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Preparazione:Setacciare lievito e farina in una ciotola, quindi aggiungere la scorza di limone, lo zucchero, il burro e le uova. Mescolare bene. Trasferire il composto in una tortiera rivestita con carta forno e cuocere a 180 ventilato per 25 30′. Intanto preparare lo sciroppo mescolando il succo del limone e lo zucchero. Una volta pronta la torta, spennellarla con lo sciroppo. Farla raffreddare e tagliarla in due. Per la crema inglese al limone: Montare i tuorli con lo zucchero e stemperare il composto con il latte. Mettere la casseruola sul fuoco continuando a girare e facendo attenzione al calore del fuoco perche’ se troppo alto fa impazzire la crema. Lasciare cuocere per una decina di minuti,
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senza che prenda bollore, poi quando la crema inizia a addensare, toglierla dal fuoco, aggiungere la scorza di limone, continuando a mescolare. Per la farcia: mescolare la crema inglese o la marmellata di limone con il mascarpone. Farcire la torta con la crema al mascarpone. Ricoprire con altra crema la superficie della torta e anche i bordi e fare aderire su questi ultimi le mandorle a lamelle. Completare con le meringhe e decorare infine con la scorza di limone a filetti
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ANCE Lombardia e Legambiente hanno presentato “Costruire citt sostenibili” il primo decalogo, scritto congiuntamente, che riassume tutte le regole per un edilizia di qualit rispettosa del territorio e vicina ai cittadini, in occasione del dibattito sostenibilit L delle costruzioni verso la “green economy” organizzato presso la Triennale di Milano nell della mostra “GreenLife Costruire Citt Sostenibili”.

1. Ricostruire le nostre citt riutilizzando e sostituendo il vecchio

ANCE Lombardia e Legambiente hanno pensato a questo decalogo perch solo una nuova e condivisa cultura della sostenibilit ambientale in edilizia pu determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile. In Italia oltre un terzo dei consumi energetici legato all soprattutto a causa della climatizzazione invernale ed estiva. In Lombardia questa percentuale sale al 42% (residenziale e terziario) dei consumi energetici regionali.

Un italiana standard consuma, ogni anno, solo per il riscaldamento circa 20 litri di petrolio a metro quadro: un valore che supera notevolmente i corrispondenti livelli di approvvigionamento di nazioni con climi ben pi rigidi, come la Germania e la Svezia, e grava in modo significativo sui bilanci delle famiglie. Cultura della sostenibilit nell significa, invece, riduzione degli sprechi di energia, innovazione delle tecnologie costruttive, preferenza verso i materiali riciclabili, utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed energia pulita ed infine, collocazione di ampie zone verdi all degli spazi edificati.

Questa, una nuova politica dell anche responsabilit sociale e social housing, che deve coinvolgere interi quartieri, realt urbane che andrebbero progettate e ricostruite con criteri di sostenibilit riorganizzando tutti i servizi dell e della citt il trasporto delle persone e delle merci, il servizio energia, l e il riciclo dei materiali, l gli spazi di aggregazione e socialit la natura in citt e l di prossimit Solo il rafforzamento della cultura della sostenibilit tanto negli interventi di manutenzione e recupero dello stock edilizio esistente, quanto negli interventi di nuova costruzione, pu determinare una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile.

Oggi ancora la citt la principale infrastruttura per la vita e l sostenibile del futuro ed importante che la politica si faccia carico di determinare condizioni che favoriscano l del recupero e della ricostruzione, rispetto a quella che determina contrazione di superfici agricole a causa della espansione e dispersione degli insediamenti. Si tratta di mettere in atto un percorso verso la qualit l e il rispetto delle risorse territoriali, che si deve tradurre, nel contempo, in una significativa opportunit per l di una solida e competitiva “economia verde” all della filiera delle costruzioni.

L rapporto sul mercato immobiliare di ANCE Lombardia sottolinea che i lombardi sono pronti a investire nell sostenibile: oltre il 90% delle famiglie lombarde intervistate ha indicato nella qualit una condizione indispensabile per l mentre un quarto degli imprenditori vede nell energetica e nella qualit della costruzione i due principali fattori destinati ad orientare il mercato immobiliare abitativo nel prossimo futuro. sostenibilit nell non pi un lusso, ma una nuova politica dell spiega Angelo Maiocchi, Vice Presidente di ANCE Lombardia un percorso verso la qualit l e il rispetto delle risorse territoriali: siamo impegnati perch questo processo si traduca quindi in una significativa opportunit per l di una solida e competitiva “economia verde” nell della filiera delle costruzioni, che rappresenta una colonna portante nel sistema produttivo regionale

stili di vita e dell stanno cambiando ha dichiarato Andrea Poggio, Vice Direttore nazionale di Legambiente la convinzione che la villetta con box e giardino sia sinonimo di vita ecologica falso: consuma troppo suolo e ci rende schiavi dell invece nella citt densa dei condomini, nei quartieri e nei paesi dotati di trasporto pubblico e servizi di prossimit che possibile oggi il buon vivere sostenibile
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Unire la panna montata alla crema, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non far smontare il composto.

Tagliare le fragole a pezzettini e unirle alla crema diplomatica (lasciare una piccola parte di crema per decorare). Per la bagna: portare a bollore acqua e zucchero, unirci l’alchermes e lasciar intiepidire. Tagliare il pan di spagna in 4 parti, da una fetta togliere tutta crosticina in modo che rimanga tutta gialla e mettetela da parte che ci servirà per la decorazione. Prendere la prima fetta di pan di spagna, bagnarla con una parte della bagna, spalmarci sopra 1 cucchiaio di crema diplomatica con le fragole e spalmare anch’essa. Mettere la seconda fetta di pan di spagna,
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la bagna, la crema con le fragole, la terza fetta di pan di spagna, la bagna e ricoprite il tutto anche i lati con la crema rimasta. Prendere la fetta di pan di spagna che avevamo messo da parte e sbriciolarla tra le mani, cospargere tutta la torta con le briciole ottenute. Decorare con una fragola tagliata a fette. Prima di servire, tenerla per un po’ in frigorifero in modo che si compatti.
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Solo nell recente incontro con il gruppo dirigente di Nestlé Italia, le segreterie sindacali regionali e la Rsu Perugina hanno capito tutta la criticità della situazione. Al punto da arrivare allo sciopero, al quale ha partecipato una elevatissima percentuale di lavoratori, vicina al 90 per cento secondo le stesse fonti sindacali. Dalla Francia, poi, sarebbe dovuta arrivare allo stabilimento di San Sisto una nuova produzione di circa 6000 tonnellate, sottrarre al sito francese di Saint Monet che la multinazionale Nestlè voleva abbandonare. niente dice Sbarra Anche se noi siamo molto contenti per i nostri colleghi francesi che non perderanno il posto di lavoro e che si sono fatti scudo con una legislazione prova di multinazionale e pensata a difesa dei lavoratori. Ma che, in Italia, ancora non c Infine, il terzo all della produzione allo stabilimento Nestlé di Perugia, è stato legato al clamoroso insuccesso del cosiddetto bianco (o Nestlè), destinato al mercato della Gran Bretagna. Infatti gli inglesi non hanno gradito il nuovo prodotto, rivelatosi un vero e proprio flop, facendo addensare così anche molti dubbi sulle capacità del management della multinazionale, che aveva puntato alto sulla poderosa produzione di bianco per i sudditi di Sua Maestà. notizie provenienti dalle assemblee dello stabilimento della Perugina di San Sisto sono fonte di grandi preoccupazioni per i riflessi negativi, che le decisioni e le scelte della Nestlé potrebbero avere sull e l di Perugia e di tutta la provincia; che, come noto, è già attraversata da una crisi del settore manifatturiero sostiene il presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari. Gli aspetti che maggiormente destano preoccupazione sono la flessione di circa 2700 tonnellate che i volumi produttivi dello stabilimento di San Sisto subiranno nel 2006, il mancato trasferimento di produzione di tavolette con perdita dei relativi investimenti tecnologici che avrebbero rafforzato lo stabilimento perugino nella sua vocazione di centro europeo della produzione di tavolette Nestlé. l conclude Sbarra della Cisl noi facemmo un patto ben preciso: flessibilità (nella versione di 450 persone con contratti part time a 30 ore) in cambio di aumento di produttività. I vertici della multinazionale devono darci, subito, delle risposte inequivocabili, visto che i lavoratori hanno già rispettato da parte loro gli accordi presi
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Il merluzzo è un pesce leggero che possiede una carne bianca e molto saporita, facile da reperire sul mercato in qualsiasi periodo dell poco costoso, buono da consumare anche se congelato. A bagnomaria cuocete il succo di limone, i tuorli d l intero, la margarina avanzata, mescolando fino a raggiungere una consistenza cremosa. Versate sui filetti di merluzzo e cuocete nel forno a 180 fino a quando non saranno dorati.

Procuratevi dei filetti di merluzzo, degli asparagi, mezzo melone giallo, un pomodoro grande, del sedano. Cuocete gli asparagi, fateli raffreddare; sbollentate il pomodoro e tagliatelo a cubetti spellato; tagliate il sedano a rondelle. Cuocete a parte i filetti di merluzzo al vapore poi conditeli con gli asparagi, il sedano e il pomodoro. Unite una salsina composta da tre cucchiai di olio di oliva, due cucchiai di aceto, due scalogni, una cipollina tritata, sale e pepe. Guarnite con delle palline di melone.

Procuratevi un trancio di merluzzo fatelo bollire poi, dopo aver eliminato la schiuma di troppo, mettetelo da parte conservando l di cottura. Soffriggete in poco olio due spicchi di aglio e unite del peperoncino tagliato a pezzetti poi adagiate il trancio di merluzzo, un po di acqua di cottura e fate cuocere a fuoco basso fino ad addensare la salsina. Servite caldo.

Procuratevi del merluzzo a rondelle impanatelo con uova e farina e friggetelo in olio bollente. Accompagnate il piatto con una insalata colorata composta da radicchio, pomodori, lattuga, peperoni rossi.
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Rialzarsi dopo la brutta sconfitta di Fano e ripartire con il piede giusto. E’ questo l’obiettivo dei biancazzurri, che stamani, hanno completato l’ultimo allenamento di rifinitura in vista del match di domani con la Sangiustese al Lungobisenzio. Per quanto concerne la formazione, il tecnico Bellini dovrà rinunciare ai due esterni di difesa, Salvi e De Agostini per squalifica. Fra i convocati i tre giovani classe 1992: Saitta, Pagnotta e Mazzanti. Per quest’ultimo, Damiano Moscardi, valuterà dopo la partita della Berretti con il Figline di oggi pomeriggio se sarà a disposizione di mister Bellini. La gara avrà inizio alle 14.30, dirigerà il Massimiliano De Benedictis di Bari, coadiuvato da Giuseppe Raparelli di Albano e Valerio Pegorin di Latina.

Al termine di una complessa attività d la sezione Antidroga della squadra mobile di Prato è riuscita a mettere le mani su due grossi spacciatori, sequestrando al contempo 51 grammi di cocaina e 400 di hashish, oltre a 70 grammi di mannite. In manette sono finiti un italiano di 36 anni e un marocchino di 37. Il blitz è scattato in via dei Poderi, vicino al cimitero di Paperino. Qui i poliziotti hanno fermato la Smart dell trovato con i 51 grammi di cocaina che aveva acquistato poco prima dal marocchino in cambio di 2.500 euro. Nello stesso momento altri agenti della Mobile bloccavano alla periferia di Sesto il maghrebino, che si trovava in compagnia di un connazionale risultato poi clandestino. Dalle perquisizioni delle abitazione dei due spacciatori sono saltate fuori le altre quantità di droga. Per entrambi è così scattata l con l di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il marocchino è stato denunciato anche per guida senza patente, essendo stato fermato al volante di una Honda Civic senza mai aver conseguito il titolo per condurla.

Un tentativo di clonazione di bancomat e carte di credito è stato sventato questa mattina dai carabinieri, allertati da alcuni cittadini che avevano notato uno strano dispositivo posizionato, probabilmente durante la notte, nel bancomat della filiale Intesa San Paolo di viale della Repubblica. I militari, una volta recuperata l hanno appurato che si trattava di uno skimmer, una sorta di lettore in grado di carpire e memorizzare le informazioni contenute nelle bande magnetiche. A quel punto i carabinieri hanno fatto intervenire anche il direttore della filiale, mentre il dispositivo è stato sequestrato. A questo punto si dovrà capire chi lo ha posizionato sul bancomat e, soprattutto, se lo strumento era stato effettivamente usato per carpire i codici segreti delle carte.

Un primo tempo in affanno, poi i Cavalieri innestano la marcia e trascinati dai loro due uomini migliori Wakarua e Burton, fresco di convocazione in azzurro riescono ad avare ragione di un Venezia (29 21) venuto a Prato con l di fare risultato, anche per mandare un segnale al neo tecnico Marcuglia. I riprendono così la marcia, interrotta domenica scorsa a Padova, e arrivano alla lunga pausa novembrina in una posizione di classifica rassicurante che, senza la penalizzazione per il pasticcio della gara d li avrebbe messi subito dietro le grandi del Super10.

Tornando alla gara di oggi al Chersoni, anche stavolta pieno di tifosi, i Cavalieri sono passati subito in vantaggio con un piazzato di Wakarua (al 4 pareggiato due minuti dopo da una punizione di Pilat) ma poi hanno incontrato molte difficoltà a sfondare la linea difensiva dei veneti che, da parte loro, hanno saputo approfittare di due svarioni dei pratesi per andare in metà con Van Niekerk (25 trasforma Pilat) e con Stodart (29 al termine di due azioni dalla dinamica simile. Sul 15 3 per il Venezia, i Cavalieri hanno traballato, commettendo troppi errori nei passaggi. Al 41 però, Galante ha finalizzato al meglio un lungo possesso palla dei pratesi nei 22. La sua meta, con la trasformazione di Wakarua, ha consentito così ai Cavalieri di andare al riposo sotto di 10 15 lasciando aperto spazio alla rimonta. Che si è puntualmente verificata nella ripresa, quando i hanno subito messo in campo quella rabbia e determinazione mancati nella prima frazione. Così nel giro di 20 minuti hanno piazzato un parziale di 16 3 che ha schiantato i veneti. A segno è andato Wakarua con ben tre calci e Burton, con una metà strepitosa poi trasformata dal solito infallibile Wakarua. Per Venezia è venuto un piazzato di Pilat che si è ripetuto nel finale, ma dopo che Wakarua aveva dato nuovamente sfoggio alle sue capacità balistiche. E finita così 29 21 con il Prato bravo ad aggiudicarsi questo scontro diretto.

Classifica: Benetton Treviso 25; MPS Viadana 24; Rugby Parma e Petrarca Padova punti 20; Femi CZ Rovigo punti 19; Consiag I Cavalieri Prato punti 15; Futura Park Rugby Roma e L Rugby punti 14; Casinò di Venezia punti 8; Plusvalore Gran Parma punti 7

quattro punti di penalizzazione

Lungo vertice stamani in palazzo comunale tra il sindaco Roberto Cenni e i leader dei partiti di maggioranza. All del giorno, naturalmente, c la situazione che si è venuta a creare con la riconferma di Abati alla guida del Consiag, decisione presa mettendo in minoranza il Comune di Prato, che di fatto si è visto togliere il controllo del Consiag, nonostante sia il socio di maggioranza con oltre il 38% delle quote. E il giudizio espresso da Pdl, Lega e Udc sulla vicenda è netto: un atto dannoso per la città e per i cittadini, frutto di un vecchio modo di fare politica

Ma dal Consiag gli strali della maggioranza di centrodestra si sono presto spostati alle altre partecipate. con forza ha detto Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Pdl l di chi siede ai vertici delle società partecipate e non ha ancora sentito il dovere etico di rimettere il mandato nelle mani del sindaco. Questo è un problema di moralità che trova il suo punto più alto nella figura di Bruno Ferranti, che continua a stare alla presidenza della Gida nonostante sia diventato segretario del Pd,. vale a dire del principale partito d

Mentre sulla questione Consiag è Filippo Bernocchi, coordinatore vicario del Pdl, a riassumere la posizione del centrodestra pratese: è stata segnata una linea che ci toglie ogni perplessità. A questo punto è ancora più forte la nostra convinzione di combattere tutte le operazioni di tipo partitico. Da ora in poi vogliamo valorizzare al massimo la partecipazione del Comune in Consiag in modo che ci siano ricadute sui nostri cittadini. E alla luce di quanto avvenuto anche tutta l Estra andrà ridiscussa. Il nostro appoggio era infatti finalizzato a portare risorse a Prato, ma adesso questo Consiag non ci rappresenta più

Parole sulla cui lunghessa d si pongono anche Claudio Morganti della Lega Nord ed Enrico Mencattini dell Mentre il consigliere regionale del Pdl Alberto Magnolfi lancia pesanti accuse: sindaco Cenni dice ha provato in tutti i modi ad avviare un dialogo costruttivo che facesse il bene dei cittadini. Ma la sinistra non ha né compreso né condiviso. Così il Consiag si conferma come un grumo di potere della fazione sconfitta di un partito sconfitto. Hanno voluto emarginare Prato ma devono ricordarsi che Prato, oltre che il socio di maggioranza relativa, è anche il primo cliente. Così i carabinieri del Nas e quelli del Nucleo Ispettorato del lavoro hanno deciso di andare a controllare e le sorprese non sono mancate. In quello che doveva essere un appartamento per civile abitazione, era stato infatti impiantato un laboratorio di pelletteria che assemblava fibbie e accessori metallici per conto di note italiane. Niente falsi, stavolta: il titolare della ditta utilizzava materiali forniti direttamente da un concessionario ufficiale di queste note aziende. Di irregolare, invece, c sia il laboratorio, che fungeva anche da abitazione, sia i sette dipendenti trovati alle macchine: nessuno di loro infatti risultava assunto dalla ditta. Erano tutti in nero, anzi due di loro, marito e moglie, sono risultati sprovvisti del permesso di soggiorno. Così i militari dell del lavoro hanno notificato al titolare il provvedimento di sospensione dell Durante il controllo, il cinese clandestino si è sentito male ed è stato necessario il trasferimento al pronto soccorso.

Un patto per garantire la sicurezza sugli autobus urbani, in particolar modo in funzione antibullismo, antiborseggio e contro i vandali. Il protocollo è stato siglato stamani dal questore Domenico Savi e dal presidente della Cap Giuseppe Gori alla presenza del prefetto Eleonora Maffei. Da domani primo novembre, quindi, scatterà un piano straordinario di controlli che vedranno pattuglie di poliziotti incaricate di tenere sotto controllo le linee che statisticamente si sono rivelate più a rischio per questo tipo di episodi. L è quello di garantire una maggiore sicurezza e tranquillizzare gli utenti che abitualmente si servono dei mezzi della Cap. La presenza di personale in difesa, oltre a fungere da deterrente per i malintenzionati, negli auspici di Questura e Cap dovrebbe rappresentare anche un elemento di rassicurazione per gli utenti.

Scandisce bene le parole il sindaco Roberto Cenni: nuovo consiglio d del Consiag non ci dà nessuna garanzia come Comune di Prato, quindi non ci sentiamo adeguatamente rappresentati. Questo vuol dire che da ora in avanti la nostra priorità sarà valorizzare e tutelare la posizione di Prato Parole pese come macigni e che sanciscono, se ce ne fosse stato bisogno, una spaccatura interna al Consiag come mai c stata nella storia dell E che, come prima conseguenza, mettono il presidente confermato Paolo Abati in una scomoda posizione, visto che si trova a gestire un dove il socio di maggioranza relativa è, di fatto, all Non solo, con il suo 38 e passa per cento di Prato, che unito alla quota di Montale va oltre il 40%, viene meno la possibilità di avere una maggioranza qualificata. Questo, va da sé, rimette in gioco molte cose: a partire dalla questione Estra, con la fusione tra Consiag e le aziende del gas di Siena e Arezzo. Ma con evidenti ripercussioni anche sulla vita cittadina pratese dove il Consiag, in questi anni, ha allargato notevolmente le sue competenze. questo punto ha ribadito Cenni ci sentiamo con le mani libere

Ha davvero il dente avvelenato il sindaco Cenni. Quando ieri mattina si è presentato all dei soci era convinto di poter far passare la sua linea. Che era poi quella di far slittare di un paio di settimane la nomina del presidente in modo da buttare giù un piano strategico per il futuro di Consiag, da affidare magari ad un manager gradito a destra e sinistra, affiancato da un CdA in grado di garantire professionalità e capacità manageriali da giocare poi sul mercato, in un discorso di multiutility sulla base di quelle già nate in altre regioni del nord Italia. E invece Cenni si è ritrovato a dover digerire il boccone amaro della riconferma di Abati, votato a maggioranza, forse con qualcuno che non ha rispettato patti e accordi. è voluto ancora una volta dice Cenni fare un discorso di politica dove invece c da ragionare per il bene dei cittadini., Prato aveva chiesto un progetto forte per il futuro e dei manager in grado di portarlo avanti. Dall parte si è voluto mostrare i muscoli e usare le partecipate come fatto fino ad ora, per spartire le poltrone. Non si può nominare quattro politici per gestire una società come il Consiag. Lo ripeto: questo è un CdA che non ci dà nessuna garanzia, che non ci rappresenta

E l di Cenni non è diretta contro la persona Paolo Abati. nostra proposta prevedeva un ruolo importante per Abati dice . L Estra l fin qui gestita lui ed era giusto che portasse a termine il lavoro. Per questo pensavamo ad un ruolo di direttore generale di Estra. Ma Consiag deve guardare avanti e scegliere un presidente con la giustificazione che deve essere completato un percorso è troppo riduttivo. Questo vuol dire non avere nessuna strategia ma solo fare il gioco dei partiti infischiandosene dei cittadini. Il conto alla rovescia per l’apertura della nuova biblioteca comunale Lazzerini negli spazi straordinari dell’ex Cimatoria Campolmi, tra via del Melograno e via Santa Chiara, è scattato: sarà inaugurata il 16 novembre, in occasione della visita a Prato del presidente della Camera Gianfranco Fini. Quella degli ultimi due mesi è stata una corsa contro il tempo, perché un cantiere così complesso e così grande comporta inevitabili problemi di natura tecnica e burocratica, ma la volontà del sindaco e della giunta è stata imprimere un’accelerazione ai lavori, tanto più che la vecchia sede della Lazzerini di via del Ceppo Vecchio era stata chiusa al pubblico lo scorso dicembre, creando non pochi disagi ai cittadini e comportando comunque una spesa di oltre 400mila euro a carico del Comune per l’affitto di quei locali. Così il taglio del nastro è previsto nella mattinata di lunedì 16, mentre i servizi della biblioteca apriranno al pubblico il lunedì successivo, 23 novembre. Nel pomeriggio di sabato 21 novembre, invece, è in programma l’inaugurazione per la città: letture con musica nel segno di Malaparte, iniziative per i bambini e la possibilità per tutti i pratesi di visitare un luogo così bello.

Il restauro della vecchia fabbrica ottocentesca, che già ospita il Museo del Tessuto, è stato compiuto rispettando le sue caratteristiche storiche e valorizzandole, a cominciare dalla stupenda volta in cemento armato a sesto acuto della sala d’ingresso, con la facciata a vetri su cui si specchiano le attigue mura trecentesche e il cielo. Sarà proprio il disegno stilizzato della facciata il logo della nuova Lazzerini: da ‘cattedrale’ del lavoro tessile, a ‘cattedrale’ della cultura. biblioteca commenta l’assessore alla Cultura Anna Beltrame è il luogo del pensiero per eccellenza, è l’archivio delle idee e dei saperi, ma sarà anche uno splendido spazio di aggregazione proprio nel cuore della città. L’ex fabbrica tessile che diventa fabbrica di cultura è un simbolo per Prato, della sua storia e della sua capacità di cambiare. L’operazione Campolmi, ambiziosa e suggestiva, è nata con la prima giunta di Fabrizio Mattei: anche per la complessità dell’intervento, per arrivare a questa inaugurazione ci sono voluti molti anni e oltre 30 milioni di investimento

I lavori non sono finiti, però. E’ previsto un ulteriore lotto di opere, ad esempio per il recupero della piazzetta antistante l’ingresso che ospiterà anche un bar, di cui purtroppo la nuova Lazzerini è per ora sprovvista: il progetto rientra fra le richieste di finanziamento presentate in Regione nell’ambito dei Piuss. biblioteca non si può dire perfetta aggiunge Beltrame , anche per l’inadeguata dotazione di parcheggi per motorini e biciclette, ma è talmente bella e così intimamente ‘pratese’, che sarebbe stato un peccato aspettare ancora per aprirla alla città, senza contare i disagi creati dalla chiusura della vecchia sede e i costi sostenuti per il suo affitto. In queste settimane con Gianni Cenni, il consigliere delegato per l’urbanistica, e i tecnici dei nostri assessorati abbiamo fatto il possibile per arrivare all’inaugurazione, nonostante i tanti problemi ancora aperti. Era nostro dovere riuscirci, siamo contenti di averlo fatto

Il trasloco dei libri è in corso: saranno 250mila, di cui oltre 120mila ad accesso libero. La nuova biblioteca ha una superficie di 5300 metri quadri articolati su due piani, 450 sedute e 110 postazioni di computer, con tutti gli ambienti dotati di tecnologia wireless. Sono oltre 6mila i titoli multimediali tra cd e dvd, non solo. A disposizione degli utenti ci saranno anche la banca dati Press Display, che dà l’accesso a oltre 700 quotidiani nel mondo e un’emeroteca digitale che consente la visione delle copie arretrate di molti giornali. Ci saranno poi una sala per bambini, con lo spazio per laboratori, giochi e animazioni, e una sala da cento posti per conferenze, letture con musica, presentazioni di libri.

Veniva pagata 500 euro per occuparsi di quel piccolo appena nato, ma invece di accudirlo e di prendersene cura lo maltrattava, minacciando perfino di colpirlo con degli oggetti. Per questo una donna italiana di 62 anni è stata denunciata dalla polizia per il reato di abuso dei mezzi di correzione, mentre i due genitori del piccolo, una coppia di cinesi regolari, sono stati denunciati per abbandono di minori.

A chiamare la polizia è stato l convivente della donna, con la quale continua tuttavia a vivere. L un 54enne italiano, ha approfittato dell di casa della donna per avvertire la polizia. Quando gli agenti sono arrivati nell di via Zipoli hanno trovato l con in braccio il bambino cinese, che ha appena 40 giorni. L ha raccontato agli agenti come la sua ex compagnia avesse ricevuto in affidamento il neonato dai suoi genitori in cambio di 500 euro al mese. La donna, però, sarebbe stata assolutamente incapace di accudire il piccolo. Infastidita dai pianti lo avrebbe spesso privato del biberon, oppure lo avrebbe lasciato al freddo. In più di un poi, avrebbe tentato di colpirlo con degli oggetti, venendo fermata in tempo per fortuna o dal 54enne o dal nuovo compagno maghrebino. A quel punto i poliziotti hanno chiesto dove fosse la donna e saputo che stava recandosi proprio in Questura per il disbrigo di alcune pratiche, hanno avvertito i colleghi affinché la fermassero. Intanto il bambino veniva fatto portare al pronto soccorso dove, fortunatamente, non gli sono state riscontrate lesioni o traumi. Più difficile è invece stato rintracciare i genitori del piccolo, che solo dopo una lunga ricerca sono stati trovati e fatti andare in ospedale per riprendere il bambino.

E stata definitivamente confiscata l utilizzata da un bidello pratese di 45 anni per andare a prostitute. E la prima volta, da quando è entrata in vigore l antiprostituzione del Comune di Prato, che viene applicata la sanzione accessoria in aggiunta alla multa da 400 euro. L era stato fermato lo scorso 24 settembre dai carabinieri in piazza della Stazione dove aveva fatto salire in auto una prostituta (vedi articolo). Giovedì scorso gli agenti dell operativa della polizia municipale gli hanno notificato l di confisca della Fiat Punto. Il bidello aveva fatto ricorso sia contro la sanzione pecuniaria da 400 euro sia contro il sequestro del mezzo, ma il giudice ha respinto il ricorso, anche in seguito alle controdeduzioni presentate dai carabinieri che hanno dimostrato in maniera inequivocabile la sussistenza delle ragioni per procedere. Con la confisca, il destinatario della violazione amministrativa perde la proprietà del bene che viene alienato a favore dell pubblica.

E un pezzo della vecchia Prato che ritorna e che sicuramente farà fare un balzo indietro nel tempo a tanti pratesi abituati, negli anni a venire qui per ascoltare la musica dal vivo. Da oggi sabato 31 ottobre riapre il Circolo Giardino di Figline di Prato completamente ristrutturato grazie all’impegno dei nuovi soci tra cui molti giovani. Si tratta di un locale storico, le cui origini risalgono addirittura al 1892. Il picco della sua notorietà, comunque, il Giardino la raggiunse negli anni Sessanta e Settanta, quando divenne uno dei punti di riferimento per gli artisti emergenti del momento. Basti pensare che al Circolo Giardino si sono esibiti artisti come Mina, Mal, Al Bano Fausto Leali e i Rokes.

Il Circolo Giardino si trova in via Cantagallo n. 156 ed è aperto tutte le sere dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 24 e il sabato e la domenica dalle 14 alle 24. Il circolo è dotato del bar di un ampio salone e del giardino.

Oggi la zucca è nota tra grandi e piccini grazie alla famosa festa di Halloween; nei secoli passati ha sempre costituito una riserva alimentare importante nelle zone più povere, non solo d Insieme alla patata e al pomodoro, è stato infattiuno dei primi ortaggi esportati dopo la scoperta dell qui la zucca rappresentava un alimento “base” della dieta degli Indiani e infatti i primi coloni impararono ben presto a coltivarla.

Oggi della zucca viene fatto un largo utilizzo anche in se
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io non la frullo più perchè se avanza,riscaldata prende un gusto che a noi non piace assolutamenteUna striscia di kombu messa a bagno e fatta cuocere brevemente nell’acqua costituisce una deliziosa base per zuppe e pasta in brodo. Questa preparazione, con l’aggiunta del katsuobushi, viene chiamata dashi e serve come base per preparare molti gustosi piatti giapponesi e il suo valore nutritivo era già ben noto molto tempo fa ai monaci buddisti, ai quali rigide regole proibivano l’uso di qualsiasi ingrediente di origine animale. Anche l’acido glutammico ha la proprietà di ammorbidire le fibre di altri cibi ed una striscia di kombu cotta con fagioli o castagne secche serve a renderli morbidi più in fretta e ad esaltarne il sapore, liberando sostanze nutritive di grande valore ed accrescendo in generale la digeribilità del piatto (indicata per chi soffre di fermentazioni intestinali). Tale processo è reciproco poiché anche la kombu diventa più morbida se cucinata con cibi ricchi di proteine.

L’alga Kombu se lasciata essiccare alcuni giorni all’aria si può sgranocchiare come spuntino. Le frittelle di Kombu sono gradite anche ai bambini. La kombu in Occidente è venduta secca ed impacchettata a strisce, in fiocchi, in polvere o in compresse. In Estremo Oriente si trova anche in altre forme. In Giappone esistono molti prodotti a base di kombu:

Ne kombu: radice ad uncino della kombu, ricca di minerali, molto fibrosa quindi necessita di un lungo ammollo e di una lunga cottura, ha un sapore ricco, dolce, simile a quello della liquirizia; viene cotta in acqua e condita con shoyu, finché diviene morbida e servita in piccole porzioni come accompagnamento ad altri piatti; è utile per rinforzare l’intestino.
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Pioggia, grandine, neve e temperature in picchiata: sarebbero le tipiche previsioni per i mesi di gennaio o febbraio, ed invece saranno gli elementi caratterizzanti del meteo per il ponte del 25 aprile secondo le rilevazioni degli esperti. Chi si è goduto le belle giornate di sole e il caldo quasi estivo di questa prima metà di aprile, deve rassegnarsi ad un sorpresa, visto che l pressione abbandonerà la penisola facendo precipitare le temperature e portando maltempo soprattutto al Centro Nord.

Gli esperti meteo infatti affermano che l africano tornerà a soffiare verso sud, mentre quello delle Azzorre salirà verso il Regno Unito, lasciando l esposta a correnti fredde provenienti dalla Russia: il risultato sarà maltempo diffuso che inizierà a farsi sentire dalle giornate di giovedì 21 e venerdì 22 aprile, con l di qualche pioggia o breve temporale al Nord. Nei giorni successivi l fredda di matrice russa si farà sentire con tutta la sua forza nelle zone alpine, innescando una bassa pressione che poterà ad un deciso peggioramento del meteo al Centro Nord, e non si escludono forti temporali e qualche grandinata ad accompagnare un deciso calo delle temperature. Tornerà anche la neve sulle Alpi, a quote relativamente basse per il periodo. Un breve assaggio di inverno fuori programma che connota ulteriormente la bizzarria di questa primavera in cui si alternano fenomeni estremi, in un senso o in un altro, che ben poco hanno a che fare con le medie del periodo.

La variabilità delle tendenze non permette ancora una precisione esatta della localizzazione dei fenomeni, ma stando alle ultime rilevazioni, le aree in cui si dovrebbero maggiormente addensare le nubi e le correnti fredde sarebbero in particolare in particolare Nordest e versanti tirrenici per le giornate di sabato e domenica, mentre non si esclude un per la giornata di lunedì 25 aprile anche più a Sud e lungo le coste adriatiche. Le previsioni a più lungo termine suggeriscono infine una prosecuzione dell con rannuvolamenti alternati a improvvise schiarite, fino ai primi di maggio, quando potrebbe invece ripresentarsi l pressione di origine africana.
peuterey bimba neve e maltempo sulla penisola

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1 cucchiaio di fecola

una grossa noce di burro sale e pepe q.

In una casseruola che possa andare in forno,mettere una noce di burro e due cucchiai di olio ,unire le bucce e rosolarle

Inserire all dell una arancia punzecchiata con un a forchetta e insaporire con sale e pepe,legarla e rosolarla velocemente da tutti i lati,bagnarla con il liquore e flambare

Regolare di sale e pepe e cuocere in forno per circa 1 e1/2 ora bagnando di tanto in tanto con il succo di 2 arance. Ponendosi su un padellino strofinare le zollette di zucchero sulla buccia delle due arance rimaste. Mettere le zollette nel padellino e fare caramellare

Unire l al caramello e mescolando su fuoco basso fare uno sciroppo

Una volta cotta l toglierla dal tegame e aggiungere al fondo di cottura,privato del grasso che affiora in superficie,il fondo bruno o dell di carne diluito in acqua calda
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“Andrea Pazienza: era convinto che per essere una rock star non fosse necessarissimo cantare, suonare, stramenarsi in un gruppo super sonico, scalare le classifiche. Hitpareidarsi, stare nei top twenty. Siccome non ne era capace decise che sarebbe bastato saper disegnare. E ci riusc

Una serie di “biografie della memoria”. Compagni in anni lontani, molti persi, molti smarritisi, alcuni perennemente, dolorosamente coerenti. Purezza ideologica e confusione di vita, la giovent che tutto assolutizza e tutto soffre intensamente, sentimenti ed emozioni di una generazione che ha attraversato gli anni gloriosi del Sessantotto e quelli successivi pi cupi e disperati, che poi ha subito, inesorabilmente gli anni Ottanta, la compravendita delle coscienze, delle anime. Vecchi indiani metropolitani che ritroviamo nelle pagine di Echaurren, dipinti dalle sue parole, dai suoi giochi linguistici espressivi ed evocativi. Da Sofri, un dio per i compagni, a chi oggi “tenuto in ostaggio dal nemico” come Liguori, a chi sparito, distrutto da se stesso, come Pazienza o a chi entrato nell’ombra dell’anonimato come molti compagni di allora: tutti si muovevano in un mondo complesso, ma che sembrava passibile di trasformazione.

una Roma particolare quella che fa da sfondo al libro: case occupate, centri di aggregazione, caff e ritrovi a buon mercato in cui si affollavano i rivoluzionari, irridenti delle convenzioni sociali, a discutere, parlare, leggere e progettare.

Una delle pi belle sensazioni che emergono da questo libro l’affetto che ancora fa sentire vicini, simili, un po’ fratelli, oltre che compagni, i vecchi ragazzi sconfitti. trasmette questi sentimenti, creando con il lettore una particolare complicit anche con quel lettore che, per et o cultura, non mai stato vicino a questa speciale “tipologia umana”. Resta in conclusione l’idea di una sostanziale onest di comportamenti, di una voglia di allegria che neppure la realt circostante, spesso cos poco serena, riusciva a demolire. Ed possibile avvertire anche il passaggio dal clima liberatorio del Sessantotto a quello pi difficile e disperato del Settantasette: la stessa voglia di unire privato e politico, di spezzare catene, di rompere schemi, di creare legami diversi che spesso hanno come elemento unificante una comune scelta di campo.

Compagni di Pablo Echaurren

Pag. 134, Lire 18.000 Edizioni Bollati Boringhieri (Variantine)C’era una volta, cio non c’ pi una volta, cio non ci sono pi Spazzativia? O, se ancora ci sono, probabilmente sono un’altra cosa, una cosa differente, trasformata, in certi casi irriconoscibile, stravolta, persino avariata, scaduta, da consumarsi preferibilmente entro la data sulla confezione che dice che sono passati pi di vent’anni per certi addirittura trenta e c’ il rischio di muffe, di intossicazioni, di gravi complicazioni.

Metamorfosi di un medesimo sbozzolamento: compagni, ex compagni, compagni di strada, compagni di merende, compagni de che? Compagni un cazzo!

Abbiamo imparato che nella misura in cui, a monte o a valle, la vita va avanti, alcuni restano indietro, altri scantonano, altri ancora fanno gli gnorri e si voltano dall’altra parte, qualcuno puro tiene duro, e non c’ Wells o Zemeckis della madonna che possa portarci indietro, solo la memoria che per si sa, tende a ingigantire, interpretare col senno del poi, colla nostalghia d’un tempo che fu, che ogni cosa imbelletta, infiocchetta, che capace di far tornare in tutto il loro compianto splendore perfino le mezze stagioni che proprio non ci sono pi da almeno un paio di secoli buoni, visto che lo ripeteva puranco il vecchio zio al giovane bardopardo Giacomo non proprio in vena di ottimismo meteorologico.

1998, Bollati Boringhieri editoriPablo Echaurren, pittore, vive a Roma.

“Quando Claudia mi diede il primo bacio pensai che finalmente sarei stato felice sempre, per tutta la settimana; e invece cominciai a essere infelice sempre,
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per tutta la settimana.”

Un bel titolo, una bella grafica di copertina (come in questo caso) fanno gi almeno in parte, la fortuna di un romanzo, specie se l’autore, pur non esordiente, comunque all’inizio della strada, avendo pubblicato, come nel caso di Piccolo, pochi titoli, tra cui, comunque, un libro di successo: Storie di primogeniti e figli unici, vincitore del Premio Berto e del Premio Chiara nel 1997. Ma se, in quello, la forma narrativa del racconto faceva scivolare la lettura allegramente, con leggerezza, qui la narrazione si fa pi “densa” trasformandosi in romanzo. Un romanzo sdoppiato su due piani alternati, uno di ricordi adolescenziali in cui vari personaggi intrecciano i propri anni della giovinezza con quelli dell’autore, l’altro di memorie sportive legate alla pallacanestro, in cui invece il protagonista si lascia andare a una sorta di monologo interiore, chiuso. La storia ambientata nel difficile momento legato alla contestazione della fine degli anni Settanta, cui per il protagonista partecipa come “ultima frangia” per la giovane et Molto belle (come i ricordi gradevoli possono essere) le pagine che raccontano i primi tentativi di approccio sessual sentimentale con una ragazzina grassottella e determinata a stabilire limiti (variabili nel tempo) del cercare e toccare sul suo corpo. A questi iniziali “turbamenti” si sommano le prime esperienze politiche, i collettivi degli studenti pi grandi, le manifestazioni, la polizia e un compagno da mitizzare, Dario Contini. Il tutto inframmezzato da piccoli ricordi, sprazzi di memoria personale sull’adolescenza, che sono in realt memoria collettiva, esperienze comuni, i primi approcci reali di “interconnessione” con il mondo esterno, con gli altri, le prime delusioni, i tradimenti (allora ci sembravano molto grandi), gli affetti familiari (l’importanza di un nonno), le tensioni travolgenti, intense, profonde delle partite di basket (uno sport come valvola di sfogo, come altra forma di rapporto). Ma quel bel titolo, in fondo, non sar un modo per “tirarsene fuori”?

E se c’ero, dormivo di Francesco Piccolo

169 pag., Lit. 22.000 Edizioni Feltrinelli (I Canguri / Feltrinelli)Una volta Dario Contini, leader del Collettivo studentesco, aveva attraversato la citt sul mio motorino.

Ci pensavo circa due anni pi tardi, un giorno che andai a giocare la partita contro la prima in classifica, invece di correre all’ospedale come avrei dovuto e per questo Claudia mi aveva lasciato, anche se non sapevo se stavamo davvero insieme; ci pensavo quel giorno, quando mi dissero di Dario, e pensavo che l’unico legame con lui era stato quello. E a quello avrei pensato molti anni dopo quando avrei deciso di scrivere un romanzo su Dario, e mi sarebbe tornato in mente prima quel giorno dell’ospedale, della partita e di Claudia, e poi che quel giorno avevo pensato a quell’altro giorno, quando ero stato cos stupidamente orgoglioso che Dario Contini avesse percorso le strade della citt di fretta, sul mio motorino, sia pure senza guidarlo.

Ma di tutto quel tempo ora la memoria ha schiacciato uno sopra l’altro gli anni e i ricordi e tutte le parole che usavamo; c’ soltanto una cosa che i miei occhi sanno mettere a fuoco: le mani che si allungano verso terra, all’uscita dagli spogliatoi, per prendere uno dei palloni arancioni, il pi lucido. Mi sembra di sentirlo ancora, mentre lo tasto e lo rigiro tra le mani. E poi sento la scarpa che pi morbida affonda quasi nel parquet, mettendo con l’ultimo passo il piede entro la linea del campo, sperando, per tutto il tempo che star qui, di riuscire a non pensare ad altro.

Era un boxer di colore blu, praticamente nuovo, e fino ad allora non l’avevo mai prestato a nessuno eppure non erano pochi quelli che mi avevano chiesto di farci un giro; ma rispondevo ogni volta che non potevo perch era ancora in rodaggio, e quando in rodaggio non si pu in alcun modo prestare perch se poi uno accelera troppo, il motore si pu ingolfare e restare ingolfato per sempre.

“Voi, certamente, vorrete che io risponda a una domanda prima di andare troppo avanti: che tipo di americano sono io? La risposta quel tipo di americano.”

Sin dalle prime righe questo romanzo di Taylor mi ha ricordato alcune pagine di quel capolavoro di descrizione d’ambiente che I Bostoniani di Henry James. Non tanto, certo, nella trama, assolutamente differente, e per l’ambientazione (qui molta parte della storia si svolge in Inghilterra), ma nel modo di affrontare la societ americana snob e spietata, settaria e conformista, costantemente alla ricerca delle proprie radici europee, in particolare inglesi, ma ormai incapace di adattarvisi.
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