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Sal De Riso a La prova del cuoco: la torta millefrolle nocciola e castagne

Sal De Riso ha chiuso la settimana a La prova del cuoco con un dolce sensazionale: la millefrolle nocciola e castagne. Gli ingredienti necessari per preparare la pasta frolla sono: 150 grammi di fecola di patate, 450 grammi di farina 00, 5 grammi di sale, 100 grami di uova, 75 grammi di nocciole in polvere, 250 grammi di zucchero a velo, 300 grammi di burro, 2,5 grammi di lievito, 1/3 di una bacca di vaniglia e 1/4 della buccia di un Per preparare il pan di Spagna occorrono: 50 grammi di farina 00, 25 grammi di fecola di patate, 110 grammi di uova, 70 grammi di zucchero, 20 grammi di miele d 20 grammi di tuorli, 10 grammi di buccia di limone e mezza bacca di vaniglia. Per la crema di castagne servono: 10 grammi di cacao amaro, 500 grammi di castagne bollite, 50 grammi di burro, 150 grammi di zucchero, 1 foglia di alloro e 2 grammi di sale. Infine per la crema pasticcera servono: 120 grammi di tuorli, 40 grammi di amido di mais, 350 grammi di lette, 150 grammi di panna, 150 grammi di zucchero, 2 grammi di sale, scorza di 2 limoni e 1/3 di bacca di vaniglia.

La prova del cuoco, 10 novembre: la millefrolle nocciola e castagne

Per preparare la millefrolle nocciola e castagne realizzata oggi,
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10 novembre, a La prova del cuoco da Sal De Riso iniziare con la frolla. Impastare la farina, la fecola, le uova, il sale, le nocciole, lo zucchero, il burro, il lievito, i semi di vaniglia e la scorza d Lavorare velocemente l e poi coprirlo con la pellicola trasparente e lasciare riposare in frigorifero una notte. Dopodichè stendere la pasta, foderare una tortiera e creare diversi dischi. Coprire con la carta da forno e dei legumi, quindi cuocere a 180 gradi finchè la pasta frolla non diventa dorata. Nel frattempo preparare il pan di Spagna lavorando le uova con lo zucchero e il miele. Aggiungere poi la farina, la fecola, il lievito, la scorza di limone e la vaniglia. Amalgamare bene il tutto e cuocere in forno a 180 gradi per circa 40 minuti. Nel frattempo preparare la crema di castagne. In un contenitore versare lo zucchero e il cacao. Aggiungere alle castagne bollite e immerse nell Frullare il tutto e unire il burro. Quindi lasciare riposare in frigorifero. Preparare la crema pasticcera scaldando il latte, la panna, la vaniglia e la scorza di limone. In una ciotola unire: i tuorli, lo zucchero, il sale e l Versare il latte caldo e poi riportare sul fuoco ad addensare. Comporre il dolce facendo uno strato di crema pasticcera sulla base di frolla. Aggiungere pezzetti di castagne cotte con lo zucchero. Adagiare il disco di pan di Spagna e bagnarlo con una salsa alla vaniglia. Fare uno strato con la crema di castagne e aggiungere un disco di frolla. Proseguire con la crema di castagne e ancora uno strato di pasta frolla. Terminare con una decorazione di crema di castagne, panna montata e ciuffetti di cioccolato. In alternativa al dolce di oggi ecco i biscotti al cacao e nocciole di Anna Moroni.

About Simona Tranquilli

Nata a Latina il 16 Maggio 1983, dopo il Liceo Scientifico ha capito che la sua strada è la scrittura. Ha conseguito la Laurea Specialistica in “Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo” presso la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma. Durante il periodo universitario ha lavorato prima presso un quotidiano e poi per un settimanale della provincia di Latina, trattando temi di attualità e spettacolo. Moglie e mamma tuttofare, ama viaggiare e praticare sport ma, soprattutto, è un’appassionata di televisione. Predilige i programmi di intrattenimento leggero e le serie televisive. Supervisore de LaNostraTv,
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scrive per il sito dal 2014.

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Ho cercato qua e là ma informazioni su olio esausto recuperato da ristoranti non ne ho trovate. Ho una peugeot 206 HDi common rail ed ormai oltre 1000 Km con olio di girasole della pizzeria sottocasa per fare i pincini ognitanto, Filtrato a 25 micron, è bello trasparente, decantato da tempo e la macchina non se ne accorge neanche. ( 7 litri di gasolio e 3 di olio)

Qualcuno ha esperienze “lunghe” sull’olio usato? Anche una ditta specializzata in biodiesel mi ha detto che è sufficiente la filtrazione spinta.

Comunque secondo me il risparmio con olio da supermercato a 0.65/l non ne vale la pena. Ho una peugeot 206 HDi common rail ed ormai oltre 1000 Km con olio di girasole della pizzeria sottocasa per fare i pincini ognitanto, Filtrato a 25 micron, è bello trasparente, decantato da tempo e la macchina non se ne accorge neanche. ( 7 litri di gasolio e 3 di olio)

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Qualcuno ha esperienze “lunghe” sull’olio usato? Anche una ditta specializzata in biodiesel mi ha detto che è sufficiente la filtrazione spinta.

Comunque secondo me il risparmio con olio da supermercato a 0.65/l non ne vale la pena. Secondo me o è gratis o, per i Km che faccio (25Km/g) , corro solo rischi inutili ( rotture/finanza)

Come filtro a 25 micron uso una specie di sacco di panno molto fitto, vi dirò che ha una superficie notevole quindi anche se l’olio è denso passa molto velocemente. L’ho preso in “prestito” dove lavoro, è una parte di ricambio di una lavatrice industriale. Sotto il “sacco” ho messo un bell’imbuto grande del diametro di circa 30cm. Si può usare anche carte da rettificatrici, sono rotoli di carta addirittura a 10 micron. Basta solo avere una elevata superficie. Effettivamente non so dove si possa trovare al minuto. si tratto solo di trovare il ristorante / pizzeria che abbia i fusti comodi, sono andato anche in mense aziendali ma il problema sono gli gli orari. Nella pizzeria dove vado , i fusti sono comodi comodi, dietro al locale, all’esterno e nessuno mi nota quando travaso. Ovviamente si deve solo prendere la parte superiore del liquido, sotto c’è veramente di tutto, una volta ho trovato anche dei pezzi di carne con grasso a iosa ( dal Rist. Cinese), lo si filtra e si caccia nel serbatoio. Io per scrupolo lo premiscelo in tanica: PE per un tot di 30 litri metto 6 litri di olio e 4 di gasolio in tanica, miscelo e infilo nel serbatoio. Poi mi fiondo al distributore più vicino dove faccio altri 20 litri. Sono sceso dal 30 al 20 % sul totale in quanto non voglio “esagerare” e la macchina va un pelo meglio.

Ragazzi, come scritto molte volte in giro per il forum io SCONSIGLIO vivamente l’utilizzo di olio esausto nel motore dell’auto.

Oltre ai residui di cibo che possono essere filtrati quasi del tutto (qualcosa rimane sempre!) nell’olio utilizzato per friggere vi sono anche tracce di acqua e soprattutto il PH cambia diventando più acido e quindi più corrosivo per le parti del veicolo.

Quindi magari all’inizio va tutto bene ma non è difficile che ad un certo punto.

Io ve lo dico così da non incorrere in problemi che poi vi facciano dire che l’olio vegetale non va bene. va bene ma va usato con testa!

Se avete possibilità di ottenere olio esausto gratis farete del bene all’ambiente, alle vostre tasche e al motore se lo trasformerete in biodiesel. Mi scuso subito per le cose che non so e che forse dovrei sapere, se avessi letto tutto con attenzione. Ma veniamo al dunque:

viaggio su un golf 1900D del 1997 e ho da poco cominciato ad andare a olio. 5% su un pieno, quasi un migliaio di chilometri e nessun problema. E’ estate e fa caldo, oscillazione (molto) approssimativa 15/35.

Il combustibile me lo procuro andando per pizzerie e chiedendo se mi lasciano quello usato delle friggitrici. Non ho praticamente trovato nessuno che non ci stesse e stò distribuendo taniche da 25L che loro mi riempiono.

Ho costruito una piccola stazione di filtraggio, in modo da far passare l’olio in un doppio strato di lenzuolo e poi attraverso i filtri del caffè. Il risultato, all’apparenza, è buono.

Raccolgo 2 tipi di olio: il semi vari (facile da filtrare) e e l’olio bifrazionato di colza (meno.).

ho letto da qualche parte che l’utilizzo dell’olio usato garantisce una miglio combustione, ma non ricordo perchè. Qualcuno può confermare o smentire?

l’olio di palma ha un “fondo” (20/30% del totale), che sul forum qualcuno ha chiamato “margarina”, che si forma (scinde) durante la friggitura; è una roba schifosissima, ha l’aspetto della sinusite e impiastriccia un casino. Rispetto a questo:

la formazione del fondo dovrebbe diminuire di molto la viscosità dell’altra parte, l’olio vero e prorio, o no? Lo chiedo perchè ho trovato segnalato l’olio di palma come sconsigliato per l’alta viscosità;

qualcuno ha una idea precisa di cos’è la margarina? Devo capire come utilizzarla (a vederla così pensavo potesse alimentare una fiamma, per esempio) o come smaltirla senza danni ambientali;
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Questa è la guerra come la spiega il Gen. Fabio Mini, ex comandante NATO, nel suo libro “La guerra spiegata a”, e aggiunge che è solo in Occidente che questo scopo è stato associato necessariamente all’uso della forza, in Oriente tra il VI e V sec. il pensiero del più famoso degli scrittori sulla guerra, Sun Tzu, spiegava che l’essenza della guerra è invece l’inganno.

Il perché della guerra è dato per scontato:

Si combatte quindi per difendersi da chi vuole privarci dello Stato inteso come garanzia della vita civile, origine di diritti e doveri, sistema di regole condivise ed ereditate dalla storia di un popolo sulle quali si basa la società, per difendere la propria vita non solo in senso fisico ma in quello più ampio di modo di vivere.

Ricapitolando, l’essenza della guerra è indurre alcuni (intere popolazioni) a fare quello che qualcun altro vuole, con la forza (idea occidentale) ma preferibilmente con l’inganno (idea di Sun Tzu). Il sistema di informazione costituito dalla grande stampa e dalle televisioni mainstream ha operato questo tipo di azione in modo sempre più marcato fino ad andare oltre il limite della credibilità, allo stesso tempo la novità costituita dal web ha creato i presupposti affinché una voce in senso contrario potesse nascere e crescere fino a diventare un pericoloso contraltare.

Questa mutazione è descritta in modo efficacissimo nell’intervento fatto da uno degli artefici della grande informazione indipendente di questi anni, Marcello Foa, al Convegno “Oltre l’Euro” 31 Gen 2017, che qui di seguito possiamo ascoltare:

La sofisticata macchina da guerra che per decenni aveva avuto gioco facile nel piegare alla propria volontà l’opinione pubblica (termine che è solo un modo diverso per indicare intere nazioni) ha trovato nel 2016, per la prima volta, sulla sua strada un ostacolo serio. Cioè un nemico.

Ecco perché non ci si deve aspettare sconti.

La consapevolezza di questo sta emergendo chiaramente in chi si trova dalla ‘parte sbagliata’ del fronte, cioè quella definita delle ‘fake news’, la scorsa settimana ci sono stati tre lucidi interventi sulla questione, vediamo quali sono i punti chiave emersi.

Il primo è stato quello di Claudio Messora su Byoblu con la nota revoca della pubblicità garantita da Google AdSense. Togliere le entrate pubblicitarie in modo arbitrario è l’equivalente delle sanzioni economiche che hanno negli ultimi decenni costituito una forma di guerra molto efficace:

Da segnalare anche l’articolo di Alessandro Benigni su Ontologismi, anche lui colpito da ripetute censure su Facebook: “Come ti riducono ad essere uno schiavo? Raccontandoti che la libertà è gratis” da cui riporto un passaggio. Dopo le sanzioni economiche c’è il blocco diretto, la rete è libera ma è come un’autostrada sulla quale si cammina solo se i padroni dei caselli ti fanno entrare. Nel caso di Benigni i caselli sono stati chiusi, sappiamo che potrebbero chiuderne sempre di più e senza alcuna giustificazione.

I media sono nelle mani di qualcuno, questi qualcuno sono soggetti in carne ed ossa, mica “Community”: proprietari di aziende, quotate in Borsa. Girano vagoni di soldi: credete davvero che importi a qualcuno stabilire delle regole insieme a noi?

Se avete l’illusione di potervi esprimere liberamente, sappiatelo: questa illusione è funzionale ad un guadagno, ad un’operazione commerciale. Quindi politica, quindi di potere.

Potere che viene esercitato contro di noi.

bene ricordarlo.

Le regole, prima di tutto non si trovano: e poi sono imposte. Quindi non sono della “Community”: questo è quello che vogliono farci credere. Sono imposte. Da chi, astutamente, resta dietro le quinte dell’intero processo di formazione del pensiero e del consenso. Perché a questo, serve Facebook.

E un’analisi molto chiara viene anche dal sito di Berlicche il quale in “Ciò che libertà non è” ha da parte sua evidenziato ancora una volta i punti centrali della questione, il fatto che le sanzioni economiche e il blocco temporaneo di qualche sito sono solo degli assaggi di quello che potrebbe succedere:

Bene, abbiamo internet. Lo sapete qual è il guaio di internet? Che una fetta enorme di contenuti passa attraverso le mani di pochi. Pensateci un attimo: siete davvero convinti che chi ha il potere possa permettere che le chiavi dell’informazione siano fuori dal suo controllo? Se è solo una questione di soldi, che diamine, quelli per qualcuno non sono un problema. Per il resto, esistono i giudici.

I sistemi operativi, quelli che fanno funzionare il vostro computer, sono in mano ad un paio di persone. Cercate un sito, una notizia su internet? Anche qui è dominio di un paio di persone. Avete un account sui social? Chi credete che li possegga? Esatto, un paio di persone. In parecchi casi, le stesse persone.

Probabilmente, se non sei un addetto ai lavori, non ti rendi conto di quanto sia fragile la libertà della rete. Se questi potenti decidessero che quanto scrivi non deve più vedersi, allora ciao ninetta.

Perché ne parlo? Perché sta accadendo. Quel potere di cui dicevo si è accorto che le stava sparando troppo grosse, e molta gente non ci credeva più. Le persone avevano cominciato a rivolgersi ad altri canali, non controllati. Così sta correndo ai ripari. C’è una guerra civile in corso, e si combatte nell’informazione. O meglio nella disinformazione, che oggi ha raggiunto livelli parossistici proprio nei media ufficiali.

Un tempo c’erano i troll. Pensate fossero tutti solo dei cretini isolati con manie di protagonismo? Anime belle. Quello era il tempo della guerriglia, quando ancora questo campo di battaglia non era così importante. Ormai non bastano più. Adesso si usa l’artiglieria pesante.

Primo, convincere che in rete girano un sacco di balle. Secondo, che occorre fare qualcosa!

E quindi incaricare “qualcuno” di individuare ed eliminare chi propaga notizie false.

La guerra è quindi appena agli inizi e la sproporzione delle forze in campo è grande, ed ecco che stanno arrivando gli incaricati di individuare le fake news, come riporta il Corriere della Sera il Presidente della Camera (o Presidenta, o Presidentessa? Boh) Laura Boldrini ha selezionato quattro persone che potrebbero decidere del diritto all’esistenza o no di quello che diciamo: Paolo Attivissimo, Walter Quattrociocchi, David Puente e Michelangelo Coltelli. Nomi dei quali personalmente non mi fido, in particolare di tre su quattro, e posso anche spiegare perché, e non è escluso che lo faccia.

Ma non basta, il documento porterà le firme di supporto di nomi come Claudio Amendola, Gianni Morandi, Fiorello, Carlo Verdone [e anche Ferzan Ozpetek e Marc Augé, ndr NEXUS] la cosa ha un senso, la loro verità è una fiction.

PS: l’articolo sul Corriere annunciava che il 7 febbraio la Presidente/a Boldrini avrebbe diffuso il documento in questione:

A mezzanotte il documento non è stato diffuso. Il Corriere ha divulgato una fake news, oppure lo ha fatto la Boldrini. Ecco subito un caso bollente su cui indagare per i segugi Paolo Attivissimo, Walter Quattrociocchi, David Puente e Michelangelo Coltelli.
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Preparazione:Setacciare lievito e farina in una ciotola, quindi aggiungere la scorza di limone, lo zucchero, il burro e le uova. Mescolare bene. Trasferire il composto in una tortiera rivestita con carta forno e cuocere a 180 ventilato per 25 30′. Intanto preparare lo sciroppo mescolando il succo del limone e lo zucchero. Una volta pronta la torta, spennellarla con lo sciroppo. Farla raffreddare e tagliarla in due. Per la crema inglese al limone: Montare i tuorli con lo zucchero e stemperare il composto con il latte. Mettere la casseruola sul fuoco continuando a girare e facendo attenzione al calore del fuoco perche’ se troppo alto fa impazzire la crema. Lasciare cuocere per una decina di minuti,
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senza che prenda bollore, poi quando la crema inizia a addensare, toglierla dal fuoco, aggiungere la scorza di limone, continuando a mescolare. Per la farcia: mescolare la crema inglese o la marmellata di limone con il mascarpone. Farcire la torta con la crema al mascarpone. Ricoprire con altra crema la superficie della torta e anche i bordi e fare aderire su questi ultimi le mandorle a lamelle. Completare con le meringhe e decorare infine con la scorza di limone a filetti
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ANCE Lombardia e Legambiente hanno presentato “Costruire citt sostenibili” il primo decalogo, scritto congiuntamente, che riassume tutte le regole per un edilizia di qualit rispettosa del territorio e vicina ai cittadini, in occasione del dibattito sostenibilit L delle costruzioni verso la “green economy” organizzato presso la Triennale di Milano nell della mostra “GreenLife Costruire Citt Sostenibili”.

1. Ricostruire le nostre citt riutilizzando e sostituendo il vecchio

ANCE Lombardia e Legambiente hanno pensato a questo decalogo perch solo una nuova e condivisa cultura della sostenibilit ambientale in edilizia pu determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile. In Italia oltre un terzo dei consumi energetici legato all soprattutto a causa della climatizzazione invernale ed estiva. In Lombardia questa percentuale sale al 42% (residenziale e terziario) dei consumi energetici regionali.

Un italiana standard consuma, ogni anno, solo per il riscaldamento circa 20 litri di petrolio a metro quadro: un valore che supera notevolmente i corrispondenti livelli di approvvigionamento di nazioni con climi ben pi rigidi, come la Germania e la Svezia, e grava in modo significativo sui bilanci delle famiglie. Cultura della sostenibilit nell significa, invece, riduzione degli sprechi di energia, innovazione delle tecnologie costruttive, preferenza verso i materiali riciclabili, utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed energia pulita ed infine, collocazione di ampie zone verdi all degli spazi edificati.

Questa, una nuova politica dell anche responsabilit sociale e social housing, che deve coinvolgere interi quartieri, realt urbane che andrebbero progettate e ricostruite con criteri di sostenibilit riorganizzando tutti i servizi dell e della citt il trasporto delle persone e delle merci, il servizio energia, l e il riciclo dei materiali, l gli spazi di aggregazione e socialit la natura in citt e l di prossimit Solo il rafforzamento della cultura della sostenibilit tanto negli interventi di manutenzione e recupero dello stock edilizio esistente, quanto negli interventi di nuova costruzione, pu determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile.

Oggi ancora la citt la principale infrastruttura per la vita e l sostenibile del futuro ed importante che la politica si faccia carico di determinare condizioni che favoriscano l del recupero e della ricostruzione, rispetto a quella che determina contrazione di superfici agricole a causa della espansione e dispersione degli insediamenti. Si tratta di mettere in atto un percorso verso la qualit l e il rispetto delle risorse territoriali, che si deve tradurre, nel contempo, in una significativa opportunit per l di una solida e competitiva “economia verde” all della filiera delle costruzioni.

L rapporto sul mercato immobiliare di ANCE Lombardia sottolinea che i lombardi sono pronti a investire nell sostenibile: oltre il 90% delle famiglie lombarde intervistate ha indicato nella qualit una condizione indispensabile per l mentre un quarto degli imprenditori vede nell energetica e nella qualit della costruzione i due principali fattori destinati ad orientare il mercato immobiliare abitativo nel prossimo futuro. sostenibilit nell non pi un lusso, ma una nuova politica dell spiega Angelo Maiocchi, Vice Presidente di ANCE Lombardia un percorso verso la qualit l e il rispetto delle risorse territoriali: siamo impegnati perch questo processo si traduca quindi in una significativa opportunit per l di una solida e competitiva “economia verde” nell della filiera delle costruzioni, che rappresenta una colonna portante nel sistema produttivo regionale

stili di vita e dell stanno cambiando ha dichiarato Andrea Poggio, Vice Direttore nazionale di Legambiente la convinzione che la villetta con box e giardino sia sinonimo di vita ecologica falso: consuma troppo suolo e ci rende schiavi dell invece nella citt densa dei condomini, nei quartieri e nei paesi dotati di trasporto pubblico e servizi di prossimit che possibile oggi il buon vivere sostenibile
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Unire la panna montata alla crema, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non far smontare il composto.

Tagliare le fragole a pezzettini e unirle alla crema diplomatica (lasciare una piccola parte di crema per decorare). Per la bagna: portare a bollore acqua e zucchero, unirci l’alchermes e lasciar intiepidire. Tagliare il pan di spagna in 4 parti, da una fetta togliere tutta crosticina in modo che rimanga tutta gialla e mettetela da parte che ci servirà per la decorazione. Prendere la prima fetta di pan di spagna, bagnarla con una parte della bagna, spalmarci sopra 1 cucchiaio di crema diplomatica con le fragole e spalmare anch’essa. Mettere la seconda fetta di pan di spagna,
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la bagna, la crema con le fragole, la terza fetta di pan di spagna, la bagna e ricoprite il tutto anche i lati con la crema rimasta. Prendere la fetta di pan di spagna che avevamo messo da parte e sbriciolarla tra le mani, cospargere tutta la torta con le briciole ottenute. Decorare con una fragola tagliata a fette. Prima di servire, tenerla per un po’ in frigorifero in modo che si compatti.
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Tempo di lettura: 135 secondi

Solo nell recente incontro con il gruppo dirigente di Nestlé Italia, le segreterie sindacali regionali e la Rsu Perugina hanno capito tutta la criticità della situazione. Al punto da arrivare allo sciopero, al quale ha partecipato una elevatissima percentuale di lavoratori, vicina al 90 per cento secondo le stesse fonti sindacali. Dalla Francia, poi, sarebbe dovuta arrivare allo stabilimento di San Sisto una nuova produzione di circa 6000 tonnellate, sottrarre al sito francese di Saint Monet che la multinazionale Nestlè voleva abbandonare. niente dice Sbarra Anche se noi siamo molto contenti per i nostri colleghi francesi che non perderanno il posto di lavoro e che si sono fatti scudo con una legislazione prova di multinazionale e pensata a difesa dei lavoratori. Ma che, in Italia, ancora non c Infine, il terzo all della produzione allo stabilimento Nestlé di Perugia, è stato legato al clamoroso insuccesso del cosiddetto bianco (o Nestlè), destinato al mercato della Gran Bretagna. Infatti gli inglesi non hanno gradito il nuovo prodotto, rivelatosi un vero e proprio flop, facendo addensare così anche molti dubbi sulle capacità del management della multinazionale, che aveva puntato alto sulla poderosa produzione di bianco per i sudditi di Sua Maestà. notizie provenienti dalle assemblee dello stabilimento della Perugina di San Sisto sono fonte di grandi preoccupazioni per i riflessi negativi, che le decisioni e le scelte della Nestlé potrebbero avere sull e l di Perugia e di tutta la provincia; che, come noto, è già attraversata da una crisi del settore manifatturiero sostiene il presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari. Gli aspetti che maggiormente destano preoccupazione sono la flessione di circa 2700 tonnellate che i volumi produttivi dello stabilimento di San Sisto subiranno nel 2006, il mancato trasferimento di produzione di tavolette con perdita dei relativi investimenti tecnologici che avrebbero rafforzato lo stabilimento perugino nella sua vocazione di centro europeo della produzione di tavolette Nestlé. l conclude Sbarra della Cisl noi facemmo un patto ben preciso: flessibilità (nella versione di 450 persone con contratti part time a 30 ore) in cambio di aumento di produttività. I vertici della multinazionale devono darci, subito, delle risposte inequivocabili, visto che i lavoratori hanno già rispettato da parte loro gli accordi presi
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Il merluzzo è un pesce leggero che possiede una carne bianca e molto saporita, facile da reperire sul mercato in qualsiasi periodo dell poco costoso, buono da consumare anche se congelato. A bagnomaria cuocete il succo di limone, i tuorli d l intero, la margarina avanzata, mescolando fino a raggiungere una consistenza cremosa. Versate sui filetti di merluzzo e cuocete nel forno a 180 fino a quando non saranno dorati.

Procuratevi dei filetti di merluzzo, degli asparagi, mezzo melone giallo, un pomodoro grande, del sedano. Cuocete gli asparagi, fateli raffreddare; sbollentate il pomodoro e tagliatelo a cubetti spellato; tagliate il sedano a rondelle. Cuocete a parte i filetti di merluzzo al vapore poi conditeli con gli asparagi, il sedano e il pomodoro. Unite una salsina composta da tre cucchiai di olio di oliva, due cucchiai di aceto, due scalogni, una cipollina tritata, sale e pepe. Guarnite con delle palline di melone.

Procuratevi un trancio di merluzzo fatelo bollire poi, dopo aver eliminato la schiuma di troppo, mettetelo da parte conservando l di cottura. Soffriggete in poco olio due spicchi di aglio e unite del peperoncino tagliato a pezzetti poi adagiate il trancio di merluzzo, un po di acqua di cottura e fate cuocere a fuoco basso fino ad addensare la salsina. Servite caldo.

Procuratevi del merluzzo a rondelle impanatelo con uova e farina e friggetelo in olio bollente. Accompagnate il piatto con una insalata colorata composta da radicchio, pomodori, lattuga, peperoni rossi.
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Rialzarsi dopo la brutta sconfitta di Fano e ripartire con il piede giusto. E’ questo l’obiettivo dei biancazzurri, che stamani, hanno completato l’ultimo allenamento di rifinitura in vista del match di domani con la Sangiustese al Lungobisenzio. Per quanto concerne la formazione, il tecnico Bellini dovrà rinunciare ai due esterni di difesa, Salvi e De Agostini per squalifica. Fra i convocati i tre giovani classe 1992: Saitta, Pagnotta e Mazzanti. Per quest’ultimo, Damiano Moscardi, valuterà dopo la partita della Berretti con il Figline di oggi pomeriggio se sarà a disposizione di mister Bellini. La gara avrà inizio alle 14.30, dirigerà il Massimiliano De Benedictis di Bari, coadiuvato da Giuseppe Raparelli di Albano e Valerio Pegorin di Latina.

Al termine di una complessa attività d la sezione Antidroga della squadra mobile di Prato è riuscita a mettere le mani su due grossi spacciatori, sequestrando al contempo 51 grammi di cocaina e 400 di hashish, oltre a 70 grammi di mannite. In manette sono finiti un italiano di 36 anni e un marocchino di 37. Il blitz è scattato in via dei Poderi, vicino al cimitero di Paperino. Qui i poliziotti hanno fermato la Smart dell trovato con i 51 grammi di cocaina che aveva acquistato poco prima dal marocchino in cambio di 2.500 euro. Nello stesso momento altri agenti della Mobile bloccavano alla periferia di Sesto il maghrebino, che si trovava in compagnia di un connazionale risultato poi clandestino. Dalle perquisizioni delle abitazione dei due spacciatori sono saltate fuori le altre quantità di droga. Per entrambi è così scattata l con l di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il marocchino è stato denunciato anche per guida senza patente, essendo stato fermato al volante di una Honda Civic senza mai aver conseguito il titolo per condurla.

Un tentativo di clonazione di bancomat e carte di credito è stato sventato questa mattina dai carabinieri, allertati da alcuni cittadini che avevano notato uno strano dispositivo posizionato, probabilmente durante la notte, nel bancomat della filiale Intesa San Paolo di viale della Repubblica. I militari, una volta recuperata l hanno appurato che si trattava di uno skimmer, una sorta di lettore in grado di carpire e memorizzare le informazioni contenute nelle bande magnetiche. A quel punto i carabinieri hanno fatto intervenire anche il direttore della filiale, mentre il dispositivo è stato sequestrato. A questo punto si dovrà capire chi lo ha posizionato sul bancomat e, soprattutto, se lo strumento era stato effettivamente usato per carpire i codici segreti delle carte.

Un primo tempo in affanno, poi i Cavalieri innestano la marcia e trascinati dai loro due uomini migliori Wakarua e Burton, fresco di convocazione in azzurro riescono ad avare ragione di un Venezia (29 21) venuto a Prato con l di fare risultato, anche per mandare un segnale al neo tecnico Marcuglia. I riprendono così la marcia, interrotta domenica scorsa a Padova, e arrivano alla lunga pausa novembrina in una posizione di classifica rassicurante che, senza la penalizzazione per il pasticcio della gara d li avrebbe messi subito dietro le grandi del Super10.

Tornando alla gara di oggi al Chersoni, anche stavolta pieno di tifosi, i Cavalieri sono passati subito in vantaggio con un piazzato di Wakarua (al 4 pareggiato due minuti dopo da una punizione di Pilat) ma poi hanno incontrato molte difficoltà a sfondare la linea difensiva dei veneti che, da parte loro, hanno saputo approfittare di due svarioni dei pratesi per andare in metà con Van Niekerk (25 trasforma Pilat) e con Stodart (29 al termine di due azioni dalla dinamica simile. Sul 15 3 per il Venezia, i Cavalieri hanno traballato, commettendo troppi errori nei passaggi. Al 41 però, Galante ha finalizzato al meglio un lungo possesso palla dei pratesi nei 22. La sua meta, con la trasformazione di Wakarua, ha consentito così ai Cavalieri di andare al riposo sotto di 10 15 lasciando aperto spazio alla rimonta. Che si è puntualmente verificata nella ripresa, quando i hanno subito messo in campo quella rabbia e determinazione mancati nella prima frazione. Così nel giro di 20 minuti hanno piazzato un parziale di 16 3 che ha schiantato i veneti. A segno è andato Wakarua con ben tre calci e Burton, con una metà strepitosa poi trasformata dal solito infallibile Wakarua. Per Venezia è venuto un piazzato di Pilat che si è ripetuto nel finale, ma dopo che Wakarua aveva dato nuovamente sfoggio alle sue capacità balistiche. E finita così 29 21 con il Prato bravo ad aggiudicarsi questo scontro diretto.

Classifica: Benetton Treviso 25; MPS Viadana 24; Rugby Parma e Petrarca Padova punti 20; Femi CZ Rovigo punti 19; Consiag I Cavalieri Prato punti 15; Futura Park Rugby Roma e L Rugby punti 14; Casinò di Venezia punti 8; Plusvalore Gran Parma punti 7

quattro punti di penalizzazione

Lungo vertice stamani in palazzo comunale tra il sindaco Roberto Cenni e i leader dei partiti di maggioranza. All del giorno, naturalmente, c la situazione che si è venuta a creare con la riconferma di Abati alla guida del Consiag, decisione presa mettendo in minoranza il Comune di Prato, che di fatto si è visto togliere il controllo del Consiag, nonostante sia il socio di maggioranza con oltre il 38% delle quote. E il giudizio espresso da Pdl, Lega e Udc sulla vicenda è netto: un atto dannoso per la città e per i cittadini, frutto di un vecchio modo di fare politica

Ma dal Consiag gli strali della maggioranza di centrodestra si sono presto spostati alle altre partecipate. con forza ha detto Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Pdl l di chi siede ai vertici delle società partecipate e non ha ancora sentito il dovere etico di rimettere il mandato nelle mani del sindaco. Questo è un problema di moralità che trova il suo punto più alto nella figura di Bruno Ferranti, che continua a stare alla presidenza della Gida nonostante sia diventato segretario del Pd,. vale a dire del principale partito d

Mentre sulla questione Consiag è Filippo Bernocchi, coordinatore vicario del Pdl, a riassumere la posizione del centrodestra pratese: è stata segnata una linea che ci toglie ogni perplessità. A questo punto è ancora più forte la nostra convinzione di combattere tutte le operazioni di tipo partitico. Da ora in poi vogliamo valorizzare al massimo la partecipazione del Comune in Consiag in modo che ci siano ricadute sui nostri cittadini. E alla luce di quanto avvenuto anche tutta l Estra andrà ridiscussa. Il nostro appoggio era infatti finalizzato a portare risorse a Prato, ma adesso questo Consiag non ci rappresenta più

Parole sulla cui lunghessa d si pongono anche Claudio Morganti della Lega Nord ed Enrico Mencattini dell Mentre il consigliere regionale del Pdl Alberto Magnolfi lancia pesanti accuse: sindaco Cenni dice ha provato in tutti i modi ad avviare un dialogo costruttivo che facesse il bene dei cittadini. Ma la sinistra non ha né compreso né condiviso. Così il Consiag si conferma come un grumo di potere della fazione sconfitta di un partito sconfitto. Hanno voluto emarginare Prato ma devono ricordarsi che Prato, oltre che il socio di maggioranza relativa, è anche il primo cliente. Così i carabinieri del Nas e quelli del Nucleo Ispettorato del lavoro hanno deciso di andare a controllare e le sorprese non sono mancate. In quello che doveva essere un appartamento per civile abitazione, era stato infatti impiantato un laboratorio di pelletteria che assemblava fibbie e accessori metallici per conto di note italiane. Niente falsi, stavolta: il titolare della ditta utilizzava materiali forniti direttamente da un concessionario ufficiale di queste note aziende. Di irregolare, invece, c sia il laboratorio, che fungeva anche da abitazione, sia i sette dipendenti trovati alle macchine: nessuno di loro infatti risultava assunto dalla ditta. Erano tutti in nero, anzi due di loro, marito e moglie, sono risultati sprovvisti del permesso di soggiorno. Così i militari dell del lavoro hanno notificato al titolare il provvedimento di sospensione dell Durante il controllo, il cinese clandestino si è sentito male ed è stato necessario il trasferimento al pronto soccorso.

Un patto per garantire la sicurezza sugli autobus urbani, in particolar modo in funzione antibullismo, antiborseggio e contro i vandali. Il protocollo è stato siglato stamani dal questore Domenico Savi e dal presidente della Cap Giuseppe Gori alla presenza del prefetto Eleonora Maffei. Da domani primo novembre, quindi, scatterà un piano straordinario di controlli che vedranno pattuglie di poliziotti incaricate di tenere sotto controllo le linee che statisticamente si sono rivelate più a rischio per questo tipo di episodi. L è quello di garantire una maggiore sicurezza e tranquillizzare gli utenti che abitualmente si servono dei mezzi della Cap. La presenza di personale in difesa, oltre a fungere da deterrente per i malintenzionati, negli auspici di Questura e Cap dovrebbe rappresentare anche un elemento di rassicurazione per gli utenti.

Scandisce bene le parole il sindaco Roberto Cenni: nuovo consiglio d del Consiag non ci dà nessuna garanzia come Comune di Prato, quindi non ci sentiamo adeguatamente rappresentati. Questo vuol dire che da ora in avanti la nostra priorità sarà valorizzare e tutelare la posizione di Prato Parole pese come macigni e che sanciscono, se ce ne fosse stato bisogno, una spaccatura interna al Consiag come mai c stata nella storia dell E che, come prima conseguenza, mettono il presidente confermato Paolo Abati in una scomoda posizione, visto che si trova a gestire un dove il socio di maggioranza relativa è, di fatto, all Non solo, con il suo 38 e passa per cento di Prato, che unito alla quota di Montale va oltre il 40%, viene meno la possibilità di avere una maggioranza qualificata. Questo, va da sé, rimette in gioco molte cose: a partire dalla questione Estra, con la fusione tra Consiag e le aziende del gas di Siena e Arezzo. Ma con evidenti ripercussioni anche sulla vita cittadina pratese dove il Consiag, in questi anni, ha allargato notevolmente le sue competenze. questo punto ha ribadito Cenni ci sentiamo con le mani libere

Ha davvero il dente avvelenato il sindaco Cenni. Quando ieri mattina si è presentato all dei soci era convinto di poter far passare la sua linea. Che era poi quella di far slittare di un paio di settimane la nomina del presidente in modo da buttare giù un piano strategico per il futuro di Consiag, da affidare magari ad un manager gradito a destra e sinistra, affiancato da un CdA in grado di garantire professionalità e capacità manageriali da giocare poi sul mercato, in un discorso di multiutility sulla base di quelle già nate in altre regioni del nord Italia. E invece Cenni si è ritrovato a dover digerire il boccone amaro della riconferma di Abati, votato a maggioranza, forse con qualcuno che non ha rispettato patti e accordi. è voluto ancora una volta dice Cenni fare un discorso di politica dove invece c da ragionare per il bene dei cittadini., Prato aveva chiesto un progetto forte per il futuro e dei manager in grado di portarlo avanti. Dall parte si è voluto mostrare i muscoli e usare le partecipate come fatto fino ad ora, per spartire le poltrone. Non si può nominare quattro politici per gestire una società come il Consiag. Lo ripeto: questo è un CdA che non ci dà nessuna garanzia, che non ci rappresenta

E l di Cenni non è diretta contro la persona Paolo Abati. nostra proposta prevedeva un ruolo importante per Abati dice . L Estra l fin qui gestita lui ed era giusto che portasse a termine il lavoro. Per questo pensavamo ad un ruolo di direttore generale di Estra. Ma Consiag deve guardare avanti e scegliere un presidente con la giustificazione che deve essere completato un percorso è troppo riduttivo. Questo vuol dire non avere nessuna strategia ma solo fare il gioco dei partiti infischiandosene dei cittadini. Il conto alla rovescia per l’apertura della nuova biblioteca comunale Lazzerini negli spazi straordinari dell’ex Cimatoria Campolmi, tra via del Melograno e via Santa Chiara, è scattato: sarà inaugurata il 16 novembre, in occasione della visita a Prato del presidente della Camera Gianfranco Fini. Quella degli ultimi due mesi è stata una corsa contro il tempo, perché un cantiere così complesso e così grande comporta inevitabili problemi di natura tecnica e burocratica, ma la volontà del sindaco e della giunta è stata imprimere un’accelerazione ai lavori, tanto più che la vecchia sede della Lazzerini di via del Ceppo Vecchio era stata chiusa al pubblico lo scorso dicembre, creando non pochi disagi ai cittadini e comportando comunque una spesa di oltre 400mila euro a carico del Comune per l’affitto di quei locali. Così il taglio del nastro è previsto nella mattinata di lunedì 16, mentre i servizi della biblioteca apriranno al pubblico il lunedì successivo, 23 novembre. Nel pomeriggio di sabato 21 novembre, invece, è in programma l’inaugurazione per la città: letture con musica nel segno di Malaparte, iniziative per i bambini e la possibilità per tutti i pratesi di visitare un luogo così bello.

Il restauro della vecchia fabbrica ottocentesca, che già ospita il Museo del Tessuto, è stato compiuto rispettando le sue caratteristiche storiche e valorizzandole, a cominciare dalla stupenda volta in cemento armato a sesto acuto della sala d’ingresso, con la facciata a vetri su cui si specchiano le attigue mura trecentesche e il cielo. Sarà proprio il disegno stilizzato della facciata il logo della nuova Lazzerini: da ‘cattedrale’ del lavoro tessile, a ‘cattedrale’ della cultura. biblioteca commenta l’assessore alla Cultura Anna Beltrame è il luogo del pensiero per eccellenza, è l’archivio delle idee e dei saperi, ma sarà anche uno splendido spazio di aggregazione proprio nel cuore della città. L’ex fabbrica tessile che diventa fabbrica di cultura è un simbolo per Prato, della sua storia e della sua capacità di cambiare. L’operazione Campolmi, ambiziosa e suggestiva, è nata con la prima giunta di Fabrizio Mattei: anche per la complessità dell’intervento, per arrivare a questa inaugurazione ci sono voluti molti anni e oltre 30 milioni di investimento

I lavori non sono finiti, però. E’ previsto un ulteriore lotto di opere, ad esempio per il recupero della piazzetta antistante l’ingresso che ospiterà anche un bar, di cui purtroppo la nuova Lazzerini è per ora sprovvista: il progetto rientra fra le richieste di finanziamento presentate in Regione nell’ambito dei Piuss. biblioteca non si può dire perfetta aggiunge Beltrame , anche per l’inadeguata dotazione di parcheggi per motorini e biciclette, ma è talmente bella e così intimamente ‘pratese’, che sarebbe stato un peccato aspettare ancora per aprirla alla città, senza contare i disagi creati dalla chiusura della vecchia sede e i costi sostenuti per il suo affitto. In queste settimane con Gianni Cenni, il consigliere delegato per l’urbanistica, e i tecnici dei nostri assessorati abbiamo fatto il possibile per arrivare all’inaugurazione, nonostante i tanti problemi ancora aperti. Era nostro dovere riuscirci, siamo contenti di averlo fatto

Il trasloco dei libri è in corso: saranno 250mila, di cui oltre 120mila ad accesso libero. La nuova biblioteca ha una superficie di 5300 metri quadri articolati su due piani, 450 sedute e 110 postazioni di computer, con tutti gli ambienti dotati di tecnologia wireless. Sono oltre 6mila i titoli multimediali tra cd e dvd, non solo. A disposizione degli utenti ci saranno anche la banca dati Press Display, che dà l’accesso a oltre 700 quotidiani nel mondo e un’emeroteca digitale che consente la visione delle copie arretrate di molti giornali. Ci saranno poi una sala per bambini, con lo spazio per laboratori, giochi e animazioni, e una sala da cento posti per conferenze, letture con musica, presentazioni di libri.

Veniva pagata 500 euro per occuparsi di quel piccolo appena nato, ma invece di accudirlo e di prendersene cura lo maltrattava, minacciando perfino di colpirlo con degli oggetti. Per questo una donna italiana di 62 anni è stata denunciata dalla polizia per il reato di abuso dei mezzi di correzione, mentre i due genitori del piccolo, una coppia di cinesi regolari, sono stati denunciati per abbandono di minori.

A chiamare la polizia è stato l convivente della donna, con la quale continua tuttavia a vivere. L un 54enne italiano, ha approfittato dell di casa della donna per avvertire la polizia. Quando gli agenti sono arrivati nell di via Zipoli hanno trovato l con in braccio il bambino cinese, che ha appena 40 giorni. L ha raccontato agli agenti come la sua ex compagnia avesse ricevuto in affidamento il neonato dai suoi genitori in cambio di 500 euro al mese. La donna, però, sarebbe stata assolutamente incapace di accudire il piccolo. Infastidita dai pianti lo avrebbe spesso privato del biberon, oppure lo avrebbe lasciato al freddo. In più di un poi, avrebbe tentato di colpirlo con degli oggetti, venendo fermata in tempo per fortuna o dal 54enne o dal nuovo compagno maghrebino. A quel punto i poliziotti hanno chiesto dove fosse la donna e saputo che stava recandosi proprio in Questura per il disbrigo di alcune pratiche, hanno avvertito i colleghi affinché la fermassero. Intanto il bambino veniva fatto portare al pronto soccorso dove, fortunatamente, non gli sono state riscontrate lesioni o traumi. Più difficile è invece stato rintracciare i genitori del piccolo, che solo dopo una lunga ricerca sono stati trovati e fatti andare in ospedale per riprendere il bambino.

E stata definitivamente confiscata l utilizzata da un bidello pratese di 45 anni per andare a prostitute. E la prima volta, da quando è entrata in vigore l antiprostituzione del Comune di Prato, che viene applicata la sanzione accessoria in aggiunta alla multa da 400 euro. L era stato fermato lo scorso 24 settembre dai carabinieri in piazza della Stazione dove aveva fatto salire in auto una prostituta (vedi articolo). Giovedì scorso gli agenti dell operativa della polizia municipale gli hanno notificato l di confisca della Fiat Punto. Il bidello aveva fatto ricorso sia contro la sanzione pecuniaria da 400 euro sia contro il sequestro del mezzo, ma il giudice ha respinto il ricorso, anche in seguito alle controdeduzioni presentate dai carabinieri che hanno dimostrato in maniera inequivocabile la sussistenza delle ragioni per procedere. Con la confisca, il destinatario della violazione amministrativa perde la proprietà del bene che viene alienato a favore dell pubblica.

E un pezzo della vecchia Prato che ritorna e che sicuramente farà fare un balzo indietro nel tempo a tanti pratesi abituati, negli anni a venire qui per ascoltare la musica dal vivo. Da oggi sabato 31 ottobre riapre il Circolo Giardino di Figline di Prato completamente ristrutturato grazie all’impegno dei nuovi soci tra cui molti giovani. Si tratta di un locale storico, le cui origini risalgono addirittura al 1892. Il picco della sua notorietà, comunque, il Giardino la raggiunse negli anni Sessanta e Settanta, quando divenne uno dei punti di riferimento per gli artisti emergenti del momento. Basti pensare che al Circolo Giardino si sono esibiti artisti come Mina, Mal, Al Bano Fausto Leali e i Rokes.

Il Circolo Giardino si trova in via Cantagallo n. 156 ed è aperto tutte le sere dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 14 alle 24. Il circolo è dotato del bar di un ampio salone e del giardino.

Oggi la zucca è nota tra grandi e piccini grazie alla famosa festa di Halloween; nei secoli passati ha sempre costituito una riserva alimentare importante nelle zone più povere, non solo d Insieme alla patata e al pomodoro, è stato infattiuno dei primi ortaggi esportati dopo la scoperta dell qui la zucca rappresentava un alimento “base” della dieta degli Indiani e infatti i primi coloni impararono ben presto a coltivarla.

Oggi della zucca viene fatto un largo utilizzo anche in se
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io non la frullo più perchè se avanza,riscaldata prende un gusto che a noi non piace assolutamenteUna striscia di kombu messa a bagno e fatta cuocere brevemente nell’acqua costituisce una deliziosa base per zuppe e pasta in brodo. Questa preparazione, con l’aggiunta del katsuobushi, viene chiamata dashi e serve come base per preparare molti gustosi piatti giapponesi e il suo valore nutritivo era già ben noto molto tempo fa ai monaci buddisti, ai quali rigide regole proibivano l’uso di qualsiasi ingrediente di origine animale. Anche l’acido glutammico ha la proprietà di ammorbidire le fibre di altri cibi ed una striscia di kombu cotta con fagioli o castagne secche serve a renderli morbidi più in fretta e ad esaltarne il sapore, liberando sostanze nutritive di grande valore ed accrescendo in generale la digeribilità del piatto (indicata per chi soffre di fermentazioni intestinali). Tale processo è reciproco poiché anche la kombu diventa più morbida se cucinata con cibi ricchi di proteine.

L’alga Kombu se lasciata essiccare alcuni giorni all’aria si può sgranocchiare come spuntino. Le frittelle di Kombu sono gradite anche ai bambini. La kombu in Occidente è venduta secca ed impacchettata a strisce, in fiocchi, in polvere o in compresse. In Estremo Oriente si trova anche in altre forme. In Giappone esistono molti prodotti a base di kombu:

Ne kombu: radice ad uncino della kombu, ricca di minerali, molto fibrosa quindi necessita di un lungo ammollo e di una lunga cottura, ha un sapore ricco, dolce, simile a quello della liquirizia; viene cotta in acqua e condita con shoyu, finché diviene morbida e servita in piccole porzioni come accompagnamento ad altri piatti; è utile per rinforzare l’intestino.
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