peuterey milano outlet Si dice o non si dice

giubbotti peuterey donna Si dice o non si dice

semmai o se mai?

Diciamo subito che entrambe le forme, quella unita e quella separata, sono correttissime. Ma per questa e altre congiunzioni composte, che sono numerosissime, l’uso è quanto mai oscillante, perché segue soltanto il gusto di chi scrive. Si potrà solo aggiungere che certe forme separate appartengono a un certo stile letterario, non all’italiano di tutti i giorni.

C’è chi preferisce semmai a se mai, chi sennonché, a se non che, chi sennò a se no. Per se bene, e bene, or bene possiamo dire che l’uso, anche letterario,
peuterey milano outlet Si dice o non si dice
tende ad archiviarle a favore delle forme unite, sebbene, ebbene, orbene. Si battono ancora ad armi pari sopra tutto e soprattutto mentre ben che ha da tempo ceduto le armi a benché, e pure a eppure, né pure è ormai scomparso e trionfa neppure; e poi invece è più frequente di eppoi.

A questo punto serve un’avvertenza, che vale per tutti: volendo usare le forme unite, non dimentichiamo, dove occorre, il raddoppiamento della consonante: semmai e non “semai”, sebbene e non “sebene”, sennò e non “senò”. Per approfondire ulteriormente si può consultare anche la voce raddoppiamento fonosintattico.
peuterey milano outlet Si dice o non si dice

negozi peuterey milano Serie A al sabato

giubbotto peuterey uomo prezzo Serie A al sabato

Appuntamenti leggermente ridotti per lo sport in tv in questo lungo weekend pasquale. Niente Formula Uno né MotoGp ma a tenere alta l degli sportivi ci pensa il campionato di Serie A, che torna dopo la pausa dedicata alle nazionali. Turno unico al sabato, per rispettare la Pasqua, domenica dedicata a ciclismo e pallacanestro.

Venerdì. Palinsesto non troppo ricco, considerato l al giovedì sera di tutto il 34esimo turno di Serie B. Restano il tennis, con la diretta dell Masters 1000 da Miami (SkySport 2, dalle 20) ed il golf, con il Trophèe Hassan II, sulla stessa rete alle 14.30. In serata su Sportitalia la diretta (20.30) di Paris St. Germain Montpellier per il campionato francese di calcio.

Sabato. In campo, come anticipato, tutta la Serie A con un programma ricco che ha il suo culmine nella classicissima Inter Juventus delle 15 (SkySport 1 e Premium Calcio) e nel posticipo serale (20.45) tra Torino e Napoli. Le altre gare trasmesse da Sky e Mediaset sono Atalanta Sampdoria, Cagliari Fiorentina, Genoa Siena (decisiva per la lotta salvezza), Lazio Catania, Palermo Roma e, alle 18.30, Chievo Milan. Solo per gli abbonati SkyCalcio, invece, Parma Pescara ed Udinese Bologna. Sul circuito di reti private del digitale terrestre facenti capo alla concessionaria Publishare, parte la trasmissione degli ultimi dieci turni della Liga spagnola, iniziando con CeltaVigo Barcellona (alle 18) e Real Saragozza Real Madrid (ore 21). Per gli appassionati di calcio inglese alle 18 (SkySport 3) c Manchester City Newcastle; Su Sportitalia la Ligue 1 alle 17 Troyes St. Etienne e alle 20 Bordeaux Lorient. Per quanto riguarda gli altri sport, RaiSport dà spazio al futsal con Italia Montenegro (18.55), valida per le qualificazioni all e alla pallanuoto: alle 20.25 Romania Italia per la World League.

Domenica. Largo al calcio estero: su Sky dalle 14.30 Aston Villa Liverpool (SkySport 1) e alle 17 Sunderland Manchester United (SkySport 3). Sul digitale terrestre (fra le altre Telelombardia, Telenorba, Video Calabria, Videolina, Telequattro) prima domencia di campionato spagnolo con Espanyol Real Sociedad (ore 19) e Atletico Madrid Valencia (21). Ma non si vive di solo pallone, per cui chi vuole potrà orientarsi piuttosto sul classico Giro delle Fiandre di ciclismo, su Eurosport dalle 11.45 e su Rai3 e RaiSport 1 dal pomeriggio. Per il basket di casa nostra, dalle 12 La7D e Sportitalia2 trasmetteranno il match tra Dinamo Sassari e Olimpia Milano per la Lega A e RaiSport 1, dalle 17.20, una gara dei playoff di serie A di volley.
negozi peuterey milano Serie A al sabato

modelli piumini woolrich Scozia per il Sei Nazioni

giubbotto peuterey bambino Scozia per il Sei Nazioni

Mentre ci prepariamo a salutare le Olimpiadi invernali di Sochi 2014 la primavera si avvicina e con essa tutti quegli sport che vanno in letargo durante l e in particolare quelli motoristici. Se MotoGP e F1 stanno ancora scaldando i motori, la Superbike invece è pronta e così domenica in Australia scatta il mondiale 2014. Torna il Sei Nazioni di rugby, inoltre, mentre i campionati di calcio di tutta europa si avvicinano alle gare decisive dopo la parentesi infrasettimanale dedicata alla Champions e all League.

La sveglia è prima dell per la Superpole del Gp d della Superbike, da Phillip Island (ore 4.45, Italia 1 e Italia 2). Dopo caffè e biscotti collegamento con Sochi per le gare della penultima giornata olimpica; segnaliamo fra tutte lo slalom parallelo maschile e femminile di snowboard (ore 10, Sky Olimpiadi 2), lo slalom speciale maschile di sci alpino (Sky Olimpiadi 1, prima manche alle 13.30 e seconda alle 17). Per il calcio straniero alle 13.45 prima gara di Premier League (Fox Sports) fra Chelsea ed Everton. Per la Bundesliga alle 15 (Sky Calcio) c Amburgo Borussia Dortmund e a seguire Wolfsburg Bayer Leverkusen; alle 16 su Fox Sports Real Madrid Elche e, in contemporanea, su Fox Sports Plus, Arsenal Sunderland. Alle 18.30 in diretta da Londra Crystal Palace Manchester United (Fox Sports Plus); infine alle 20 (Fox Sports) Real Sociedad Barcellona e alle 22 sullo stesso canale Almeria Malaga. Su DMax torna la grande esclusiva della primavera 2014, il Six Nations di rugby. Dalle 13.45 collegamento dall di Roma per Italia Scozia e, alle 16, Inghilterra Irlanda da Twickenham. Per il calcio di casa nostra in campo la Serie B, con ben nove partite in programma sui canali Sky Calcio. Sky Sport 1 trasmette in diretta Trapani Modena alle 15 e Palermo Spezia alle 18. Per la Serie A un unico anticipo, alle 20.45: Bologna Roma (Premium Calcio e Sky Sport 1). Per vedere gara 1 del Gp d bisogna invece tirare tardi: semaforo verde alle 2, diretta su Italia 2.

Caffettiera sul fuoco mentre fuori è ancora buio per seguire gara 2 del gran premio inaugurale della stagione della Superbike: dalle 4.40 in diretta su Italia 2. Le due gare verranno poi trasmesse in replica in orari più consoni da Italia 1, alle 14 e alle 15 del pomeriggio. Già che ci siete, se vi piace il basket potete fare zapping e su Sky Sport 2, che dalle 4.30 trasmette in diretta il match di NBA fra Golden State e Brooklyn. Per le Olimpiadi di Sochi (trasmesse da Sky in esclusiva e, in chiaro, da Cielo) giornata conclusiva; ultime medaglie da assegnare quella della 50 km di fondo a tecnica libera (partenza ore 8), quella del bob a quattro (dalle 10.30) e quella dell su ghiaccio maschile: finalissima alle 13 su Sky Olimpiadi 1. Per il calcio, alle 12 Rayo Vallecano Siviglia (Fox Sports) e alle 12.30 (Sky Calcio e Premium Calcio) Livorno Verona. Alle 14 (Fox Sports Plus) Tolosa PSG e, mezzora più tardi su Fox Sports, Liverpool Swansea. Per la Serie A alle 15 in campo otto squadre: Chievo Catania, Inter Cagliari, Sampdoria Milan e Udinese Atalanta, live su Sky Calcio e Premium. La gara del Milan verrà trasmessa anche da Sky Sport 1. Ultimo incontro in calcio del nostro programma è il posticipo di Serie A fra Lazio e Sassuolo (ore 20.45, Premium Calcio e Sky Calcio). Per il basket, infine, segnaliamo alle 19 (Sky Sport 2) la gara di NBA fra tra Oklahoma e Miami e, alle 20.30, l di A fra Venezia e Siena in diretta su Raisport 1.
modelli piumini woolrich Scozia per il Sei Nazioni

Alpinismo in lutto morto Walter Bonatti

Il grande alpinista di origini bergamasche, giornalista e scrittore Walter Bonatti, leggenda dell’alpinismo italiano, morto improvvisamente, marted sera 13 settembre, a Roma, per una malattia. La salma sar trasportata a Lecco dove sabato e domenica verr allestita la camera ardente.

Bonatti aveva compiuto da poco 80 anni. pi forte alpinista bergamasco e grande ambasciatore d’Italia nel mondo in occasione della stupenda vetta dei primi 80 anni, dagli amici della montagna bergamaschi ti giungano sinceri auguri, profonda ammirazione alpinistica e autentica stima umana Questo il messaggio omaggio che la sezione del Cai di Bergamo gli aveva dedicato lo scorso 22 giugno 2010 per il suo compleanno.

Walter Bonatti stato sicuramente infatti uno dei pi illustri interpreti italiani della storia dell’alpinismo, molto noto anche a livello internazionale. Bonatti inizia la sua attivit sportiva facendo il ginnasta nella gloriosa societ monzese Forti e Liberi. Compie le sue prime scalate sulle Prealpi lombarde nel 1948, ma gi dall’anno successivo inizia un susseguirsi di imprese dalle difficolt estreme.

Nel 1950 tenta la sua prima grande impresa: la parete est del Grand Capucin, un superbo obelisco di granito rosso mai scalato prima nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1953 compie la prima invernale alla parete nord della Cima Grande di Lavaredo e la prima invernale alla Cima Ovest. Poco prima della fine dell’inverno, con Bignami, in due giorni di scalata, raggiunge la vetta del Cervino aprendo una variante direttissima lungo gli strapiombi della cresta del Furggen. In estate, sempre con Bignami, compie delle “prime” sulle Alpi Centrali della Val Masino (Torrione Fiorelli per la parete nord, Picco Luigi Amedeo per lo spigolo sud ovest, Torrione di Zocca per lo spigolo est), oltre alla scalata del Monte Bianco per il canalone nord del Colle del Peuterey e al Pizzo Pal per la parete nord lungo la via Feult Dobiasch, percorsa in condizioni quasi invernali.

Bonatti per soprattutto noto per la cosiddetta del K2 notte sul K2, tra il 30 e il 31 luglio 1954, io dovevo morire. Il fatto che sia invece sopravvissuto dipeso soltanto da me. ha scritto nel suo libro mie montagne

La vicenda giacconi peuterey ormai nella storia dell’alpinismo: nel 1954 Bonatti partecipa alla spedizione italiana capitanata da Ardito Desio, che porter Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Con i suoi 23 anni, il pi giovane della spedizione e il giorno prima che Lacedelli e Compagnoni raggiungano la vetta, Walter Bonatti scende dall’ottavo campo verso il settimo, per recuperare le bombole di ossigeno lasciate l la sera prima da altri compagni. Con questo carico sulle spalle, insieme all’Hunza Mahdi, risale fino all’ottavo campo e di l dopo una pausa ristoratrice, fino al nono campo che nel frattempo era stato allestito da Compagnoni e Lacedelli. Questi per invece di allestire il campo dove era stato previsto la sera prima, in disaccordo con Bonatti, lo fissarono circa 250 metri di dislivello pi in alto, rendendo a Bonatti e Mahdi impossibile individuarli e raggiungerli col buio della notte. Bonatti e Mahdi riescono ad arrivare nei pressi del nono campo poco prima del tramonto, ma non vengono aiutati dai compagni Compagnoni e Lacedelli, che invece di indicar loro la strada per la loro tenda si limitano a suggerire da lontano di lasciare l’ossigeno e tornare indietro. Una cosa impossibile, visto il buio che incombe, l’enorme sforzo gi sostenuto dalle prime ore del giorno e soprattutto l’inesperienza di Mahdi a quelle quote e su quei terreni. Bonatti e Mahdi si ritrovano cos soli a dover affrontare una notte nella della morte con temperature stimate intorno ai 50 senza tenda, sacco a pelo o altro mezzo per potersi riparare. Solo alle prime luci dell’alba del giorno successivo i due possono muoversi e ritornare verso campo 8, dove giungono in mattinata: Mahdi riporta seri congelamenti alle mani ed ai piedi, ed in seguito subisce l’amputazione di numerose dita.

Bonatti rimane talmente deluso dall’atteggiamento dei suoi compagni che da allora predilige imprese prevalentemente in solitaria. Il contratto firmato da Bonatti prima della partenza per il K2, tra l’altro, gli impedisce di rilasciare interviste e resoconti della spedizione per un periodo di due anni. La versione dei fatti secondo Bonatti viene divulgata solo nel 1961, con la pubblicazione del suo libro mie montagne La vicenda per continua a far discutere, tra articolie smentite su come andarono i fatti di quella notte. Si dovr attendere il 2004 perch il Club Alpino Italiano, a seguito delle risultanze della propria Commissione d’Inchiesta, riconosca ufficialmente la versione di Bonatti come l’unica vera e attendibile relativamente alla vicenda del K2 e dopo il Club Alpino Italiano, anche la Societ Geografica Italiana pone termine alla vicenda risalente al 1954 e chiarisce il ruolo di Bonatti nel raggiungimento della vetta.

La versione definitiva della vicenda viene stilata in un incontro organizzato solo nel dicembre 2008 a Villa Celimontana a Roma (sede storica della Societ con la presenza di Annibale Salsa (presidente del CAI), Franco Salvatori (presidente della Societ Geografica Italiana), Claudio Smiraglia (presidente del Comitato Glaciologico Italiano, gi allievo di Ardito Desio), Agostino Da Polenza (organizzatore della spedizione al K2 del cinquantenario) e Roberto Mantovani (storico della montagna). La versione di Bonatti viene quindi accettata, con grande onest intellettuale, anche dalla Societ Geografica Italiana, l’ambiente che tradizionalmente era stato pi vicino a Desio. cinquantatr anni dalla conquista del K2, sono state finalmente ripudiate le falsit e le scorrettezze contenute nei punti cruciali della versione ufficiale del capospedizione Ardito Desio. Si cos ristabilita, in tutta la sua totalit la vera storia dell’accaduto in quell’impresa nei giorni della vittoria. Si (.) dato completa verit e dovuta dignit al grande successo italiano, una affermazione che ha saputo risvegliare, dopo gli anni bui, il vanto e l’orgoglio di tutti noi ha scritto quindi il bergamasco.

Le sue imprese continuano negli anni. Dalla vetta del Gasherbrum IV al Pilastro Rosso di Brouillard. Apre varie vie al Petit Mont Gruetta e sulla parete nord ovest della Grivola. Ritorna sulla parete sud del Mont Maudit e fa grandi imprese sul Cervino. Al ed esploratore, il suo nome anche collegato a celebri libri, anche grazie alle sue avventure vissute nelle sue spedizioni. Come quella nel 1967 quandoi giunge sull’Alto Orinoco ed entra in contatto con la popolazione indigena degli waikas Yanoami. Con due spedizioni (1967 e 1978) andr alla ricerca delle sorgenti del Rio delle Amazzoni. Nell’ottobre giacche peuterey 1968 si reca poi a Sebanga, nell’isola di Sumatra per studiare il comportamento della tigre al cospetto dell’uomo ed entra in contatto con i sakai, una giacconi peuterey popolazione di aborigeni provenienti originariamente dalle giungle malesi. Nel 1969 visita le Marchesi, dove ripercorre nella giungla il viaggio fuga di Melville (dai pi ritenuto una semplice invenzione a fini novellistici), quando era scappato dall’imbarco della baleniera dove prestava servizio, ed era poi stato prigioniero dei cannibali. Ritrova i luoghi precisi narrati da Melville e comprova la veridicit di tale storia.

Nel 1970 a Capo Horn, sempre in solitaria. Nel 1971 in Australia, dove esplora il rosso e le sponde orientali del Lago Eire, nel Deserto Simpson. Nello stesso anno esplora per 500 chilometri i fiordi della Patagonia. Parte dalla Penisola di Taitao per arrivare fino alla Laguna di San Rafael, alla testata del ghiacciaio. Sempre nel 1971, col suo compagno Folco Doro Altan con cui ha gi scalato le vette patagoniche nel 1958, naviga lungo l’intero corso del fiume Santa Cruz dal Lago Viedma fino all’Atlantico, con l’intento di ricordare la prima esplorazione del geografo Francisco Moreno avvenuta nel 1877, seguita a quella nel 1834 del giovane Charles Darwin che aveva dovuto rinunciare all’impresa dopo ventun giorni per le difficolt incontrate nel risalire con peuterey outlet online le scialuppe del Beagle l’impetuosa corrente. Nel 1972 in Zaire e in Congo, sul vulcano Nyiragongo e tra i pigmei. Nel 1975 sulle Terre Alte della Guayana. Nel 1976 in Antartide, dove esplora le Valli Secche, con il prof Carlo Stocchino, leader della spedizione, Ivo Di Menno ed Enrico Rossi della marina italiana. Nel 1978 torna in Sudamerica, alla ricerca delle sorgenti del Rio delle Amazzoni.

A Firenze ora c’è la moda bimbo 4 realtà orobiche

Piccole principesse vestite di rose, fiorellini e bagliori di luce, oppure giacche peuterey giovani globe trotter che seguono un solo stile, il grunge, tutte tartan, pelle e rock’n’roll. Sono queste le macro tendenze con cui la moda junior prova a riconquistare il mercato. Ben 450 le collezioni (di cui 177 estere) in mostra dal 16 al 18 gennaio piumino peuterey alla Fortezza da Basso di Firenze per l’edizione 78 di Pitti Bimbo, con tutte le novità per l’autunno inverno 2014/2015.

Per accontentare i grandi a cui piace vestire le bambine come principesse (ma anche i mercati esteri più esigenti), le aziende della moda bimbo mandano in passerella guardaroba da vere regine delle nevi, con abiti a fiori laser e paillette ricamate a mano, tessuti laminati oro e bagliori piumini peuterey d’argento (Miss Blumarine). Tutto si estremizza con un trionfo di ricami di lusso rinascimentale, un virtuosismo barocco con fiori e foglie ricamate (Quis Quis by Stefano Cavalleri). Il piumino riscopre una nuova vita: in tessuto tecnico, non è più monocolore, ma ha belle rose stampate (Peuterey Kid) oppure è a pois, pied de poule, animalier e effetto neve per lei (Moncler Gilr) e tricot, jacquard o camouflage per lui (Moncler Boy). In questo filone anche i piumini seguono un’evoluzione deluxe, con bagliori e dettagli luccicanti. Così vestono le principesse, invece dall’altro lato siedono le piccole ribelli, vestite come punk (i loro colori sono blu e bluette, nero o viola). Il grunge è il loro stile, con maglie over size, denim effetto pelle nera, camicie a scacchi rosso e nero, tartan (Young Versace), strappi e rattoppi. La camicia a scacchi è la loro coperta di Linus (Roy Roger’s Kids), mentre i jeans sono ultra strappati e abbinati a giacche da biker rigorosamente nere (Diesel Kid). Un filone, questo, seguito anche dai marchi al debutto, come MSGM Kids, la linea bimbo disegnata da Massimo Giorgetti lanciata con Daddato. Cool, spregiudicata, una collezione Kids che romperà gli schemi così la descrive lo stilista, che ha disegnato bomber in panno tartan e maniche in neoprene da abbinare al jeans 5 tasche o alla felpa patchwork. Grintosa anche la Capsule 99, tutta neoprene e colori fluo, novità di Bikkembergs che lancia anche la linea bambina. Lo scrittore Nicolai Lilin invece ha disegnato per Happiness Kid due T shirts in cui con ironia ricorda ai bambini quale dovrebbe essere il loro ‘hobby’. Ha preso spunto dalla frase di giacconi peuterey Gabriele D’Annunzio “Memento Audere Semper, corretta in Memento Ludere Semper (Ricorda di Giocare Sempre) e l’ha fatta stampare sulle magliette con il linguaggio e il tratto del tatuaggio siberiano. Trussardi Junior presenta invece capi classici e raffinati ma pratici e facilmente adattabili alle giornate di scuola e ai momenti di gioco durante i quali è fondamentale la comodità. Il marchio è gestito in licenza da I Pinco Pallino, brand di Entratico che racconta i suoi bambini sempre con raffinatezza, tessuti preziosi e abiti di grande fattura artigianale.

5 trend per la primavera 2014

La Milano Fashion Week appena trascorsa ci ha dato un assaggio delle tendenze che ci attendono alla fine dell con collezioni primavera/estate 2014 che, se da un lato confermano lo stile tipico delle case stilistiche d dall sorprendono con piacevoli e inaspettati dettagli.

Ecco i 5 trend suggeriti dai grandi della moda lungo le passerelle di Milano:

1) Minimalismo urbano

Cappotti oversize e chic e colori eccentrici giacconi peuterey ispirati alle grandi metropoli: le collezioni per la primavera 2014 rimandano prepotentemente a un ricercato minimalismo urbano, come i capi di Max Mara, lineari e monocromatici, che tuttavia non negano una particolare eleganza. La Primavera 2014 sembra suggerire una femminilità lontana dagli eccessi fru fru, più morbida e rigorosa. Asimmetria non solo visiva ma anche concettuale, peuterey sito ufficiale come dimostra la pacifica convivenza di sportivo ed elegante in outfit che non giacche peuterey temono l di giacche da biker ad abiti monocromatici.

4) Geometria tech

Passione per le linee geometriche e rimandi al mondo tecnologico: non a caso si parla di geometria tech nella collezione Fendi per la prossima Primavera. Mosaici di trapezi, colori a contrasto e stampe astratte sono solo alcune delle tendenze anticipate alla Milano Fashion Week.

5) Futurismo retrò

Dalla Milano Fashion Week sembra trasparire un omaggio al giacconi peuterey futurismo in stile anni lo stesso immaginato nei film di quegli anni, ambientati in un futuro dove colori primari e secondari audaci e forme spigolose erano parole chiave indiscusse. Gli . continua

Vuoi ancora più Ninja Power? Accedi gratuitamente a Marketing News, Viral Tips Tricks, Business Life Hacks ed entra in una community di oltre 50.000 professionisti.

giubbotti donna woolrich la mia vita senza supermercato

giacconi peuterey uomo la mia vita senza supermercato

di Elena Tioli Mi è sempre piaciuto raccontare storie. Storie di chi molla tutto, prende e parte. Di chi stravolge le proprie abitudini, di chi cambia strada e va controcorrente. Di giovani che tornano alla terra. Di adulti che si mettono in discussione. Ma mai e poi mai avrei pensato di divenire a mia volta una storia.

E soprattutto non mi sarei mai immaginata che succedesse a causa di una scelta che un tempo avrei reputato insignificante: cambiare modo di fare la spesa.

Non sono mai stata una consumatrice consapevole, un’attivista, un’ecologista. Al contrario! Per una vita sono stata assidua frequentatrice di centri commerciali, attratta dal superfluo, con l’acquisto facile e impulsivo. Una fumatrice compulsiva, come se non bastasse. Insomma, non mi sono mai fatta troppe domande. Non ho mai riflettuto sulle conseguenze delle mie scelte. Fino al giorno in cui, per favorevole congiuntura (lo dico ora, all’epoca non lo sapevo) mi sono trovata disoccupata: senza un impiego, senza un’identità, senza una lira. In quel momento, mentre mi disperavo per aver perso qualsiasi forma di controllo sulla mia vita, ho realizzato che non era così: potevo controllare le mie azioni e ripartire da me. Per esempio, viste le ridottissime possibilità economiche, potevo smettere di buttare soldi per avvelenarmi. Così, dopo 15 anni di onoratissima carriera a ritmi di un pacchetto di sigarette al giorno, per 365 giorni all’anno e per un costo totale di 20mila euro più o meno da un momento all’altro ho detto basta.

Grazie a quella decisione ho percepito forse per la prima volta, il potere enorme che avevo nelle mie mani: il potere di scegliere. stata un’illuminazione! Avete presente il criceto che corre sulla ruota? Talmente affannato nel correre da non accorgersi di non andare avanti. Ecco, smettendo di fumare è come se mi fossi accorta di essere su quella ruota. E di poter scendere, semplicemente fermandomi.

Così ho avuto il tempo di pormi delle domande e di iniziare a informarmi. Ho cominciato a leggere tantissimo: Pollan, Berrino, Moss, Mercalli, Marie Monique Robin, Pallante e tanti altri autori che mi hanno aperto gli occhi sulle conseguenze dei miei consumi. Non vedevo più i prezzi, le marche, i colori, gli slogan sulle confezioni, ma l’impatto ambientale, sociale e sanitario di quelle merci, l’impronta ecologica, gli imballaggi e i chilometri percorsi. Sapevo leggere le etichette e conoscevo il significato di quelle paroline prima incomprensibili. Mi immaginavo le facce di chi aveva prodotto quelle cose: persone sfruttate, sottopagate o prive di diritti. Vedevo tutto ciò e non volevo più essere complice.

Con quel pensiero è iniziata la mia sfida: era il 2 gennaio del 2015 quando uscendo da un supermercato mi sono ripromessa di non entrarci più. Per un anno. All’epoca non sapevo che quel buon proposito mi avrebbe cambiato la vita. Come non immaginavo che al di fuori dai centri commerciali vi fosse un mondo tanto ricco di opportunità: persone informate e consapevoli, produttori responsabili, veri e propri eroi che ognigiorno faticano per sopravvivere a un sistema che troppo spesso premia la grande distribuzione organizzata (e scellerata) a discapito dei più piccoli e coscienziosi. Grazie a tutti loro la mia spesa è stata rivoluzionata.

Sono partita con un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS), poi ho scoperto mercati contadini, botteghe di quartiere, negozi in cui si compra sfuso e diverse piattaforme online che mettono in contatto diretto produttori e consumatori. Oggi conosco chi produce ciò che acquisto e so dove vanno a finire i miei soldi.

Compro perlopiù a chilometro zero e biologico, che non significa necessariamente certificato bio, quello, per intenderci, che al supermercato ha un reparto apposito, una confezione ultra chic e che di solito costa il triplo. Grazie alla filiera corta e al GAS, il biologico vero è alla portata di chiunque: venduto ancora sporco di terra e dentro una cassetta riciclata. Buono, sano e con un prezzo congruo, in grado di restituire dignità al lavoro di chi lo produce.

Scelgo cibo genuino, per lo più vegetale e integrale, di certo non industriale o raffinato; frutta e verdura di stagione, magari esteticamente non perfetta e non omologata nelle dimensioni, ma con un gusto fantastico. Alla varietà preferisco la biodiversità.

Evito quasi del tutto i derivati animali e soprattutto non compro nulla che provenga da allevamenti intensivi, una delle piaghe ambientali, sanitarie ed etiche più grandi dei nostri tempi.

Autoproduco, ma non tutto, solo le cose facili! Quelle che al massimo richiedono pochi minuti e un paio di ingredienti. Per esempio il deodorante: basta miscelare 2 cucchiai di bicarbonato, 1 di amido di mais e 10 gocce di tea tree oil per farne un barattolo. Tempo 30 secondi, costo pochi centesimi. Al posto di brillantante, anticalcare e ammorbidente uso acido citrico e acqua. E per sostituire disinfettante, smacchiatore, sbiancante e detergente uso il percarbonato di sodio, una sorta di candeggina naturale che, a differenza di quella industriale, non inquina e non fa danni alla salute di chi la utilizza.

Lo sapevate che l’inquinamento domestico fa più danni di quello esterno? Proprio così. Tantissimi prodotti che si adoperano quotidianamente per pulire casa sono in realtà veleno, per noi e per l’ambiente. Perché utilizzarli quindi se le alternative ecologiche sono anche alla portata di tutti?

Ovviamente quel che posso lo compro sfuso, riutilizzando gli stessi contenitori. Così come compro sfuso il sapone vegetale con cui sostituisco shampoo e bagnoschiuma; l’olio di mandorle, che utilizzo come struccante e idratante; il detergente per lavatrice e lavastoviglie totalmente ecologici.

Insomma faccio una spesa a bassissimo impatto ambientale e con un altissimo valore umano, che non ultimo, mi permette di risparmiare tempo e soldi.

Le code alla cassa, la ricerca del parcheggio, il percorso a ostacoli tra le corsie, i sabati pomeriggio passati al centro commerciale per me non sono che lontani ricordi. Ora gran parte della mia spesa la faccio tramite il gruppo d’acquisto: ordino comodamente online, in pochi minuti e dal mio divano e poi vado a ritirare la mia cassetta nella sede del GAS. Lì ci scappano sempre quattro chiacchiere con i compagni del gruppo o qualche produttore e così la spesa è diventata uno dei momenti più gradevoli della settimana.

Anche il mio portafoglio sorride. Molti prodotti che compro, seppur di maggior qualità rispetto a quelli della grande distribuzione, mi costano meno. Per esempio i generi di ortofrutta del mio listino del GAS sono quasi tutti più convenienti di quelli di un noto supermercato: la cicoria la pago 2 euro al chilo, al supermercato costa 2,29; le mele 2.10 euro al chilo, invece di 2,59; le carote 1.60 euro al chilo contro 2,64.

Com’è possibile? Semplice! Niente costi di intermediari, packaging, trasporti, stoccaggio e marketing tutti aggravi che, nella grande distribuzione, pesano sul prezzo finale di un prodotto fino al 35 per cento o anche di più.

Ovviamente alcuni prodotti li pago un po’ più. Ma va bene così. Se risparmiare significa bassa qualità, tanto inquinamento, produttori strozzati dalle dinamiche della GDO e dal sistema malato delle doppie aste online, io dico: “No, grazie”.

Penso per esempio alle arance: nei supermercati un chilo si aggira su 1.10 euro, mentre i produttori vengono pagati non più di 15 centesimi al chilo. Una miseria dietro cui molto spesso si cela lavoro nero e caporalato. Io le compro a 1,26 euro al chilo, con la certezza però che quei soldi vanno quasi tutti al produttore (biologico) e ai lavoratori, in questo caso contrattualizzati e pagati dignitosamente. Insomma, nel mio piccolo sostengo un’economia diversa: più solidale, etica e giusta.

Ma se tutti facessimo come te quanti posti di lavoro si perderebbero? Lo so che lo state pensando. una domanda che mi viene fatta spesso. Forse perché sfugge quanti posti di lavoro si perdono e sono stati persi a causa della grande distribuzione. Basti pensare a tutti i negozi costretti a chiudere per l’apertura dell’ennesimo centro commerciale; ai paesi in cui le saracinesche sono ormai tutte abbassate; a tutti quei contadini che si trovano sul lastrico per colpa degli standard imposti dalla GDO.

Secondo Coldiretti, in Italia dal 2007 al 2015, oltre 150mila aziende agricole hanno chiuso perché non avevano i volumi di produzione adatti alla grande distribuzione o perché avevano costi più alti dell’agricoltura industriale. Un’assurdità se si pensa che il ricarico dei prezzi sui prodotti agricoli può arrivare fino al 300 per cento a fine filiera: tradotto significa che mentre i produttori sono sottopagati, il consumatore finale deve spendere il triplo del valore di ciò che compra.

Per fortuna oggi molte persone coraggiose hanno deciso di mettersi in gioco, riscoprendo antichi mestieri e inventandosi nuove professionalità in grado di realizzare, oltre a vantaggi personali, benefici per tutti e per il pianeta. Grazie a loro tantissime realtà sostenibili, ecologiche e innovative stanno prendendo piede. Lavori legati all’agro ecologia, alla custodia di sementi antiche, alla tutela della biodiversità e alla riqualificazione del territorio. Ma anche alle reti alimentari alternative, all’autosufficienza e alla sovranità alimentare.

Realtà da cui dipende il nostro presente e il nostro futuro e che per questo andrebbero sostenute e incentivate. Come? Anche e soprattutto attraverso i nostri acquisti. Quando si fa la spesa si influisce sull’andazzo di questo pianeta più di quanto si possa immaginare. Ogni volta che mettiamo qualcosa nel carrello stiamo decidendo chi favorire e chi boicottare. Ogni acquisto è un voto attraverso cui scegliamo in che mondo e in che modo vogliamo vivere.

Grazie a questa nuova consapevolezza oggi sono una persona totalmente diversa. Tolte le vesti della consumatrice incallita ho scoperto il piacere di scegliere responsabilmente e di conoscere le conseguenze delle mie scelte. E un piacere nuovo, che non conoscevo. Così come non conoscevo il piacere di fare a meno. Che non significa rinunciare. Significa stare meglio senza. bellissimo! Com’è bellissimo partecipare a una comunità in cui produttori e consumatori sono dalla stessa parte e in cui le relazioni si basano sulla fiducia e sul rispetto.

Ultimo, ma non ultimo, ho assaporato il piacere di tornare a fare. Di saper fare. Che soddisfazione! L’indipendenza è rivoluzionaria. Ti fa sentire libera. Una libertà che mi ha portato a cambiare abitudini, aspirazioni e a riappropriarmi del mio tempo. Dopo aver vissuto per una vita con quel fare un po’ indifferente per cui un problema non è un problema se non è un mio problema, ho deciso di smettere di girarmi dall’altra parte. Anzi! Di impegnarmi per lottare per ciò in cui credo. Dopo molti anni passati in redazioni televisive, ora si occupa di ufficio stampa e comunicazione trattando soprattutto temi legati alla politica, alla decrescita e all’ambiente. Freelance per scelta, collabora con diverse realtà ecologiche e solidali. Per passione si interessa di alimentazione consapevole e stili di vita sostenibili. A febbraio 2017 ha pubblicato il libro Vivere senza supermercato (ed. Terra Nuova) in cui racconta la sua avventura fuori dalla grande distribuzione organizzata.
giubbotti donna woolrich la mia vita senza supermercato

peuterey herrenjacke la mappa dello shopping low cost

outlet piumini uomo la mappa dello shopping low cost

La provincia di Verona è ben fornita. Da consigliare l’outlet della Swinger a Sona (strada Festara) che vende, per uomo e donna, abiti di Roccobarocco, Just Cavalli, Versace Jeans, Versus e Byblos. C’è anche un piccolo reparto bambino e accessori, ma la scelta qui è limitata. Per chi ha il “fisico da campionario” la scelta però si allarga anche a prezzi da favola: 19, 29, 39, 49 euro. Per i capispalla, specie piumini di vera piuma d’oca, si prosegue verso Castelnuovo del Garda. Qui c’è il Factory store della Moorer (via XXV aprile, 90). I prezzi non sono bassissimi ma lo sconto rispetto al negozio è assicurato. Formidabili i pantaloni da uomo in stile classico ma anche jeans. Chi è a caccia di multimarca dovrebbe puntare sui Magazzini F. A Verona ci sono diversi shop con questa insegna. In quello in città, in via Basso Acquar, 57, si trova abbigliamento uomo, donna e bambino. Al secondo piano c’è un angolo occasioni e il reparto casa. Qui anche note firme come Blugirl, Pinko, Moschino, Armani Jeans.

Nella Bassa veronese, a San Pietro di Legnago (via Padana inferiore Ovest, 15), lo store della catena Diffusione Tessile (un secondo shop è a Noventa di Piave) si riconosce dall’attaccapanni giallo: qui abbondano le passate collezioni di Max Mara, Max Co, Pennyblack, Marella. Anche scarpe, accessori e borse. Sempre lungo la Trasnpolesana, il mega Outlet Calzedonia a Vallese (via Spinetti 1). Dentro ci sono anche gli shop Signorvino e Falconeri e i negozi del brand del gruppo con le collezioni del momento.

Passando per Vicenza una tappa obbligata è l’outlet di Mauro Grifoni a Caldogno (via Pasubio 7). Sempre a Caldogno in una viuzza (via Leopardi 32) c’è un piccolo calzolaio che fa scarpe su misura. Consigliato per la calzatura classica maschile o per chi è alla ricerca di un mocassino. Lungo l’A4, uscita Montecchio, si può provare lo stile country della Factory Malboro Classic che tiene anche Borgofiori e Uomo Lebole. Il negozio si vede dall’autostrada, mentre bisogna proseguire un po’ in campagna per raggiungere Trissino ed entrare nel magico mondo di Giorgio Armani (via Stazione 93). Anche qui i prezzi sono convenienti rispetto al negozio, ma non alla portata di tutti. Ottime le occasioni se si è alla ricerca di vestiti da sera. Meritano una visita anche lo spaccio di Staff International di Noventa Vicentina (via Progresso 10) con le linee Dsquared, Vivienne Vestwood e Viktor (attenzione, lo spaccio apre solo in alcuni periodi dell’anno).

I padovani e i veneziani, di certo, non si sono fatti mancare una tappa nel multimarca, vero villaggio delle occasioni, e notissimo Outlet McArthur Glen. Ma anche in Riviera del Brenta negli spacci dei Fratelli Rossi (Vigonza, via Venezia 10) e di Ballin a Fiesso d’Artico (via Cellini 4). Una buona guida a tutti gli store è. Un salto va fatto alla Incotex di Mira (via Fornace 15). Verso l’Alta padovana c’è lo spaccio Industrie’s (via Marco Polo, 1) con i capi Moncler e Henry Cotton’s a Trebaseleghe. In città, a voler essere originali,
peuterey herrenjacke la mappa dello shopping low cost
l’indirizzo è Fashion Stock in via Po, vicino a Crema Sport.

In Cadore è localizzato il distretto italiano dell’occhialeria, e qui il risparmio su lenti e montature è assicurato. Gli outlet spuntano come funghi. Il consiglio è guidare lentamente e guardarsi intorno, sono ovunque. Tra gli indirizzi: Colorvision (Domegge, via Fiume), La Muda (Mas di Sedico), Piera Occhiali (Taibon Agordino), Metaldream (Vigo di Cadore), Custom Ottica e Centri Ottici G5. Tappa a Busche per un gelato al Bar bianco Lattebusche dove molti i prodotti sono in promozione (via Nazionale, 55). A Domegge c’è Fedon (via dell’Occhiale 9).

Nel rodigino vale una visita un negozio del centro (che ha un secondo shop ad Albarella) per le scarpe. Ce ne sono di tutti i tipi e per chi calza il 37 la scelta è vastissima. Si chiama Alvi e le occasioni sono legate al fatto che molte sono scarpe indossate solo una volta nelle sfilate (Galleria Rhodigium). Nella zona industriale, lo Spaccio Venturini (viale delle Industrie, Borsea) offre un ampio spazio espositivo dove trovare abbigliamento, accessori e valigeria in particolare per il marchio Navigare. Più giù, alle foci del Delta, vale la pena di fermarsi al Brands Factory Outlet di Porto Viro (via Po Vecchio 5). La scelta è tra Moncler e capi di Marina Yaching.

Cappotti chanel e usato garantito

Anche il vintage, se ben tenuto e gentilmente offerto, è quasi sempre un’occasione .

A Verona c’è D Srl in via Quattro spade. Pochi metri quadri per costruire un vero e proprio regno di Chanel. Pezzi d’epoca (giacche e tailleur) ma anche collane riprodotte in stile. Volendo, è possibile farsi confezionare un cappotto su misura. Stoffa Chanel, ovviamente. A Padova da non perdere Margi Vintage in via San Pietro 101. possibile seguire le novità su Facebook e individuare il bottino ancor prima di arrivare in negozio. Silvia è un’ottima ospite pronta a coronare qualche piccolo sogno al femminile.

Tennis e t shirt dal gusto Usa

Maratoneti di professione o passeggiatori della domenica, per voi il meglio dell’abbigliamento sportivo fa rima con Treviso. Ecco gli indirizzi: Lotto factory outlet (via Padova 23 Cornuda). Diadora Factory outlet a Caerano di San Marco (via Montello 80). North face (Cornuda, via Padova 21). Se siete alla ricerca di abbigliamento sportivo chic, stile Usa, la meta è Bovolone VR (via Madonna 340) allo store Franklin Marshall. Tute, maglie e accessori a marchio con un corner per la merce fallata. A Belluno cercate Sportful outlet (Fonsazo, via Marconi 81) e Morotto outley sempre a Fonzaso in via Vallorca 7.

Equipaggiati per viaggi e neve

Anche se la neve è poca, nulla vieta di equipaggiarsi da montagna. A Isola della Scala (Vr) via Ca’ Magre 33, Aesse Shop produce abbigliamento tecnico, uomo e donna, da sci. Qui si trova anche il famoso marchio Canadiens. Nel trevigiano ci sono l’outlet Salewa (via Feltrina sud 154, Montebelluna) con abbigliamento e calzature validi anche per un’escursione sul Nepal (c’è uno shop Salewa anche a Bussolengo, Vr). A Nervesa della Battaglia c’è il Factory Outlet di Tecnica, l’azienda dei moon boot (via Gandolfo 24). La fuoriserie del settore resta però Scarpa. L’outlet è direttamente in fabbrica, a Casella D’Asolo (via Fermi 1).

A Casier, in provincia di Treviso, c’è un outlet di 800 metri quadri dedicati a chi fa della propria casa il centro di ogni acquisto. Tognana Porcellane che offre affari a prezzi vantaggiosi anche con sconti fino al 60% sulle rimanenze o seconda scelta. Uscita Mogliano Veneto, via Ca’ Barbaro a Casier. Sempre nella Marca il nostro secondo shop è in via Noalese 94. il factory outlet Pagnossin con le grandi marche per la casa. Ceramiche classiche e servizi da tavola sono presenti anche a Este (Pd) via Rovigo 13 all’outlet dell’Antica ceramiche d’Este. Quanto all’arredamento a Limena (Pd) è consigliato uno sguardo ai divani e agli arredi di Mimo Srl (via Volta 21).

Ghiottonerie e delizie per vegani

Per gli amanti dei dolci, ecco gli indirizzi golosi per uno shopping calorico: l’Outlet Bauli di Castel d’Azzano (Vr) è pieno di ghiottonerie e sono molti i prodotti da forno scontati per fare scorta (uscita Verona Sud, via Rossi 3). A pochi chilometri dal centro città c’è anche lo spaccio della Paluani (via dell’Artigianato 18 a Dossobuono, Vr) con torte, specialità, pandori,
peuterey herrenjacke la mappa dello shopping low cost
colombe ma anche merendine e cioccolato.

E c’è un vero e proprio tempio del gusto anche nel rodigino. l’Emporio Borsari a Badia Polesine (via CA’ Mignola nuova 1577). Anche qui ampia scelta di dolci e confezioni. C’è anche un servizio bar. Sul posto ci si può deliziare con le brioche. Anche vegane.

peuterey sambo La lussazione sterno claveare

giaccone woolrich donna La lussazione sterno claveare

La lussazione sterno claveare (LSC) è stata descritta per la prima volta nel 1824 da Sir Astley Cooper. Con questo termine si vuole intendere lo spostamento della clavicola dalla sua posizione rispetto al normale rapporto anatomico che stabilisce con lo sterno. E’ una patologia abbastanza rara. Le statistiche riportano il 3% di tutte le lussazioni della spalla e soltanto l’1% di tutte le lussazioni

L’articolazione sterno claveare fa parte delle cinque articolazione della spalla e consente alla clavicola il movimento in quasi tutti i piani. Favorisce e concorre, inoltre, alla escursione articolare di 360 del braccio.

La lussazione sterno claveare (LSC) stata descritta per la prima volta nel 1824 da Sir Astley Cooper. Con questo termine si vuole intendere lo spostamento della clavicola dalla sua posizione rispetto al normale rapporto anatomico che stabilisce con lo sterno.

E’ una patologia abbastanza rara e questo ha reso pi difficile acquisire sufficiente esperienza per procedere ad uno studio fisiopatologico accurato indirizzato ad affinare e migliorare la scelta e la proposta terapeutica. Purtroppo anche gli studi anatomici e biomeccanici non sono numerosi con ragionevole ricaduta sul criterio con cui il Chirurgo della Spalla affronta tale problema. 1).

Fig. 1 Articolazione sterno claveare

E’ situata nella zona centrale del petto, nella parte superiore dello sterno. Questa articolazione riveste un ruolo importante poich collega l’arto superiore al resto del corpo contribuendo, insieme all’articolazione virtuale scapolo toracica, a sostenere le ossa delle braccia e delle spalle allo scheletro verticale.

considerata, per lo pi come enartrosi o articolazione doppia perch si realizza con il manubrio sternale e la prima costola consentendo il movimento in quasi tutti i piani.

In realt solo una piccola parte dell’estremit mediale della clavicola si collega effettivamente allo sterno e per l’esattezza corrisponde a meno della met (Fig. 2).

Fig. 2

Se il rapporto anatomico tra le due parti ossee fosse legato solo a questo, l’articolazione sarebbe alquanto inastabile. A rafforzare la solidit e la tenuta dell’articolazione, ci pensano tre legamenti e un disco intrarticolare (Fig. 3).

Legamento sterno claveare anteriore e posteriore (LSCA e LSCP), i fasci di fibre collegano i due capi ossei (clavicola e sterno) tra loro attraverso questi due legamenti. 4).

Fig. 4

L’area di contatto tra la clavicola e lo sterno relativamente poco profonda. A vicariare questo scadente rapporto anatomico, provvedono i legamenti circostanti che avvolgono l’articolazione. Infatti, la lussazione dell’articolazione sterno claveare alquanto rara, le statistiche riportano il 3% di tutte le lussazioni della spalla e soltanto l’1% di tutte le lussazioni.

In letteratura non sono riportate rilevanti differenze di sesso.

Sono maggiormente esposte le persone a rischio di eventi traumatici come gli sportivi, gli atleti e lavoratori addetti a mansioni specifiche.

La dislocazione pu essere incompleta (o sublussazione) e completa; quest’ultima si verifica quando l’estremit mediale della clavicola fuoriesce totalmente dalla sua sede anatomica.

CLASSIFICAZIONE IN BASE AL GRADO DI LUSSAZIONE E ALLA SEDE

A) Distorsioni lievi o sublussazioni sono associate ad una lieve o moderata instabilit dell’articolazione e, solitamente, il paziente riferisce solo dolore e gonfiore localizzato.

B) Lussazioni complete possono essere anteriori o posteriori; si manifestano con una deformit palpabile e osservabile in corrispondenza dell’articolazione e sono associate a dolore pi o meno intenso.

La Lussazione Sterno Claveare Anteriore (Fig. 5) si verifica quando l’estremit mediale della clavicola viene spostata in avanti, verso l’esterno del torace, rispetto alla sua normale posizione; pi frequente rispetto a quella posteriore poich il LSCA pi debole rispetto al LSCP. Nel giovane pu verificarsi anche senza un trauma efficace, e ci viene attribuito alla maggiore lassit legamentosa presente in questa fascia d’et Le lussazioni anteriori sono pi frequenti di quelle posteriori 20:1

La Lussazione Sterno Claveare Posteriore (Fig. 6) si verifica quando la clavicola viene spostata posteriormente all’indietro nel torace per cui viene definita anche retro sternale; nonostante sia meno frequente, pi a rischio di complicazioni poich pu entrare in conflitto con la trachea, l’esofago, i grandi vasi (arteria carotide comune, vasi succlavi), il plesso brachiale, il dotto toracico e i polmoni che sono adiacenti. In questi casi pu essere associata ad altri sintomi:
peuterey sambo La lussazione sterno claveare