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Andr K a Palazzo Ducale di Genova e l’arte rivoluzionaria di Renato Guttuso a Torino, la Dancalia, uno dei pochi luoghi della terra dove ancora possibile osservare i fenomeni che hanno dato origine al mondo, fotografata da Andrea Frazzetta in “Danakil: Land Of Salt And Fire” a Roma; e poi ancora la storia italiana dagli anni ’70 al 2000 raccontata attraverso la moda in “Italiana” a Milano e la citt della Madonnina ritratta con l’occhio neorealista di Nino De Pietro in “Schegge di periferie”. E ancora, per volgere lo sguardo oltre l’Europa, ultima settimana per “Paco. A Drug Story” di Valerio Bispuri al Museo di Roma in Trastevere.

Henri Cartier Bresson lo inser nel proprio pantheon personale: “Qualsiasi cosa facciamo, Kert l’ha fatto prima di noi”, scrisse. Prospettive audaci, angoli inusuali, visioni surrealiste applicate alla fotografia e distorsioni, Andr Kert (1894 1985) uno dei grandi pionieri dello scatto che ha lasciato un solco nel ventesimo secolo soprattutto per la sua abilit nel creare composizioni. Dal 24 febbraio al 17 giugno Palazzo Ducale di Genova prende in prestito dal Jeu de Paume di Parigi 180 fotografie del maestro ungherese, pi quattordici rare pubblicazioni dell’epoca concesse da una collezione privata italiana, per dedicargli una retrospettiva, a cura di Denis Curti, che rende conto di oltre cinquant’anni di carriera. Immagini utilizzate come fossero un diario visivo, colte in guerra sul fronte russo polacco quando si arruol volontario nel 1915, o nella Ville Lumi al suo rientro, ma sempre delicate, quasi a voler ricacciare dal mondo gli aspetti pi crudi e originali.

Curata da Pier Giovanni Castagnoli, con la collaborazione degli Archivi Guttuso, la mostra raccoglie e presenta circa 60 opere provenienti da importanti musei e collezioni pubbliche e private europee, tra cui le tele di soggetto politico e civile dipinte dall’artista antifascista dalla fine degli anni Trenta alla met degli anni Settanta. Nell’ottobre del 1967, in occasione del cinquantesimo anniversario della rivoluzione d’ottobre, Renato Guttuso scrisse su Rinascita, la rivista politico culturale del Partito Comunista Italiano, un articolo intitolato “Avanguardie e Rivoluzione” in cui riconosceva alla rivoluzione il merito di aver fondato una nuova cultura con cui si identifica profondamente e a cui faceva professione di fede: “L’arte umanesimo e il socialismo umanesimo”. A poco pi di cinquant’anni dalla pubblicazione di quell’articolo la GAM di Torino riconsidera il rapporto tra politica e cultura attraverso una mostra dedicata all’esperienza dell’artista siciliano, a partire dal dipinto “Fucilazione in campagna” del 1938, ispirato alla fucilazione di Federico Garcia Lorca, alla condanna della violenza nazista nei disegni urlati e urticanti del “Gott mit uns”(1944) e all’epica popolare di “Marsigliese contadina”, 1947 o “Lotta di minatori francesi”, 1948. Un grande, ininterrotto racconto che approda, negli anni Sessanta, a risultati di partecipe testimonianza militante, come in Vietnam (1965) o a espressioni di partecipe affettuosa vicinanza, come avviene, nel richiamo alle giornate del maggio parigino, con Giovani innamorati (1969) e pi tardi, in chiusura della rassegna, a quel compianto denso di nostalgia che raffigura i Funerali di Togliatti (1972) e in cui si condensa la storia delle lotte e delle speranze di un popolo e le ragioni della militanza di un uomo e di un artista.

Un viaggio tra le infinite distese di sale, laghi dai colori psichedelici e vulcani attivi. Situata nella parte settentrionale del triangolo di Afar, zona che deve il nome alle popolazioni nomadi che vi abitano, la vasta depressione della Dancalia l’anello di congiunzione di tre placche tettoniche in costante espansione tra Etiopia, Eritrea e Gibuti, una terra in continua evoluzione che allo stesso tempo paradiso e inferno. un luogo ancestrale, fatto di fuoco, sale e lava, dove ancora possibile osservare i fenomeni che hanno dato origine al mondo. Quando 20mila anni fa le sue acque si sono ritirate e il mare evaporato si sono create le particolari condizioni che hanno generato una distesa di rocce evaporitiche e la piana del sale, un deserto circa 600 chilometri. Con le sue fotografie Andrea Frazzetta racconta uno dei luoghi pi vulnerabili al mondo: il fuoco proprio sotto i nostri piedi, a cinque chilometri, e la crosta terrestre viene sottoposta a sollecitazioni di ogni tipo. una parte del pianeta abitata dagli Afar, popolo nomade che si adattato a sopravvivere in una terra dura e impossibile, guadagnandosi nel tempo la fama di popolo di guerrieri.

“Ehi senti, se vuoi salire un momento a bere un bicchiere di vino, qualcosa. per non voglio obbligarti, sarai in ritardo e tutto il resto”. “No va benissimo, ho tempo. Ho soltanto l’appuntamento con lo psichiatra”. “Vai dallo psichiatra?”, “Si, da quindici anni soli. Gli concedo un altro anno,
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poi vado a Lourdes”. La prima volta che Brian Hemill incontr Woody Allen fu sul set di “Io e Annie”. Era il 1977 e il film portava ancora il nome di “”Anhedonia” preso in prestito dalla psichiatria per indicare l’incapacit di provare piacere. Prima di allora Hamill non aveva mai visto i film del cineasta americano, ma presto capisce che il nevrotico personaggio logorroico e pieno di manie che va in scena non altro che una finzione, e che Woody, in realt un uomo parco di parole e complimenti, che non interagisce molto con i suoi attori e che al classico “cut!” alla fine di una scena, sostituisce un laconico “okay”. “Ha gli occhi dietro la testa, sa riconoscere gli scatti che meritano, ha un’anima dice invece di Hamill il grande regista sa comporre, illuminare: arriva al punto”. E infatti lo porta con s su ben ventisei set, tra cui “Manhattan” (1979) e “Zelig” (1983): queste e altre fotografie, “rubate” dietro le quinte ma anche a casa di Allen mentre ai fornelli o mentre studia le pellicole appena girate in cucina, sono in mostra a Mantova fino al 22 aprile. “Brian Hamill’s Test of Time: Woody Allen, New York e gli altri” racconta in cinquanta immagini la carriera del fotoreporter e fotografo di scena che dagli anni ’70 ha lavorato sul set di oltre settantacinque film, ma dipinge anche un affresco della cultura e della scena newyorkese a cavallo tra gli anni Sessanta e Ottanta fatta di attori, musicisti e sportivi che sono diventati vere e proprie icone: Maryl Streep, John Lennon, Francis Ford Coppola, Barbara Streisand, Robert Downey Jr, Mohammed Ali e Robert De Niro sul set di Toro Scatenato.

Lui e lei con i capelli lunghi, lui e lei in doppio petto grigio, lui e lei quasi alla stessa altezza: si tengono per mano e guardano dritto nell’obiettivo, alla pari. In “Unilook di Giorgio Armani pubblicato in “L’Uomo Vogue” di dicembre gennaio 1971 1972, c’ tutto il portato delle grandi conquiste femministe, dell’idea di uguaglianza che ha permeato gli anni del dopoguerra, della lotta contro gli stereotipi di genere. Inizia con la rivoluzione in passerella degli anni Settanta “Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971 2001”, la mostra ideata e curata da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi, dalla nascita del pret con Walter Albini fino alle Torri Gemelle e alla grande crisi si dipana un percorso che traccia la storia italiana guardandola con gli occhi della moda.

Milano tra gli anni Cinquanta e Ottanta colta dall’obiettivo della Leica di De Pietro: in “Schegge di periferie” forte il rimando al cinema neorealista italiano di Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Luchino Visconti nella rappresentazione della vita nella sua immediata realta, senza idealizzazioni o abbellimenti. Un realismo poetico in cui Milano appare nei suoi scorci non convenzionali, luoghi dismessi resi vivi dai sentimenti dei suoi abitanti, senza regole formali o imposizioni ideologiche. Il fotografo percorre “disordinatamente” le strade di Milano eseguendo straordinarie sequenze fotografiche dove si accavallano i luoghi della vecchia periferia: i navigli e i cortili delle case di ringhiera dove sono ancora presenti le tracce delle incursioni aeree della seconda guerra mondiale, la neve a Sesto San Giovanni, le scritte sui muri, le tende da sole dei grandi condomini periferici, la ferrovia nel quartiere di San Cristoforo, la Trattoria del Risveglio frequentata da Giorgio Gaber, le discariche e le loro sedimentazioni di “testimonianze ambientali”, le baracche di viale Plebisciti, il Vicolo dei Lavandai, la Fiera di Sinigaglia, gli oggetti di lavoro, le biciclette e i panni stesi ad asciugare, i tram, i manifesti del cinema e quelli strappati dai muri.

Diffusosi a partire dagli anni Novanta, prima in alcuni quartieri di Buenos Aires, poi nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica, il consumo di paco aumentato notevolmente agli inizi del duemila. Si tratta di una droga estremamente nociva, ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. I giovani, che sono i consumatori pi assidui, arrivano ad aver bisogno di assumere fino a venti dosi al giorno di paco con conseguenze devastanti poich d immediata assuefazione. Valerio Bispuri e entrato in questo inferno di morti viventi per raccontare la sofferenza e la vita nei ghetti periferici, viaggiando tra Argentina, Brasile, Peru, Colombia e Paraguay e condividendo la quotidianit dei consumatori di paco. Bendato per non riconoscere i luoghi in cui si muoveva riuscito a farsi accompagnare nelle “cucine della droga”, ha seguito le vite distrutte dei consumatori e delle loro famiglie,
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ritraendoli nelle sue immagini dal grande impatto emotivo e narrativo.

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Valentino Rossi is a 9 time World Champion and 2018 will be his 23rd season in the World Championship. The only rider in history to win 125, 250, 500 and MotoGP World Championships, Rossi dominated MotoGP with first Honda and then Yamaha, taking the crown five times in a row until Nicky Hayden won the title in 2006. Back on top in 2008 and 2009, the Italian was then beaten to the crown by teammate Jorge Lorenzo in 2010 and left to join the factory Ducati Team. After three podiums over a tough two seasons, the rider from Tavullia was back at Yamaha for 2013 and took his first win in three years in Assen. Runner up in the title in 2014, Rossi then fought for his tenth crown in 2015 but was beaten in the final race by Lorenzo once again. 2016 has seen more pole positions, podiums and race wins and saw the Italian runner up once again; remaining with Movistar Yamaha MotoGP for 2017 with new teammate Maverick Viales. Another win, at the Dutch GP at the TT Circuit Assen, was the jewel in another successful season but struggles for the team with low grip and a broken leg sustained in training just before Misano put a damper on the latter half of the year. Rossi impressed to come back from his injury after only three weeks, however, and took another podium before the end of the year, coming second in the awesome showdown at Phillip Island. For 2018, the Italian remains with Yamaha and remains hungry to win.
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ULTIME NOTIZIE/ Di oggi ultim’ora: Marina Ripa di Meana è morta, 61enne perde la vita in una lite a Palermo

Ultime notizie di oggi, ultim’ora: la polemica infinita sui sacchetti bio. Tabacci salva la Bonino. morta Marina Ripa di Meana, da tempo malata di cancro. (5 gennaio 2018).

05 gennaio 2018 agg. 05 gennaio 2018, 20.50Giallo in provincia di Palermo, in località Ficarazzi, dove un uomo di 61 anni, Vito D’Alcamo, è morto al degenerare di una lite. L’episodio è accaduto poco dopo le 18 di venerdì, l’uomo stava parcheggiando la sua automobile, quando ha notato una lite in strada tra altri due automobilisti, nella quale era intervenuto anche su nipote. Anche D’Alcamo si è inserito nella concitata discussione per sedare gli animi, ma improvvisamente è stramazzato a terra, privo di vita. Due le ipotesi: che nell’accesa lite il 61enne possa essere stato vittima di un malore, ma anche che possa essere stato colpito in maniera fatale. I carabinieri sono al lavoro per passare al vaglio tutte le ipotesi e capire cosa abbia portato alla morte improvvisa dell’uomo, che un testimone ha visto cadere a terra dopo aver girato gli occhi, colpendo violentemente con la testa il bordo del marciapiede. (agg. di Fabio Belli)

MORTE MARINA RIPA DI MEANA, ADDIO ALLA REGINA DELL’ANTICONFORMISMO

Marina Ripa di Meana era una donna intelligente, bella, spiritosa, ironica, coraggiosa e mi dispiace molto che se ne sia andata: come la “descrive” Pierluigi Battista, noto giornalista del Corriere della Sera, è come in tanti la ricordano. L’addio alla regina dei salotti che fece dell’anticonformismo la sua battaglia quotidiana a costo di raggiungere livelli e vette di provocazioni a volte davvero ardite si fa sentire con il mondo dello spettacolo sotto choc per un addio molte volte pensato era malata da 16 anni e rotti ma mai fino in fondo considerato. Stavolta purtroppo è successo davvero e ora in tanti piangono la bizzarra Marina: Ciao Marina. Così combattiva, amante della libertà, straordinariamente energica e forte, scrive Francesca Fialdini che ha dovuto dare in diretta insieme a Marco Liorni alla Vita in Diretta la notizia della sua morte. Era malata da tempo di un tumore al rene e negli ultimi anni le metastasi avevano raggiunto anche un polmone: in tanti in queste ore stanno scrivendo sui social ricordando uno dei “motti” preferiti da Marina, Sono maestra nell’arte di far parlare di me, ma nella vita ci si può inventare tutto, tranne gli amori. lo non l’ho mai fatto. Verificate pure. (agg. di Niccolò Magnani)CLICCA QUI PER IL FOCUS SULLA MORTE DI MARINA RIPA DI MEANA

MORTA MARINA RIPA DI MEANA, AVEVA 76 ANNI

Dopo una lotta al cancro durata 16 anni, non ce l’ha più fatta: è morta Marina Ripa di Meana, da tempo in lotta per quel male terribile contro il quale ha dimostrato sempre un coraggio fortissimo nel raccontarsi e raccontare l’evoluzione della malattia. Marina Elide Punturieri, coniugata Ripa di Meana e precedentemente nota come Marina Lante della Rovere, conosciuta anche per i matrimoni con Alessandro Lante della Rovere, prima, e con Carlo Ripa di Meana, poi, si è spenta oggi all’età di 76 anni, scrive l’Ansa dopo che Dagospia ha dato per prima la notizia alla stampa. Come riferisce il sito gestito da Roberto D’Agostino, questo sarà il mio ultimo Natale, aveva raccontato la stessa Marina agli amici più stretti nei giorni scorsi. Ha attraversato la vita sociale, i salotti e le rivoluzioni “culturali” del nostro Paese, spesso con molte provocazioni e all’interno di una tormentata vita professionale e personale. Ha combattuto a lungo per la diagnosi precoce dei tumori, proprio partendo dalla sua vita personale: oggi ha concluso la sua battaglia, lasciando amici, familiari ed estimatori con un grande vuoto. (agg. di Niccolò Magnani)

LOMBARDIA E LAZIO, VOTO CONGIUNTO IL 4 MARZO

Voto congiunto in Lombardia e Lazio per la rielezione dei consigli regionali e del presidente di regione insieme al voto per il rinnovo del parlamento il prossimo 4 marzo. Una decisione alla cui base c’è, come già accaduto in passato, la necessità di contenere i costi sempre molto elevati per le votazioni. In questo senso il presidente Zingaretti, Maroni e il prefetto di Milano hanno fissato al 4 marzo lo svolgimento delle elezioni regionali, lo rende noto il ministero dell’interno (Agg. Paolo Vites)Con il termine di “satanismo acido” le forze dell’ordine e gli esperti che studiano il fenomeno,
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indicano le forme più estreme di sette di adoratori del Demonio, la cui più numerosa delle quali, secondo gli studi fatti dal massimo esperto di religioni italiano Massimo Introvigne, si troverebbe a Torino. Nel capoluogo lombardo, da sempre definito città satanista, ci sarebbero circa 5mila seguaci e formerebbero il gruppo più estremo. Durante le loro messe nere infatti vengono consumati mix di secrezioni sessuali, mentre si urla all’odio verso Dio e viene profanato il crocifisso. Appartenenti a questa setta estrema, o imitatori, sarebbero secondo le autorità i protagonisti del vandalismo in due scuole di Canicattì, in provincia di Agrigento, Sicilia. Si tratta dell’istituto Padre Gioacchino La Lomia e del complesso Don Bosco: il personale della scuola si è trovato davanti a muri e pavimenti imbrattati di scritte sataniche, infissi e arredo scolastico danneggiati, crocifissi bruciati. Una vera incursione devastante in cui non si esclude siano stati effettuati anche riti satanici. Massimo allarme espresso dal primo cittadino Ettore Di Ventura per questi due episodi (Agg. Paolo Vites)

SALDI, 5 CHILOMETRI DI CODA ALL’USCITA PER L’OUTLET SERRAVALLE

Come ogni anno all’apertura dei saldi, folle oceaniche si lanciano in massa verso l’outlet di Serravalle, uno dei punti commerciali più frequentati di Italia nel periodo degli sconti. Oggi si è verificata una coda attualmente in atto di cinque chilometri all’uscita dell’autostrada Milano Genova per dirigersi verso il Serravalle Designer Outlet. Autostrade per l’Italia consiglia l’uscita a Novi Ligure sulla diramazione Predosa Bettole. Nella zona, dato l’allarme terrorismo in tutti i posti con frequentazioni di persone di massa, grandi misure di sicurezza con barriere antri intrusione, pattuglie di polizia e anche dormi per osservare dall’alto cosa accade. (Agg. Paolo Vites)

ANCONA, BAMBINO DI 5 ANNI UCCISO DAL PADRE

Secondo le prime ricostruzioni, autore dell’omicidio di un bambino di 5 anni sarebbe il padre, un macedone di 24 anni. Il corpo del piccolo è stato trovato senza vita nell’abitazione di famiglia in provincia di Ancona. L’uomo, disoccupato, soffrirebbe di problemi mentali. La madre, in stato di gravidanza, è stata ricoverata in stato di choc. Le cause della morte del piccolo devono ancora essere verificate, si attende l’esame del medico legale. Probabile che la causa sia stata la malattia mentale dell’uomo, forse spinto a esplodere nella violenza dalla man ansa di lavoro (Agg. Paolo Vites)

LA POLEMICA INFINITA SUI SACCHETTI BIO

Come solo in Italia può avvenire decolla in questi primi giorni del 2018 la polemica sui sacchetti bio. La popolazione si divide come spesso accade in due opposte fazioni, da una parte chi per alcuni centesimi trova giustissimo salvaguardare l’ambiente e invece chi afferma che quello dei sacchetti è l’ultimo trucco per far guadagnare lautamente gli amici degli amici. La direttiva di fatto cerca di mettere un freno all’utilizzo dei sacchetti non biodegradabili, imponendo a supermercati, ortofrutta e macellerie di fornire un sacchetto bio con codice a barre, in maniera che esso possa essere tracciabile. Oltre l’evidente scomodità vi è l’esborso economico, alcune associazioni lo hanno quantificato in circa 15 euro l’anno a famiglia, una cifra non impossibile da affrontare ma sicuramente mal digerita dalla quasi totalità di consumatori.

UNA BIMBA DI 18 MESI MANGIA HASHISH

Grave episodio di cronaca a Palermo, dove una piccola bimba di un anno e mezzo è stata ricoverata dopo aver ingerito una piccola quantità di hashish. La piccina era a casa quando inavvertitamente ha trovato la sostanza e l’ha portata alla bocca. Immediata la corsa in ospedale dei genitori, qui i sanitari hanno visitato la piccola e dopo aver dato disposizioni per una lavanda gastrica l’hanno ricoverata in osservazione. Immediatamente allertati gli uomini della polizia stanno svolgendo indagini per capire perché l’hashish fosse in casa, e soprattutto perché esso era nella disponibilità della neonata. La bambina fanno sapere i sanitari non rischia comunque la vita.

TABACCI SALVA LA BONINO

Arriva l’insperato aiuto di Bruno Tabacci, leader dei centristi cattolici per Emma Bonino e il suo movimento che deriva dai Radicali e che è noto come +Europa. Tabacci ha reso noto oggi di essere a disposizione per fornire il l simbolo di Centro Democratico per la lista della Bonino, lista che adesso non è costretta a fornire a sostegno le firme. Soddisfazione è stata espressa dalla Emma nazionale, che sottolinea come adesso la sua formazione politica è in grado di presentarsi il 4 marzo ai blocchi di partenza al pari delle altre formazioni politiche. Nella conferenza stampa Tabacci ha sottolineato il suo gesto, indicandolo come un gesto autonomo fatto al servizio alla democrazia, relativamente all’accordo con il PD Tabacci ha invece affermato che la decisione spetterà all’assemblea generale convocata per il prossimo 13 Gennaio.

VOLA LA BORSA DI MILANO

Economia ai massimi nelle prime sedute del 2018 con la borsa di Milano che nella chiusura odierna mette a segno un ottimo + 2.77%. A trainare il listino la quotazione di FCA, con l’azienda del Lingotto che raggiunge la ragguardevole cifra di 17 euro per azione e la supera di slancio, mettendo a segno un rialzo odierno quasi in doppia cifra (+ 8%). Generalmente il vecchio continente quest’oggi tutto in verde, con le borse europee che hanno sfruttato il traino di Tokyo, che ha chiuso sui massimi dell’ultimo quarto di secolo. Non è da meno Wall Street che nelle prime indicazioni rimane stabilmente sopra i 25.000 punti, una quota inimmaginabile solo un paio di mesi or sono.

SERIE A, SI TORNA IN CAMPO OGGI

Si torna in campo oggi per la Serie A con due anticipi di una giornata particolare che si giocherà tutta domani nel giorno dell’Epifania. Si parte alle ore 18.00 con la gara Chievo Udinese che mette di fronte la squadra più in forma del campionato, gli ospiti, e quella più in difficoltà, i padroni di casa. I clivensi di Rolando Maran vogliono uscire da un momento complicato, mentre quella di Massimo Oddo non vuole fermare questa inarrestabile successione di risultati molto positivi. La sera invece sarà il momento di vedere in campo la sfida Fiorentina Inter con due squadre di livello pronte a giocarsi un posto importante in Europa. In questo momento sta molto meglio la squadra viola con i nerazzurri che vengono da alcuni brutti risultati in campionato e Coppa Italia.
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E se la scoperta dell’ America non fosse andata proprio come racconta la storia? L’ipotesi certamente stravagante, ma potrebbe anche essere accaduto che il marinaio a bordo della Pinta, abbia gridato la famosissima frase: Terra, terra , avvertendo le altre due Caravelle (Cristoforo Colombo era sulla Santa Maria), perch in preda ad un un terribile mal di mare e non vedeva l’ora di sbarcare dopo un viaggio cos lungo e faticoso. In realt il mal di mare colpisce tutti. E’, per cos dire, un fastidio democratico.

Pu rendere difficile la vita all’armatore di un megayacht o quella di un pescatore che passa giorni e giorni in mare, o la gita di un navigante della domenica. Molti, per , scambiano l’effetto con la causa. Il mal di mare si manifesta con disturbi grastrici, a volte davvero fastidiosi, al punto da far desiderare a chi, appoggiato penzoloni sulla battagliola della barca, vorrebbe tanto mettersi una pietra al collo e farla finita. L’origine del mal di mare dipende per dall’orecchio e, in particolare, da quelle piccole, piccolissime strutture dell’orecchio interno a cui madre natura ha affidato il nostro equilibrio.

A spiegarlo il professor Roberto Filipo, ordinario di otorinolaringoiatria all’ universit La Sapienza e direttore del reparto al Policlinico Umberto Primo: E’ vero il mal di mare dipende dall’orecchio e dalla perdita dell’equilibrio, ricordiamo che in barca, in aereo, in auto viviamo in una dimensione a noi non propria, tuttavia non bisogna neanche pensare che non vi siano rimedi. Se ad una persona piace andar per mare l’abitudine il primo antidoto, si pu cominciare con piccoli tragitti e via via allungare il periodo di navigazione. Il pregio dell’essere umano che si adatta a tutto .

Gi , e se non si addatta? Se non si adatta vi sono dei rimedi, anche farmacologici, ma ancora pi importanti sono alcune regole di comportamento e di buon senso. Ad esempio, intraprendere la navigazione dopo aver mangiato troppo gustando cibi pesanti o comunque irritanti sbagliato. Un tragico errore anche abusare dell’alcol. L’alcol significa una condanna definitiva al mal di mare .

Quali sono i rimedi farmacologici? Sono le pastiglie o i cerotti che abbassano la soglia di percezione,
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se una persona sa di soffrire di mal di mare pu assumerli prima di imbarcarsi, ma deve anche sapere che questi farmarci provocano sonnolenza e quindi una gita di piacere diventa una gita dormiente o quasi. Tuttavia va anche detto che se si stati affetti da una patologia dell’orecchio, sia essa temporanea o cronica, meglio rinunciare ed aspettare, a terra, che la cura abbia avuto effetto>.

Poniamo che una persona, pur avendo seguito le regole del buon senso venga colpita dal mal di mare a causa delle cattive condizioni metereologiche, che accade? Accade che che la prima manifestazione quella emetica, ovvero il vomito, ma l’aspetto che deve preoccupare di pi che il soggetto diventa pallido, suda freddo anche se fuori ci sono quaranta gradi e soprattutto si disidrata. Chiudere gli occhi per evitare la visione ballerina dell’orizzonte serve a poco La posizione ideale quella distesa, all’interno dell’imbarcazione .

Professore, ma si rende conto? Lei sa bene che quando uno colpito dal mal di mare vorrebbe buttarsi in acqua anche se vi fossero degli squali. Lo so, certo, ma la posizione idelale resta quella distesa, il soggetto deve essere coperto ed in queste condizioni sar pi facile per i farmaci antiemetici o quelli che diminuiscono il disturbo vagale avere effetto. Essi, per , non dovrebbero essere somministrati per via orale, altrimenti verrebbero espulsi al primo conato. Meglio sarebbe, per via intramuscolare o supposte .

Supposte? A tortura si aggiunge tortura. Capisco, ma l’unico modo affinch il mal di mare si attenui e ci rende possibile anche l’idratazione, in altre parole il soggetto deve bere>.

Fin qu i consigli del medico, ma deve essere responsabilit di chi governa una barca di qualsiai tipo assicurarsi che gli ospiti siano in buone condizioni e non avventuransi in mare dopo una scorpacciata. Inoltre sempre consigliabile prevedere un tragitto breve per poi allungare la rotta soprattutto se a bordo ci sono bambini. Il mal di mare passa, come passano tutte le cose, ma perch rovinarsi una giornata o una crociera lunga o breve che sia a causa della pardita dell’equilibrio e soprattutto del buon senso. In ogni caso, se si dovessero verificare vere emergenze, basta chiamare il 1530, numero della Guardia Costiera. anche se non piacevole tornare a casa su una motovedetta.
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Un computer di tre anni? Per qualche utente considerato sorpassato ma per altri pi che sufficiente, anzi, fin troppo potente per l’utilizzo medio. Allora perch non servirsi di hardware riciclato, rimesso in sesto e con un anno di garanzia, a un prezzo che arriva al 20% dell’originale? La parola giusta ricondizionato, refurbished in inglese: testato, riparato dove occorra, ripulito dai dati del possessore precedente e rimesso sul mercato. Il vantaggio un po’ per tutti: il vecchio proprietario si vede riconosciuto un contributo (modesto, ma sicuramente maggiore rispetto alla semplice rottamazione) nel momento in cui passa a un sistema superiore. In Italia, comunque, non mancano grandi nomi. A partire da Ibm che, anche dopo il passaggio della produzione di pc a Lenovo, ha mantenuto questa funzione attraverso Global Services, la divisione di finanziamenti (non solo per prodotti Ibm) e di locazioni It. prodotti che rientrano alla fine dei contratti di locazione spiega Claudio Bovati, product manager in Ibm Global Financing, raccolti in un centro specializzato in Germania. L si fa una selezione sulle apparecchiature che possono essere riutilizzate. Quella adatte sono ricondizionate: hardware, software e dati. Al termine del processo mettiamo a disposizione le apparecchiature attraverso i nostri partner, anche in Italia. Allo stesso modo si pu giustificare la scelta dell’Olanda: parte del nostro stock ritirato dal cliente dopo l’uso viene mandato in Olanda, nella fabbrica di Venray racconta Paolo Formenti, responsabile logistica Xerox, entra in un processo di rifabbricazione e quindi ritorna nel ciclo produttivo. Per la quota restante, i nostri beni vengono affidati a un consorzio internazionale che recupera le materie prime come fa un’azienda a trovare hardware ricondizionato? La via pi semplice il web. I siti dei produttori,
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nella maggior parte dei casi, hanno una sezione dedicata. Peccato per che questo sia solo parzialmente valido per l’Italia perch nei siti internazionali, soprattutto Usa, che si trova pi rifornimento. In Italia, in ogni caso, viene offerto un servizio sul proprio hardware che garantisce, quando si decide di sostituirlo, la rimessa in sesto e rivendita. Niente hardware ricondizionato in Italia nemmeno per Epson, che all’estero ha il proprio Clearance center. scarsa quantit e la necessita di dover mettere in atto una struttura amministrativa per gestire le vendite ha fatto sapere la societ fatto s che non si sia mai aperto questo canale chi non volesse acquistare dagli Stati Uniti la via quella di contattare direttamente un business partner dei produttori. ci capita di ritirare pc dopo 36 48 mesi di locazione racconta Guerrino Zennaro di Asa computer, business partner di Ibm di Novara. accaduto di recente con aziende farmaceutiche che dovevano cambiare il portatile dei propri informatori (Lenovo, con la locazione di Ibm GS, ndr). Quando capita possiamo darli a Ibm che li manda in Germania, oppure ci occupiamo direttamente noi di ricondizionarli come abbiamo fatto in questo caso, assumendoci tutti gli oneri, garanzia compresa Si tratta di portatili con prezzi di grandi contratti, quindi particolarmente vantaggiosi, intorno ai 900/1.000 euro nuovi che ricondizionati sono venduti a 250 270 euro. In questo caso sono stati offerti agli stessi informatori per un uso personale, ma capita anche che aziende chiedano prodotti ricondizionati, per esempio da dare ai propri rappresentanti Il guadagno, per il partner nella vendita di un prodotto nuovo pressoch uguale a quello di uno ricondizionato. Naturalmente, come in tutti i casi, molto dipende dalle esigenze di ciascuno (riproduzione riservata)
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giubbotti invernali peuterey Dal 1 gennaio i sacchetti per la frutta e la verdura saranno a pagamento

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Dal 1 gennaio 2018 la spesa degli italiani costerà di più. A regalarci uno sgradito aumento nel carrello è l di una tassa sui sacchetti della frutta e della verdura, che non saranno più gratuiti ma costeranno fino a due centesimi a busta.

Come riporta Il Fatto alimentare, una direttiva della Ue stabilisce che dal primo giorno del prossimo anno nel banco self service della frutta e della verdura i sacchetti distribuiti per porzionare gli alimenti dovranno essere rigorosamente biodegradabili: una condizione che peraltro è già soddisfatta da diverse catene di supermercati italiani.

Non tutti, però, si sono già adeguati e comunque dal 1 gennaio tutti dovranno rinunciare a distribuire gratuitamente i sacchetti. Le buste dovrebbero costare in media due centesimi a pezzo e il totale sarà riportato fedelmente in calce allo scontrino. Chi acquisterà ad esempio cinque diverse varietà di frutta o di verdura (oppure ne imbusterà cinque diverse), pagherà fino a dieci centesimi in più sul totale della spesa.

L modo per evitare la “stangatina” sarà quello di acquistare frutta e verdura direttamente confezionati nella vaschetta di plastica ma da una rilevazione diffusa recentemente sempre dallo stesso Fatto Alimentare emerge che ben l degli italiani reputa la frutta sfusa più “sana” rispetto a quella già confezionata. Secondo lo studio condotto da Ipsos per Novamont però pare che il 58% degli intervistati ritenga equo pagare 2 centesimi per ogni sacchetto.

Dom, 10/12/2017 21:20

Ci risiamo con le direttive demenziali della UE. E non mi riferisco alla pretesa di imporre la tipologia di materiale del sacchetto (biodegradabile, che poi non lo è comunque al 100% e quindi una buona parte di inquinamento la crea comunque) ma a quella di imporne il pagamento, diretto alla cassa e registrato sullo scontrino, per ogni singolo sacchetto utilizzato: una cosa meramente commerciale tra il cliente e l’azienda distributrice. Ma ci volete prendere proprio per dei cxxxxxi? Questo è ciò che siete voi che credete che avere lo scettro del comando vi consenta di vessare il prossimo.

Dom, 10/12/2017 23:42

FoxMulder 19:14 Con tutto il rispetto dovutole, è evidente che lei non ha capito un beato klinz ! Lei va a fare la spesa di frutta/verdura “sfusa” al supermercato e mette i singoli prodotti “sfusi” nelle sue “BUSTE INDISTRUTTIBILI, enormi,
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di tela o gomma, al prezzo di circa 2, che durano TUTTA LA VITA” ? Bravo; e come presenta alla cassa la sua spesa ? Dove attacca i tagliandi adesivi con l’indicazione peso/prezzo/etc del singolo prodotto ? Se li appiccica in fila sulle sue BUSTE INDISTRUTTIBILI, in fronte e/o sulle chiappe ? Nel titolo è scritto chiaramente : “ogni sacchetto biodegradabile in cui si confezionano frutta e verdura sfuse” (sfuse sfuse sfuse); le sportine da lei menzionate non c’entrano un beato klinz !!!

Lun, 11/12/2017 01:01

Max Mulder forse dovrebbe leggere meglio l’articolo, si parla delle bustine utilizzate per imbustare la frutta o la verdura venduta singola.

Con queste bustine il cliente pesa da se e etichetta il bene acquistato o in alcuni supermercati questa operazione è svolta alla cassa.

Le buste riciclabili sono ampiamente utilizzate da moltissimi italiani, in quanto le buste con cui si imnusta la spesa totale sono da molti anni a pagamento. Le faccio inoltre notare che anche nei Paesi del Nord Europa ( io abito nel UK) si utilizzano le buste non riciclabili in UK costano dai 5 ai 10 pence e molto le utilizzano. Ha dimostrato che lei non fa la spesa,

Lun, 11/12/2017 14:52

Una cosa ben chiara si evince da quanto riportato nell’articolo: “Le buste dovrebbero costare in media due centesimi a pezzo e il totale sarà riportato fedelmente in calce allo scontrino”,
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vale a dire che i ladri di stato aggiungeranno un’altra gabella a quelle già in atto. Direte: ma che sarà mai, non saranno certo miliardi di . Vero, ma ricordate sempre che “tanti cicin fan un ciciun” e questo spiega l’aumento delle tasse nonostante il diniego del bischero PDiturno e dei suoi accoliti e com stiano cercando di raschiare il fondo del barile (col rischio di sfondarlo irreparabilmente).

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La candidatura spontanea può essere effettuata solamente online.

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Il form di dettaglio si compone delle seguenti sezioni:Hai la possibilità di navigare liberamente tra le sezioni e salvare i dati inseriti in bozza, completando successivamente la compilazione del form. La tua candidatura però potrà essere presa in considerazione soltanto dopo aver completato l’inserimento di tutti i dati richiesti e cliccato su “Salva e Invia”.

Nel form, i campi contraddistinti dal triangolo rosso sono obbligatori, mentre quelli con triangolo bianco con bordi rossi diventano obbligatori a seguito dei dati inseriti in campi precedenti. Se non hai compilato o hai compilato erroneamente dei campi obbligatori, al momento del salvataggio e invio un messaggio di sistema dettagliato, con puntamento diretto, ti indicherà il campo (oppure i campi) da compilare/correggere. Dopo aver cliccato su “Salva e Invia”, la sezione “Salva in bozza” non sarà più disponibile. Al termine del primo inserimento dei tuoi dati anagrafici riceverai un’e mail di conferma della tua registrazione nella nostra banca dati.

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Ricerche in ambito nutrizionale hanno evidenziato che i latticini e gli altri alimenti ricchi di calcio aiutano a mantenere la linea, a prevenire l’osteoporosi e forse anche a prevenire il tumore del colon. Gli esperti raccomandano di assumere 1.000 1.200 mg di calcio al giorno (una tazza di latte ne contiene 300). Sfortunatamente, però, troppo calcio può aumentare il rischio di tumore alla prostata, con la quantità incriminata che pare aggirarsi intorno ai 600 mg al giorno. Ecco allora come sfruttare i benefici del calcio senza correre inutili rischi: Evita di assumere alte dosi di integratori di calcio se non ne hai realmente bisogno, tanto più che le proprietà innate del calcio di combattere il grasso si attivano solamente se lo ricavi da alimenti naturali. Punta sui latticini a basso contenuto di grassi e arricchiti con vitamina D (come latte e yogurt magri): la vitamina D assicura infatti una buona protezione alla tua prostata. Triplica la sicurezza della tua preziosa ghiandola mangiando di tanto in tanto un’insalata di pomodori (ricchi di licopene, una sostanza naturale che difende la prostata) e mozzarella (ricca di calcio) condita con olio d’oliva (che contiene beta sitosterolo, un grasso dotato di potere antitumorale).

Ogni anno ne sappiamo sempre di più circa i benefici per la salute dei grassi polinsaturi Omega 3, contenuti in alimenti quali pesci, noci, semi e olio di semi di lino e di pesce. Oltre a ridurre il rischio di malattie cardiache e diabete, gli omega 3 contrastano le infiammazioni in tutto il corpo, per cui aiutano anche i muscoli a recuperare più velocemente dopo gli allenamenti. E muscoli più sviluppati e meno infiammati significano un metabolismo più veloce, condizione di fondamentale importanza quando stai cercando di dimagrire. Come assicurarti la giusta dose di questi preziosi grassi? Mangiando pesce almeno 2 volte la settimana o assumendo gli integratori a base di olio di pesce. Non ti piace il pesce? Prova le uova ad alto contenuto di Omega 3: secondo alcuni studi ne puoi mangiare fino a 4 al giorno senza alcun effetto negativo sui tuoi livelli di colesterolo.

I nutrizionisti sono concordi nell’affermare che i carboidrati altamente raffinati rappresentano un serio problema, perché mandano alle stelle la glicemia poco dopo averli consumati, facendoti così sentire stanco e di nuovo affamato molto prima del normale. Ma c’è un modo per rendere i carboidrati raffinati ancora più dannosi: friggerli. Ecco perché devi escludere dalla tua dieta le patatine e tutti gli alimenti che vengono gettati nell’olio bollente dopo essere stati impanati. Una regola che serve al peso forma come alla salute.

Gli alimenti ricchi di proteine permettono di resistere maggiormente ai morsi della fame. E più sazio ti senti tra un pasto e l’altro, più facilmente riuscirai a evitare di abbuffarti a pranzo e cena. Il miglior alimento ammazza appetito? Le proteine del siero del latte. Assumile con questo frullato: 2 cucchiai di proteine del siero del latte (le trovi in qualsiasi negozio di prodotti naturali), frutta (frutti di bosco freschi o congelati, o in alternativa una banana), acqua o ghiaccio tritato. Bevine uno al giorno e vedrai che tempo poche settimane il tuo girovita inizierà a ridursi con tua grande soddisfazione.

Gli aminoacidi sono i mattoni delle proteine e quelli ramificati (o BCAA, cioè leucina, isoleucina e valina) sono i migliori di tutti perché ti aiutano a recuperare dopo un duro allenamento, riducendo il catabolismo proteico (cioè la demolizione delle proteine per avere energia in più) all’interno dei tuoi muscoli. Inoltre, i BCAA aumentano il testosterone e l’ormone della crescita, ovvero gli ormoni più importanti per combattere il grasso e sviluppare la muscolatura. Cerca allora di assumere almeno 10 g di BCAA al giorno, sapendo che abbondano particolarmente nella carne e nei latticini (2 cucchiaiate di proteine del siero del latte e 85 g di manzo apportano 10 g di BCAA). Puoi anche puntare sugli integratori, scegliendo quelli che contengono il 50% di leucina e il 25% di isoleucina e di valina: inizia con 10 g al giorno, quindi attendi un mese prima di aumentare la dose. tenendo conto che l’apporto massimo utile è probabilmente 60 g di aminoacidi ramificati al giorno.

Una volta nello stomaco, le fibre fanno sì che il cibo impieghi più tempo ad entrare nel flusso sanguigno, cosicché il tuo livello di glicemico si mantiene costante: i vantaggi sono un più consistente apporto energetico e un minor desiderio di mangiare tra un pasto e l’altro. Oltre a seguire il solito consiglio di mangiare più broccoli, crusca e prugne secche, sappi che puoi facilmente assumere più fibre attraverso qualche integratore specifico (solitamente da sciogliere in acqua e bere prima dei pasti principali).
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Non chiamatelo taglia incolla. Il sistema CRISPR si evoluto, e per correggere le mutazioni ora non ha pi bisogno di tagliare. Due lavori, pubblicati rispettivamente su “Nature” e su “Science”, annunciano l di due nuove varianti di questa piattaforma tecnologica per l genomico. Si tratta di veri e propri correttori automatici di refusi ( editor che prendono il posto delle forbici molecolari della versione classica di CRISPR.

La differenza principale fra le due nuove varianti presentate oggi che una lavora sul DNA, introducendo cambiamenti duraturi nel genoma, mentre l interviene sui suoi trascritti di RNA, con effetti reversibili. In comune hanno la strategia di fondo: quando identificano una lettera sbagliata ne sistemano delicatamente gli atomi cambiandone l La sequenza insomma viene corretta senza bisogno di recidere, e senza le imprecisioni che si verificano quando si attiva il macchinario naturale di riparazione cellulare. Il nuovo approccio surclassa in efficienza le procedure alternative e consente interventi ad alta fedelt con un tasso minimo di errori. La speranza, dunque, che in futuro questi convertitori di lettere possano essere utilizzati per riparare le mutazioni puntiformi che causano molte gravi malattie umane.

Com noto le lettere del DNA sono quattro: l si accoppia con la timina, mentre la guanina si appaia con la citosina. L scorso David Liu del Broad Institute aveva gi illustrato su “Nature” come convertire una coppia G C in una coppia T A. Ma per rimediare a molte mutazioni patologiche serve la transizione inversa e la novit di quest

lavoro, firmato dallo stesso ricercatore, che ora possibile sostituire tutte e quattro le lettere, sia nei batteri che nelle cellule umane.

Se immaginiamo CRISPR come un coltellino svizzero multiuso, Liu e compagni hanno prima disabilitato la funzione quindi l accessoriato con l di una matita per correggere i refusi. La matita, fuor di metafora, corrisponde a una funzione enzimatica (deaminasi), in grado di sottrarre gruppi chimici alle lettere del DNA riuscendo a convertire un tipo nell Per far funzionare la proteina che rappresenta l fondamentale della nuova ricetta (TadA dCas9), i ricercatori hanno dovuto sottoporla a sette cicli di evoluzione e ingegnerizzazione. Gli sforzi sono stati ripagati, perch alla fine il sistema ha dimostrato di poter correggere bene le mutazioni legate a due malattie genetiche (anemia falciforme ed emocromatosi).

L studio, in uscita su “Science”, stato eseguito nello stesso istituto, che nato dalla collaborazione tra Massachusetts Institute of Technology e Harvard University, ed firmato da uno dei pionieri di CRISPR: Feng Zhang. La nuova variante ha ricevuto il nome REPAIR (RNA Editing for Programmable A to I Replacement), un acronimo che ci ricorda come l debba essere convertita in una base intermedia (I, ovvero inosina) per poter essere letta come una G dalla cellula. Il lavoro di conversione in questo caso viene eseguito da una proteina della stessa grande famiglia di CRISPR (Cas13), anch con le forbici disattivate.

Per dimostrarne il potenziale terapeutico, Zhang e compagni l usata sull per correggere in vitro le mutazioni che causano l di Fanconi e il diabete insipido legato al cromosoma X. Le prestazioni sono gi buone, ma secondo i ricercatori esistono dei margini di miglioramento per un upgrade che conservi la specificit e aumenti ancora l

La tecnologia CRISPR si ispira a un sistema naturale batterico che una sorta di miniera inesauribile di biodiversit molecolare, perci ci si aspetta che il cassetto degli attrezzi CRISPR si arricchir ulteriormente di varianti ottimizzate per svolgere al meglio i diversi compiti di correzione, inserzione o delezione delle sequenze bersaglio. I editor si occuperanno sempre meglio della prima attivit mentre le varianti che tagliano il DNA continueranno a svolgere sempre meglio le altre due, e chiss quali altri strumenti si aggiungeranno al kit in futuro.
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Ci sono voluti 46 anni, ma finalmente Yoko Ono stata riconosciuta cos come richiesto da John Lennon fin da subito coautrice di quella poesia in musica che Imagine, uno dei brani pi famosi di tutti i tempi:

Imagine there no heaven / It easy if you try/ No hell below us./ Above us only sky

Lo ha stabilito questa estate la National Music Publisher Association che, in America, si occupa dei diritti d musicali e la notizia rappresenta l tassello di quella complessa relazione che fu il matrimonio tra Yoko Ono e John Lennon.

Minuta, capelli corti, cappello spesso calato sul capo, occhiali scuri: Yoko Ono per molti stata solo la moglie di John Lennon. Negli anni in cui i Beatles erano in cima a tutte le classifiche ma decisero di sciogliersi, molti fan dei Fab Four la ritennero della persa sintonia nel gruppo. E fu sempre colpa di Yoko Ono se Lennon vir a un tipo di musica pi sperimentale, venata di new age, lontano nella mente e nel corpo dalla sua Liverpool.

Ma questo solo, Yoko Ono, una Oggi 84enne, attivissima sui social e fuori (la trovate qui in mostra ), Yoko Ono molto pi che la vedova di John Lennon.

Yoko Ono e John Lennon negli anni Settanta, in una delle loro proteste pacifiste

Artista, esponente di punta del movimento Fluxus, musicista colta e raffinata, nasce a Tokyo da una famiglia molto benestante (padre ricco banchiere, madre pianista affermata). dell significa il suo nome e a volte Lennon la chiama cos lui che le dedic molte canzoni tra cui The Ballad of John and Yoko o Dear Yoko). Dopo gli anni difficili della guerra, in cui conosce anche le ristrettezze della fame, Yoko Ono con la famiglia va a vivere negli Usa e subito attratta dallo stile di vita fuori dagli schemi (hipster, diremmo oggi). Artisti d fotografi, musicisti sono i suoi amici e tra musica e arte divide la sua esistenza: Yoko Ono esplora l concettuale, ammira e realizza performance irriverenti, dirige cortometraggi sperimentali.

Comincia a essere nota nel circuito della gallerie che contano mentre la vita privata un sali scendi preoccupante: si sposa con un compositore giapponese da cui divorzia poi con un jazzista americano, da cui ha una bambina (la figlia Kyoko verr rapita dal padre, diventato una sorta di fondamentalista cristiano: l la incontrer di nuovo solo nel Ma nell del durante il vernissage di una sua mostra a Londra, che Yoko Ono incontra John Lennon: nel lo sposa, sei anni dopo (e dopo diversi dolorosi aborti spontanei) nasce il loro unico figlio, Sean.

Gli anni Settanta sono molto intensi per la coppia: Yoko Ono abbraccia un attivismo e un pacifismo che subito conquistano anche il cantante degli ormai ex Beatles e tutti conosciamo le loro pacifiche proteste, tra cui i bed in, una sorta di sit in nei letti degli alberghi presso cui la coppia alloggiava e dove la stampa accorreva. Non vanno sempre bene le cose.

Yoko Ono troppo inquieta e indipendente: continua a cercare la figlia, crea performance e installazioni, viaggia. I due si separano, litigano, poi si riappacificano e quando Mark Chapman uccise per strada, l dicembre del 1980, John Lennon, di cui era fan, John e Yoko stavano lavorando a Walking on thin ice, una nuova canzone scritta dalla donna.

Yoko Ono dopo la morte del marito ha continuato la sua vita di artista, di benefattrice e di attivista per i diritti umani, a favore delle donne e della comunit LGBT. C voluto tanto tempo il mito di Lennon, il dolore per la morte, la fama dei Beatles hanno dovuto passare in secondo piano perch il mondo dell che conta desse a Yoko Ono il posto che merita.
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