Cocktail di stili

Dai salotti stuccati e specchiati di Palazzo Pitti alla rude architettura industriale della vecchia stazione Leopolda. I poli opposti di incontrano, ieri alla prima giornata di Pitti Uomo e Pitti W, la moda da uomo e le pre collezioni donna, fino a domani in Fortezza e alla Dogana. A Palazzo Pitti sfila discretamente, quasi un atelier anni ’50, la couture donna del giovane duo, Roberto Rimondi e Tommaso Aquilano, creatore del marchio 6267, considerato da molti la futura speranza del Made in Italy, comunque passato in pochi anni a produrre da 500 a 10 mila capi. Alla Leopolda un altro miracolo italiano lanciato invece a tutta musica e fasci di luce disco sulle ali di modelli volteggianti per aria e sostenuti da piumate Drag Queens: piumini peuterey i nuovi piumini Kejo del gruppo toscano Geospirit (in fiera anche con laltro marchio, Peuterey). Nati come coloratissimi oggetto del desiderio di ragazzi, sportivi e personaggi, sono riusciti a passare in tre anni da 5 a 105 milioni di fatturato. Ora presentano la nuova aggressiva linea ispirata alla pop art. Due poli opposti, la soffice sfilata retrò e la rumorosa e allegra festa sfilata che sono il simbolo della poliedricità e la vocazione del Pitti a scoprire o confermare talenti emergenti, appena esplosi o ancora ai prototipi come i giubbotti Police disegnati da Paolo Pecchioli per A. Moda.

Impeccabili pantaloni alti in vita, piccole giacche, gonne a palloncino, citazioni degli ori dei Romanov nei gioielli da appuntare sul capottino, raffinati dettagli artigianali, un no secco a qualsiasi volgarità, come sottolineano loro, per i 6267. Caramelle Golia e Baci Perugina con pizzino, come il presidente del marchio Graziano Gianelli chiama i famosi bigliettini degli storici Baci, sui nuovi piumini Kejio. Dopo tre anni di un successo nato per caso dice Gianelli era venuto il tempo di cambiare. Lo abbiamo piumino peuterey fatto pensando a Andy Warhol che trasformava in arte oggetti del supermercato.

Il denominatore comune tra tante differenze è la cura maniacale dei dettagli, lartigianalità, la qualità, la tecnologia, laspetto sportivo ma sofisticato degli uomini e la demi couture per le donne, non proprio haute couture ma non più giacche peuterey pret à porter. Al passo con la nuova era, lo storico artic parka di Wollrich, il marchio Usa distribuito da WP Lavori in corso che ha ieri ha sfilato per la prima volta. Lo ha peuterey roma fatto con piumini e giubbotti diventati, in onore ai cambiamenti climatici, a strati: levi e metti fodera e collo. Estraibili anche le fodere in nylon dei cappotti di Lardini. Per il freddo cè il giaccone di Paul con la tasca scaldamano a batteria ricaricabile e lo stivale impera: perfino in cocco foderato di visone da Testoni come di visone è linterno dei mocassini di Sutor Mantellassi.

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TemaNato a Cerignola (FG) il 16 agosto 1948. Presso l’Università di Bari ha conseguito, nel 1974, la laurea in Filosofia e l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole statali. Nel 1981 ha ottenuto il Dottorato in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Luigi di Napoli. Ordinato sacerdote il 23 dicembre 1972. Dal 1977, docente di Storia e Filosofia nelle scuole pubbliche statali. Docente di antropologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale dove ha tenuto corsi anche ai bienni di specializzazione in Teologia fondamentale e in Teologia dogmatica. Alla ricerca e all’insegnamento ha unito da sempre il servizio pastorale come parroco (1977 2012) in Cerignola (FG). Dal 2004, Responsabile del Servizio Nazionale per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose della CEI. stato eletto Vescovo di Cassano all’Jonio il 9 dicembre 2011 e ordinato il 25 febbraio 2012. Il 28 dicembre 2013, da Papa Francesco è stato nominato Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana ad interim, confermato ad quinquennium il 25 marzo 2014. Collaboratore di Riviste di Teologia e di Filosofia con contributi di carattere prevalentemente antropologico, cura due rubriche (“Testimonianze dai confini” e “Abitare le parole”) su Il Sole 24 Ore.

Autore di numerosi volumi e saggi di carattere antropologico e teologico, tra i quali ricordiamo:

Metodologia teologica. Avviamento allo studio e alla ricerca interdisciplinari, San Paolo, Cinisello Balsamo, Roma 2004 (in coll. con G. Lorizio, edd.); A. ROSMINI, Delle Cinque Piaghe della Santa Chiesa, San Paolo, Cinisello Balsamo 1997 (editor); Sapere l’uomo e la storia,
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San Paolo, Cinisello Balsamo 1998, pp. 161 (con G. Lorizio); Dietrich Bonhoeffer: storia profana e crisi della modernità, San Paolo, Cinisello Balsamo 2000 (con A. Trupiano); Sulla via della persona. La riflessione sull’uomo: storia, epistemologia, figure e percorsi, San Paolo, Cinisello Balsamo 2006, pp. 330. Sull’anima. è in gioco l’uomo e la sua libertà, Cittadella, Assisi 2011, (editor); Abitare le parole. Alla ricerca della consapevolezza di sé. Dehoniane, Bologna 2012; Beati quelli che non si accontentano, AVE,
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Roma 2016.

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L IL TEMPO, censura CASADIRITTO evitando di trattare certi argomenti per individuare cause ed effetti derivanti dai canoni di mercato: Obiettivo 9, i Decreti La Russa e Crosetto, e le 5.000 case vuote.

L SME risponde sulla Rassegna Stampa con una censura sulla censura a CASADIRITTO, ghigliottinando per intero d colpo la terza pagina e i brani superstiti riportanti nell La tagliola colpisce perfino l di CASADIRITTO alla Ministra PINOTTI. Intervento rozzo, grossolano e maldestro che spiega, meglio di tante parole, il grado di degrado raggiunto. Non degna di un Paese civile.

1 BUCO IL BUCO DE IL TEMPO ( testo riportato in allegato) Ne avevamo già parlato con l pubblicato sul sito lo scorso 10 ottobre 2017, senza peraltro pubblicare il testo del IL TEMPO in quanto ne abbiamo preso subito le distanze. Il quotidiano il giorno 9 ottobre riportava a tutta 1 pagina un mistificante titolo che voleva essere una sintesi altre due pagine interne e riguardava gli alloggi Buco dei conti E poi a tutta 2 pagina nell Il flop, la Difesa mette sul mercato 3 mila alloggi. Il tutto per sostenere la tesi privilegiata del quotidiano, quella del presunto buco Poi in terza pagina, una intervista al Coordinatore , riportata in modo del tutto parziale, omettendo quelle parti significative che erano la parte concordata per temi, con la giornalista, come condizione, per la concessione dell richiesta reiterata dalla stessa giornalista in modo ossessivo per più mesi La parte omessa riguardava, guarda caso, la causa dello svuotamento degli alloggi, che poi aveva causato il vero default delle entrate dei canoni, insopportabili e insostenibili, vale a dire l 9 e i suoi derivati, introdotti a livello politico dall ministro della Difesa La Russa e dal sottosegretario Crosetto, con l dei parametri OMI e i 5.000 alloggi vuoti per sempre. Il TEMPO comunque riportava importanti virgolettati come l alla Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti , per un rapido approdo ad un Gestore Unico, previo esautoramento dell governance un ripristino delle tutele arbitrariamente tolte agli aventi diritto ed in genere ad alcune situazioni di fragilità, ben specificate dai Decreti e male applicate dai Comandi più ultras.

CASADIRITTO, dopo un primo attimo di sorpresa, aveva deciso di darne notizia solo attraverso un suo articolo ove si prendeva le distanze da come e da quanto descritto da IL TEMPO per via della censura ad affermazioni ritenute qualificanti.

Ma dopo qualche giorno veniamo informati di un fatto grave. Lo Stato Maggiore Esercito decideva di pubblicare l de IL TEMPO nella propria rassegna stampa, ma contemporaneamente provvedeva ad un pesante ed ulteriore intervento censorio. Ed è per questo che poi abbiamo deciso di darne notizia pubblicando sia l intero de IL TEMPO che quello apparso sulla rassegna stampa dello SME:

2 BUCO, QUELLO DI SME ( Testo riportato in allegato) L di affilate forbici. Nei modi usuali (deleteri) nelle migliori tradizioni, il giorno della pubblicazione dell il 9 ottobre, l stesso viene ripreso dalla Rassegna Stampa dello STATO MAGGIORE ESERCITO, UFFICIO PUBBLICAZIONI E INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE,che se ne esce con una strabiliante manipolazione . Nel riportare l , con foto, grafici, e ampi spazi bianchi compresi, ( al posto di spazi originariamente pieni) il pool di Addetti o l Capo ( presumibilmente un consesso di una crema di intellighentia affiatata di convinta e di specchiata professionalità, opera il taglio chirurgico. Un Organismo, questo, il cui nome, nella sua interezza, è riportato in calce allo stesso documento, opera una manipolazione. Servendosi, nel senso materiale dell di taglienti forbicioni che evidentemente fanno parte della cassetta attrezzi, opera l ed effettua il buco sull che a sua volta aveva già subito le devastazioni o da parte della giornalista ( che aveva più volte quasi invocato l o da parte dello stesso Direttore de IL TEMPO, che almeno nei suoi titoli sparati e strombazzati gridava al buco, al buco tempestivamente da quei titoli e dall ne aveva preso immediatamente le distanze.

Questo secondo buco,una commistione tra l ideologico e chirurgico, produce riflessione e timore perché operato dagli Organi Informativo che sono pubblici, da personale pur sempre dipendente pubblico, anche se dotato di immensi poteri e agli ordini dello STATO MAGGIORE ESERCITO e perché soprattutto fa riflettere perché in qualche modo proviene dalle Istituzioni, aveva oscurato del tutto quello che ne era rimasto dopo gli interventi de TEMPO vale a dire ( ne citiamo alcuni)Boncioli: da troppo tempo vittime di sfratti bianchi in riferimento a chi è stato cacciato da casa per l di far fronte ai canoni altissimi imposti (ndr)Tutto il paragrafo riguardante l alla Ministra dela Difesa Sen. Roberta PinottiQuasi tutta la terza pagina dell ad esclusione di un inocuo trafiletto sull riguardante chissà perché,la tassa di una ex caserma su Sesto Fiorentino, terza pagina ove invece venivano riportate le tesi di CASADIRITTO già abbondantemente censurate da IL TEMPO.

UN COMUNE DENOMINATORE CHE LI UNISCE, QUESTO E IL VERO BUCO NERO INFORMATIVO Ma cosa accomuna i due soggetti, IL TEMPO e la rassegna stampa di SME?

In questa concordanza , quella della omissione parziale e omissione totale, li accomuna un elemento non banale e fondamentale:

Impedire a CASADIRITTO di mettere in luce non solo alcuni fatti ma anche le cause e gli autori che le hanno determinate, cause che hanno poi determinato come conseguenza la debacle , anche economica, nella gestione degli alloggi della Difesa. Gli uomini, compresi i massimi rappresentanti ( parliamo degli anni 2004 2008 nei quali era Capo di SMD l Giampaolo Di Paola e gli anni 2008 2011 Capo di SMD il Generale Vincenzo Camporini, ancora uomini potenti) anni in cui la era seguita attentamente , per quanto riguarda ai cosiddetti giovani virgulti battezzati giovani colonnelli in materia di alloggi, da quel La Porta che per anni si era cimentato a soffiare sull dei sine titulo, per lui ossessionante tale da diventare sua attività principale, si affidava infine appunto ai giovani colonnelli e teneva anche a scriverlo su un giornale. Era il tempo in cui tutti quelli di un certo tipo, che si occupavano di alloggi, erano tutti ossessionati dagli utenti sine titulo. Chi con lo studio di fattibilità, chi con la sua definizione, tutto finalizzato alla realizzazione e messa in opera dell 9, l magna e maligna di cui tutto possiamo dire, come risulta da una copia, ormai ingiallita, custodita in qualche posto

Incaricarono poi, per la rifinitura definitiva per l perché scontato, (testimone la Senatrice Germontani) passaggio parlamentare, erano i Decreti,che portano la firma dell Ministro della Difesa La Russa e dell sottosegretario Crosetto, l con il mostruoso piano alloggi, 50.000 che nessuno ha poi visto, l con i famigerati e famosi canoni di mercato. Sappiamo come è andata a finire. A puttane, con 5.000 alloggi vuoti e lo SM: ancora a rincorrere, nel 2017, le persone anziane di 77 anni, vittime dei loro sfratti, il maresciallo con 104 di Treviso a cui hanno tolto le tutele, il maresciallo del Nord Est che è costretto ad uscire da casa prima di tentare la lotteria delle Aste per poter sperare di rientrare nella sua stessa casa Il solo fatto che si accenna a quei Decreti, a quei nomi, a quei risultati è il comune denominatore che fa scattare ancora, a distanza di anni, la molla della censura , anche da fronti diversi, quello di certi giornali e quello di quei ex giovani colonnelli ancora determinanti all della Difesa anche se diventati brizzolati generali.

Ed ecco che allora ci vengono in mente le cause di queste plateali censure nel mese di ottobre del censure di certa stampa ( ma non mancano anche quelle di molte televisioni) che nel migliore dei casi si autocensurano, o si limitano, come nel caso de IL TEMPO, ad ignorare le cause del disastro.

Ma questa volta stiamo parlando nientemeno di un Organo Informazione di SME che ci mette la faccia, e che provvede in proprio. Lo fa attraverso la sua Rassegna Stampa, per impedire con le sue ampie censure tout court, per quanto inaspettate e straordinarie, omettendo non l de IL TEMPO, ( che contiene peraltro tesi non veritiere per quanto riguarda la vendita degli alloggi ma soltanto quella parte che evidentemente aveva attratto particolarmente, come il miele per le api, le loro attenzioni morbose. L pesantissimo, con tutto il suo peso, quello della censura più bieca contro CASADIRITTO, con l di colpire duro, colpire nel segno, colpire non solo la persona del Coordinatore che sarebbe poca cosa, ma tutte le famiglie degli utenti interessati.

A CHI CI CHIEDE A chi ci chiede di andare oltre, di ignorare certe cose CASADIRITTO risponde, andare oltre per andare dove? .Se non vengono sospesi gli sfratti;Se i Comandi, alcuni, continuano allegramente nell del loro strapotere nell dei Decreti Ministeriali;Se la politica, quella che dovrebbe esserci, si nasconde per autoreferenzialità e scappa facendo finta di non accorgersi di ciò che avviene, ad eccezione di pochi (e) ;Se stenta a prendere piede, l cambiamento nella gestione degli alloggi, e l del Gestore Unico, accennato in corso dell censuraSe ci si impedisce , come abbiamo visto, di affermare ciò che si deve, nel corso dell Se una Rassegna Stampa, dello Stato Maggiore Esercito, si permette di tagliare con forbicioni, quelle verità fuori di metafora, quello che era già sopravvissuto dalle censure di un giornale.

E quindi, per queste ragioni, compito di CASADIRITTO denunciare i fatti, man mano che in questa terra grigia, ormai divenuta una specie di zona franca, una terra di nessuno, siano essi sfratti, siano abusi gravi contro le famiglie, siano prepotenze contro portatori di grave handicap, e in genere contro le famiglie che abitano questi benedetti alloggi.

Lo facciamo e lo faremo fin che ne abbiamo fiato e ce ne sarà bisogno, con tutte le nostre forze, anche se messe a dura prova.

L condizione, essenziale, è che continui e si consolidi la fiducia di tante famiglie verso se stesse e verso CASADIRITTO, che è unica ( purtroppo) in questa battaglia che si combatte a viso aperto. E ci sono molti modi per farlo.

NOTA DEONTOLOGICA E MOLTO ALTRO, PER STATO MAGGIORE ESERCITO. (Sulla quale non pretendiamo alcuna risposta)

Se voi ( anche se vi chiamate SME) decidete di tenere in piedi una Rassegna Stampa, finanziata per giunta con soldi pubblici, avete certamente il diritto di riportare in essa tutti gli articoli che vi aggradano o non riportarli affatto. Ciò premesso, una volta scelto l da riportare in Rassegna con tanto di firma finale della giornalista, che ne certifica l e la sua personale responsabilità anche giuridica, e non come un semplice stralcio o riassuntino maldestro e smascherabile, questo deve essere messo per quello che è, vale a dire per intero senza spazi bianchi che puzzano di censura Perché funziona così, ce lo insegna la deontologia, la democrazia ed il rispetto per chi scrive e chi legge, a maggior ragione se è riservato al personale militare in servizio ( sono persone e cittadini pensanti) e anche una certa etica, morale e educazione anche se le letture sono riservate a pochi o tanti lettori di quella rassegna stampa. Se questo non accade, ognuno di noi, anche come cittadini italiani, siamo portati a pensare almeno cinque cose:
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Una precisione mai raggiunta finora 3,5 parti su 10 miliardi di miliardi di per s un risultato eccezionale. Se poi si aggiunge che stata ottenuta con un innovativa, si pu comprendere la portata del risultato ottenuto da ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) illustrato su Si tratta di un orologio atomico realizzato con un insieme di atomi di stronzio impacchettati in un reticolo tridimensionale e dalla densit 1000 volte maggiore rispetto a quella di precedenti realizzazioni dello stesso tipo che usavano un lineare. Marti/JILA)Ogni orologio per funzionare ha bisogno di fare affidamento su una di tempo il periodo di oscillazione di un pendolo, di un oscillatore o di un cristallo di quarzo. In modo del tutto analogo, gli orologi atomici si basano sulla frequenza di specifiche transizioni dei livelli energetici di un atomo.

Ultimamente, alcuni gruppi di ricerca hanno sfruttato come base del tempo schiere di atomi, in genere di itterbio o stronzio,
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in modo da poter fare la media su diverse misurazioni della frequenza e migliorare la precisione e la stabilit dell atomico. I ricercatori del NIST hanno ora usato un quantistico cio un insieme di atomi raffreddati fino a poche frazioni infinitesime di grado sopra lo zero assoluto. In queste condizioni, gli effetti quantistici diventano preponderanti, e gli atomi, bloccati in posizioni fisse per l quasi assoluta di vibrazioni termiche, iniziano a comportarsi come un entit

Con gli atomi cos disposti, gli autori hanno ottenuto un elevatissimo di qualit un parametro che riflette il livello di sincronizzazione tra gli atomi e i fasci laser

usati per i degli atomi sono cos risultati eccezionalmente stabili, a tutto vantaggio della precisione dell

Il prototipo ha dimostrato di poter mantenere stabili per circa 10 secondi i battiti di 10.000 atomi di stronzio,
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impacchettati con una densit di 10.000 miliardi di atomi per centimetro quadrato. E per il futuro gli autori contano di arrivare a tempi di funzionamento di 100 secondi alla volta.

nuovo orologio ad atomi di stronzio in forma di gas quantistico un primo e notevole successo nel campo delle applicazioni pratiche della rivoluzione quantistica ha commentato Thomas O che guida la divisione di fisica quantistica del NIST. approccio assai promettente per un gamma di misurazioni e di nuove tecnologie che fanno affidamento sulla misurazione estremamente precisa del tempo. fine TESTO >

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The University of Macerata International Relations Office IRO is the first port of call for all international students

IRO maintains the relationships with partner foreign universities and manages programmes for research and international cooperation to obtain credits and recognized qualifications. It is also in charge of managing European programmes such as Erasmus + and takes care of a number of non European Exchange programmes outside of Europe, for instance with Albania, Australia, Belarus, Canada, Russia and the United States of America. IRO organizes also two Summer Programmes, with the University of Princeton (USA) and Murdoch University (Australia).

The International Relations Office can also help you get integrated into Macerata’s university and social life, and can provide you with brochures, maps and various information literature. You will be in touch with MacErasmus, the ESN (Erasmus Student Network) local association that organizes all year round tours, parties, cultural events for international students.
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di Lorenzo Foti La nascita di BitCoin e delle altre criptovalute è stata resa possibile grazie a Blockchain, una tecnologia che permetterà la nascita su internet di piattaforme completamente nuove. Come vedremo di seguito, Blockchain consentirà di portare la fiducia su internet.

L’importanza delle autorità centrali

Uno dei problemi principali sta nel fatto che non possiamo essere sicuri che chi ce lo vende sia il reale proprietario. Nessuno di noi rischierebbe di spendere molti soldi se non c’è nessuno che garantisca che stiamo facendo un acquisto corretto.

Oggi quando facciamo operazioni con beni di valore, come per esempio comprare una macchina o una casa, siamo tranquilli perché ci fidiamo rispettivamente del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e del Catasto.

Queste due entità svolgono il ruolo di autorità centrali che garantiscono che non si perda traccia degli scambi di beni avvenuti tra le persone.

Quando compriamo una casa quindi, l’acquisto viene scritto nel registro del Catasto e, da quel momento in poi, chiunque potrà verificare che noi siamo i reali proprietari di quella casa. Non avremo quindi poi nessun problema se la volessimo vendere o affittare. Lo stesso avviene per le macchine e il PRA.

Il Catasto e il Pra hanno quindi l’importantissimo ruolo di tenere traccia delle transazioni e di impedirne la falsificazione; se non esistessero, ci sarebbe un problema di fiducia che bloccherebbe il mercato delle case e delle automobili.

Blockchain, un registro su internet

Sono molti i servizi su internet che potrebbero nascere se ci fossero delle autorità centrali che garantiscono gli utenti, ma il problema è che queste non possono nascere dall’oggi al domani perché avrebbero difficoltà a conquistare la fiducia delle persone.

Blockchain è la tecnologia che pone rimedio a tutto questo; permette di creare infatti un registro su internet non falsificabile e consultabile da parte di tutti.

Un registro che non risiede su un singolo server, ma su una rete di computer che ospitano ognuno una copia del registro stesso. Chi volesse falsificare una transazione, dovrebbe farlo quindi su tutti i computer della rete.

Blockchain registra gli scambi di BitCoin e quindi fa sì che tutti sappiano sempre chi siano, anche se in forma anonima, i proprietari dei bitcoin. Di fatto Blockchain fa il lavoro che fa il sistema bancario con le normali valute: garantisce che una persona che vuole spendere del denaro ne sia realmente in possesso.

Ci sono poi applicazioni che forniscono un registro dei proprietari di opere d’arte o che tengono traccia dei diritti d’autore. A Brooklyn, i membri di una comunità producono e scambiano energia autonomamente registrando tutte le transazioni su Blockchain.

Le possibilità sono molte e coinvolgono tantissimi settori, nel prossimo futuro vedremo sicuramente emergere servizi innovativi basati su Blockchain.
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The paper analyzes the social landscapes that arise from the spontaneous configuration of groups that mingle with each other following the instinct of survival and a state of emergency, which configure no longer linear country borders but fluid ones.

In this context a form of widend multicultural social typology emerges, where the human dignity is founded on acts of solidarity that lead to radical changes.

The paper presents Product Service Design for Immigrants case a product services for immigrant populations that ensure the efficiency and widespread access to the healthcare system.

Through innovative strategies that have been able to peruse a new welfare concept based on the user’s active role in order to develop an integrated assistance in which the immigrant citizen becomes part of a healthcare course.

The project, for its development, requires the support of a new generation of services, products and communicative artifacts that play an important role in the Health Care System: prevention, monitoring, diagnosis, treatment and rehabilitation.

In the healthcare field the use of ICT can be a useful tool to improve accessibility, to share data and information, for the implementation of health services already existing online, and to upgrade the performance of the whole system hence obtaining better results with less resources.

The project has set up a civic space like a platform to enable a dialogue between migrants and local health facilities establishing a digital context to receive, analyze and offer alternative models for assistance.

New social landscapes arise by spontaneous configuration of groups that mingle in areas easily accessible and affordable, functional nodes on the routes of illegal migration.

These “fall back lands” used to shelter and to organize their lives for emergency purposes, regulated by international agreements, lack in basilar human necessities. The social landscapes that emerge are the mirror of contemporary life: environmental disasters, poverty and war are the leading causes, from which a new way of life is developed, therefore a new social organization.

The “invisible multitudes” recover waste from western society, they draw from it resources to face issues, mitigate the disadvantages and adapt to change.

The new geography comes up with a new Europe seen as a continent with undefined borders, a single, huge city that embraces all the differences, allocated in mingled area.

The geographical mingled space of “Europe City” works today as a device that filters and organizes the movement and passages of migrant populations. This image of the continent that expands embracing new directions leads us to a mediterranized Europe; according to the idea of multicultural landscape as a mind place, by the plural character, such as the descriptions of Fernand Braudel (1998) of the Mediterranean.

In fact, the space of the “Europe Mediterranean City” is willing to embrace human landscapes and traditions, shaped by its various protagonists. The enlargement of the space spreads in peripheral and marginal zones, far and disconnected, revealing the ability to self organization by spontaneous social groups. It concerns relational rules re created and re adapted by people within cultural social differences.

A new business model is outlined, based on the development of human skills, overcoming the capitalist model based on the values of each individual.

According to André Gorz (2004) society must focuses on the individual development, “one of the priorities will be to identify people and groups conveyed values and knowledge necessary for companies and institutions transformation” (p. 21).

The comparison is made between knowledge, value and capital, elements that guide us to understand the huge development of the knowledge economy along time;
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“knowledge is a practical skill, a know how that does not necessarily involves delineate knowledge [ nor even the practical knowledge isn’t easily codified and cannot be learnt if not by practice and apprenticeship” (p. 22). This process involves the emancipation of human capital by the capital, according to A. Gorz (2004), an example is represented by the “craftsmen of free software and networks”(p. 22), that as holders of knowledge of high level technical support, in opposition to the privatization of the access tools to a shared knowledge.

These tools are essential for the individual development in the human evolution from the “workforce” in “independent force” (p. 22): the software allows to generate contents accessible to all that have in usage unique value, bypassing the exchange value.

The United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR) observed that in 2013 there was the most massive migrants movement across the Mediterranean: thirty two thousand people landed in Italy, coming from Syria and North Africa require better migration managing through the prevention, protection and solidarity coordinated actions. They identify flexible solutions, personalized and appropriate to their capabilities, testing the results and developing a new form of welfare (Cipolla Manzini, 2009).

The promotion of a welcoming society, characterized by intercultural dialogue, social mediation and by the right to health, is the precondition of the research project Product Service Design for Immigrants (PSDFI).

The design approach proposes to experiment new creative processes able to highlight the social issues, identifying opportunities and formulating possible solutions.

The development of solidarity and participation forms is a necessary condition to implement the design thinking methodological approach in new models (Brown, 2009).

According to recommendations of European legislation, in particular, the principles of the European Handbook on Integration (Niessen Schibel, 2007), PSDFI intends to promote an easy access to welfare facilities for migrant communities and minorities thanks to a product service system.

The PSDFI project aims to provide health care for immigrants with the creation of a services system that managed, in a platform, the information on the health condition, monitoring assistance forms and remote healthcare.

The main action is to create a multitasking network that is enable to capture and process data, to examine medical records pursuing a connection between public health operators, local actors, NGOs and immigrant populations.

In 2009, the project Mighealtnet, information network on good practice in health care for migrants and minorities in Europe, spread in 16 countries, has pursued a similar goal: to provide a services system for health care of the multicultural European population. Another project about the theme is: Healthy and Wealthy Together, promote by Municipality of Milano, that establish a thematic exchange network of public and private local actors working with or for migrants on the health and poverty issues.

The PSDFI project provides an intangible service for healthcare, associated to a wearable product, organizing the individual’s health information with the managing of clinical data; using RFID it is able to send data directly to the database. The wearable product is connected to the service platform,
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will be distribute to local reception centers for immigrants.

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Il VI Ciclo di Dialogo Strutturato Europeo si focalizzerà sul tema prioritario “Youth in Europe: What’s next?”. Infatti, l’attuale Strategia Europea per la Gioventù si concluderà nel 2018 ed il VI Ciclo appena iniziato rappresenta l’occasione per ripensare e migliorare ulteriormente il modo in cui l’Unione europea sta lavorando con i giovani e sulle questioni che li riguardano, per discutere sul comune progetto europeo e sulle prospettive future delle giovani generazioni.

La nuova Strategia Europea per la Gioventù, che partirà nel 2019, costituirà la tematica principale del VI Ciclo e dovrà essere il più possibile rispondente alle esigenze, ai diritti e alle aspirazioni dei giovani. Il VI Ciclo di Dialogo Strutturato Europeo indagherà, quindi, su cosa i giovani si aspettano dall’UE e offrirà un’ampia panoramica sulla partecipazione e sulle loro aspettative nell’ambito delle politiche giovanili intersettoriali a livello europeo. A tal fine, sarà di fondamentale importanza assicurare la partecipazione al processo di consultazione di un’elevata e ampia rappresentanza di giovani, con l’obiettivo di ottenere riflessioni, idee e raccomandazioni.

Sin dall’avvio del processo di consultazione, infatti, i giovani insieme ai decisori politici potranno confrontarsi e promuovere proposte, al fine di assicurare che le raccomandazioni finali a conclusione del VI Ciclo influenzino concretamente la futura politica dell’Unione europea. Con l’obiettivo di ottenere dal processo di Dialogo Strutturato Europeo risultati immediati e tangibili.
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peuterey sito L’RNA svela l’ora esatta di un decesso

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I cambiamenti nell dei geni che avvengono nei tessuti dopo la morte possono essere usati per stabilire con esattezza il momento del decesso se i campioni di tessuto sono prelevati entro una trentina di ore.

La scoperta frutto di uno studio condotto da ricercatori delle Universit di Barcellona, in Spagna, e di Porto, in Portogallo, e pubblicato su Communications mette a disposizione dei medici legali impegnati in indagini forensi un nuovo potente strumento.

A differenza del DNA, che abbastanza stabile per lunghi periodi post mortem, l molto pi labile e sensibile alla degradazione, ma finora si sapeva molto poco su come la morte e il periodo trascorso dal decesso influenzano questa degradazione e, quindi, il livello dell dei geni in quel lasso di tempo.

Analisi di campioni di tessuto in un laboratorio di medicina legale. ( Science Photo Library / AGF)Pedro G. Ferreira e colleghi hanno analizzato 7105 campioni di 36 differenti tessuti prelevati da 540 donatori deceduti di cui era nota l del decesso, effettuando il sequenziamento dell (RNA seq) a intervalli regolari.

L dei dati ha confermato che i tempi di degradazione dell e quindi di blocco dell di trascrizione dei geni variano da tessuto a tessuto, andando da un minimo di 17 minuti a in massimo di 1739 minuti, circa 29 ore.

In tutti i tessuti, inoltre, il tasso di trascrizione ha rivelato uno schema specifico per ciascuno di essi, anche se nella maggioranza dei tessuti si osserva un picco di decrescita dell di trascrizione intorno alle sei ore dal decesso.

I ricercatori hanno per scoperto che nelle ore immediatamente successive alla morte in diversi tessuti si osserva un iniziale aumento della trascrizione di vari geni, come quella delle globine

alfa dell coinvolte nel trasporto dell dai polmoni ai tessuti. In diversi tessuti si osserva inoltre un aumento della trascrizione di vari fattori di crescita dopo ben quattro ore dal decesso.

Prendendo in esame sistematicamente tutti questi dati i ricercatori sono stati in grado di definire un modello che permette di risalire dal profilo di attivit dell al momento esatto della morte. Dato per che in uno scenario forense tipico probabile che siano disponibili pochi tessuti, Ferreira e colleghi si sono quindi preoccupati di ottimizzare il modello, trovando che possibile ottenere un margine di incertezza di appena nove minuti nella definizione dell analizzando solo le cellule di quattro tessuti: la pelle, la tiroide, i polmoni e il tessuto adiposo sottocutaneo.
peuterey sito L'RNA svela l'ora esatta di un decesso

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: In your opinion, which was the contribution of Gender Studies to the history, to the criticism and to the practice of design?

Cheryl Buckley: I think that the contribution of Gender Studies to the study of the history, criticism and practice of design has been profound. Dating from the early 1980s, this influenced historians, practitioners and theorists who developed ideas that had emerged from various academic contexts: art and design history, philosophy particularly post structuralism, history.

It is inconceivable today that those working in design history, theory and practice should not take account of gender. Since the 1980s there has been a plethora of work in numerous fields of course in design, art, architecture, but also in studies of social identities more widely especially around sexuality, race, and latterly generation. Academics have come from a range of disciplines and I think one of the advantages of design as a field is that its is very permeable. By this I mean that over the last 30 years, it has drawn ideas, methods and approaches from other disciplines such as history, geography, politics, linguistics, pyschology, etc.

As regards my work, I am currently co writing a book (with Hazel Clark based at Parsons School of Design in New York) on Fashion and Everyday Lives in 20thC Britain and the USA. It will be published by Berg in 2013 14. This project is the first sustained investigation of fashion and everyday life on two of the world’s major fashion cities: London and New York. Typically fashion has been studied as an ‘exceptional’ rather than mundane aspect of visual and material culture with an emphasis on stylistic innovation, perpetual change, and distinctive youth cultures. Instead this project aims to unsettle the dominant views by understanding fashion as a manifestation of routine daily lives that remains with people over time. The project examines the ways in which the everyday use, appropriation, circulation, re making and regular re modelling of fashionable clothes by diverse social groups can be: anti modern and non progressive; exemplify continuity and tradition; responsive to regional and national subtleties as well as global ones; and disruptive of fashion’s structures and systems as well as its visual codes and norms of consumption. Whilst there remains a predominant interest in the fashion ‘syntaxes’ of the young, the novelty of the ‘look’, and the currency of the latest style whether re cycled, second hand, revivalist, or new, this research investigates the vast swathe of fashionable dressing outside of these categories. This fashion comprises the ordinary and mundane practices of wearing that draws items from the personal wardrobe in a routine manner over time. This research aims to define a new theoretical and historiographical framework for the subject which moves beyond the dominant thesis regarding fashion’s relationship to modernity.

In Anglo Saxon Countries the attention to Gender Studies was much greater than it whose in Italy and in the countries of Southern Europe, especially in the design field. Why does it happen, in your opinion?

I don have a clear understanding of why this should be particularly in the case of Italy with its strong engagement with design. The secular nature of Anglo Saxon countries is probably a factor as too are the specific circumstances of history and politics. Italy, Greece and Spain, for example, had predominantly right wing post war political regimes; one could argue that these ideas of social justice such as are embedded within feminist discourses did not have the same currency in these contexts?

Do you think that it would be possible and useful today, to launch a debate about relations between national cultures and gender, strictly regarding design, particularly in the Mediterranean countries, which actually are very different one from each other?

Yes I think that an awareness of and sensitivity to national cultures is very important particularly in the light of the last question. My view is that a close understanding of the specific historical, political and social contexts of national cultures is vital. However articulating and defining cultures is challenging in a post imperial, post colonial world in which identities are complex and heterogeneous.

PAD is committed to map the work of women designers and woman design entrepreneurs based in the Mediterranean countries. What would be your advice In this regard?

I would think that to understand what has been done by others in different parts of the world is a very useful first step, and then to consider firstly how this can inform PAD objectives, secondly to identify how this is different or similar to the experiences of those in Mediterranean countries, thirdly to develop an action plan from this. I would consider extending your remit to include women consumers and users of design.

Cheryl Buckley is a design historian with an interest in the history of everyday things (fashion, architecture, domestic interiors and ceramics).

Since 2006 she has been Visiting Professor in Design History at Parsons, The NewSchool for Design/Cooper Hewitt, National Design Museum in New York. In 2007 she was awarded a Chair in Design History at Northumbria University, Newcastle (UK)

and became Editorial Chair of the Journal of Design History in 2011.

Cheryl Buckley has a particular interest in design history and gender with two essays that contributed to this particular debate: ‘Made in Patriarchy: Theories of Women and Design, A Re Working’, in Design and Feminism: Re Visioning Spaces, Places, and Everyday Things, ed. Joan Rothschild, USA: Rutgers University Press, 1999 and ‘Made in Patriarchy: Towards a feminist analysis of women and design, in Design Issues, Vol. III, No. 2, Fall 1986, pp.1 31.

She also has a long standing research interest in the history of ceramics and the role of émigré designers in Britain and the USA (see forthcoming introduction and co edited special issue (with Tobias Hochscherf),’Transnationalism and Visual Culture in Britain: migrés and Migrants 1933 to 1956’,Visual Culture in Britain, vol.13, no.3, 2012, and book chapter ‘Authenticity, tradition and modernity: Marguerite Wildenhain and Ruth Duckworth, women émigré studio potters, 1936 1964’, in Entfernt: Frauen des Bauhauses whrend der NS Zeit Verfolgung und Exil, Women in Exile, volume 5, eds. Adriane Feustel, Inge Hansen Schaberg, Wolfgang Thner, text+kritik, Richard Boorberg +Verlag GmbH Co KG, Munich, 2012). This research began with postgraduate research for a Master of Letters thesis that focused on the British furniture company and architectural practice, Isokon (Isokon, exhibition catalogue, 1980), and it continued with research for a Doctorate on women in the British pottery industry. This led to various publications, notably the book Potters and Paintresses, and various articles and book chapters such as ‘Women and Modernism: A Case Study of Grete Marks (1899 1990)’ in Women Designing. Redefining Design in Britain between the Wars, eds. Jill Seddon and Suzette Worden, Brighton, 1994 and ‘Quietly Fine, Quietly Subversive: Women Ceramics Designers in Twentieth century America’, Women Designers in the USA 1900 2000 Diversity and Difference, ed. Pat Kirkham, USA: Yale University Press, 2000). Her research are directed to the relationship between design and technological innovation. She has opened a personal focus on Mediterranean Design considered as emblematic expression of the contemporary geopolitical complessity. Other topics are: self production design, relationship between design and crafts, the women’s Design in the mediterranean countries.
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