002 al 2012. Grazie alle fluttuazioni hanno dimostrato statisticamente che stavano osservando un debole segnale associato alle prime stelle e non semplicemente al rumore.

Hanno poi sottratto qualsiasi luce proveniente dalle stelle della nostra galassia, quella delle galassie vicine e anche quella delle stelle isolate che sono state strappate dalle loro galassie e ora occupano lo spazio intergalattico, fino a lasciare solo la luce dell primordiale.

le diverse componenti presenti nel segnale un compito veramente eroico ha sottolineato Pascal Oesch della Yale University, che non era coinvolto nello studio.

I ricercatori hanno calcolato che c una possibilit pari allo 0,8 per cento che la loro misura sia contaminata da una luce che non appartiene al fondo. In primo luogo, le stelle antiche che contribuiscono alla luce di fondo sembrano radicalmente diverse da quelle che osserviamo oggi. Formatesi solo da idrogeno ed elio,
peuterey bimbo La luce delle prime stelle nell'obiettivo di Hubble
erano centinaia di volte pi massicce del Sole, e per questo hanno prodotto energia in modo pi intenso di stelle dell circostante, esaurendosi pi rapidamente.

le prime stelle e galassie si sono formate e si sono esaurite molto velocemente, il bagliore dev stato enorme spiega Matthew Ashby dell Center for Astrophysics, coautore dello studio. “Se riuscissimo a separare la luce che proviene dal fondo di luce extragalattica dovremmo vedere l di quel bagliore

Le tre componenti della luce extragalattica di fondo catturate dal telescopio spaziale Hubble (Image Credit: Ketron Mitchell Wynne, UC Irvine)Il gruppo ha rilevato questa eco, ma si limitato a dire che si verificata nei primi 500 milioni di anni, una stima che era gi nota agli astronomi. I ricercatori vogliono determinare l precisa, perch queste prime stelle massicce hanno cambiato radicalmente il destino dell

I loro raggi ultravioletti hanno riscaldato lo spazio circostante, producendo bolle nel gas dove l dei raggi aveva strappato a tutti gli atomi di idrogeno i loro elettroni, convertendoli da atomi neutri a ioni. Alla fine, le bolle si sono espanse e unite fino a quando l universo stato ionizzato di nuovo, ritornando al suo stato dopo il big bang. Da allora, l rimasto ionizzato.

Anche se gli astronomi sono abbastanza convinti che le stelle delle prime galassie abbiano prodotto abbastanza luce da reionizzare l Dan Coe, astronomo del Science Institute Space Telescope non coinvolto con lo studio, esamina l della reionizzazione nella remota possibilit che le galassie non siano state il fattore principale.

scoprissimo che le galassie non sono state sufficienti a produrre la reionizzazione, allora dovremmo avere qualche altra spiegazione, che potrebbe essere molto interessante dice Coe. Dopo tutto, vent fa gli astronomi pensavano che i nuclei galattici attivi, i brillanti fari cosmici creati da buchi neri supermassicci che inghiottono rapidamente la materia, producessero abbastanza luce da reionizzare l

Questa teoria non ha avuto successo, e gli astronomi sono passati al migliore candidato seguente: le galassie. La storia potrebbe ripetersi, spiega Coe, e questa volta forse sar qualcosa di veramente esotico, come particelle di materia oscura. Forse quando queste misteriose particelle si scontrano rilasciano energia in quantit sufficiente per reionizzare l Coe, tuttavia,
peuterey bimbo La luce delle prime stelle nell'obiettivo di Hubble
tiene a sottolineare che tutte le prove puntano ancora verso le galassie.

Ulteriori indizi arriveranno quando il telescopio spaziale James Webb verr lanciato nel 2018: l della luce di fondo extragalattica appena rilevata indica che il futuro osservatorio orbitante dovrebbe essere in grado d alcune delle prime galassie che ora si nascondono in quelle misteriose macchie scure di spazio.

piumino peuterey uomo La Lima e La Raspa Blog Archive ninnananna ninna ooooooo

peuterey giubbino uomo La Lima e La Raspa Blog Archive ninnananna ninna ooooooo

Attila ha beccato! Inevitabilmente, alla fine la sua povera mamma ha perso le staffe e SBAAAM! Ho sentito dalla cucina la sferza dei 3/4 sculaccioni sulle sue tenere chiappette rosee.

Dico solo un noooooo lungo, ma non commento. Mia cognata è esausta, viene dal turno di notte e per stare insieme a Ferragosto non ha dormito, ma Attila diamine non s’è fermata un attimo. Le incrocio in corridoio, lei è in braccio alla mamma ancora furiosa. Lacrima e singhiozza che pare l’abbiano scannata e vedendomi mi tende le braccine e mi invoca :” Ziiiiaaa a a”

Resto titubante. Mai dargli a capire il debole, sono dei piccoli caimani. Provo a glissare sul suo “aita” ma lei insiste, schizzando ettolitri di lacrimoni di nuovo: ” Ziiiiiaa a a a”

Dopo un giorno intero alla stato brado in mezzo al mio giardino è ridotta un disastro, ora con la faccia rigata di pianto è una maschera tragica. Azzardo un :” No Elisa, mamma ha ragione, l’hai fatta veramente arrabbiare.” Lei non demorde, le braccine tese verso di me con le punte delle ditine frementi, in attesa che io la soccorra. Capitolo!

Mi si avvinghia come un polipo. Ha il respiro mozzato dai singhiozzi trattenuti.

Resto impacciata per qualche secondo. E’ troppo tempo che non ho più un contatto cosi stretto con un bambino piccolo. Ho dimenticato. Decido di improvvisare, tanto si stancherà presto.

Pesa un pò, cosi le appoggio le gambine intorno alla mia vita e sposto il peso sulle anche, poi provo a sedermi cosi, con lei avvinghiata a me cuore a cuore.

Si appoggia meglio, col capo sulla mia spalla. La bocca sul mio collo. Una manina stringe ancora il peluche scippato dal letto di sua cugina. E’ un trofeo di guerra e non lo molla, lo infila nell’angusto spazio tra me e lei. Tira su col naso e ogni tanto la scuote un singulto ma inizia a rilassarsi. La voce suadente continua il suo racconto di cose che verranno, di quando sarà una bambina più grande e sempre più buona e bella.

Ora inizia a pesare. Da lei emana un odore di umido, sa di buono, di bambino piccolo, di tenerezza, innocenza, sa di fiori . Sta sudando cosi decido di scoccare l’affondo. Allento appena appena l’abbraccio e inizio a dondolare avanti e indietro, sostenendole il capo con una mano. Lei si abbandona e io armo l’ariete per l’assalto alle mura:

“Ninnaoooo ninnaooooo questa bimba a chi la doooooooo.

Se la do alla Befana se la tiene una settimanaaa

Se la do all’ Uomo Nero se la tiene un anno interooooo.

Se la do all’Uomo Bianco se la tiene tanto tanto. E’ un languore che mi da alla testa e che mi chiude la gola. Resto li nella penombra della cucina, seduta in un angolo con un fagottino profumato tra le braccia e capisco che se potessi, ci resterei per il resto della mia vita.

E’ una sensazione esaltante, struggente e languida. Mi torna su dalla memoria. Da tradurre in terapia volendo:

Diagnosi affaticamento nervoso, stress, ansia.

Prescrizione ninnare un bambino una volta al di’,preferibilmente alla sera.

Stamane ci sono voluti 40 minuti per fare colazione,nella bottiglia no,senza il ciuccio della bottiglia no,NELLA TAZZA COME I GRANDI CON IL CUCCHIAINO??siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii salvo poi che il cucchiaino doveva tenerlo lui e che prendeva una goccia di latte alla volta.

Mi porti il tuo mal di pancia?

Ah,io a pranzo pesce e insalata.

Postato mercoledì, 20 agosto 2008 alle 10:33 am da brì

No, non sono il tipo di donna che si alza alle 6.00 per preparare il pranzo e la cena. A pranzo lascio che si arrangino loro, la sera invece amo improvvisare, apro il frigo e utilizzo quello che c’è. Divertente e mi riesce bene, devo dire.

Questa settimana mi sono mantenuta sui classici dato che a casa c’è il moroso di mia figlia. Non vorrei che scappasse ancora prima di arrivare, cosi lo prendo per la gola dandogli l’illusione che “tale madre tale figlia”. Avrà tempo per mangiare scatolette

Domani e domenica i ragazzi non ci saranno, cosi la mia cucina per me e consorte sarà ridotta all’essenziale
piumino peuterey uomo La Lima e La Raspa Blog Archive ninnananna ninna ooooooo

giubbotti refrigue La grammatica italiana

peuterey online shop La grammatica italiana

I pronomi personali sono pronomi che indicano chi o che cosa è coinvolto in una comunicazione linguistica, tralasciando di ripetere l grammaticale (soggetto o complemento) a cui si riferiscono.I pronomi personali soggetto hanno funzione di soggetto della frase. SonoI pronomi personali soggetto di 3a persona hanno forme diverse per il maschile (lui, egli, esso, essi) e per il femminile (lei, ella,
giubbotti refrigue La grammatica italiana
essa, esse); loro, 3a persona plurale, non si distingue invece per genere.I pronomi personali complemento hanno le seguenti formeQuesti pronomi possono svolgere tre funzioni:Rino è innamorato di Teresa. Vede solo leiLa vuole sposarecomplemento di termineDai a me le chiavi di casaMi dai le chiavi di casa?Dammi le chiaviE tua sorella? Parlami di leiScusa, non riesco proprio a venire da te staseraPer me è lo stessoNon è la prima volta che usciamo con loroLe forme forti sono toniche e hanno un ruolo di rilievo nella frase,
giubbotti refrigue La grammatica italiana
attirando l di chi legge o ascoltaPer ricoprire il ruolo di supervisore ai lavori hanno scelto meLe forme deboli sono atone e nella pronuncia si appoggiano al verbo che le segue. La forma debole del pronome dà alla frase un tono puramente informativo

spaccio peuterey bologna la fiducia su Internet

giacca peuterey uomo la fiducia su Internet

di Lorenzo Foti La nascita di BitCoin e delle altre criptovalute è stata resa possibile grazie a Blockchain, una tecnologia che permetterà la nascita su internet di piattaforme completamente nuove. Come vedremo di seguito, Blockchain consentirà di portare la fiducia su internet.

L’importanza delle autorità centrali

Uno dei problemi principali sta nel fatto che non possiamo essere sicuri che chi ce lo vende sia il reale proprietario. Nessuno di noi rischierebbe di spendere molti soldi se non c’è nessuno che garantisca che stiamo facendo un acquisto corretto.

Oggi quando facciamo operazioni con beni di valore, come per esempio comprare una macchina o una casa, siamo tranquilli perché ci fidiamo rispettivamente del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e del Catasto.

Queste due entità svolgono il ruolo di autorità centrali che garantiscono che non si perda traccia degli scambi di beni avvenuti tra le persone.

Quando compriamo una casa quindi, l’acquisto viene scritto nel registro del Catasto e, da quel momento in poi, chiunque potrà verificare che noi siamo i reali proprietari di quella casa. Non avremo quindi poi nessun problema se la volessimo vendere o affittare. Lo stesso avviene per le macchine e il PRA.

Il Catasto e il Pra hanno quindi l’importantissimo ruolo di tenere traccia delle transazioni e di impedirne la falsificazione; se non esistessero, ci sarebbe un problema di fiducia che bloccherebbe il mercato delle case e delle automobili.

Blockchain, un registro su internet

Sono molti i servizi su internet che potrebbero nascere se ci fossero delle autorità centrali che garantiscono gli utenti, ma il problema è che queste non possono nascere dall’oggi al domani perché avrebbero difficoltà a conquistare la fiducia delle persone.

Blockchain è la tecnologia che pone rimedio a tutto questo; permette di creare infatti un registro su internet non falsificabile e consultabile da parte di tutti.

Un registro che non risiede su un singolo server, ma su una rete di computer che ospitano ognuno una copia del registro stesso. Chi volesse falsificare una transazione, dovrebbe farlo quindi su tutti i computer della rete.

Blockchain registra gli scambi di BitCoin e quindi fa sì che tutti sappiano sempre chi siano, anche se in forma anonima, i proprietari dei bitcoin. Di fatto Blockchain fa il lavoro che fa il sistema bancario con le normali valute: garantisce che una persona che vuole spendere del denaro ne sia realmente in possesso.

Ci sono poi applicazioni che forniscono un registro dei proprietari di opere d’arte o che tengono traccia dei diritti d’autore. A Brooklyn, i membri di una comunità producono e scambiano energia autonomamente registrando tutte le transazioni su Blockchain.

Le possibilità sono molte e coinvolgono tantissimi settori, nel prossimo futuro vedremo sicuramente emergere servizi innovativi basati su Blockchain.
spaccio peuterey bologna la fiducia su Internet

rivenditori peuterey La dinamica delle popolazioni del Neolitico europeo

peuterey giacca La dinamica delle popolazioni del Neolitico europeo

I cacciatori raccoglitori europei del Neolitico si incrociarono ripetutamente con gli agricoltori provenienti dal Medio Oriente nell di 3000 anni. Lo rivela uno studio pubblicato su “Nature” da David Reich della Harvard Medical School di Boston, e colleghi di istituti di ricerca europei. Il risultato, ottenuto sulla base di analisi di DNA antico incrociate con modelli matematici, rivela in che modo il flusso genico plasm le popolazioni europee di quel periodo.

Una fase di recupero del DNA antico da un cranio (Credit: Bal G. Mende)La neolitizzazione, cio il passaggio verso un produttiva basata sull e sull e verso un sociale ed economica pi moderna, considerata una tappa fondamentale della preistoria europea.

Per comprendere lo sviluppo di questo processo e la relativa cronologia fondamentale ricostruire la dinamica delle popolazioni durante tutto il periodo. Il primo modello quantitativo che ha cercato d dati archeologici e dati genetici stato quello della diffusione demica,
rivenditori peuterey La dinamica delle popolazioni del Neolitico europeo
definita in termini generici come il processo di colonizzazione di un da parte di una popolazione. Nel caso specifico si tratt della diffusione verso l di popolazioni di agricoltori provenienti dal Medio Oriente.

Le analisi del DNA antico condotte in passato hanno infatti indicato le principali migrazioni delle popolazioni anatoliche come origine dell dell in Europa. Il problema che il modello della diffusione demica non rende conto delle interazioni tra gli agricoltori e le popolazioni di cacciatori raccoglitori che erano gi in Europa durante il Neolitico.

Le prime attivit agricole nel Neolitico europeo in una rappresentazione artistica (Science Photo Library/AGF)Per esempio, le analisi del DNA antico hanno mostrato che gli agricoltori attraversano grandi porzioni di Europa mescolandosi molto

poco con i cacciatori raccoglitori. Inoltre, i dati fanno ritenere che in alcune regioni, gli agricoltori vivessero ancora in stretta prossimit con i cacciatori raccoglitori molto dopo l dell Quindi non chiaro in che misura avvenne l delle due diverse popolazioni, e se sia stato un fenomeno riguardante l continente o viceversa un insieme di eventi locali di estensione limitata.

I risultati dimostrano che nelle tre regioni considerate l dei agricoltori determin l con i cacciatori raccoglitori in un processo che si ripet diverse pi volte nel corso del tempo. Questi mescolamenti lasciarono numerose specifiche tracce genetiche, che fanno pensare a un complesso mosaico di interazioni locali invece che a un fenomeno uniforme su larga scala.
rivenditori peuterey La dinamica delle popolazioni del Neolitico europeo

peuterey outlet italia LA DIETA IPERPROTEICA

peuterey modelli LA DIETA IPERPROTEICA

Quella che segue, messa a punto con la consulenza della dottoressa Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione, è una dieta sbilanciata dal punto di vista dei nutrienti, perché ricca di proteine (come dice il nome stesso) e povera di carboidrati. Prima di seguirla è allora sempre opportuno sentire il parere del proprio medico: infatti non è adatta a chi soffre di problemi renali e colesterolo alto; inoltre, se protratta nel tempo, può favorire acidosi ed osteoporosi nei soggetti predisposti. Se invece si è soggetti sani e allenati, fortemente intenzionati a dare ancora più energia ai propri muscoli, va seguita per 10 giorni al massimo (ripetere 2 volte lo schema proposto), bevendo tutti i giorni almeno 2 litri d’acqua per favorire l’eliminazione delle scorie azotate in eccesso. Come condimento usare 30 g di olio extravergine d’oliva al giorno evitando burro e fritti. I risultati? Meno grasso, più muscoli. Primo giorno Colazioneacqua (1 2 bicchieri), caffè o tè, 1 uovo alla coque (non più di 4 nell’arco di una settimana) o bresaola (20 g), pane tostato (30 g)Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Pranzoprosciutto crudo sgrassato (100 g), radicchio rosso in insalata, carote e finocchi in insalata, pane integrale (40 g, facoltativo)Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Cenatrota oppure orata al forno (250 g), melanzane, zucchine e trevisana ai ferriSecondo giorno Colazioneacqua (1 2 bicchieri), caffè o tè, 1 uovo alla coque (non più di 4 nell’arco di una settimana) o bresaola (20 g), pane tostato (30 g)Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Pranzotonno (120 g), fagioli lessi (100 g) con cipolle, fagiolini lessi (100 g), pane integrale (40 g, facoltativo) Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Cenamanzo ai ferri (150 g), broccoli lessi (200 g), finocchi crudi, pane integrale (40 g, facoltativo) Terzo giorno Colazioneacqua (1 2 bicchieri), caffè o tè, 1 uovo alla coque (non più di 4 nell’arco di una settimana) o bresaola (20 g), pane tostato (30 g)Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Pranzomozzarella (120 g), bietole lesse, pomodori e songino in insalata, pane integrale (40 g, facoltativo) Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Cenacarpaccio con funghi e grana (a base di 120 g di carne di manzo, 25 g di parmigiano a scaglie, 25 g di funghi champignon), spinaci bolliti (80 g), pane integrale (40 g, facoltativo) Quarto giorno Colazioneacqua (1 2 bicchieri), caffè o tè, 1 uovo alla coque (non più di 4 nell’arco di una settimana) o bresaola (20 g), pane tostato (30 g)Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Pranzoarrosto di tacchino (200 g), insalata verde, asparagi al vapore (200 g), pane integrale (40 g, facoltativo) Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Cenainsalata di mare o pesce al vapore (250 g), pomodori (2) con cipolle, sedano e carote in insalata, pane integrale (40 g, facoltativo) Quinto giorno Colazioneacqua (1 2 bicchieri), caffè o tè, 1 uovo alla coque (non più di 4 nell’arco di una settimana) o bresaola (20 g), pane tostato (30 g)Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Pranzopassato di piselli con parmigiano (30 g), insalata di pomodori e lattuga (200 g), pane integrale (40 g, facoltativo) Spuntino1 frutto (banana, mela, arancia o ananas a fette)Cenahamburger ai ferri (200 g), spinaci lessati (200 g), carote in insalata, pane integrale (40 g, facoltativo)
peuterey outlet italia LA DIETA IPERPROTEICA

peuterey shop online La Costituzione nella scuola

sconti peuterey La Costituzione nella scuola

Il richiamo ai principi, ai valori, ai diritti e ai doveri presenti nella Costituzione della Repubblica Italiana (1947) e proclamati ad ambito mondiale nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) non è né un rituale burocratico, né un espediente retorico, quando viene fatto a proposito della scuola e del suo compito di istruire e di formare le giovani generazioni.

Esso, frutto e seme di “memoria culturale”, serve a riconoscere che questo compito discende dal mandato che le Nazioni Unite da un lato e la Repubblica Italiana dall’altro hanno conferito a tutti gli uomini, ma in particolare alle scuole e, in esse, ai docenti, dopo le catastrofi della prima metà del Novecento. E’ il capovolgimento della prospettiva totalitaria e l’assunzione della prospettiva personalistica e democratica.

Tale mandato, con la relativa scommessa, o meglio sfida, è in certo senso il frutto di una drammatica scoperta, che ha reso possibile l’inizio di una nuova stagione, sul piano giuridico e sul piano politico: si capì cioè che questa stagione avrebbe avuto un respiro corto, se si fosse limitata a fissare norme generali, senza dedicarsi a coltivare quelle premesse di carattere educativo, etico e culturale, che consentissero una piena comprensione e il sostanziale rispetto del “patto costituzionale” da cui nasceva la Repubblica.

Sul piano mondiale, il “patto di convivenza planetaria” scritto nella Dichiarazione universale presentava risvolti ancora più impegnativi, su cui forse non si riflette abbastanza.

Si legge infatti in questo solenne documento, al termine del Preambolo, che “l’Assemblea Generale proclama la presente Dichiarazione Universale dei Diritti Dell’Uomo come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimento e rispetto”

In sostanza si lega l’efficacia della Dichiarazione non tanto alla scienza, alla tecnica, alla forza, alla saggezza dei governanti e alla competenza dei docenti, quanto alla virtù di “ogni individuo e ogni organo della società”: e si deve notare che viene in tal modo evocata la virtù tipica dell’educatore, che è quella di sforzarsi “di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà”.

Questa virtù poi non si ferma al già difficile dialogo “persuasivo”, ma impegna chiunque a fare il possibile perché all’azione diretta e personale tengano dietro “misure progressive di carattere nazionale e internazionale”, volte ad ottenerne “l’universale ed effettivo rispetto” dei diritti e delle libertà che vengono citate negli articoli successivi.

E’ lecito domandarsi se si tratta di fiducia esagerata non solo nella società educativa, ma addirittura nell’individuo educatore. Si tratta forse di idealismo illuministico e di ottimismo romantico, o di realistica, quasi disperata consapevolezza che al disastro della guerra si era arrivati perché i poteri politici, amministrativi, culturali, ufficialmente educativi avevano in complesso tradito la loro funzione di orientamento e di governo della convivenza organizzata?

E’ un fatto che fra gli scritti più efficaci per far percepire l’assurdità della guerra, la dignità della persona e la ricchezza dei sentimenti umani, ricordiamo i diari di una fanciullina come Anna Frank, di una ragazza come Etty Hillesum e i pensieri dei giovani della Rosa Bianca, più dei volumi di dotti professori. Non è certo possibile affidarsi solo alla creatività dei profeti e dei poeti: basta però non fare neppure l’errore opposto, quello di puntare solo sui centri del sapere e del potere per risolvere problemi di senso della vita e di convivenza civile organizzata.

L’educazione come mistero e come dovere civico

Questa centralità è più proclamata e auspicata che effettivamente praticata. Essa è attività relazionale di carattere eminentemente personale, che scaturisce dall’interiorità delle persone, ma che non dà solitamente i risultati attesi senza un intreccio di relazioni, di istituzioni, di funzioni, di servizi e di poteri che rendono, se non sicuro, almeno più probabile il raggiungimento dei suoi obiettivi.

Il territorio non è solo uno spazio fisico, ma un ambiente umano, sociale e istituzionale, i cui titolari in tanto concorrono al raggiungimento degli obiettivi educativi, in quanto sono a loro volta colti, educati, capaci di svolgere un ruolo direttamente educativo o indirettamente educativo e perciò detto “educazionale”.

Per una visione comune e un’intesa operativa fra enti, nella giungla di leggi fatte e da fare che ora ci vincola o ci sprona all’azione, occorrono un ideario e un linguaggio comuni; ma anche la capacità di intuire che cosa sta sotto parole comuni e parole diverse, o comportamenti comuni o diversi, dato che a scuola vengono anche ragazzi e genitori di diverse lingue e culture. Preziosa in proposito è la Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione (DM 27 aprile 2007 del Ministero dell’Interno)

La dignità della persona umana, base di diritti inviolabili e di doveri inderogabili,
peuterey shop online La Costituzione nella scuola
è un costrutto concettuale tanto semplice da pronunciare quanto difficile da precisare, da conservare nella coscienza e da praticare nella prassi: ed è, come l’esperienza dimostra, soggetto a “dimenticanza”.

E’ necessario perciò “ricordarlo”, “ripulirlo” costantemente dalla “polvere” sollevata dalla storia e dalla cronaca quotidiana, per aiutarsi a riconoscerne la faticosa affermazione nel diritto e nel costume, la delicata bellezza e la precaria resistenza agli attacchi degli istinti, dei calcoli, degli interessi coalizzati e dell’indifferenza; e per esplorarne le implicazioni sul piano delle idee, delle istituzioni, degli atteggiamenti e dei comportamenti.

Ciò vale per tutte le istituzioni educative, che in pedagogia sociale si è soliti citare in un elenco aperto che comincia con la famiglia, la scuola, la chiesa, l’associazione giovanile, i mass media, il cui carattere potenzialmente educativo non implica che questi enti siano sempre educativi anche in atto. Talvolta sono un ostacolo anziché un aiuto al libero, informato e consapevole sviluppo della personalità dei ragazzi.

Ciò vale particolarmente in riferimento alla vita della scuola, e ai contenuti, ai metodi e agli stili d’insegnamento, che dovrebbero rendere possibile “insegnare e apprendere la dignità umana” e non solo le canoniche discipline scolastiche. Solo a questo titolo la scuola può perseguire efficacemente le due fondamentali finalità di tutto l’ordinamento della Repubblica, che sono “il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art.3 Costituzione).

Dalla Costituente all’educazione civica, nel nome di Aldo Moro: il dpr del 1958 come “incunabolo” di una scuola democratica, e i successivi sviluppi

La storia dell’educazione civica nella scuola della Repubblica ha il suo prologo nell’ Assemblea Costituente (11.12.1947), dove fu votato all’unanimità, “con vivi prolungati applausi”, un odg presentato da Franceschini, Moro, Ferrarese e Sartor, in cui si chiedeva: “che la nuova Carta Costituzionale trovi senza indugio adeguato posto nel quadro didattico nella scuola di ogni ordine e grado, al fine di rendere consapevole la giovane generazione delle conquiste morali e sociali che costituiscono ormai sicuro retaggio del popolo italiano”.

In realtà ci fu un “indugio” di oltre dieci anni, fino a quando lo stesso Moro, divenuto ministro della PI, poté introdurre l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole secondarie, con dpr 13.6.1958, n.585. Anche la ricerca di un “adeguato posto nel quadro didattico nella scuola di ogni ordine e grado” non è stata facile, e non lo è neppure oggi.

Quel decreto, il cui titolo denunciava un’incertezza bisognosa di approfondimento epistemologico e didattico, presentava l’educazione civica con riferimenti pedagogici, didattici e normativi che, nel loro complesso, non mi pare che abbiano perduto la loro attualità. Per questo è opportuno rivisitarli.

Secondo il dpr Moro Gronchi, ‘educazione civica: a) “con il primo termine, ‘educazione’, si immedesima con il fine della scuola e con il secondo, ‘civica’, si proietta verso la vita sociale, giuridica, politica, verso i principi che reggono la collettività e le forme nelle quali essa si concreta”; b) “se pure è vero che l’educazione civica ha da essere presente in ogni insegnamento, l’opportunità evidente di una sintesi organica consiglia di dare ad essa un quadro didattico, e perciò di indicare orario e programmi e induce ad insegnare per questo specifico compito il docente di storia”; c) occorre pensare all’utilizzo della “stessa organizzazione della vita scolastica come viva esperienza di rapporti sociali e pratico esercizio di dritti e di doveri”; d) l’educazione civica “si giova di un costante riferimento alla Costituzione della Repubblica, che rappresenta il culmine della nostra attuale esperienza storica, nei cui principi fondamentali si esprimono i valori morali che integrano la trama spirituale della nostra civile convivenza”.

La storia veniva ridenominata “Storia ed educazione civica”: ma il voto era unico per le due materie, disponendo l’insegnamento di tematiche etico giuridico sociali di due sole ore mensili, sicché i suoi contenuti, pur previsti entro un contenitore curricolare “forte” come la storia, scivolarono lentamente nella marginalità, tanto da assumere quasi il carattere di appendice facoltativa, ininfluente sul profitto degli studenti. I nuovi programmi della scuola elementare (1985) e quelli della scuola media (1962 e 1979) diedero nuovo smalto al contenuto e al metodo dell’educazione civica, ma non riuscirono a riscattarla dalla marginalità.

Essa infatti non soddisfaceva ai criteri principali che giustificano il prestigio e la importanza di una materia scolastica, nel nostro contesto istituzionale e culturale. Tali criteri riguardano la tradizione accademica e scolastica, la fondazione epistemologica, la percezione sociale della rilevanza di un certo tipo di sapere sul piano culturale, lo spazio che le si concede nell’orario scolastico e l’influenza che esercita sulla carriera scolastica e sociale degli studenti.
peuterey shop online La Costituzione nella scuola

giubbotto pelle peuterey La Chirurgia e Medicina estetica a San Donà di Piave

outlet woolrich La Chirurgia e Medicina estetica a San Donà di Piave

Il Centro di Medicina di San Don di Piave una struttura d certificata UNI EN ISO 9001:2008 a dimostrazione della seriet e correttezza dei processi interni e a garanzia della sicurezza e della privacy del paziente.

All della struttura si trovano il Poliambulatorio, l Chirurgico, il Servizio di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), la Radiologia, il Laboratorio Analisi, la Fisioterapia, la Palestra e la Piscina Riabilitative, la Medicina dello Sport, la Medicina del Lavoro.

Il Centro di Medicina non utilizza le protesi mammarie sulle quali si è concentrata in questi giorni l’attenzione del Ministero della Sanità e sul cui utilizzo la Regione del Veneto aveva già disposto la sospensione un anno e mezzo fa.

Le equipe di chirurghi specialisti, che eseguono interventi di chirurgia plastica presso la day surgery del Centro di Medicina di Treviso, utilizzano protesi mammarie con un particolare programma di garanzia che si definisce a vita. [continua]
giubbotto pelle peuterey La Chirurgia e Medicina estetica a San Donà di Piave

peuterey outlet roma La Chirurgia e Medicina estetica a Pieve di Soligo

sito ufficiale peuterey La Chirurgia e Medicina estetica a Pieve di Soligo

Il Centro di Medicina di Pieve di Soligo una struttura d certificata UNI EN ISO 9001:2008 a dimostrazione della seriet e correttezza dei processi interni e a garanzia della sicurezza e della privacy del paziente.

Presso il Centro di Medicina di Pieve di Soligo (certificata UNI EN ISO 9001:2008) disponibile un servizio di Poliambulatorio specialistico ed il Servizio di Medicina dello Sport.

La struttura collegata con quella di Conegliano, all della quale sono disponibili i servizi di Poliambulatorio Specialistico, l Chirurgico, la Radiologia, il Laboratorio Analisi, la Medicina del Lavoro, la Fisioterapia, la Palestra e la Piscina riabilitative.

Presso LA CHIRURGIA ESTETICA del Centro di Medicina, sede di Pieve di Soligo, si effettuano:

consulenza personalizzata gratuita

visita con equipe chirurgia estetica

Da Treviso un secco NO alla chirurgia estetica low cost

Il Centro di Medicina non utilizza le protesi mammarie sulle quali si è concentrata in questi giorni l’attenzione del Ministero della Sanità e sul cui utilizzo la Regione del Veneto aveva già disposto la sospensione un anno e mezzo fa.

Le equipe di chirurghi specialisti, che eseguono interventi di chirurgia plastica presso la day surgery del Centro di Medicina di Treviso, utilizzano protesi mammarie con un particolare programma di garanzia che si definisce a vita. [continua]
peuterey outlet roma La Chirurgia e Medicina estetica a Pieve di Soligo

peuterey originale La Chirurgia e Medicina estetica a Montebelluna

outlet peuterey altopascio La Chirurgia e Medicina estetica a Montebelluna

Presso il Centro di Medicina di Montebelluna, nella storica barchessa della Villa Rinaldi, a due passi dal centro storico cittadino, trovano sede il Poliambulatorio specialistico, l chirurgico,
peuterey originale La Chirurgia e Medicina estetica a Montebelluna
il Servizio Ecografia ed Eco color doppler, la Medicina dello sport e la Medicina estetica. Presso la struttura si effettuano anche le visite per la Medicina del Lavoro. La struttura impegnata nell della certificazione UNI EN ISO 9001:2008 a dimostrazione della seriet e correttezza dei processi interni e a garanzia della sicurezza e della privacy del paziente.

Presso LA CHIRURGIA ESTETICA del Centro di Medicina, sede di Montebelluna, si effettuano:

Il Centro di Medicina non utilizza le protesi mammarie sulle quali si è concentrata in questi giorni l’attenzione del Ministero della Sanità e sul cui utilizzo la Regione del Veneto aveva già disposto la sospensione un anno e mezzo fa.

Le equipe di chirurghi specialisti, che eseguono interventi di chirurgia plastica presso la day surgery del Centro di Medicina di Treviso,
peuterey originale La Chirurgia e Medicina estetica a Montebelluna
utilizzano protesi mammarie con un particolare programma di garanzia che si definisce a vita. [continua]